Il Regno Unito sposa la linea già adottata dall’Australia e vara il divieto di uso dei social media per chi ha meno di 16 anni. Ad annunciare la misura è stato il primo ministro Keir Starmer. “Speriamo di approvare il regolamento prima di Natale e quindi di far entrare in vigore il divieto all’inizio del 2027, probabilmente in primavera”, ha spiegato in conferenza stampa. “Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato”, ha aggiunto. “Ma un governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta“.Il premier britannico ha ricordato che, essendo padre di due figli, conosce bene “le paure che tutti proviamo” riguardo ai social media e di aver sempre desiderato solo che i suoi figli “fossero felici e al sicuro”.
Gli altri paesi che hanno vietato i social
La decisione inserisce il Regno Unito in un crescente movimento globale volto a rafforzare la sicurezza online dei minori. Paesi come Australia, Canada, Brasile e Indonesia hanno già introdotto leggi o annunciato restrizioni e requisiti basati sull’età per l’accesso dei minori ai social media. Anche Francia, Spagna, Danimarca, Thailandia e Corea del Sud stanno studiando o sviluppando approcci simili. Starmer ha affermato che le misure britanniche “potrebbero persino andare un po’ oltre” rispetto al divieto australiano, che impedisce agli under 16 di possedere account sui social media e prevede multe di diversi milioni di dollari per le aziende tecnologiche che non rimuovono tali account.
Quali social saranno vietati agli under 16
Il governo britannico ha precisato che il divieto riguarderà piattaforme come Snapchat, TikTok, YouTube, Instagram, Facebook e X, ma non i servizi di messaggistica come WhatsApp e Signal. Il primo ministro, eletto poco meno di due anni fa, è sotto pressione da parte di alcuni membri del suo stesso partito, che ne criticano la leadership e ritengono possibile una sfida interna nei prossimi giorni o settimane. Con questa iniziativa, Starmer cerca di introdurre una misura significativa che possa rappresentare un elemento importante della sua eredità politica. Padre di due figli adolescenti, Starmer ha dichiarato che il successo del divieto si tradurrebbe in “un drastico calo del numero di bambini sui social media” e in “un cambiamento culturale, la consapevolezza che si può crescere in modo diverso”.
Starmer ha aggiunto che il governo è “fiducioso che questo divieto possa essere efficace”, nonostante lo scetticismo espresso da alcuni sostenitori dei diritti dei minori. La decisione arriva dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116.000 risposte da parte di genitori, aziende tecnologiche e giovani. Il numero di contributi è stato secondo solo a quello registrato durante la consultazione sul matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2012. Secondo il governo, oltre il 90% dei partecipanti si è espresso a favore di un divieto per gli under 16. Esther Ghey, la cui figlia sedicenne Brianna è stata uccisa nel 2023 da due adolescenti che avevano avuto accesso a contenuti dannosi online, ha dichiarato che il divieto potrebbe “potenzialmente salvare la vita di moltissimi bambini“, ma che dovrebbe essere accompagnato da altre misure.
Farage contro divieto social per under 16: “Verrà aggirato”
“Sebbene il divieto dei social media sia una buona intenzione, è improbabile che funzioni data la diffusione di massa delle VPN. Inoltre, significherebbe l’introduzione dell’identità digitale in modo subdolo. La vera soluzione, in questo caso, è fornire ai bambini smartphone con funzionalità limitate”. Lo scrive su X Nigel Farage, leader di Reform Uk, commentando l’annuncio del premier laburista Keir Starmer sulla messa al bando totale dei social media per i minori di 16 anni nel Regno Unito.

