L’accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra sembra ormai ad un passo ma salta la firma a Ginevra in presenza delle delegazioni dei rispettivi paesi. Secondo la Cnn negoziatori del Qatar sarebbero a Teheran per finalizzare l’intesa. Gli auguri di Herzog a Trump per il compleanno del presidente Usa: “
Punti chiave
- Pezeshkian: "Non ci inchineremo davanti a nessuna potenza"
- Cnn: Netanyahu chiede incontro urgente con Trump
- Media: voli cancellati nell'ovest del Paese
- Obama: "Improbabile che nuovo accordo sia meglio di quello del 2015"
- Idf: "Ucciso alto comandante Hezbollah in raid su Beirut"
- Esercito Teheran: "Abbiamo il dito sul grilletto"
- Trump: "Firma accordo entro 2-3 ore, chiesto a Teheran di non rispondere"
- Teheran: "In arrivo forte risposta ad attacchi Israele"
- Trump ad Axios: "Accordo sarà firmato oggi nonostante raid su Beirut"
- Trump furioso con Netanyahu: "Non ha buon senso"
“Non ci inchineremo davanti a nessuna potenza, ma ci riteniamo responsabili e tenuti a rispondere al popolo iraniano e alle sue legittime richieste. Naturalmente, per ‘popolo’ si intende tutto il popolo iraniano, non una corrente o un gruppo specifico”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo le proteste di alcuni esponenti integralisti a Teheran.
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu sta cercando di ottenere un incontro urgente con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha riferito alla Cnn una fonte israeliana, precisando che Netanyahu sta cercando di organizzare un incontro dopo il ritorno di Trump dal G7 in Europa il prossimo fine settimana o poco dopo per chiarire e comunicare la posizione di Israele nei negoziati con l’Iran.
I voli nell’Iran occidentale sono stati cancellati fino a nuovo avviso, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ha aggiunto che non è stato ancora emesso alcun avviso ufficiale.
L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha affermato che un nuovo accordo con l’Iran difficilmente sarebbe migliore dell’accordo sul nucleare del 2015, noto come JCPOA. “È improbabile che un eventuale accordo possa essere significativamente diverso o rappresentare un miglioramento sostanziale rispetto all’accordo iniziale, che aveva funzionato a lungo prima del ritiro degli Stati Uniti”, ha detto Obama in un’intervista ad ABC News. “Spero che i bombardamenti cessino e che la gente comune non soffra più a causa della guerra”, ha aggiunto, “l’idea che possiamo risolvere i problemi con la prepotenza o con i bombardamenti a volte può sembrare allettante” ma la diplomazia potrebbe produrre accordi che “non risolvono il 100% del problema, ma l’80, il 90%”, evitando al contempo la guerra.
L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di aver ucciso nel raid lanciato oggi su Beirut Ali Musa Daqduq, un alto comandante di Hezbollah, accusato di aver svolto un ruolo centrale negli attacchi e nelle operazioni militari contro Israele e le sue forze. Le Forze di Difesa israeliane hanno affermato che Daqduq ha ricoperto cinque posizioni di alto livello in Hezbollah. Secondo l’esercito di Israele, Daqduq avrebbe orchestrato il rapimento e l’uccisione di cinque soldati americani nel 2007.
Il generale Ali Abdollahi, comandante delle forze armate iraniane, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno “il dito sul grilletto” e sono pronte a colpire “il cuore del nemico”. Lo riporta l’agenzia di stampa statale Irna. Abdollahi ha aggiunto che le capacità di combattimento, difensive, missilistiche, navali, dei droni e di difesa aerea dell’Iran sono state potenziate su ordine della Guida Suprema del Paese, Mojtaba Khamenei. “Il sacro ideale della liberazione di Gerusalemme e della vendetta per il sangue di Ali Khamenei non sarà mai dimenticato”, ha affermato Abdollahi, precisando che l’Iran aspettava il “minimo errore” del nemico per “impartirgli una lezione indimenticabile”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un accordo con l’Iran sarà firmato elettronicamente entro le prossime due o tre ore e che avrebbe chiesto a Teheran di non rispondere agli attacchi israeliani contro Hezbollah a Beirut, in Libano. Lo ha detto in un’intervista con il corrispondente di Fox News Trey Yingst.
“Il crimine commesso oggi dal regime sionista a Dahieh, Beirut, ha dimostrato ancora una volta la debolezza e la mancanza di credibilità degli Stati Uniti, che non sono nemmeno in grado di controllare questo regime illegittimo. Una forte risposta è in arrivo”. È quanto scrive il presidente della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano Ebrahim Azizi in un post sul social X.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un’intervista telefonica al giornalista di Axios Barak Ravid che ritiene che l’accordo con l’Iran sarà firmato oggi, nonostante l’attacco israeliano a Beirut, in Libano.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un’intervista al giornalista di Axios Barak Ravid: “Perché Bibi ha dovuto sferrare quel cazzo di attacco? Ero davvero incazzato nero. Gliel’ho fatto sapere. Non ha un cazzo di buon senso. Gliel’ho fatto sapere”. Trump faceva riferimento all’attacco lanciato oggi dall’esercito di Israele su Beirut.
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump hanno discusso telefonicamente del prossimo memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Trump ha informato Putin che un accordo è vicino e potrebbe essere reso pubblico oggi. Lo ha riferito ai giornalisti Yuri Ushakov, assistente del presidente russo. “La conversazione si è concentrata sulla situazione relativa al memorandum d’intesa in fase di elaborazione tra Stati Uniti e Iran”, ha detto Ushakov, “Donald Trump ha affermato che un accordo è vicino e che spera che i risultati dei negoziati, difficili ma in definitiva positivi, possano essere annunciati oggi”. Lo riporta l’agenzia Tass.
Citando una fonte “vicina” al team negoziale iraniano, l’agenzia di stampa Fars riferisce che l’accordo in via di definizione tra Stati Uniti e Iran non è ancora stato finalizzato e che “nessun accordo sarà sicuramente firmato nei tempi annunciati da Trump”.
Il ministero della Salute di Gaza ha affermato che il bilancio delle vittime palestinesi nella guerra tra Israele e Hamas, iniziata il 7 ottobre 2023, ha superato i 73.000 morti. La conferma è arrivata da Zaher al-Waheidi, capo del dipartimento anagrafico del ministero, e da Hamza Salem del dipartimento relazioni pubbliche del ministero. Israele ha continuato a sferrare attacchi sulla Striscia di Gaza nonostante il fragile accordo di cessate il fuoco raggiunto a ottobre. Oggi ci sono stati cinque morti: due nella città meridionale di Khan Younis e uno nella zona centrale di Gaza, oltre a due deceduti a causa di ferite riportate in precedenza. Oltre 173.200 persone sono rimaste ferite dall’inizio della guerra.
“L’attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così speciale in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui stava rispondendo era di entità molto limitata e insignificante”, ha aggiunto, “nessuno è rimasto ferito o ucciso, e ciò non dovrebbe compromettere questo importante processo. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, compreso il Libano, e tutte le parti dovrebbero fare un passo indietro. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in nessuna zona del Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di nessun altro gruppo, compreso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l’inizio di una lunga e meravigliosa pace — Non roviniamola!”.
Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars, una fonte vicina al team negoziale di Teheran ha fornito i dettagli degli ultimi sviluppi dei colloqui indiretti con gli Stati Uniti poche ore prima del raid israeliano contro i sobborghi di Beirut. Stando alla ricostruzione, una delegazione qatariota si trova attualmente a Teheran e sta trasmettendo alla controparte Usa le posizioni iraniane, incluse richieste e dettagli tecnici dei vari punti in discussione. La fonte ha sottolineato che “nulla è ancora definitivo” e che il processo negoziale ha subito diverse fasi di avanzamento e arretramento, precisando che la posizione iraniana resta invariata: “Alla fine tutti i punti richiesti da Teheran dovranno essere pienamente inclusi nell’accordo”. È stato inoltre affermato che, anche nel caso in cui tutte le condizioni iraniane venissero accettate, non sarebbe possibile arrivare a un’intesa nei tempi indicati dal presidente statunitense Donald Trump. Secondo l’agenzia, queste dichiarazioni sono state rilasciate prima dei recenti attacchi israeliani nell’area di Dahiyeh, a Beirut.
L’esercito israeliano afferma di essere in stato di massima allerta per un possibile attacco missilistico da parte di Teheran nelle prossime ore, dopo il raid condotto su obiettivi di Hezbollah nei sobborghi di Beirut. Come riporta Times of Israel, le Forze di difesa israeliane (Idf) riferiscono che il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, sta conducendo una valutazione della situazione con tutti i comandanti competenti.Secondo le attuali valutazioni operative, l’Iran potrebbe lanciare missili contro Israele. “In questa fase l’Idf mantiene prontezza e vigilanza per diversi scenari difensivi e offensivi”, viene sottolineato, aggiungendo che “Israele non tollererà attacchi contro il proprio territorio”. Al momento non risultano modifiche alle linee guida del Comando del fronte interno per i civili.
L’ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Mike Waltz, ha dichiarato di essere “fiducioso” che un accordo con l’Iran possa essere firmato già oggi, pur precisando che i dettagli saranno definiti in una fase successiva e lasciati alla Casa Bianca. “Ovviamente lascio i dettagli e i tempi alla Casa Bianca. Gli iraniani sono negoziatori estremamente difficili e stanno anche avendo difficoltà a ricevere indicazioni dalla loro Guida suprema”, ha detto Waltz, intervistato da Abc News, “il team è fiducioso. Non voglio anticipare il presidente o il vicepresidente, ma c’è l’intenzione di chiudere oggi”. Waltz non ha fornito elementi precisi sull’intesa, parlando però di un possibile alleggerimento delle sanzioni legato a un sistema di “pay for performance” e di un meccanismo di verifica sul programma nucleare iraniano. Ha tuttavia sottolineato che “la strada è ancora lunga”.
“Si tratta di un memorandum d’intesa. Molti dettagli saranno definiti nei prossimi round negoziali”, ha spiegato Waltz. Tra i punti chiave indicati dall’ambasciatore: la necessità che l’Iran elimini l’uranio altamente arricchito, rinunci alle capacità di arricchimento e interrompa il sostegno ai gruppi armati alleati. Infine, Waltz ha definito “completamente inaccettabile e di fatto illegale secondo il diritto internazionale” l’eventuale imposizione di pedaggi iraniani nello Stretto di Hormuz.
“Il regime iraniano, come sempre, mente. È stato Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran, ad attaccare nuovamente Israele stamattina, senza alcuna provocazione”. Così il ministero degli Esteri israeliano su X. “Hezbollah spara costantemente contro i civili israeliani. Anche dopo il cessate il fuoco, Hezbollah non ha smesso di prendere di mira gli israeliani. È stato Hezbollah a lanciare un attacco non provocato contro Israele a marzo, agendo su ordine dei suoi mandanti iraniani”, sottolinea il ministero, “Israele non tollererà che vengano sparati colpi sul suo territorio”.
“Per anni si è cercato di creare nell’opinione pubblica mondiale l’immagine di un Iran debole, isolato e vulnerabile”, ma “i recenti eventi hanno completamente infranto questa immagine e dimostrato la reale potenza della Repubblica islamica”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in dichiarazioni riportate sul suo canale Telegram, riferendosi alla guerra ‘dei 12 giorni’. Secondo Araghchi, “molti funzionari e osservatori politici nella regione e nel mondo riconoscono che l’Iran è uscito da questa guerra più forte e coeso”.Un risultato che, ha spiegato, “non è dovuto semplicemente alle capacità di difesa del Paese”, ma “alla fermezza, alla solidarietà e alla resistenza della nazione iraniana”. Il capo della diplomazia di Teheran ha inoltre sostenuto che la recente guerra abbia mostrato come “la sicurezza regionale non possa basarsi sull’eliminazione o sull’ignorare l’Iran”. Per Araghchi, una stabilità duratura in Medioriente sarà possibile “solo attraverso cooperazione, comprensione e interessi comuni tra tutti i Paesi della regione, inclusa la Repubblica islamica dell’Iran”.
“L’aggressione sionista a Dahiyeh ha dimostrato ancora una volta che gli Stati Uniti o non hanno la volontà di far rispettare i propri impegni, oppure non ne hanno la capacità”. Lo ha dichiarato il capo del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf in un messaggio su X, dopo il raid israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut. Secondo Ghalibaf, “mostrare il semaforo verde al regime” israeliano non consentirà di ottenere concessioni diplomatiche. “Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è ormai superato”, ha aggiunto Ghalibaf, che ha quindi avvertito che, “se non c’è volontà o capacità di rispettare gli impegni assunti, non è possibile parlare di continuare il percorso” negoziale.
Il vice comandante del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l’ultimo attacco di Israele contro Hezbollah a Beirut non rimarrà senza risposta. Mohammadjafar Asadi ha definito l’attacco a Dahyieh una nuova provocazione israeliana. Lo riporta Iran International.
L’esercito israeliano ha informato il Comando centrale Usa (Centcom), poco prima dell’attacco sulla periferia sud di Beirut. Lo hanno riferito funzionari israeliani e statunitensi, come riportato dal corrispondente di Axios Barak Ravid.
Il bilancio delle vittime dell’attacco israeliano alla periferia di Beirut è salito a tre, secondo l’Agenzia di stampa nazionale libanese (Nna). “Il bilancio provvisorio aggiornato è di tre persone e 15 feriti, oltre a ingenti danni agli edifici e ai negozi circostanti”, riferisce Nna, citata dal Times of Israel. L’attacco ha colpito un appartamento che, secondo le forze israeliane, fungeva da centro di comando di Hezbollah.
La bozza di memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti includerebbe una serie di intese su sanzioni economiche, programma nucleare e sicurezza nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da Reuters sul suo sito, citando un alto funzionario iraniano. Nel documento si prevede che Teheran riapra immediatamente lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, mentre Washington sospenderebbe il blocco navale sui porti iraniani, con attuazione progressiva entro 30 giorni. Sul piano economico, gli Stati Uniti si impegnerebbero a non introdurre nuove sanzioni fino a un accordo finale e a concedere esenzioni dalle sanzioni petrolifere per un periodo determinato, consentendo all’Iran di vendere petrolio e incassarne i proventi. È inoltre prevista la possibile liberazione di circa 25 miliardi di dollari di asset iraniani congelati, attraverso trasferimenti diretti, linee di credito e cooperazione regionale. La bozza includerebbe anche la preparazione di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran da definire entro 60 giorni. Sul nucleare, Teheran si impegnerebbe a non produrre, né acquisire armi nucleari e a mantenere invariato il proprio programma durante la fase negoziale, senza ulteriori arricchimenti di uranio, né espansione delle infrastrutture. Gli Stati Uniti avrebbero accettato la possibilità di una diluizione delle scorte di uranio altamente arricchito, nell’ambito di un accordo complessivo ancora da finalizzare entro 60 giorni.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno confermato un attacco nei sobborghi meridionali di Beirut, dichiarando che Israele “non tollererà il fuoco diretto contro il suo territorio”. In una nota congiunta, Netanyahu e Katz hanno affermato che l’esercito israeliano “ha appena colpito obiettivi terroristici di Hezbollah” nella zona di Dahiyeh, in risposta a presunti attacchi del gruppo libanese contro lo Stato ebraico, “Israele non tollererà il fuoco diretto contro il suo territorio”.
Almeno una persona è stata uccisa e quattro sono rimaste ferite in un attacco israeliano sul quartiere di Dahiyeh, nella zona meridionale di Beirut. Lo ha riferito l’agenzia di stampa nazionale del Libano, citata da Times of Israel. L’attacco ha colpito un appartamento che, secondo le Idf, fungeva da centro di comando di Hezbollah.
Un attacco israeliano ha colpito il quartiere di Dahiyeh, nella zona meridionale di Beirut – considerato una roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese -, secondo quanto riferito dalle autorità, citate da Haaretz. In una dichiarazione congiunta, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato che le Idf hanno colpito obiettivi di Hezbollah a Dahiyeh, in risposta agli attacchi proveniente dal gruppo e diretti verso il territorio israeliano.
“Il Libano rimane una polveriera. Noi siamo pronti a fare di più, anche a inviare più forze e a formare il loro esercito. Dobbiamo rafforzare le autorità legittime e sostenere il presidente, che è un grande amico dell’Italia. L’Italia può essere protagonista di questa nuova stagione libanese”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa nel corso del ‘Forum in masseria’. “Io credo che una pace con l’Iran debba comportare anche l’impegno iraniano a fermare Hezbollah. Se Hezbollah non lancia più missili su Israele, anche Israele sarà costretto a fare marcia indietro. Io sono molto preoccupato per i bombardamenti contro i civili, sono molto preoccupato per i bombardamenti anche contro i quartieri cristiani di Tiro. Perché i cristiani sono elemento di stabilità, non sono né amici di Hezbollah, né amici degli sciiti, e io credo invece che si debba fare in modo che il Libano possa essere sempre più governato dalle autorità locali”, ha detto ancora Tajani.
“Gli iraniani stanno ritardando un po’, ma tutti dicono che siamo a un passo dall’accordo.La firma digitale dovrebbe arrivare a breve, anche se non c’è ancora un orario preciso”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa nel corso del ‘Forum in masseria’. “Pare che si arrivi a un accordo di massima, con 60 giorni per definire tutto, incluso il nucleare. Gli iraniani si sono impegnati a non costruire l’arma nucleare. Hormuz sarà gradualmente riaperto”, ha detto ancora Tajani.
“Siamo a un passo da un grande accordo sull’Iran. Speriamo, inshallah. Le borse hanno già reagito positivamente: siamo davvero vicini a un’intesa che porterebbe grande beneficio all’economia mondiale”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa nel corso del ‘Forum in masseria’.
I bombardamenti israeliani continuano incessantemente nel sud del Libano, nei distretti di Sidone e Jezzine, dove si registrano diverse vittime. Lo riporta L’Orient-Le Jour, affermando che almeno due persone sono rimaste uccise in un attacco con droni a Msayleh (Sidone), mentre il bilancio delle vittime dell’attacco a Kaouthariyet el-Sayyad (Sidone) è salito a tre. Le vittime sono tre donne.
A seguito dell’allarme lanciato nell’Alta Galilea, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’esplosione di un drone in territorio israeliano, vicino al confine con il Libano. “Non ci sono state vittime e l’incidente è oggetto di indagine”, si legge nella nota, come riporta Ynet. Secondo le Idf, il drone, legato a Hezbollah, è esploso in un’area definita come “zona militare”.
Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Come riportato da Al Jazeera, il ministero degli Esteri pakistano ha reso noto che i due diplomatici “si sono confrontati sull’evoluzione della situazione regionale e hanno accolto con favore i progressi incoraggianti verso un’intesa tra Stati Uniti e Iran”. Il Pakistan ha svolto il ruolo di principale mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran per un possibile accordo volto a porre fine al conflitto, mentre la Turchia figura tra i Paesi del Medioriente che, secondo quanto affermato dal presidente Usa Donald Trump, vengono regolarmente consultati.
L’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo invoca una linea di massima fermezza contro l’Iran e mette in guardia l’Occidente dal rischio di nuove esitazioni strategiche. In un’intervista a La Stampa, Pompeo ha sostenuto che il regime di Teheran rappresenti la principale fonte di instabilità in Medioriente e che non sia possibile fare affidamento su eventuali nuovi accordi diplomatici. “Il regime di Teheran ha dimostrato la propria natura ostile finanziando il terrore, attaccando nazioni vicine e lanciando missili balistici contro alleati strategici”, ha dichiarato l’ex capo della diplomazia Usa, sostenendo che le recenti operazioni militari abbiano aperto “una finestra di opportunità unica” per indebolire l’apparato iraniano. Secondo Pompeo, l’Occidente si troverebbe davanti a una scelta netta: “Esistono solo due strade: sperare in una de-escalation spontanea oppure agire con estrema risolutezza”. Da qui l’appello a “finire ciò che è stato iniziato”, con l’obiettivo di modificare “in profondità” la struttura del potere iraniano affinché il popolo possa “liberarsi di una leadership oppressiva”. L’ex direttore della Cia ha espresso forte scetticismo anche sull’ipotesi di un nuovo accordo con Teheran. “Teheran ha siglato molteplici intese con diversi presidenti americani, violandole una dopo l’altra. Non c’è ragione logica per credere che il regime attuale rispetti un eventuale nuovo trattato”, ha affermato, aggiungendo di essere personalmente nel mirino delle autorità iraniane: “Cercano ancora di assassinarmi”. Pompeo ha poi accusato la leadership iraniana di alimentare gran parte delle crisi regionali: “Questa leadership deve sparire perché alimenta il 95% dei conflitti nell’area”, citando il sostegno ai gruppi armati a Gaza, in Libano, Siria e Iraq. Per l’ex segretario di Stato, la priorità resta “smantellare l’apparato militare rimanente” e fermare le ambizioni nucleari di Teheran.
La Forza di difesa israeliana (Idf), ha ordinato l’evacuazione di 29 villaggi e centri abitati nel sud del Libano in vista di attacchi contro Hezbollah. Ai residenti di 16 località è stato intimato di allontanarsi di almeno un chilometro, mentre a quelli di altri 13 centri è stato ordinato di spostarsi a nord del fiume Zahrani. “Alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, l’Idf è costretta ad agire con la forza contro il gruppo”, ha avvertito il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee, come riportato da Times of Israel.
Un attacco informatico ha causato l’interruzione dei servizi presso quattro importanti banche iraniane, senza tuttavia compromettere i dati dei clienti. Lo ha reso noto il consiglio di coordinamento bancario del Paese, secondo quanto riportato dai media statali. Il consiglio ha riferito che l’attacco ha preso di mira un’infrastruttura di comunicazione condivisa utilizzata da Bank Melli, Bank Tejarat, Bank Saderat e Export Development Bank of Iran, spingendo i team tecnici ad adottare misure di protezione e causando una temporanea compromissione di alcuni servizi bancari. È stato inoltre dichiarato che non si sono verificati accessi non autorizzati alle informazioni dei clienti né cancellazioni di dati, aggiungendo che sono in corso le operazioni per ripristinare la normale attività.
La decisione finale di Teheran sul memorandum d’intesa con gli Usa è in fase di valutazione.Lo riporta l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata vicina al team negoziale. Secondo la fonte, l’Iran non ha ancora annunciato la sua decisione definitiva sul memorandum d’intesa proposto. La valutazione degli aspetti politici, legali e tecnici delle proposte è tuttora in corso. Fars, citando fonti informate, ha rivelato che la revisione di vari aspetti delle proposte è ancora in corso a livello di esperti e decisori, e che le istituzioni responsabili stanno valutando attentamente gli aspetti politici, legali e tecnici della questione.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha rivolto gli auguri al presidente statunitense Donald Trump per il suo 80° compleanno, lodando il sostegno di Trump a Israele, la sua posizione contro l’Iran e i suoi sforzi per ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza. “Buon ottantesimo compleanno, presidente Donald Trump. Il suo straordinario percorso verso la Casa Bianca incarna la portata del sogno americano e la forza della sua determinazione. Il popolo di Israele le è grato per la sua leadership nell’affrontare l’impero del male dell’Iran e per il suo fermo impegno a favore della sicurezza di Israele. Non dimenticheremo mai i Suoi instancabili sforzi per garantire il rilascio dei nostri amati ostaggi. Possa guidare il Medioriente e il mondo verso la pace e la sicurezza e continuare a rafforzare l’esclusivo partenariato tra Stati Uniti e Israele”, ha scritto Herzog in un messaggio su X. “Nella tradizione ebraica, si dice che all’età di ottant’anni si acquisisca una forza straordinaria. Che possa godersi la sua meravigliosa famiglia e molti compleanni felici, pieni di benedizioni e gioia”, ha aggiunto Herzog.
Questa mattina, dei negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran in coordinamento con gli Stati Uniti per contribuire a facilitare la finalizzazione dell’accordo tra Usa e Iran. Lo ha riferito alla Cnn una fonte informata sulla situazione.
Scatta l’allarme in alcune aree al nord di Israele vicine alla frontiera con il Libano per un “attacco con droni”. Lo riporta il Times of Israel citando l’Idf, l’esercito di Israele, secondo cui non dovrebbero esserci feriti. Secondo l’agenzia libanese Nna Hezbollah avrebbe rivendicato attacchi con razzi e droni contro l’esercito israeliano a Majdal Zoun e Houla, in territorio libanese.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump pubblicato su Truth un’immagine costruita con l’AI. Lui è raffigurato con in mano un binocolo mentre da, quella che sembra, una portaerei guarda alcune navi (due moderne e una che assomiglia più a un vascello) con la bandiera Usa. In alto aerei da combattimento in formazione solcano il cielo. In basso la scritta ‘You’re getting discombobulated’, facendo riferimento a ‘spaesamento’ e ‘confusione’ degli avversari.
“Il mio accordo con l’Iran è ‘un muro senza armi nucleari’. Di fatto, non avranno più un’arma nucleare, né potranno acquistarla né svilupparla, né in alcun altro modo”. Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth. “Subito dopo la firma” dell’accordo – prosegue Trump – “lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”.

