“Il regime russo mente costantemente. Non chiama la guerra con il suo nome, definisce ‘liberazione’ la distruzione e gli omicidi, e presenta la prosecuzione dell’aggressione come ‘iniziative di pace’”. Lo afferma a LaPresse Yana Zinkevych, parlamentare ucraina, veterana e fondatrice del Battaglione medico ‘Hospitalieri’. “I piani di Putin non sono cambiati dall’inizio della guerra – aggiunge la donna che in questi giorni si trova in Italia – conquistare l’Ucraina oppure distruggerla. Le città del Donbass rase al suolo ne sono una prova evidente”.
“La guerra in Ucraina dura ormai da 12 anni e da oltre 4 è una guerra su larga scala – sottolinea ancora – considerando la durata e l’intensità del conflitto, non tutti i Paesi – nemmeno i più grandi e ricchi – sarebbero stati in grado di resistere a una simile prova.
L’Ucraina resiste e non ha intenzione di arrendersi. Naturalmente è difficile e tutti vorrebbero che arrivasse la pace, ma la pace deve essere giusta e garantire che una nuova aggressione non si ripeta”.
“La Russia non rispetta alcun diritto umanitario”
“Purtroppo la Russia, che non rispetta alcun diritto umanitario, né la Convenzione di Ginevra, uccide e fa prigionieri anche fra medici e civili. Finora abbiamo perso 39 membri della nostra organizzazione, otto sono tornati dalla prigionia, di cui cinque sono stati ad Azovstal a Mariupol e uno ancora risulta prigioniero. Le loro condizioni sono una prova per il futuro tribunale contro la Russia: abusi, torture, crudeltà disumana“, aggiunge Zinkevych, “ma nonostante tutto continuiamo a combattere”.
La parlamentare spiega poi di accogliere “con favore” ogni passo politico che “avvicini l’integrazione europea“, compresa “la proposta del cancelliere tedesco Merz” di offrire all’Ucraina un nuovo status speciale come ‘membro associato’ dell’Unione europea. “L’Ucraina – conclude – è Europa. Storicamente, geograficamente e culturalmente. È evidente che aspiriamo anche a raggiungere l’unità politica con l’Ue. E per questo stiamo pagando il prezzo più alto: stiamo dando le nostre vite. Nessun altro popolo europeo ha pagato un prezzo simile dalla creazione dell’Unione europea. Spero che i leader e i cittadini dell’Ue lo comprendano”.

