Iran, nelle prossime ore la bozza finale del possibile accordo Teheran-Washington

Iran, nelle prossime ore la bozza finale del possibile accordo Teheran-Washington
L’iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, a destra, stringe la mano al ministro dell’Interno del Pakistan, Mohsin Naqvi, nel loro incontro del 17 maggio scorso a Teheran. (Hamed Malekpour/ICANA via AP)

L’accordo conterrebbe nove punti: dal cessate il fuoco al rispetto del diritto internazionale

La guerra in Iran potrebbe essere finalmente a una svolta. Secondo fonti di Al Arabiya, nelle prossime ore dovrebbe arrivare la bozza finale di un possibile accordo tra gli Stati Uniti e Teheran. L’eventuale intesa continua a essere mediata dal Pakistan, che ha già ospitato i colloqui dello scorso aprile a Islamabad

I nove punti dell’accordo: che cosa prevedono

Proprio i mediatori pakistani hanno espresso cauto ottimismo ai microfoni dell’emittente saudita Al Arabiya, che ha rivelato i nove punti della bozza di intesa tra Washington e Teheran.

Innanzitutto si stabilisce un cessate il fuoco immediato e su tutti i fronti; viene poi contemplata l‘astensione dal colpire infrastrutture militari, civili o economiche, la cessazione delle operazioni militari e la fine della guerra mediatica. Il documento prevede inoltre il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, nonché il non intervento negli affari interni.

Oltre alla garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Mar d’Oman, l’accordo stabilisce anche l’istituzione di un meccanismo congiunto di monitoraggio e risoluzione dei conflitti e che i negoziati sulle questioni in sospeso inizino entro 7 giorni dall’intesa. Al Arabiya rivela che la bozza di accordo prevede una revoca graduale delle sanzioni statunitensi in cambio del rispetto da parte dell’Iran delle condizioni imposte. Inoltre sancisce l’impegno a rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. L’accordo entrerebbe in vigore immediatamente dopo l’annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.

Le fonti pakistane specificano che “sono in corso contatti per colmare il divario sulle questioni relative all’uranio e allo Stretto di Hormuz”, precisando che “il punto critico nei negoziati era e rimane la gestione dell’uranio altamente arricchito”.

Rubio: “Tutti vorremmo l’accordo, ma serve piano B se non riapre Hormuz”

In attesa di scoprire se effettivamente ci sarà la svolta chiesta tanto dal Medio Oriente quanto dai Paesi occidentali, in un punto stampa al termine della ministeriale Esteri della Nato in Svezia si è fatto sentire il Segretario di Stato americano Marco Rubio. “Tutti noi vorremmo vedere un accordo con l’Iran, un accordo in cui lo stretto venga aperto e in cui Teheran abbandoni le sue ambizioni nucleari e le armi nucleari”, ha affermato, “ma dobbiamo anche avere un piano B su cosa succederebbe se l’Iran si rifiutasse di aprire lo Stretto. Cosa succede se Teheran si rifiuta di riaprirlo e decide che impone dei pedaggi? A quel punto, bisognerebbe fare qualcosa. Dobbiamo iniziare a pensare a cosa faremo se tra qualche settimana l’Iran deciderà ‘Non importa’, ‘Continueremo a tenere lo stretto chiuso’ e ‘Affonderemo ogni nave che non ci ascolta o non ci paga’. Allora bisognerà agire”, ha dichiarato Rubio, che ha aggiunto: “Ho sottoposto questo tema alla riunione, ma non abbiamo un annuncio su questo oggi“. 

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