Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato al cimitero di Gemona del Friuli, in provincia di Udine, dove ha deposto una corona di fiori sul monumento in ricordo delle vittime del sisma di 50 anni fa, che fece quasi mille morti il 6 maggio 1976. Presente anche, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che poi è intervenuta in occasione del Consiglio regionale straordinario del Friuli Venezia Giulia che si tiene nella cittadina. Dopo il terremoto di cinquant’anni fa, i friulani “riuscirono a trasformare una tragedia in modello per l’Italia intera, il modello Friuli, il miglior modello di ricostruzione che l’Italia abbia riconosciuto fino ad oggi”, ha detto la premier
“Tempo della paura e del dolore breve, poi ci fu l’orgoglio”
“Voglio ringraziare di cuore per questa iniziativa. Cinquant’anni fa un rogo di inferno attraversava questa terra meravigliosa, una calamità dalla forza mai vista prima fermò la vita di quasi mille persone, distrusse città e borghi. In molti pensarono che dalle viscere delle montagne si fosse risvegliato l’Orcolat e poi alla furia di quella scossa seguirono un silenzio e un buio irreali. Il tempo della paura e del dolore fu breve, perché ci fu un altro sentimento che immediatamente si fece largo, l’orgoglio dell’appartenenza, della volontà, della determinazione”, ha detto la premier.
Mattarella: “In 80esimo anniversario Repubblica ribadiamo patto di coesione nazionale”
A chiudere è intervenuto Sergio Mattarella. “Nell’ottantesimo anniversario del voto che volle la Repubblica e diede origine alla sua Costituzione, oggi qui a Gemona, nella solenne cornice del Consiglio regionale, insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti delle istituzioni, del volontariato, in una terra e di fronte a un popolo capace di affrontare le avversità, di rialzarsi, ribadiamo il Patto – in un momento di memoria e di impegno – di non lasciarci fuorviare nel cammino di progresso, nell’affermazione dei valori di solidarietà e di coesione, che qui sono stati vissuti e realizzati”, ha detto il presidente della Repubblica.
Il capo dello Stato: “Qui radice concetto resilienza“
“A quella stagione, a quegli anni, a quel contesto di desolazione e di preoccupazione, le dirigenze dell’epoca, le popolazioni, seppero opporre determinazione e grande energia, quella di una volontà di vita che ricomincia, attingendo al seme della cultura e del carattere della gente friulana. Viene da pensare che il concetto di resilienza trovi la sua radice in questa terra“, ha detto Mattarella, che ha aggiunto:. “Dal modo con il quale i friulani hanno reagito all”Orcolat’, l’orco evocato dalle leggende locali, che quella sera, e poi di nuovo nel settembre di quello stesso anno, sembrò schiacciare il futuro”.

