Si allunga la permanenza in carcere per Saif Abu Keshek e Thiago Avila, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati dalle autorità israeliane. Il tribunale distrettuale di Beersheba, nel sud di Israele, ha infatti respinto la richiesta di rilascio presentata dalla difesa, confermando la precedente decisione di prorogare la detenzione dei due almeno fino a domenica prossima. A riportarlo è il Times of Israel, mentre il caso continua a suscitare polemiche e reazioni da parte delle organizzazioni per i diritti umani.
A intervenire duramente contro la decisione dei giudici è stata Adalah, l’organizzazione israeliana che assiste legalmente i due attivisti. In una nota, Adalah definisce il provvedimento “illegittimo e irragionevole”, contestando non solo la proroga della detenzione ma soprattutto le modalità con cui Abu Keshek e Avila sarebbero stati fermati. Secondo l’associazione, infatti, il tribunale “non ha affrontato la fondamentale mancanza di autorità legale dello Stato per effettuare un arresto che, di fatto, equivaleva a un rapimento in acque internazionali”.
Al centro della contestazione vi è quindi la presunta assenza di giurisdizione israeliana nel tratto di mare in cui i due attivisti sarebbero stati intercettati. Una ricostruzione che Adalah considera una grave violazione del diritto internazionale e che potrebbe aprire un nuovo fronte di tensione diplomatica e giudiziaria attorno alle attività della Global Sumud Flotilla, movimento impegnato in iniziative di solidarietà verso la popolazione palestinese.
Saif Abu Keshek è un cittadino palestinese con passaporto spagnolo, mentre Thiago Avila è brasiliano ed è noto per il suo impegno in campagne internazionali per i diritti umani e a sostegno della causa palestinese. La vicenda sta attirando l’attenzione anche fuori da Israele, con associazioni e attivisti che chiedono il rilascio immediato dei due e accusano Tel Aviv di aver agito oltre i limiti consentiti dal diritto internazionale.
Cosa è accaduto
I due attivisti della Global Sumud Flotilla Saif Abu Keshek e Thiago Avila, sono stati fermati lo scorso 29 aprile in acque internazionali, durante l’ultima spedizione di volontari, intenta a raggiungere le coste di Gaza. Intercettati al largo di Creta da militari di Tel Aviv, i due attivisti sono stati trasferiti in Israele, e qui interrogati dall’agenzia di intelligence Shabak (ISA) con l’accusa di “affiliazione a un’organizzazione terroristica”.

