Iran, Teheran: “No a negoziati con gli Usa sotto pressione e minacce” – la diretta

Iran, Teheran: “No a negoziati con gli Usa sotto pressione e minacce” – la diretta
Una giovane donna passeggia a Teheran (AP Photo/Vahid Salemi)

Il ministro degli Esteri Araghchi atteso oggi di nuovo a Islamabad

L’Iran “non intende impegnarsi in negoziati sotto pressione e minacce“. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un colloquio telefonico con il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif per “discutere gli ultimi sviluppi regionali, i negoziati con gli Usa e le questioni relative al cessate il fuoco”. Durante la conversazione, riporta l’agenzia Mehr, Pezeshkian “ha criticato le continue violazioni e il comportamento coercitivo degli Stati Uniti sia durante i negoziati sia nel periodo del cessate il fuoco”. Il presidente iraniano “ha affermato che le azioni relative alle cosiddette restrizioni marittime imposte da Washington contro l’Iran costituiscono una chiara violazione degli accordi sul cessate il fuoco e non sono in linea con la Carta delle Nazioni Unite. Tali misure, insieme a una retorica minacciosa, hanno accresciuto i dubbi sull’impegno degli Stati Uniti nel processo diplomatico”. “Ribadendo la determinazione dell’Iran a difendere la propria sicurezza nazionale, Pezeshkian “ha avvertito delle possibili conseguenze di un’eventuale nuova escalation da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano per la stabilità regionale e globale”. Il presidente, si legge ancora, “ha inoltre sottolineato che l’Iran resta impegnato a costruire e rafforzare le relazioni con tutti i Paesi vicini, inclusi quelli lungo le coste meridionali del Golfo Persico, sulla base del buon vicinato e del rispetto reciproco. Ha espresso la speranza che anche questi Stati collaborino per promuovere la pace e la sicurezza regionale, indipendentemente da interferenze esterne”.

Guerra in IRan
Inizio diretta: 26/04/26 13:31
Fine diretta: 26/04/26 23:00
Procuratore Blanche: "Movente aggressore è ancora oggetto di indagine"

 Il movente della persona sospettata di aver compiuto la sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca è ancora oggetto di indagine. Lo ha dichiarato il procuratore generale ad interim Todd Blanche al programma ‘Meet the Press’ della Nbc. “Stiamo ancora indagando sul movente, e questo richiederà necessariamente almeno un paio di giorni”, ha detto. “Crediamo che in questo attacco, o tentato attacco, avesse come obiettivo funzionari dell’amministrazione, ma si tratta di un’ipotesi ancora preliminare”. Blanche ha confermato che il sospettato verrà formalmente incriminato domani a Washington. 

Media: Israele ha schierato Iron Dome negli Emirati a inizio conflitto

All’inizio del conflitto in Medio Oriente, Israele ha inviato il sistema di difesa missilistica Iron Dome negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta del primo dispiegamento di questo tipo di sistema di difesa aerea al di fuori degli Stati Uniti e di Israele. Lo scrive Axios citando alcune fonti. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di inviare una batteria Iron Dome con intercettori e diverse decine di operatori Idf dopo una telefonata con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed. Il sistema, secondo uno dei funzionari israeliani citai, ha intercettato decine di missili iraniani. Nel frattempo, la decisione di Netanyahu di condividere un sistema di difesa aerea con gli Emirati Arabi Uniti, proprio mentre Israele era sotto pesante attacco, secondo il sito, potrebbe provocare reazioni negative in Israele.

Netanyahu: "Hezbollah sta smantellando il cessate il fuoco"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che le azioni di Hezbollah minacciano il cessate il fuoco tra Israele e Libano e si impegna a colpire “con fermezza” l’organizzazione. “Bisogna comprendere che le violazioni di Hezbollah stanno, di fatto, smantellando il cessate il fuoco”, ha dichiarato Netanyahu durante la riunione settimanale del governo, come riportano i media israeliani. “Stiamo agendo con fermezza in conformità con gli accordi presi con gli Stati Uniti e, incidentalmente, anche con il Libano”, ha aggiunto. “Questo significa libertà d’azione non solo per rispondere agli attacchi, il che è ovvio, ma anche per prevenire minacce immediate e persino minacce emergenti”. 

Libano, Beirut: almeno 7 morti in raid israeliani nel sud del Paese

Almeno sette persone sono morte ieri negli attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa di Beirut Nna. Secondo il ministero della Salute libanese, 24 persone sono rimaste ferite nei raid, tra cui tre bambini. 

Media: Araghchi atteso oggi di nuovo a Islamabad

Il ministro del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso di nuovo in Pakistan. Dopo aver lasciato ieri Islamabad senza incontrare, come inizialmente si pensava, la delegazione statunitense, Araghchi si è recato in Oman, “dove ha partecipato a consultazioni di altissimo livello” e “a seguito di questi colloqui, il suo ritorno” nella capitale pakistana “è previsto per oggi”. Lo riporta Al Jazeera citando funzionari pakistani, secondo cui il ministro degli esteri iraniano lunedì incontrerà probabilmente di nuovo il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’Esercito pakistano Asim Munir.

Araghchi vede sultano Oman: "Colloquio su sforzi mediazione per fine guerra"

 Il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said, ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Muscat “per discutere della situazione regionale e degli sforzi di mediazione volti a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran”. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale dell’Oman, ripresa da Al Jazeera. Araghchi ha ascoltato le proposte del sultano su come raggiungere “soluzioni politiche sostenibili e limitare le ripercussioni delle crisi sui popoli della regione”, mentre il leader omanita ha sottolineato “l’importanza di dare priorità al linguaggio del dialogo e della diplomazia nell’affrontare le questioni, contribuendo al consolidamento delle basi della pace”. Infine, si legge, Araghchi ha espresso l’apprezzamento dell’Iran per gli sforzi compiuti da Al Said nel “sostenere il dialogo e rafforzare le iniziative per la sicurezza e la stabilità nella regione, soprattutto alla luce delle attuali sfide regionali”. 

Media, colloquio telefonico tra ministro Esteri turco e negoziatori Usa

 Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto una conversazione telefonica con i negoziatori statunitensi impegnati negli sforzi per porre fine alla guerra in Iran. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu, citando fonti del ministero degli Esteri secondo cui Fidan “ha avuto uno scambio di opinioni con gli interlocutori statunitensi sugli ultimi sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran”.

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