Dal Camerun all’Angola per continuare a portare speranza e per promuovere la pace chiudendo ogni dibattito con il presidente Usa, Donald Trump. Papa Leone XIV ha iniziato, oggi pomeriggio, la terza tappa del suo viaggio apostolico in Africa. “Non è affatto nel mio interesse” dibattere con il presidente Usa, Donald Trump, ha detto Prevost incontrando i giornalisti sul volo tra il Camerun e l’Angola. “Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto”, ha detto Leone XIV rimarcando che i discorsi pronunciati in questi giorni durante il viaggio apostolico erano preparati da tempo, “ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo”.
“Io vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani”, ha detto ancora il Papa. Incontrando le autorità, la società civile e il corpo diplomatico angolano a Luanda il Pontefice ha mandato un messaggio forte perché nel mondo ci sono “despoti e tiranni del corpo e dello spirito vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all’inerzia, docili e asservite al potere”, ma la Chiesa vuole essere lievito nella pasta e favorire la crescita di un modello giusto di convivenza, libero dalle schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie”. Dal Papa anche l’invito a “rompere” la “catena di interessi che riduce la realtà e la vita stessa a merce di scambio” in Africa. Prima di lasciare il Camerun, questa mattina, il Papa ha presieduto la messa all’aeroporto di Yaoundé. Qui, nell’omelia, l’appello: “Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà e di aiuto reciproco in cui, di fronte alle crisi – siano esse sociali, politiche, sanitarie o economiche – tutti possano dare e ricevere aiuto, in base alle proprie capacità e secondo i propri bisogni”.
Papa Leone XIV: “È l’amore a dover trionfare non la guerra”
“È l’amore che deve trionfare, non la guerra. Questo ci insegna il cuore di Maria, il cuore della mamma di tutti”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso pronunciato a Muxima, in Angola, dove sorge il santuario mariano dedicato a Mama Muxima. “Partiamo, allora, da questo santuario come ‘angeli-messaggeri’ di vita, per portare a tutti la carezza di Maria e la benedizione di Dio. Mama Muxima, tueza kokué, Mama Muxima, tutambululé: ‘Mamma del cuore, veniamo a te, per offrirti tutto’. Così dice l’inno a Mama Muxima, e continua: ‘Veniamo per chiedere la tua benedizione’”, ha aggiunto il Pontefice.
“Costruire un mondo migliore, accogliente, dove non ci siano più guerre, né ingiustizie, né miseria, né disonestà, e dove i principi del Vangelo ispirino e plasmino sempre più i cuori, le strutture e i programmi, per il bene di tutti“, ha proseguito. “Cari giovani, cari membri della Legione di Maria, cari fratelli e sorelle, la Madonna ci chiede di lasciarci coinvolgere dai sentimenti del suo cuore, per essere come Lei operatori di giustizia e portatori di pace – ha detto il Pontefice – Qui c’è un grande progetto in corso: la costruzione di un nuovo Santuario, che possa ospitare tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. Specialmente voi, giovani, prendetelo come un segno“.
“A nessuno manchi l’amore, e con esso il necessario per vivere in modo dignitoso ed essere felice: perché chi ha fame abbia di che sfamarsi, perché tutti i malati possano ricevere le cure necessarie, perché ai bambini sia garantita un’adeguata istruzione, perché gli anziani vivano serenamente gli anni della loro maturità. A tutte queste cose pensa una mamma: a tutte queste cose pensa Maria, e invita anche noi a condividere la sua sollecitudine”, ha concluso Papa Leone XIV.

