Leone XIV fa tappa in Angola: “Non è mio interesse dibattere con Trump”

Leone XIV fa tappa in Angola: “Non è mio interesse dibattere con Trump”
(Alberto Pizzoli/Pool Photo via AP)

Il Pontefice: “Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita”

Dal Camerun all’Angola per continuare a portare speranza e per promuovere la pace chiudendo ogni dibattito con il presidente Usa, Donald Trump. Papa Leone XIV ha iniziato, oggi pomeriggio, la terza tappa del suo viaggio apostolico in Africa.Non è affatto nel mio interesse” dibattere con il presidente Usa, Donald Trump, ha detto Prevost incontrando i giornalisti sul volo tra il Camerun e l’Angola. “Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto”, ha detto Leone XIV rimarcando che i discorsi pronunciati in questi giorni durante il viaggio apostolico erano preparati da tempo, “ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo”.

“Io vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani”, ha detto ancora il Papa. Incontrando le autorità, la società civile e il corpo diplomatico angolano a Luanda il Pontefice ha mandato un messaggio forte perché nel mondo ci sono “despoti e tiranni del corpo e dello spirito vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all’inerzia, docili e asservite al potere”, ma la Chiesa vuole essere lievito nella pasta e favorire la crescita di un modello giusto di convivenza, libero dalle schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie”. Dal Papa anche l’invito a “rompere” la “catena di interessi che riduce la realtà e la vita stessa a merce di scambio” in Africa. Prima di lasciare il Camerun, questa mattina, il Papa ha presieduto la messa all’aeroporto di Yaoundé. Qui, nell’omelia, l’appello: “Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà e di aiuto reciproco in cui, di fronte alle crisi – siano esse sociali, politiche, sanitarie o economiche – tutti possano dare e ricevere aiuto, in base alle proprie capacità e secondo i propri bisogni”.

Papa Leone XIV: “È l’amore a dover trionfare non la guerra”

È l’amore che deve trionfare, non la guerra. Questo ci insegna il cuore di Maria, il cuore della mamma di tutti”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso pronunciato a Muxima, in Angola, dove sorge il santuario mariano dedicato a Mama Muxima. “Partiamo, allora, da questo santuario come ‘angeli-messaggeri’ di vita, per portare a tutti la carezza di Maria e la benedizione di Dio. Mama Muxima, tueza kokué, Mama Muxima, tutambululé: ‘Mamma del cuore, veniamo a te, per offrirti tutto’. Così dice l’inno a Mama Muxima, e continua: ‘Veniamo per chiedere la tua benedizione’”, ha aggiunto il Pontefice. 

“Costruire un mondo migliore, accogliente, dove non ci siano più guerre, né ingiustizie, né miseria, né disonestà, e dove i principi del Vangelo ispirino e plasmino sempre più i cuori, le strutture e i programmi, per il bene di tutti“, ha proseguito. “Cari giovani, cari membri della Legione di Maria, cari fratelli e sorelle, la Madonna ci chiede di lasciarci coinvolgere dai sentimenti del suo cuore, per essere come Lei operatori di giustizia e portatori di pace – ha detto il Pontefice – Qui c’è un grande progetto in corso: la costruzione di un nuovo Santuario, che possa ospitare tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. Specialmente voi, giovani, prendetelo come un segno“. 

A nessuno manchi l’amore, e con esso il necessario per vivere in modo dignitoso ed essere felice: perché chi ha fame abbia di che sfamarsi, perché tutti i malati possano ricevere le cure necessarie, perché ai bambini sia garantita un’adeguata istruzione, perché gli anziani vivano serenamente gli anni della loro maturità. A tutte queste cose pensa una mamma: a tutte queste cose pensa Maria, e invita anche noi a condividere la sua sollecitudine”, ha concluso Papa Leone XIV.

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