Malgrado il cessate il fuoco in vigore già da giorni, non scende la tensione tra Iran e Stati Uniti. Dall’Arizona, dove si trova in visita, Donald Trump ha ribadito le proprie mire sull’uranio di Teheran, aggiungendo che senza un accordo sul nucleare il blocco navale imposto dalla Casa Bianca sui porti iraniani resterà in vigore.
۱- رئیس جمهور آمریکا در یک ساعت هفت ادعا مطرح کرد که هر هفت ادعا کذب است.
— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 17, 2026
۲- با این دروغگوییها در جنگ پیروز نشدند و حتما در مذاکره هم راه به جایی نخواهند برد.
۳- با ادامهٔ محاصره، تنگهٔ هرمز باز نخواهد ماند.
Secca la replica del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf: “Se il blocco americano continuerà, chiuderemo di nuovo lo Stretto di Hormuz”
L’Organizzazione per l’aviazione civile ha annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del paese a partire dalle 7 di questa mattina (ora locale, le 5.30 in Italia). Inoltre, è stato comunicato che le rotte orientali sono aperte ai voli internazionali e che le operazioni aeroportuali riprenderanno gradualmente. Lo riporta Iran International.
Il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaeinik, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resta aperto solo in caso di cessate il fuoco, in modo limitato e condizionato, e in caso di “inganno da parte del nemico” sul piano diplomatico, si procederà con un intervento deciso sul campo di battaglia. Lo riporta Iran International. Il portavoce fa sapere che “torneremo a combattere” in caso di “inganno da parte del nemico”.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare al vertice dei volenterosi. “È un passo necessario, dopo le timidezze degli scorsi mesi. Quel gruppo di Paesi, da cui l’Italia non deve sottrarsi, sarà il nucleo centrale delle politiche di difesa europea”. Così l’ex ministro della Difesa e presidente del Copasir Lorenzo Guerini intervistato da Repubblica. Cosa ne sarà delle relazioni transatlantiche? “Capisco l’imbarazzo del nostro governo che aveva puntato tutte le sue fiches sulla Casa Bianca, ma io terrei distinto il venir meno di uno dei pilastri della politica estera di Meloni – basata su una stretta relazione con Trump, corroborata dalla sua assonanza ideologica con la cultura Maga – dal tema più ampio dei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. Il primo va corretto, la strategia ricalibrata. Mentre la collaborazione fra Europa e Stati Uniti deve riprendere”, spiega. E’ possibile invertire la rotta a un anno dalla fine della legislatura? “Certo è tardi, ma è necessario incominciare. E se la guardo dal lato del centrosinistra, l’investimento sull’Unione deve essere l’elemento fondativo dell’alleanza fra le forze progressiste che si candidano a guidare il Paese. È dunque un’esigenza che parla anche al nostro campo: l’Europa deve diventare il punto qualificante e identitario del programma per le prossime elezioni, anche perché è proprio su questo che il centrodestra ha fin qui fallito”, conclude.
Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir ha concluso una visita di tre giorni a Teheran, durante la quale ha incontrato alti dirigenti e negoziatori iraniani nell’ambito degli sforzi per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Lo riporta il Times of Israes. Secondo quanto riferito, Munir ha incontrato diversi alti funzionari iraniani durante il viaggio, il che dimostra la “fermezza del Pakistan nel facilitare una soluzione negoziata… e nel promuovere la pace, la stabilità e la prosperità”, ha affermato l’esercito in una dichiarazione in vista dei colloqui di pace previsti a Islamabad nei prossimi giorni.
Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha accompagnato Munir durante la visita. La delegazione ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ha avuto colloqui con il presidente del Parlamento Bagher Qalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e alti ufficiali militari. Le discussioni si sono concentrate sulla sicurezza regionale, sugli sforzi diplomatici in corso e sulle misure per promuovere una pace duratura. Munir ha sottolineato l’importanza del dialogo, della de-escalation e della risoluzione delle controversie attraverso un impegno costante. Ha inoltre trasmesso messaggi di buona volontà da parte della leadership pakistana e ha ribadito la volontà di Islamabad di rafforzare i legami di lunga data con l’Iran
Poco dopo le 6 del mattino italiane, alcune navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni, secondo quanto riferisce il sito MarineTraffic. A sud, tre piccole navi mercantili battenti bandiera indiana e una barca a vela hanno attraversato le acque territoriali dell’Oman. A nord, la Black Maya, una nave per il trasporto di asfalto battente bandiera di Curaçao, ha attraversato le acque iraniane, seguita dalla TRIMMU 3, una nave cisterna per GPL battente bandiera di Hong Kong. Inoltre, stando a quanto emerge dal sito, un piccolo convoglio di navi, tra cui tre grandi navi cisterna per GPL, sembra avere iniziato a transitare sul lato iraniano dello stretto. Lo riferisce Skynews
In un post su Truth, il presidente Usa Donald Trump afferma che il presidente cinese Xi Jinping è “molto contento che lo Stretto di Hormuz sia aperto e/o si stia aprendo rapidamente”. Trump prosegue dicendo che il loro incontro in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio, “sarà speciale e, potenzialmente, storico”. “Molto verrà realizzato!”, aggiunge.
Il presidente Usa Donald Trump ha negato categoricamente la possibilità che vengano applicate restrizioni o pedaggi gestiti dall’Iran nello Stretto di Hormuz. “No. Assolutamente no. No. No”, ha detto Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il tycoon ha rimarcato che non ci saranno restrizioni né pedaggi: “No, non ci saranno pedaggi”, ha affermato.
Dopo l’annuncio dell’Iran di aver riaperto lo Stretto di Hormuz alle navi commerciali, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il blocco americano “rimarrà in vigore a pieno regime” fino a quando Teheran non raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti, anche sul suo programma nucleare.Interrogato ieri sera da un giornalista su cosa avrebbe fatto se non si fosse raggiunto un accordo alla scadenza del cessate il fuoco la prossima settimana, Trump ha risposto: “Non lo so… Ma forse non lo prorogherò, quindi ci sarà un blocco e purtroppo dovremo ricominciare a bombardare”. Ha poi aggiunto, rivolgendosi ai giornalisti che lo accompagnavano a bordo dell’Air Force One diretto a Washington, che un accordo “si raggiungerà” e ha categoricamente respinto l’idea di restrizioni o pedaggi da parte dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.In precedenza, Trump aveva celebrato l’annuncio iraniano, pubblicando sui social media che lo stretto era “completamente aperto e pronto per il transito”. Pochi minuti dopo, però, ha pubblicato un altro messaggio in cui affermava che il blocco navale statunitense sarebbe continuato “fino a quando la nostra transazione con l’Iran non sarà completa al 100%”.
“Se il blocco” navale degli Usa “continuerà, lo Stretto di Hormuz non resterà aperto”. Lo ha affermato su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in risposta alle dichiarazioni di Donald Trump. Il transito nello Stretto di Hormuz avverrà “con ‘l’autorizzazione dell’Iran”, ha aggiunto.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo di pace con Iran prevederebbe che gli Stati Uniti prendano il controllo del materiale nucleare del Paese. “Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, ora che la maggior parte dei punti è già stata negoziata e concordata”, ha spiegato intervenendo a un evento di Turning Point Usa a Phoenix, in Arizona. Lo riporta la Cnn. Trump ha anche dichiarato che l’Iran, “con l’aiuto degli Usa”, sta rimuovendo “tutte le mine navali”. Il tycoon ha aggiunto che Teheran avrebbe accettato “soprattutto” di “non avere mai un’arma nucleare. Non avranno mai un’arma nucleare”.
Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti entreranno in Iran per estrarre l’uranio. “Gli Usa prenderanno tutta la polvere nucleare”, ha detto il presidente americano in un discorso in Arizona. “La otterremo entrando in Iran con molti escavatori”. Trump ha insistito sul fatto che “non verrà scambiato denaro in alcun modo, forma o misura” come parte di un potenziale accordo con l’Iran per porre fine alla guerra.
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha avuto un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere degli ultimi sviluppi regionali. Lo riferisce l’agenzia di stampa saudita Spa secondo cui nel corso della conversazione, i due hanno esaminato gli sforzi compiuti per garantire il flusso continuo delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, nonché la necessità di consolidare il cessate il fuoco in Libano. Nel colloquio è stata poi sottolineata l’importanza del dialogo e delle soluzioni diplomatiche per garantire la sicurezza e la stabilità in tutta la regione.

