Iran, Trump: “Su Hormuz Teheran non può ricattarci”. Soldato francese ucciso in Libano – La diretta

Iran, Trump: “Su Hormuz Teheran non può ricattarci”. Soldato francese ucciso in Libano – La diretta
(Kenny Holston/The New York Times via AP, Pool)

Riaperto parzialmente lo spazio aereo iraniano. Nuovo messaggio di Mojtaba Khamenei

Malgrado il cessate il fuoco in vigore già da giorni, non scende la tensione tra Iran e Stati Uniti. Dall’Arizona, dove si trova in visita, Donald Trump ha ribadito le proprie mire sull’uranio di Teheran, aggiungendo che senza un accordo sul nucleare il blocco navale imposto dalla Casa Bianca sui porti iraniani resterà in vigore.

Secca la replica del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf: “Se il blocco americano continuerà, chiuderemo di nuovo lo Stretto di Hormuz”. Minaccia che si è concretizzata nel corso della mattinata di oggi.

Guerra in Iran, la diretta
Inizio diretta: 18/04/26 07:00
Fine diretta: 18/04/26 23:00
Cacciatorpediniere Usa a supporto blocco commercio marittimo

“Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney (DDG 91) pattuglia le acque regionali a supporto delle operazioni di blocco. Il blocco ha completamente bloccato il commercio economico in entrata e uscita dall’Iran via mare”. Lo scrive su X il Comando Centrale degli Stati Uniti.

Qassem: "Hezbollah aperto a più completa cooperazione con governo"

“Hezbollah è aperto alla più completa cooperazione con le autorità libanesi per aprire un nuovo capitolo basato sulla realizzazione della sovranità della nostra nazione, il Libano, nel quadro di una strategia di sicurezza nazionale”. Lo ha affermato il leader di Hezbollah Naim Qassem, come riporta L’Orient Le Jour. “Insieme, costruiremo la nostra nazione, il Libano, e impediremo alle potenze straniere di imporre la loro volontà e di raggiungere gli obiettivi del nemico israeliano attraverso la politica”, ha aggiunto, “il popolo libanese rimarrà unito e solidale con l’esercito, il popolo, la resistenza e la leadership politica che aspira all’indipendenza e alla liberazione del Libano”.

Ghalibaf: "Dragamine Usa in Stretto Hormuz violano cessate il fuoco"

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha affermato che Teheran considera i tentativi statunitensi di sminare lo Stretto di Hormuz come una “violazione del cessate il fuoco”, avvertendo che la situazione rischia di degenerare. “A Islamabad, ho detto alla delegazione americana che se il loro dragamine si fosse spostato anche solo di un piccolo tratto dalla sua posizione, lo avremmo sicuramente abbattuto. Hanno chiesto 15 minuti per dare l’ordine di tornare indietro, e così hanno fatto”, ha affermato in un’intervista televisiva. Lo riporta Al Jazeera. “Lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo della Repubblica Islamica”, ha poi ribadito Ghalibaf.

Media: "Senza svolta in colloqui possibile ripresa guerra entro pochi giorni"

Un alto funzionario degli Stati Uniti ha dichiarato ad Axios che, a meno di una svolta nei colloqui di pace, sembra che la guerra potrebbe riprendere entro pochi giorni. Non è ancora stata fissata una data precisa per la ripresa dei negoziati questo fine settimana, nonostante le speranze di Trump di porre fine al conflitto prima della scadenza del cessate il fuoco, prevista per martedì.

Esercito Israele, soldato ucciso da ordigno Hezbollah

Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ucciso e altri tre soldati sono rimasti feriti in seguito all’esplosione di un ordigno nel sud del Libano. Il soldato ucciso è stato identificato come il sergente maggiore Barak Kalfon, 48 anni. I soldati stavano perquisendo un edificio nel villaggio di Jebbayn, nel sud del Libano, alla ricerca di armi. Durante le perquisizioni, un ordigno esplosivo di Hezbollah è esploso, uccidendo Kalfon e ferendo altri tre soldati. Lo riporta il Times of Israel.

Leader Hezbollah respinge documento Usa su cessate il fuoco

Il leader di Hezbollah ha respinto il documento sul cessate il fuoco in Libano pubblicato dagli Stati Uniti. Naim Qassem, in una dichiarazione letta sulla televisione del gruppo, al-Manar, ha affermato che il documento pubblicato dal Dipartimento di Stato americano, descritto come il testo di un accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele, “non significa nulla a livello pratico, ma è un insulto al nostro Paese”. “Tutti sanno che il governo del Libano non ha incontrato né approvato questa dichiarazione”, ha aggiunto. Il testo pubblicato dagli Stati Uniti descrive la tregua di 10 giorni come un gesto di Israele “per consentire negoziati in buona fede” verso un accordo di pace permanente con il Libano. Il testo concede a Israele “il diritto di adottare tutte le misure necessarie per autodifesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso”. Non menziona alcun diritto analogo per il Libano o Hezbollah. Qassem ha sottolineato che la tregua dovrebbe comportare “una cessazione completa di tutte le ostilità” e che Hezbollah “risponderà alle violazioni del nemico”.

Pasdaran: "Chiusura Hormuz fino a revoca blocco navale Usa"

“Lo Stretto di Hormuz è chiuso da questa sera fino alla revoca del blocco navale” attuato dagli Stati Uniti. Lo ha affermato la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniana, come riporta Iran International. Nel comunicato si precisa che la Repubblica islamica ha chiuso la strategica via navigabile in seguito a una violazione degli impegni di cessate il fuoco, accusando gli Stati Uniti di mantenere le restrizioni marittime nei confronti delle navi e dei porti iraniani. I Pasdaran hanno inoltre avvertito che qualsiasi imbarcazione che si sposti dal suo ancoraggio nel Golfo Persico o nel Mar d’Oman verso lo stretto sarà considerata come collaboratrice del nemico e potrà essere presa di mira.

Crosetto: "Italia ha 10 cacciamine, 8 utilizzabili"

“L’Italia ha dieci cacciamine, otto sono utilizzabili e sono attualmente a La Spezia. In 20-25 giorni potrebbero essere nell’area” del conflitto in Medioriente. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto al Tg1. Gli equipaggi “dovrebbero essere scortati fino a Suez e poi in Oman”. “L’utilizzo a Hormuz dovrebbe passare in Parlamento”, chiude Crosetto.

Media, Trump convoca riunione nella situation room

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca per discutere della rinnovata crisi nello Stretto di Hormuz e dei negoziati con l’Iran. Lo hanno rivelato ad Axios due funzionari statunitensi. Il funzionario ha dichiarato ad Axios che JD Vance, Marco Rubio, Pete Hegseth e Scott Bessent, tra gli altri alti funzionari governativi, sono presenti all’incontro.

Lula: "L'Iran non stava costruendo la bomba atomica"

“L’Iran non stava per costruire una bomba nucleare, dobbiamo smetterla di raccontare bugie per distruggere le persone”. Lo ha detto il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva, intervenendo alla Global Progressive Mobilisation a Barcellona.

Parigi: in gravi condizioni 2 soldati Unifil feriti in imboscata

Secondo una dichiarazione del ministero degli Affari esteri francese, due dei tre caschi blu francesi rimasti feriti oggi in Libano nell’imboscata che ha causato la morte di un soldato francese sono in gravi condizioni. L’attacco contro i soldati francesi schierati nell’ambito della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil), oltre a causare la morte del sergente Florian Montorio, “ha anche ferito tre soldati francesi, due dei quali in modo grave”, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero in un comunicato.

Wsj, Usa si preparano ad abbordare navi legate a Teheran in prossimi giorni

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti ufficiali degli Stati Uniti, l’esercito americano si sta preparando ad abbordare nei prossimi giorni navi legate all’Iran.

Tajani: "Italia condanna uccisione soldato Unifil, vicini a Francia"

“L’Italia condanna l’uccisione del sergente capo paracadutista del genio francese Florian Montorio, vittima di un attacco contro le forze dell’Unifil in Libano. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza alla Francia, alle sue forze armate e alla famiglia del caduto in missione di pace”. È quanto scrive in un post sul social X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Msc, Euribia lascia Dubai per riprendere crociere in Nord Europa

Msc Crociere conferma che “Msc Euribia ha lasciato Dubai, ha attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz ed è ora in viaggio verso il Nord Europa”. “Il passaggio – spiega la compagnia in una nota – è stato completato in stretto coordinamento con le autorità competenti”.
Msc sottolinea che “Euribia è in rotta per riprendere la sua stagione nel Nord Europa e, poiché la nave potrà ora rientrare prima del previsto”, Msc Crociere conferma che “la crociera in partenza il 16 maggio da Kiel (e il 17 maggio da Copenaghen) si svolgerà come pianificato in origine, con tutte le successive partenze confermate secondo programma”. “Gli ospiti le cui crociere sono state cancellate – continua la compagnia – avranno la possibilità di trasferire la propria prenotazione su questa partenza, qualora lo desiderino, e saranno contattati direttamente a partire da domani per ulteriori dettagli”.

Segnalato incidente nei pressi di nave da crociera a largo Oman

L’agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (UKMTO) ha riferito che una nave da crociera ha segnalato uno schizzo d’acqua vicino alla propria imbarcazione a tre miglia nautiche a est dell’Oman, raccomandando alle navi di segnalare qualsiasi attività sospetta.

India convoca ambasciatore Teheran dopo attacchi a due navi a Hormuz

L’India ha convocato l’ambasciatore iraniano in seguito agli attacchi contro due navi battenti bandiera indiana nello Stretto di Hormuz, esortando Teheran a ripristinare immediatamente il passaggio sicuro per le sue navi attraverso questa vitale via di navigazione. Lo riporta Iran International.

Hezbollah: non siamo coinvolti in uccisione soldato Unifil

Hezbollah ha negato “qualsiasi coinvolgimento” nell’incidente che ha causato la morte di un soldato francese delle forze di pace dell’Unifil a Ghandouriyé, nel sud del Libano. Il gruppo paramilitare sciita ha invitato alla “cautela prima di formulare accuse e giudizi, in attesa delle conclusioni dell’indagine condotta dall’esercito libanese per accertare le circostanze esatte dell’incidente”. Lo riporta L’Orient Le Jour. “Hezbollah sottolinea inoltre la continua cooperazione tra la popolazione locale, l’Unifil e l’esercito libanese, evidenziando l’importanza del coordinamento tra queste due entità nelle loro operazioni, in particolare in questo contesto delicato”, si legge nella nota del gruppo libanese, “in questo contesto, Hezbollah esprime la sua sorpresa per le affrettate accuse mosse contro di esso, soprattutto considerando il silenzio di queste stesse parti quando il nemico israeliano attacca le forze dell’Unifil”.

Media, almeno 3 attacchi contro navi a Hormuz dopo nuova chiusura

Almeno tre attacchi hanno preso di mira navi mercantili nello Stretto di Hormuz da quando l’Iran oggi ha reintrodotto il blocco della via di navigazione. Lo ha riferito un funzionario statunitense ad Axios. Almeno una nave avrebbe riportato danni mentre non si registrano feriti.

Trump: "Su Hormuz Teheran non può ricattarci"

“Volevano chiudere di nuovo lo Stretto, come fanno da anni, ma non possono ricattarci”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferendosi alla nuova chiusura da parte dell’Iran dello Stretto di Hormuz. “Entro la fine della giornata avremo qualche informazione. Stiamo parlando con loro, ma stanno assumendo una posizione rigida”, ha aggiunto, parlando nello Studio ovale in occasione della firma di un decreto presidenziale sull’allentamento delle restrizioni relative ai trattamenti con sostanze psichedeliche.

Trump: "Colloqui ottimi, sta andando tutto per il meglio"

Il presidente Usa Donald Trump ha commentato gli ultimi sviluppi della guerra con l’Iran, dopo che Teheran ha fatto marcia indietro sulla decisione di riaprire lo Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha minimizzato l’accaduto: “Stiamo avendo ottimi colloqui”, ha detto nel corso della firma di un ordine esecutivo sui farmaci psichedelici nello Studio Ovale. “Sta andando tutto per il meglio: hanno fatto i furbi, come fanno da 47 anni”, ha detto Trump.

Teheran: "Non consegneremo uranio arricchito agli Usa"

In un’intervista con l’Associated Press a margine di un forum diplomatico in Turchia, il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha affermato che il suo Paese non consegnerà il proprio uranio arricchito agli Stati Uniti, respingendo le affermazioni del presidente Donald Trump. “Posso assicurarvi che nessun materiale arricchito verrà spedito negli Stati Uniti”, ha detto Khatibzadeh. “Questa è una posizione inaccettabile e posso garantirvi che, pur essendo pronti a discutere qualsiasi preoccupazione, non accetteremo proposte inaccettabili”, ha rimarcato. Venerdì, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti interverranno in Iran per “recuperare tutta la polvere nucleare”, riferendosi ai 440 chilogrammi di uranio arricchito che si ritiene siano sepolti sotto siti nucleari gravemente danneggiati dagli attacchi militari statunitensi dello scorso anno.

Msc Euribia attraversa Hormuz, diretta verso Muscat

La nave da crociera Msc Euribia, bloccata da inizio conflitto a Dubai, ha attraversato lo stretto di Hormuz per entrare nel golfo di Oman e si sta dirigendo a Muscat. E’ quanto emerge dai dati Ais. La crociera, senza passeggeri a bordo, viaggia a una velocità di circa 22 nodi.

Lula: "Non si può andare a dormire con tweet presidente che dichiara guerra"

“Non possiamo andare a dormire ogni giorno con un tweet di un presidente che dichiara guerra”. Lo ha detto il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva, senza fare il nome di Donald Trump, durante il quarto incontro ‘In difesa della democrazia’ a Barcellona.

Usa: da inizio blocco marittimo 23 navi costrette a invertire rotta

“Dall’inizio del blocco, 23 navi hanno ottemperato all’ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta. Le forze americane stanno applicando un blocco marittimo contro le navi che entrano o escono dai porti e dalle zone costiere iraniane”. È quanto fa sapere il Comando Centrale degli Stati Uniti, o Centcom, in un post sul social X, sulle operazioni nello stretto di Hormuz.

Nave portacontainer colpita da proiettile, danni

Il Centro per le operazioni di commercio marittimo del Regno Unito (UK Maritime Trade Operations Center) segnala che una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile non identificato, riportando danni ad alcuni container. Non sono stati segnalati incendi né impatti ambientali. Le autorità stanno indagando. L’episodio è avvenuto a 25 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.

Si tratta del secondo attacco avvenuto oggi nei pressi dello stretto di Hormuz, dopo che due cannoniere delle Guardie Rivelatorie iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera che transitava lungo l’importante via navigabile.

Aoun sente Macron, ordinata indagine su uccisione soldato Unifil

Il presidente del Libano Joseph Aoun “ha ricevuto oggi una telefonata dal presidente francese Emmanuel Macron e ha discusso con lui degli ultimi sviluppi, in particolare dell’annuncio del cessate il fuoco e dei preparativi in corso per l’avvio dei negoziati”. È quanto fa sapere la presidenza libanese in un post sul social X. Aoun ha condannato “con forza l’attacco contro la forza francese” dell’Unifil e “ha dato istruzioni alle autorità competenti di indagare immediatamente su questo incidente e di accertare le responsabilità, sottolineando che il Libano non lesinerà gli sforzi nel perseguire i responsabili e nel consegnarli alla giustizia”.

Unifil: "Soldato ucciso da attori non statali, presumiamo Hezbollah"

“Questa mattina, una pattuglia dell’Unifil impegnata nella bonifica di ordigni esplosivi lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah, al fine di ristabilire i collegamenti con le postazioni isolate dell’Unifil, è stata bersagliata da colpi di armi leggere sparati da soggetti non statali. Tragicamente, un soldato delle forze di pace è deceduto a causa delle ferite riportate e altri tre sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave”. È quanto si legge nella nota delle forze di pace dell’Onu dispiegate nel sud del Libano. “L’Unifil ha avviato un’indagine per determinare le circostanze relative a questo tragico incidente. Una prima valutazione indica che il fuoco proveniva da attori non statali (presumibilmente Hezbollah)”, continua la nota, “l’Unifil invita il governo del Libano ad avviare rapidamente un’indagine per identificare e assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini commessi contro i caschi blu dell’Unifil”.

Parigi: soldato francese Unifil vittima di imboscata gruppo armato

Anche la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin ha ricordato in un post sul social X il soldato francese dell’Unifil che “è caduto per la Francia nella regione di Deir-Kifa, in Libano”. “Questa mattina, mentre era in missione per aprire un percorso verso una postazione dell’Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona, è stato vittima di un’imboscata da parte di un gruppo armato a distanza ravvicinata”, ha fatto sapere Vautrin, “colpito immediatamente da un colpo diretto di arma leggera, è stato soccorso sotto il fuoco nemico dai suoi compagni, che non sono riusciti a rianimarlo”. “Da 18 anni si era impegnato con forza e determinazione a servire il proprio Paese, a difendere la pace, a combattere il terrorismo e a proteggere i propri compatrioti”, ha aggiunto la ministra francese, “i miei pensieri vanno alla sua compagna, ai suoi figli, ai suoi cari e ai suoi compagni d’armi. La Francia non dimenticherà”.

 

Crosetto: "Vicinanza a Forze Armate francesi per morte soldato Unifil"

“A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese Catherine Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito questa mattina in Libano, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e altri sono rimasti feriti. Alla famiglia del soldato Caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti rivolgo l’augurio di pronta e completa guarigione”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Macron: "Ucciso in Libano soldato Unifil francese, Hezbollah responsabile"

“Il sergente maggiore Florian Montorio del 17° reggimento del genio paracadutista di Montauban è caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro l’Unifil. Tre dei suoi compagni d’armi sono rimasti feriti e sono stati evacuati”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente della Francia Emmanuel Macron. “Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah”, ha aggiunto Macron, “la Francia esige dalle autorità libanesi che arrestino immediatamente i colpevoli e si assumano le proprie responsabilità al fianco dell’Unifil”. “La Nazione si inchina con rispetto e esprime il proprio sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutti i nostri militari impegnati per la pace in Libano”, conclude Macron.

 

Idf, primi raid contro Hezbollah dopo cessate il fuoco

Le Forze di difesa israeliane (Idf) confermano di aver effettuato diversi raid nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore contro miliziani di Hezbollah che “hanno violato gli accordi di cessate il fuoco”. Si tratta delle prime azioni di questo tipo da quando la tregua è entrata in vigore alla mezzanotte tra giovedì e venerdì. Lo riferisce il Times of Israel. Le truppe che operano a sud della ‘linea gialla’ nel Libano meridionale “hanno identificato terroristi che hanno violato gli accordi di cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze da nord della Linea Gialla in modo da rappresentare una minaccia immediata”, afferma l’esercito.
Le Idf dichiarano che l’aviazione e le truppe di terra israeliane “hanno colpito i terroristi in diverse aree del Libano meridionale” per “eliminare la minaccia”.

Inoltre, l’esercito afferma di aver effettuato bombardamenti di artiglieria a sostegno delle truppe di terra operanti nel Libano meridionale e di aver distrutto infrastrutture terroristiche in risposta alle minacce. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) dichiarano di agire “in conformità con le direttive a livello politico”. “Pertanto, le IDF sono autorizzate ad adottare le misure necessarie per l’autodifesa contro le minacce, salvaguardando al contempo la sicurezza dei civili israeliani e delle truppe schierate sul territorio”, si legge in un comunicato dell’esercito. “Le azioni di autodifesa e la rimozione delle minacce non sono limitate dal cessate il fuoco”, affermano le IDF, aggiungendo che “non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini di Israele e ai suoi soldati e adotteranno tutte le misure necessarie per garantirne la sicurezza”. L’esercito dichiara che continuerà a bonificare l’area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture, militanti e qualsiasi altra minaccia di Hezbollah.

 

Spari contro petroliera nello stretto di Hormuz

Spari contro una nave in transito nello stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal Centro per le Operazioni di Commercio Marittimo del Regno Unito (UK Maritime Trade Operations Center), due cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz, dopo che l’Iran aveva annunciato il ritorno alla chiusura della via navigabile. Stando alle informazioni, la petroliera e l’equipaggio sono al sicuro, ma al momento non viene specificato di che navi si tratti né quale fosse la sua destinazione. L’episodio è avvenuto a 20 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.
L’Iran aveva annunciato sabato la reintroduzione di restrizioni sullo stretto in risposta al blocco navale e portuale imposto dagli Stati Uniti. L’Iran ha impedito il transito di navi durante le sette settimane di guerra, ad eccezione di quelle autorizzate.

Due navi indiane hanno dovuto invertire la rotta nello Stretto di Hormuz in seguito alle segnalazioni di spari provenienti dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riportato dal sito di monitoraggio navale TankerTrackers.com. Stando alle informazioni, tra le navi in questione c’è una superpetroliera battente bandiera indiana, che trasporta 2 milioni di barili di petrolio iracheno.

Messaggio di Mojtaba Khamenei: "Marina pronta a infliggere dure sconfitte"

La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha rilasciato una dichiarazione in occasione dell’anniversario della fondazione della Repubblica Islamica (1° aprile) e del compleanno del suo defunto padre, che ricorre domani.
Nella dichiarazione diffusa tramite Telegram, Mojtaba Khamenei ha elogiato la difesa dell’Iran da parte dell’esercito iraniano contro gli Stati Uniti. Nel contesto delle nuove ostilità nello Stretto di Hormuz, ha avvertito che la “valorosa marina iraniana è pronta a infliggere nuove e dure sconfitte ai suoi nemici”. Lo riporta Skynews. La Guida Suprema ha assunto il comando dopo che suo padre e predecessore, Ali Khamenei, è stato ucciso in un attacco statunitense all’inizio della guerra. Si ritiene che anche Mojtaba Khamenei sia rimasto ferito. Da allora non è più stato visto né sentito in pubblico e le sue dichiarazioni vengono diffuse solo per iscritto o lette ad alta voce.

“L’esercito islamico – si legge nel messaggio di Mojtaba Khamenei – sta ora difendendo coraggiosamente la terra, le acque e la bandiera che gli appartengono, proprio come ha fatto nelle due precedenti guerre imposte. Con il forte sostegno di Dio e del popolo, in ranghi compatti e solidi, e fianco a fianco con i suoi compagni delle altre forze armate, sta combattendo contro i due principali eserciti dell’incredulità e dell’arroganza. E l’esercito islamico ha smascherato la debolezza e l’umiliazione di questi eserciti di fronte al mondo”. E prosegue: “Allo stesso modo in cui i suoi droni colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come fulmini, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici”.

 

Teheran: "Senza accordo quadro no data nuovo round negoziati"

“Finché non raggiungiamo un accordo quadro, non possiamo fissare una data”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, secondo cui un nuovo round di colloqui non potrà avere luogo finché le due parti non raggiungeranno un accordo quadro comune. “L’Iran non accetterà di essere un’eccezione al diritto internazionale” né di “rinunciare ai propri diritti”, ha ribadito, citato da Al Jazeera.

Libano, presidente Aoun vede premier Salam: sul tavolo colloqui con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato il primo ministro Nawaf Salam mentre è in corso il cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Hezbollah, il gruppo libanese sostenuto dall’Iran. Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Aoun, i due hanno discusso della “disponibilità del Libano ai negoziati” con Israele. Libano e Israele sono in stato di guerra dal 1948. In settimana, gli ambasciatori dei due paesi negli Stati Uniti si sono incontrati, nei primi colloqui diretti da decenni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, sebbene non sia ancora stata fissata una data. Aoun ha dichiarato di essere pronto ad andare ovunque per “liberare il mio Paese, proteggere il mio popolo e salvare la mia nazione”

Teheran: "Trump parla troppo, si contraddice"

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha affermato, a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, che il presidente Usa Donald Trump “parla troppo”. Per il viceministro Trump “ha detto cose contraddittorie nella stessa dichiarazione”, “non so esattamente cosa intendesse”, ha ribadito, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alle affermazioni del tycoon che aveva prospettato un ritorno ai bombardamenti in caso di mancato accordo entro mercoledì. L’Iran ritiene che “la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo”, ma è pronto a continuare a difendersi in caso di attacco. “Combatteremo fino all’ultimo soldato iraniano”, ha rimarcato. Lo riporta Al Jazeera.

Teheran cauta su nuovi colloqui: "Da Usa approccio massimalista"

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha respinto le affermazioni del presidente americano Donald Trump sull’uranio e ha espresso cautela riguardo ai futuri colloqui tra i due Paesi. Parlando all’Associated Press nella città turca di Antalya, Khatibzadeh ha affermato che gli iraniani non sono pronti per un nuovo ciclo di colloqui faccia a faccia con gli Stati Uniti perché gli americani “non hanno abbandonato la loro posizione massimalista”. Venerdì, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti interverranno in Iran e “prenderanno tutta la polvere nucleare”, riferendosi ai 440 chilogrammi di uranio arricchito che si ritiene siano sepolti sotto siti nucleari gravemente danneggiati dagli attacchi militari statunitensi dello scorso anno.

Teheran: "Vi avevamo avvertiti, ora godetevi la chiusura di Hormuz"

“Vi avevamo avvisati, ma non ci avete dato retta. Ora GODETEVI il ritorno della situazione dello Stretto di Hormuz al suo stato precedente”. Lo scrive su X Ebrahim Azizi, capo della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale iraniana, aggiungendo uno smile in fondo al post. “È giunto il momento – aveva scritto nelle scorse ore Azizi – di conformarsi al nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz. Queste norme sono stabilite dall’Iran, non dai post sui social media! In base a questo nuovo sistema, solo le navi commerciali autorizzate dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) sono autorizzate a navigare lungo le rotte designate, dopo aver pagato i pedaggi previsti. Se gli Stati Uniti dovessero tentare di creare disagi alle navi iraniane, questa situazione potrebbe essere facilmente modificata”.

Meloni: "Instabilità sta diventando normalità, noi sempre al lavoro"

“Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, con l’instabilità che sta diventando la normalità. Il quadro cambia continuamente. Mentre venivo qui l’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è nuovamente chiuso”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea nazionale di Federalberghi in corso a Roma. “Noi siamo al lavoro ogni minuto per stabilizzare il quadro in scenari che ormai si sono moltiplicati. E per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza per molti Paesi. È ovvio che questo oggi ci toglie tantissime energie”, ha aggiunto la premier.

 

Media, Teheran non ha ancora dato ok a nuovo round negoziati

L’Iran non ha ancora acconsentito al prossimo round di negoziati con gli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando fonti informate. Stando a quanto riferito, a causa dell’annuncio di Trump di un blocco navale contro l’Iran e delle eccessive richieste degli americani nei negoziati, che continuano a emergere dai recenti scambi di messaggi, Teheran non ha ancora acconsentito al prossimo round di colloqui. L’Iran, viene riferito, ha sottolineato che la moderazione da parte degli americani nei negoziati è una condizione fondamentale per la prosecuzione delle trattative; in caso contrario, Teheran non intende perdere tempo in negoziati logoranti e inutili. Secondo un giornalista di Tasnim, la questione è stata segnalata ai funzionari americani tramite un intermediario pakistano.

 

Iran, blackout di internet da oltre 50 giorni

L’Iran è ormai isolato da sette settimane, con il blackout di internet che entra nel cinquantesimo giorno dopo 1176 ore. Lo riferisce il gruppo di monitoraggio NetBlocks. “I dati mostrano che questa misura, senza precedenti per una società interconnessa, continua a danneggiare – viene riferito – la vita quotidiana e i diritti umani della maggior parte degli iraniani”.

Media, lunedì secondo round negoziati a Islamabad

Secondo fonti iraniane citate dalla Cnn, lunedì si terrà a Islamabad, in Pakistan, un secondo round di negoziati di pace tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran. Gli Stati Uniti non hanno confermato la programmazione dei colloqui.

In Iran riaprono alcuni aeroporti, anche scali Teheran e Mashdad

Il segretario dell’Associazione delle compagnie aeree iraniane ha annunciato la riapertura degli aeroporti di Teheran Imam Khomeini e Mehrabad, e degli scali di Mashhad, Birjand, Gorgan e Zahedan. Lo riporta Iran International. In precedenza, l’Organizzazione per l’Aviazione Civile aveva annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del Paese a partire dalle 7 di questa mattina ora locale.

Petro: "Il mondo deve allontanarsi da petrolio e idrocarburi"
Colombia Bullfighting Law

“Sia l’aggressione contro l’Iran sia la diffusione della guerra in tutto il Medioriente sono tra i peggiori passi compiuti da alcuni governi. La possibilità di avviare e costruire un serio processo di pace porta in primo piano la questione palestinese, la risoluzione del conflitto e l’opzione di due Stati sovrani. Inoltre, impone al mondo la necessità di allontanarsi dal petrolio, che, insieme agli idrocarburi, sta causando tensioni politiche e impedisce all’umanità di agire rapidamente per la propria sopravvivenza”. Lo ha detto il presidente della Colombia Gustavo Petro a Barcellona, arrivando al quarto incontro dell’iniziativa ‘In difesa della democrazia’, a cui partecipano i leader di oltre 15 Paesi insieme ad altri rappresentanti governativi di Europa, Africa, Asia, America Latina e Caraibi.

Teheran torna a chiudere Hormuz a causa blocco Usa

L’Iran ha rapidamente fatto marcia indietro sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, reintroducendo oggi le restrizioni al transito, dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato che la riapertura della via navigabile non avrebbe posto fine al blocco navale Usa. Il comando militare congiunto iraniano ha affermato sabato che “il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato allo stato precedente… sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate”. Ha inoltre avvertito che continuerà a bloccare il transito attraverso lo stretto finché il blocco statunitense dei porti iraniani rimarrà in vigore. L’annuncio è giunto la mattina dopo le dichiarazioni di Donald Trump secondo cui il blocco americano “rimarrà in vigore a pieno regime” fino a quando Teheran non raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti, anche sul suo programma nucleare.

Il conflitto per il controllo dello stretto di Hormuz ha minacciato di aggravare la crisi energetica che sta sconvolgendo l’economia globale, dopo che i prezzi del petrolio hanno ricominciato a scendere venerdì, sulla scia delle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso lo stretto e ulteriori restrizioni metterebbero a dura prova l’offerta già limitata, spingendo nuovamente i prezzi al rialzo. Il controllo dello stretto si è dimostrato uno dei principali strumenti di pressione dell’Iran e ha spinto gli Stati Uniti a schierare forze militari e a imporre un blocco dei porti iraniani, nel tentativo di costringere Teheran ad accettare un cessate il fuoco mediato dal Pakistan per porre fine a quasi sette settimane di conflitto. L’Iran aveva annunciato la riapertura completa dello Stretto di Hormuz alle navi commerciali dopo l’annuncio di una tregua di 10 giorni tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, in Libano. Ma dopo che Trump ha dichiarato che il blocco sarebbe continuato, alti funzionari iraniani lo hanno accusato di violare l’accordo di cessate il fuoco raggiunto la scorsa settimana tra Iran e Stati Uniti e hanno avvertito che lo stretto non sarebbe rimasto aperto se il blocco statunitense fosse rimasto in vigore. Una società di analisi dati, Kpler, ha affermato che il transito attraverso lo stretto rimane limitato ai corridoi che richiedono l’approvazione dell’Iran. Le forze statunitensi hanno rimandato 21 navi in Iran dall’inizio del blocco, lunedì, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (UCC) il giorno X. Il cessate il fuoco in Libano potrebbe rimuovere un ostacolo importante a un accordo. Tuttavia, non è chiaro in che misura Hezbollah rispetterà un accordo alla cui negoziazione non ha partecipato e che lascerà le truppe israeliane occupare una parte del Libano meridionale.

Il premier del Pakistan vede Erdogan e Al Thani: focus su sviluppi regionali

Il premier pakistano Shehbaz Sharif è rientrato in patria dopo una visita in Turchia, dove ha partecipato a un forum diplomatico ad Antalya. Durante la visita, ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, in vista del secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. Al forum, Sharif ha discusso con Erdogan e l’emiro del Qatar degli ultimi sviluppi regionali e degli sforzi diplomatici in corso tra Teheran e Washington. Il Pakistan dovrebbe ospitare il secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti all’inizio della prossima settimana.

Idf: "In Libano linea gialla come a Gaza, no al ritorno dei residenti nei villaggi"

Israele imporrà in Libano la cosiddetta ‘linea gialla’, impedendo ai residenti di tornare nelle aree occupate dall’esercito israeliano. Lo riporta Cnn citando alti funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf). La misura è già stata utilizzata nella Striscia di Gaza, dove la cosiddetta “linea gialla” delimita un’area occupata dall’esercito israeliano in base all’accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra durata due anni, e risulta inaccessibile ai residenti. “Il modello della ‘linea gialla’ di Gaza verrà replicato anche in Libano, e le Idf hanno già definito una ‘linea gialla’ entro la quale le forze israeliane stanno attualmente operando”, hanno dichiarato alti funzionari delle Idf ai giornalisti durante un briefing sabato.Ai residenti non sarà consentito tornare nei 55 villaggi libanesi all’interno dell’area, hanno affermato i funzionari delle Idf.”Le Idf sono autorizzate a continuare a distruggere le infrastrutture terroristiche in quell’area anche durante il cessate il fuoco”, hanno aggiunto. Alcuni residenti del Libano meridionale hanno iniziato a tornare a casa in seguito all’entrata in vigore del cessate il fuoco nel Paese

Pasdaran arrestano 120 persone: "Preparavano attacco nemico"

Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) hanno arrestato più di 120 persone che, a loro dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano “preparando il terreno per un attacco militare nemico”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Le Irgc hanno arrestato sette sospetti nella provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, accusati di “inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale”, riferisce Tasnim. Altre 69 persone sono state arrestate nella provincia di Mazandaran e altre 51, tra cui tre “squadre di spionaggio”, scoperte nella provincia di Kerman, secondo quanto riportato.

L'Iran riapre parzialmente lo spazio aereo, riprendono voli

L’Organizzazione per l’aviazione civile ha annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del paese a partire dalle 7 di questa mattina (ora locale, le 5.30 in Italia). Inoltre, è stato comunicato che le rotte orientali sono aperte ai voli internazionali e che le operazioni aeroportuali riprenderanno gradualmente. Lo riporta Iran International.

L’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la ripresa graduale dei voli negli aeroporti senza però fornire una tempistica precisa. Lo spazio aereo iraniano era chiuso dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno iniziato gli attacchi contro l’Iran. La parziale riapertura giunge a più di una settimana dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.

Teheran: "Torneremo a combattere in caso di inganno del nemico"

Il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaeinik, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resta aperto solo in caso di cessate il fuoco, in modo limitato e condizionato, e in caso di “inganno da parte del nemico” sul piano diplomatico, si procederà con un intervento deciso sul campo di battaglia. Lo riporta Iran International. Il portavoce fa sapere che “torneremo a combattere” in caso di “inganno da parte del nemico”.

Guerini: "Governo scelga l'Ue, punto identitario delle prossime elezioni"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare al vertice dei volenterosi. “È un passo necessario, dopo le timidezze degli scorsi mesi. Quel gruppo di Paesi, da cui l’Italia non deve sottrarsi, sarà il nucleo centrale delle politiche di difesa europea”. Così l’ex ministro della Difesa e presidente del Copasir Lorenzo Guerini intervistato da Repubblica. Cosa ne sarà delle relazioni transatlantiche? “Capisco l’imbarazzo del nostro governo che aveva puntato tutte le sue fiches sulla Casa Bianca, ma io terrei distinto il venir meno di uno dei pilastri della politica estera di Meloni – basata su una stretta relazione con Trump, corroborata dalla sua assonanza ideologica con la cultura Maga – dal tema più ampio dei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. Il primo va corretto, la strategia ricalibrata. Mentre la collaborazione fra Europa e Stati Uniti deve riprendere”, spiega. E’ possibile invertire la rotta a un anno dalla fine della legislatura? “Certo è tardi, ma è necessario incominciare. E se la guardo dal lato del centrosinistra, l’investimento sull’Unione deve essere l’elemento fondativo dell’alleanza fra le forze progressiste che si candidano a guidare il Paese. È dunque un’esigenza che parla anche al nostro campo: l’Europa deve diventare il punto qualificante e identitario del programma per le prossime elezioni, anche perché è proprio su questo che il centrodestra ha fin qui fallito”, conclude.

Il capo dell'esercito pakistano conclude visita di 3 giorni a Teheran

Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir ha concluso una visita di tre giorni a Teheran, durante la quale ha incontrato alti dirigenti e negoziatori iraniani nell’ambito degli sforzi per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Lo riporta il Times of Israes. Secondo quanto riferito, Munir ha incontrato diversi alti funzionari iraniani durante il viaggio, il che dimostra la “fermezza del Pakistan nel facilitare una soluzione negoziata… e nel promuovere la pace, la stabilità e la prosperità”, ha affermato l’esercito in una dichiarazione in vista dei colloqui di pace previsti a Islamabad nei prossimi giorni.

Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha accompagnato Munir durante la visita. La delegazione ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ha avuto colloqui con il presidente del Parlamento Bagher Qalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e alti ufficiali militari. Le discussioni si sono concentrate sulla sicurezza regionale, sugli sforzi diplomatici in corso e sulle misure per promuovere una pace duratura. Munir ha sottolineato l’importanza del dialogo, della de-escalation e della risoluzione delle controversie attraverso un impegno costante. Ha inoltre trasmesso messaggi di buona volontà da parte della leadership pakistana e ha ribadito la volontà di Islamabad di rafforzare i legami di lunga data con l’Iran

Media, gruppo di navi attraversa lo Stretto di Hormuz
Petroliere al largo dello stretto di Hormuz. (AP Photo/Altaf Qadri)

Poco dopo le 6 del mattino italiane, alcune navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni, secondo quanto riferisce il sito MarineTraffic. A sud, tre piccole navi mercantili battenti bandiera indiana e una barca a vela hanno attraversato le acque territoriali dell’Oman. A nord, la Black Maya, una nave per il trasporto di asfalto battente bandiera di Curaçao, ha attraversato le acque iraniane, seguita dalla TRIMMU 3, una nave cisterna per GPL battente bandiera di Hong Kong. Inoltre, stando a quanto emerge dal sito, un piccolo convoglio di navi, tra cui tre grandi navi cisterna per GPL, sembra avere iniziato a transitare sul lato iraniano dello stretto. Lo riferisce Skynews.

Secondo i dati del sito di monitoraggio MarineTraffic, tra le imbarcazioni che hanno attraversato lo stretto di Hormuz ci sono anche petroliere, navi per il trasporto di Gnl e prodotti chimici. Un alto funzionario parlamentare iraniano ha dichiarato che solo le navi commerciali autorizzate dalle Guardie Rivoluzionarie possono transitare nello Stretto di Hormuz. Ebrahim Azizi, capo della Commissione parlamentare per la Sicurezza Nazionale iraniana, ha affermato in un post sui social media venerdì sera che le navi commerciali devono pagare i “pedaggi previsti” prima di attraversare lo stretto, utilizzando una rotta stabilita dall’Iran il mese scorso. “È giunto il momento di conformarsi al nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato. “Queste norme sono stabilite dall’Iran, non dai post sui social media!”. Azizi ha avvertito che il meccanismo potrebbe cambiare “se gli Stati Uniti tentassero di creare disagi alle navi iraniane”.

Trump: "Xi Jinping molto contento per riapertura Hormuz"

In un post su Truth, il presidente Usa Donald Trump afferma che il presidente cinese Xi Jinping è “molto contento che lo Stretto di Hormuz sia aperto e/o si stia aprendo rapidamente”. Trump prosegue dicendo che il loro incontro in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio, “sarà speciale e, potenzialmente, storico”. “Molto verrà realizzato!”, aggiunge.

Trump: "Non ci saranno pedaggi a Hormuz"

Il presidente Usa Donald Trump ha negato categoricamente la possibilità che vengano applicate restrizioni o pedaggi gestiti dall’Iran nello Stretto di Hormuz. “No. Assolutamente no. No. No”, ha detto Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il tycoon ha rimarcato che non ci saranno restrizioni né pedaggi: “No, non ci saranno pedaggi”, ha affermato.

Trump: "Senza accordo con Teheran, il blocco dei porti resta"

Dopo l’annuncio dell’Iran di aver riaperto lo Stretto di Hormuz alle navi commerciali, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il blocco americano “rimarrà in vigore a pieno regime” fino a quando Teheran non raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti, anche sul suo programma nucleare.Interrogato ieri sera da un giornalista su cosa avrebbe fatto se non si fosse raggiunto un accordo alla scadenza del cessate il fuoco la prossima settimana, Trump ha risposto: “Non lo so… Ma forse non lo prorogherò, quindi ci sarà un blocco e purtroppo dovremo ricominciare a bombardare”. Ha poi aggiunto, rivolgendosi ai giornalisti che lo accompagnavano a bordo dell’Air Force One diretto a Washington, che un accordo “si raggiungerà” e ha categoricamente respinto l’idea di restrizioni o pedaggi da parte dell’Iran sullo Stretto di Hormuz.In precedenza, Trump aveva celebrato l’annuncio iraniano, pubblicando sui social media che lo stretto era “completamente aperto e pronto per il transito”. Pochi minuti dopo, però, ha pubblicato un altro messaggio in cui affermava che il blocco navale statunitense sarebbe continuato “fino a quando la nostra transazione con l’Iran non sarà completa al 100%”. 

Ghalibaf: "Se il blocco Usa continua, chiuderemo di nuovo Hormuz"
A sinistra, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. (AP Photo/Eraldo Peres)

“Se il blocco” navale degli Usa “continuerà, lo Stretto di Hormuz non resterà aperto”. Lo ha affermato su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in risposta alle dichiarazioni di Donald Trump. Il transito nello Stretto di Hormuz avverrà “con ‘l’autorizzazione dell’Iran”, ha aggiunto.

Trump: "Accordo prevede il controllo Usa sul materiale nucleare di Teheran"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo di pace con Iran prevederebbe che gli Stati Uniti prendano il controllo del materiale nucleare del Paese. “Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, ora che la maggior parte dei punti è già stata negoziata e concordata”, ha spiegato intervenendo a un evento di Turning Point Usa a Phoenix, in Arizona. Lo riporta la Cnn. Trump ha anche dichiarato che l’Iran, “con l’aiuto degli Usa”, sta rimuovendo “tutte le mine navali”. Il tycoon ha aggiunto che Teheran avrebbe accettato “soprattutto” di “non avere mai un’arma nucleare. Non avranno mai un’arma nucleare”.

Trump ribadisce: "Porteremo via l'uranio da Teheran"

Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti entreranno in Iran per estrarre l’uranio. “Gli Usa prenderanno tutta la polvere nucleare”, ha detto il presidente americano in un discorso in Arizona. “La otterremo entrando in Iran con molti escavatori”. Trump ha insistito sul fatto che “non verrà scambiato denaro in alcun modo, forma o misura” come parte di un potenziale accordo con l’Iran per porre fine alla guerra.

Media, colloquio tra Rubio e il ministro degli Esteri saudita

Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha avuto un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio per discutere degli ultimi sviluppi regionali. Lo riferisce l’agenzia di stampa saudita Spa secondo cui nel corso della conversazione, i due hanno esaminato gli sforzi compiuti per garantire il flusso continuo delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, nonché la necessità di consolidare il cessate il fuoco in Libano. Nel colloquio è stata poi sottolineata l’importanza del dialogo e delle soluzioni diplomatiche per garantire la sicurezza e la stabilità in tutta la regione.

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