Trump contro Papa Leone XIV, guerra e migranti: i temi che oppongono la Chiesa al presidente Usa

Trump contro Papa Leone XIV, guerra e migranti: i temi che oppongono la Chiesa al presidente Usa
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La follia della guerra, ma anche la tensione sui migranti. L’attacco del presidente Usa Donald Trump a Papa Leone XIV è senza precedenti. Le parole di Trump (“Papa Leone è debole in materia di criminalità e pessimo in politica estera”) arrivano in un momento in cui Leone ha intensificato la sua azione diplomatica volta al raggiungimento della pace.

Le parole del Papa sulla guerra in Iran

Nell’ultima settimana, in particolare, Prevost prima ha definito l’ultimatum di Trump all’Iran “inaccettabile”. Poi, con riferimento alla situazione del Medio Oriente, ha attaccato “la blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi”. Infine, nella veglia di sabato, ha stigmatizzato “quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”. Insomma, in un momento in cui il mondo è sembrato sull’orlo del baratro, il Pontefice ha fatto sentire la sua voce. Ma non è solo il tema della guerra quello su cui il Papa ha espresso parole di condanna verso l’amministrazione Trump.

Lo “scontro” sui migranti

Altro terreno di ‘scontro’ è infatti quello sui migranti. Forse, non è un caso che Prevost il prossimo 4 luglio, nel giorno dell’Independence Day, andrà a Lampedusa, terra che racconta ogni giorno le storie delle tante persone che cercano un futuro migliore ma anche luogo simbolo delle stragi nel Mediterraneo, sulle orme del suo predecessore Francesco. La condanna alle politiche di Trump, nel corso di questi mesi, a più riprese, è arrivata anche dai vescovi Usa che, in più occasioni hanno espresso il loro pensiero negativo. E se sulla guerra uno degli interventi più forti è stato quello del cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, che nello scorso marzo aveva condannato un video della Casa Bianca ricordando che la guerra non è un videogioco, per quanto riguarda il tema dei migranti a più riprese sono stati i messaggi di condanna. In particolare, nello scorso febbraio, 18 vescovi e arcivescovi, in gran parte delle diocesi di confine del sud-ovest e della California, hanno chiesto regole più chiare per i migranti e criticato con forza la stretta dell’Amministrazione “deportazione di massa indiscriminata”.

 Giovanni Paolo II e Francesco: le frizioni dei Papi con i presidenti Usa

Se le parole del presidente Usa, Donald Trump, rappresentano un attacco senza precedenti al Papa, in passato, più volte, la voce della Chiesa si è levata per esprimere la propria opposizione alle politiche Usa. San Giovanni Paolo II, durante il suo Pontificato, si schierò apertamente in dissenso alle due Guerre del Golfo del 1991 e del 2003 condotte prima da Bush padre e poi da Bush figlio. In mezzo, Papa Wojtyla, ebbe frizioni con l’amministrazione Clinton in particolare sul tema della pena di morte.

C’è poi il caso di Papa Francesco e di una frizione con Donald Trump. Al centro il tema dei migranti. Con una lettera inviata ai vescovi Usa, nel febbraio 2025, pochi giorni prima del ricovero al Gemelli, Bergoglio scrisse della “grande crisi che si sta verificando negli Stati Uniti con l’avvio di un programma di deportazioni di massa” e sottolineò che “la coscienza rettamente formata non può non compiere un giudizio critico ed esprimere il suo dissenso verso qualsiasi misura che tacitamente o esplicitamente identifica lo status illegale di alcuni migranti con la criminalità”. 

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