“In due occasioni, domenica, soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno speronato veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava, causando in un caso danni significativi”. Lo scrive la stessa missione delle Nazioni Unite in un posto su X. “I soldati – viene spiegato – avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per raggiungere le posizioni dell’Unifil”.
“Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada, oltre alle limitazioni alla libertà di movimento registrate in altre zone”, fa sapere ancora l’Unifil. “Dall’inizio di aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto le telecamere di protezione delle forze nel quartier generale dell’Unifil a Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Linea Blu, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras.
Ieri hanno anche imbrattato con vernice spray le finestre del cancello d’accesso pedonale del quartier generale, impedendo la visibilità sul perimetro esterno”, denunciano ancora i Caschi Blu. “Queste azioni sono incompatibili con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza dei peacekeeper, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Ostacolano la capacità dei peacekeeper di segnalare le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno”, dice ancora Unifil. “Le forze di pace rimarranno sul posto e continueranno a segnalare in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserveremo”, conclude.
Intanto ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è recato in Libano nei territori occupati dagli israeliani e ha parlato ai soldati: “La guerra in Libano continua”, ha dichiarato, aggiungendo: “C’è ancora molto da fare, e lo stiamo facendo”.
Mezzi Unifil speronati da tank israeliano erano italiani
Erano italiani i mezzi del contingente Unifil speronati da un tank israeliano nel sud del Libano. L’Unifil ieri pomeriggio aveva emesso un comunicato dove spiegava che oggi i soldati dell’Idf avevano “speronato veicoli dell’Unifil con un carro armato Merkava”, senza però precisare la nazionalità dei militari del contingente. “I soldati – aveva spiegato la forza di interposizione dell’Onu – avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per raggiungere le posizioni dell’Unifil”.
Il contingente italiano Unifil: “No ‘speronamenti’ o danni significativi”
“Non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di ‘speronamenti” o di danni significativi”. E’ quanto si legge in una nota di precisazione del contingente italiano Unifil che precisa quanto accaduto ieri in giornata nel sud del Libano con le truppe israeliane dell’Idf. “Nella mattinata di domenica, poco dopo le ore 09:00 local time, una pattuglia di Italbatt, durante il movimento lungo la Zulu Road, ha segnalato che, nel corso di alcune manovre, un carro armato delle Forze di Difesa israeliane ha urtato un mezzo del convoglio Unifil. L’episodio ha causato danni di lieve entità a un veicolo. Il convoglio ha potuto proseguire regolarmente le attività operative verso la posizione UNP 1-26 Italbatt e non si registrano feriti tra il personale militare italiano. Le condizioni del mezzo sono attualmente in fase di valutazione tecnica”, si legge nella nota. “Un secondo episodio analogo si è verificato poche ore dopo nello stesso tratto di strada. In tale circostanza, un veicolo Unifil posto alla testa di una colonna logistica è stato fermato da un carro armato Merkava che, durante una manovra, è entrato in contatto con il mezzo, causando anche in questo caso danni di lieve entità. Nonostante l’accaduto, la colonna ha potuto riprendere il movimento e rientrare regolarmente presso la base ONU UNP 2-3 di Shama sede del settore Ovest. Anche in questo caso non si sono registrati feriti”, viene spiegato ancora.
Pertanto “alla luce degli elementi disponibili, entrambi gli eventi risultano avvenuti durante manovre dei mezzi e non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di ‘speronamenti’ o di danni significativi”. “Entrambi gli episodi sono attualmente oggetto di approfondimenti da parte della missione, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti”, conclude la nota del contingente italiano di Unifil.

