Iran, i preparativi per i negoziati a Islamabad: ruolo chiave di Vance – La diretta

Iran, i preparativi per i negoziati a Islamabad: ruolo chiave di Vance – La diretta
(AP Photo/Altaf Qadri)

Ghalibaf: “Trattative solo con tregua in Libano e sblocco asset”

Fervono i preparativi a Islamabad, in Pakistan, per i negoziati tra Usa e Iran per porre fine alla guerra. Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo del vicepresidente Usa, JD Vance, nell’aver spinto Stati Uniti e Iran verso una soluzione diplomatica al conflitto, affermando alla Cnn che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l’avvio dei colloqui che prenderanno il via a Islamabad.

Una fonte a conoscenza del processo negoziale ha riferito alla Cnn che, a loro avviso, saranno necessari alcuni giorni di trattative per raggiungere un accordo di cessate il fuoco e che i funzionari pakistani sperano di poter convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire al suo raggiungimento. Separatamente, una fonte di alto livello del Golfo ha dichiarato alla Cnn che gli iraniani nutrono pochissima fiducia nell’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli di negoziati con l’Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese. Witkoff fa parte della delegazione statunitense che partecipa ai colloqui di Islamabad.

Iran, tra guerra e tentativi diplomatici – Tutte le notizie di oggi, 11 aprile
Inizio diretta: 11/04/26 08:50
Fine diretta: 11/04/26 23:00
Qata: "Da domani riprende navigazione per tutte le navi"

Il Ministero dei Trasporti del Qatar ha annunciato sabato la piena ripresa delle attività di navigazione marittima a partire da domani, dalle 6 alle 18, estendendo la decisione a “tutte le categorie di imbarcazioni e modalità di trasporto marittimo”. In una dichiarazione, il Ministero ha esortato gli operatori a rispettare i protocolli di sicurezza.

Media iraniani, iniziato nuovo ciclo colloqui a Islamabad

Un nuovo ciclo di colloqui trilaterali è stato avviato dai negoziatori statunitensi, iraniani e pakistani a Islamabad, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Vi sarebbero ancora ostacoli che vengono definiti “significativi” che potrebbero complicare il raggiungimento di un accordo. “Considerate le richieste eccessive degli Stati Uniti, sembra che questa sia l’ultima possibilità per la squadra iraniana di raggiungere un quadro comune in questo ciclo di colloqui”, ha affermato l’agenzia Tasnim.

Fonti pakistane alla Cnn: "Ancora stallo su Hormuz"

Sono “positivi” il tono generale e l’esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, riferiscono alla Cnn fonti pakistane. Persiste però, sottolineano le stesse fonti, una situazione di stallo sul controllo dello Stretto di Hormuz. In precedenza, una fonte vicina al team negoziale iraniano aveva dichiarato alla Cnn che gli Stati Uniti avevano avanzato “richieste inaccettabili” riguardo allo stretto, e i media statali iraniani hanno riportato disaccordi simili.

Teheran smentisce il passaggio di cacciatorpediniere Usa nello Stretto di Hormuz

Teheran smentisce quando dichiarato dagli Stati Uniti secondo cui due cacciatorpediniere della Marina Usa avrebbero attraversato lo stretto di Hormuz. Secondo un portavoce del comando militare, riportano i media statali iraniani, “l’iniziativa per il passaggio di qualsiasi imbarcazione spetta alle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”. Lo Stretto di Hormuz, passaggio all’imboccatura del Golfo Persico attraverso il quale transitava il 20% di tutto il petrolio e il gas naturale commercializzati, si preannuncia come uno dei punti più critici dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, attualmente in corso nella capitale pakistana di Islamabad.

Media iraniani, il primo ministro del Pakistan a breve in Arabia Saudita

Il primo ministro del pakistano Shehbaz Sharif, dovrebbe recarsi “a breve” in Arabia Saudita per la seconda volta in un mese. Lo scrive il Teheran Times citando fonti informate. Lo scopo del viaggio – si legge – è quello di discutere i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti a Islamabad ed esplorare le modalità per raggiungere una pace duratura nella regione.

Hegseth conferma l'attraversamento di Hormuz da parte di due navi Usa

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha confermato con un post su X che i cacciatorpediniere USS Frank E. Peterson e USS Michael Murphy (DDG 112) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e operato nel Golfo Persico “nell’ambito di una missione più ampia volta a garantire che lo stretto fosse completamente libero da mine marine precedentemente posizionate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane”.

Netanyahu sul Libano: "Voglio un accordo di pace che duri per generazioni"

“Un vero accordo di pace che duri per generazioni”. E’ l’obiettivo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per quanto riguarda i rapporti con il Libano. Netanyahu ha affermato che il Libano ha chiesto più volte a Israele, nel corso dell’ultimo mese, di avviare colloqui di pace diretti. “Li ho approvati”, ha detto aggiungendo che ci sono due condizioni: “il disarmo di Hezbollah e un vero accordo di pace che duri per generazioni”.

Media iraniani: "Gli Usa ostacolano i progressi nei negoziati con richieste eccessive"

La delegazione americana starebbe “ostacolando” con “ripetute richieste eccessive” i negoziati in corso a Islamabad fra Iran e Usa. Lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Le consultazioni – viene spiegato – sono tutt’ora in corso. Fra le questioni che suscitano il maggiore disaccordo resta quella relativa allo Stretto di Hormuz.

Una fonte vicina al team negoziale di Teheran ha dichiarato oggi alla Cnn che gli Stati Uniti hanno avanzato “richieste inaccettabili” riguardo allo Stretto di Hormuz e a diverse altre questioni. L’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr riporta che gli Stati Uniti hanno avanzato “richieste eccessive” ai loro interlocutori iraniani. L’agenzia di stampa statale IRIB ha diffuso un comunicato in cui si afferma che gli Stati Uniti stanno “adottando un approccio eccessivamente zelante in questo ciclo di colloqui”.

Netanyahu: "La campagna non è finita, ma abbiamo ottenuto risultati storici"

La campagna contro l’Iran “non è finita “ma possiamo già dire con chiarezza: abbiamo ottenuto risultati storici”. Lo ha affermato in un messaggio video il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Li abbiamo colpiti, ma dobbiamo ancora fare di più”, ha aggiunto.

Netanyahu: "Continueremo a combattere Teheran e i suoi alleati"

“Sotto la mia guida, Israele continuerà a combattere contro il regime terroristico iraniano e i suoi alleati”. Lo ha scritto su X il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Funzionari Casa Bianca: "Alle 22.21 colloqui ancora in corso"

Alle 22.21 ora locale di Islamabad, i colloqui trilaterali in presenza fra Iran e Usa con la mediazione del Pakistan erano ancora in corso. Lo ha dichiarato un alto funzionario della Casa Bianca ai giornalisti che viaggiavano con il vicepresidente JD Vance

 Financial Times: "Sul futuro dello Stretto di Hormuz è stallo"

 Secondo i negoziatori, nei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan sul controllo dello Stretto di Hormuz persiste una situazione di stallo. Lo scrive il Financial Times citando due persone informate sui negoziati. Una delle fonti ha affermato che l’Iran ha insistito nel voler mantenere il controllo del corso d’acqua e nel poter imporre un pedaggio alle imbarcazioni. I negoziatori iraniani, ha aggiunto la fonte, rifiutano l’opzione del “controllo congiunto”, nonostante un incontro di alto livello che ci sarebbe stato tra il vicepresidente statunitense JD Vance e il capo della delegazione iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Libano: oltre 2mila morti da ripresa guerra Israele-Hezbollah

Il bilancio delle vittime in Libano a causa degli attacchi israeliani nella guerra in corso tra Israele e Hezbollah è salito a 2.020. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese comunicando che fra loro ci sono 248 donne, 165 bambini e 85 operatori sanitari. Altre 6.436 persone sono rimaste ferite. Nelle ultime 24 ore si sono registrati quasi 100 morti.

Fonti Pakistan: colloqui ripresi dopo una pausa

Sono ripresi dopo una pausa i colloqui fra le delegazioni di Usa e Iran a Islamabad. Lo hanno riferito due funzionari pakistani spiegando che entrambe le parti sono supportate da esperti tecnici. I funzionari – che hanno parlato in forma anonima – hanno aggiunto che i vertici politici e militari del Pakistan stanno incoraggiando entrambe le parti a risolvere le proprie divergenze per garantire una pace duratura nella regione, e che i colloqui stanno procedendo bene.

Centcom: "Due cacciatorpediniere Usa hanno attraversato Hormuz per sminamento"

Il Centcom in una nota ha comunicato che le forze del Comando centrale degli Stati Uniti hanno “iniziato a predisporre le condizioni” per lo sminamento dello Stretto di Hormuz. In particolare – si legge ancora – I cacciatorpediniere USS Frank E. Peterson e USS Michael Murphy hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e operato nel Golfo Persico nell’ambito di una missione più ampia volta a garantire che lo Stretto fosse completamente libero da mine marine precedentemente posizionate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. “Oggi abbiamo avviato il processo per la creazione di un nuovo corridoio e presto condivideremo questa rotta sicura con l’industria marittima per favorire la libera circolazione delle merci”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom. Ulteriori forze statunitensi, compresi droni sottomarini, si uniranno alle operazioni di bonifica nei prossimi giorni, viene spiegato ancora nel comunicato.

Manifestazione contro la guerra in piazza a Tel Aviv

Centinaia di manifestanti antigovernativi si sono radunati in piazza Habima a Tel Aviv, presidiata da diverse decine di agenti di polizia. Lo riporta il Times of Israel. La Corte Suprema ha fissato a 1.000 il numero massimo di partecipanti alla protesta di questa settimana. I manifestanti – riporta il Times of Israel – gridano slogan contro la “guerra infinita” e ballano intorno a una finto calderone con la scritta “Mangiamorte”, i cattivi di Harry Potter il cui nome viene talvolta usato dai critici del governo per riferirsi ai suoi sostenitori.

Cnn: "Negoziati potrebbero proseguire tutta la notte fino a domani"

Secondo quanto riferito da una fonte pakistana alla Cnn, i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad dovrebbero protrarsi fino a notte fonda e potrebbero proseguire fino a domenica. Seconda la fonte per il Pakistan – paese mediatore fra Teheran e Washington – sono presenti anche il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito, il feldmaresciallo Asim Munir.

Iran: Macron sente Pezeshkian, cogliere opportunità colloqui

Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto di aver avuto un colloquio con l’omologo iraniano Masoud Pezeshkian. “L’ho esortato a cogliere l’opportunità offerta dai colloqui avviati a Islamabad per spianare la strada a una de-escalation duratura e a un accordo esigente che fornisca solide garanzie di sicurezza nella regione, coinvolgendo tutti i Paesi interessati”, ha scritto Macron su X. “Ho sottolineato la necessità che l’Iran ripristini rapidamente la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, obiettivo al quale la Francia è pronta a contribuire e ho ribadito l’importanza del pieno rispetto del cessate il fuoco, anche in Libano”, ha detto ancora. “La Francia offre il suo pieno sostegno alle azioni delle autorità libanesi, le sole legittimate a esercitare la sovranità dello Stato e a decidere il destino del Libano”, ha concluso Macron.

Qatar: "Attacchi di Teheran sono diminuiti ma non cessati"

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che gli attacchi da parte di Teheran sono diminuiti ma “non cessati”. Majed al-Ansari, in un’intervista televisiva ad Al Jazeera, ha aggiunto che e gli attacchi contro qualsiasi Stato del Golfo costituiscono un attacco contro tutti, negando che il Qatar paghi l’Iran per fermare i raid contro il suo territorio. Il Qatar non paga in cambio della cessazione degli attacchi contro di esso”, ha dichiarato aggiungendo che Doha intercetta gli attacchi iraniani. Al-Ansari ha aggiunto che l’Iran ha attaccato anche obiettivi civili e industriali, nonostante le sue affermazioni di aver preso di mira solo siti militari.

Iran: ultimo contatto al massimo livello telefonata Obama-Rouhani nel 2013

Prima dell’incontro di oggi a Islamabad al quale prende parte anche il vicepresidente americano JD Vance l’ultimo contatto al livello più alto fra Teheran a Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979 era stato nel settembre 2013 quando l’allora presidente Barack Obama aveva telefonato al neoeletto presidente iraniano Hassan Rouhani per discutere del programma nucleare di Teheran

Qatar: attacchi di Teheran sono diminuiti ma non cessati

 Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che gli attacchi da parte di Teheran sono diminuiti ma “non cessati”. Majed al-Ansari, in un’intervista televisiva ad Al Jazeera, ha aggiunto che e gli attacchi contro qualsiasi Stato del Golfo costituiscono un attacco contro tutti, negando che il Qatar paghi l’Iran per fermare i raid contro il suo territorio. Il Qatar non paga in cambio della cessazione degli attacchi contro di esso”, ha dichiarato aggiungendo che Doha intercetta gli attacchi iraniani. Al-Ansari ha aggiunto che l’Iran ha attaccato anche obiettivi civili e industriali, nonostante le sue affermazioni di aver preso di mira solo siti militari

Pezeshkian: "La nostra delegazione negozierà con coraggio"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. (AP Photo/Angelina Katsanis)

 “L’alta delegazione iraniana giunta in Pakistan difende con tutte le sue forze gli interessi dell’Iran e, in quest’ottica, si impegnerà nei negoziati con coraggio”. Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. “In ogni caso, il nostro servizio al popolo non si fermerà un solo istante e, qualunque sia l’esito dei negoziati, il governo resta fermamente al fianco del popolo”, ha aggiunto

La Casa Bianca conferma i negoziati diretti fra le due delegazioni
L'esterno della Casa Bianca a Washington. (Foto: Archivio LaPresse)

La Casa Bianca ha confermato che il vicepresidente americano JD Vance e altri funzionari statunitensi si incontreranno di persona con la delegazione iraniana nel corso dei colloqui di Islamabad. La Casa Bianca inoltre ha fornito un elenco dei funzionari statunitensi coinvolti nei negoziati per porre fine alla guerra con l’Iran tra cui, oltre al vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. Sono inoltre presenti Andrew Baker, consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente, e Michael Vance, consigliere speciale del vicepresidente per gli affari asiatici.

Funzionario del Pakistan: "I colloqui stanno procedendo bene"

Un funzionario pakistano che ha parlato in condizioni di anonimato ha affermato che i colloqui fra Iran e Stati Uniti “sono iniziati e stanno procedendo bene”. “Non posso dire se si trovino nella stessa stanza o in stanze separate”, ha aggiunto.

Media Teheran: "Colloqui potrebbero proseguire anche domani"

 I colloqui in corso a Islamabad fra Iran e Usa potrebbero proseguire anche nella giornata di domani. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim secondo cui il dialogo fra le delegazioni sarebbe passato da alcune questioni generali a discussioni dettagliate e tecniche su argomenti specifici. Al momento – riferisce ancora Tasnim – non è però stata presa ancora nessuna decisione al riguardo. Secondo quanto riportato da Al Jazeera la prima parte dei colloqui sarebbe durata “poco meno di due ore”. E sarebbero stati effettuati dei “progressi” in merito allo scongelamento dei beni iraniani e alla situazione in Libano dove alcune fonti sostengono che le operazioni israeliane ora potrebbero limitarsi al sud del paese senza ulteriori attacchi su Beirut.

Axios: "Usa smentiscono avvertimento Teheran di non attraversare Hormuz"
Petroliere al largo dello stretto di Hormuz. (AP Photo/Altaf Qadri)

Un funzionario americano ha smentito ad Axios la notizia secondo cui Teheran avrebbe avvertito le navi della Marina americana di non attraversare lo Stretto di Hormuz se non volessero essere attaccate

Fermato in Usa figlio portavoce crisi ostaggi del 1979

Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato di aver preso provvedimenti nei confronti di Seyed Eissa Hashemi, un insegnante di psicologia della zona di Los Angeles, di sua moglie e di suo figlio, tutti residenti permanenti legali negli Stati Uniti di origine iraniana. Il Dipartimento ha affermato in un comunicato diffuso mentre in Pakistan sono in corso i colloqui per porre fine alla guerra con l’Iran che i tre sono stati posti in stato di fermo dalle autorità di immigrazione e che è prevista la loro espulsione. Hashemi, comunica il Dipartimento, è il figlio di Masoumeh Ebtekar, che ha ricoperto il ruolo di portavoce degli assalitori che hanno occupato l’Ambasciata degli Stati Uniti a Teheran nel 1979 ed è stata successivamente promossa a prima vicepresidente donna dell’Iran. Proprio la scorsa settimana, il Dipartimento di Stato ha revocato le green card alla nipote e alla pronipote dell’ex capo del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, Qasem Soleimani, ucciso in un attacco aereo statunitense a Baghdad all’inizio del 2020.

Media: "In Pakistan primi colloqui diretti Usa-Teheran dal 1979"

In Pakistan sono iniziati i colloqui trilaterali con Stati Uniti e Iran, dopo precedenti discussioni indirette. L’agenzia di stampa iraniana Irna ha dichiarato che, dopo i progressi compiuti nei colloqui indiretti, sono iniziati i primi negoziati faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran. L’agenzia di stampa statale del Paese ha affermato che sono iniziati i colloqui trilaterali con Stati Uniti, Iran e Pakistan, dopo la riduzione degli attacchi israeliani sul Libano meridionale e l’accoglimento di altre precondizioni. Se confermati come colloqui diretti, riporta la Cnn, si tratterebbe dei negoziati faccia a faccia di più alto livello tra Iran e Stati Uniti dalla fondazione della Repubblica islamica nel 1979

Media: "Teheran ha avvertito navi Usa, se attraversate Hormuz attacchiamo"

L’Iran avrebbe avvertito una nave della Marina militare Usa di non attraversare lo Stretto di Hormuz in caso contrario sarebbe stata attaccata “entro 30 minuti”. Lo riporta Sky News citando la Tv di stato iraniana secondo cui la nave dopo l’avvertimento si sarebbe “ritirata”.

Teheran smentisce passaggio navi marina Usa attraverso Hormuz

Un alto funzionario iraniano ha “categoricamente respinto” la notizia riportata da Axios secondo cui navi della Marina statunitense avrebbero attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim.

Idf: "Colpiti 200 obiettivi Hezbollah nelle ultime 24 ore"

L’Aeronautica Militare Israeliana ha colpito circa 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, secondo quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf), come riporta Times of Israel. Secondo le Idf, gli obiettivi includevano infrastrutture e lanciarazzi di Hezbollah. “L’Aeronautica Militare continua a colpire le infrastrutture dell’organizzazione terroristica Hezbollah e a supportare l’attività delle forze di terra che operano nel Libano meridionale. Inoltre, le Idf continuano a colpire i lanciarazzi per impedire il fuoco contro i civili israeliani”, hanno affermato le forze armate israeliane.

Axios, navi Marina Usa hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

“Diverse navi” della Marina statunitense avrebbero attraversato oggi lo Stretto di Hormuz in una mossa “non coordinata” con l’Iran. Lo scrive Axios citando un funzionario statunitense. E’ la prima volta che avviene dall’inizio della guerra. Secondo quanto riportato le navi avrebbero attraversato lo Stretto e poi sarebbero tornate indietro in quella che viene definita “un’operazione incentrata sulla libertà di navigazione nelle acque internazionali”. 

Idf: "Indagine su mancato allarme per razzi atterrati nel nord Israele"

 Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno dichiarato di aver avviato un’indagine su un incidente avvenuto ieri, in cui alcuni razzi lanciati dal Libano sono atterrati nel nord di Israele senza che venissero attivate le sirene d’allarme. “Un’indagine preliminare suggerisce che i lanci non siano stati rilevati, motivo per cui non è stato emesso alcun allarme nella città”, ha affermato l’Idf in un comunicato stampa, aggiungendo che “le circostanze dell’incidente, compreso il mancato rilevamento dei lanci, sono attualmente oggetto di indagine da parte di tutte le autorità competenti”.

Trump: "Loro leader di lunga data sono morti 'lode ad Allah'"

“I loro ‘leader’ di lunga data non sono più tra noi, lode ad Allah”. Lo ha scritto in un post su Truth facendo riferimento ai vertici dell’Iran il presidente americano Donald Trump.

Trump: "Unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia di mine a Hormuz"

“L’Iran sta perdendo alla grande! La loro Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, il loro apparato antiaereo è inesistente, le loro fabbriche di missili e droni sono state in gran parte annientate insieme ai missili e ai droni. L’unica cosa che gli resta è la minaccia che una nave possa ‘incagliarsi’ in una delle loro mine marine, e tra l’altro tutte le loro 28 navi posamine giacciono sul fondo del mare”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump.

 

Trump: "Bonifichiamo Hormuz per Paesi che non hanno avuto coraggio di farlo"

“Stiamo iniziando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Incredibilmente, non hanno avuto il coraggio o la volontà di fare questo lavoro da soli”, ha aggiunto.

Macron sente bin Salman, sostegno a negoziati e ripresa navigazione a Hormuz

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio telefonico con il Principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, sulla situazione in Medioriente. “Ho ribadito il mio sostegno al cessate il fuoco, che deve essere pienamente rispettato ed esteso senza indugio al Libano”, ha scritto Macron su X. “Abbiamo discusso della necessità di ripristinare al più presto la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto. “Poiché i colloqui sono appena iniziati a Islamabad, abbiamo concordato di rimanere in stretto contatto per contribuire alla de-escalation, alla libertà di navigazione e alla conclusione di un accordo che garantisca una pace e una sicurezza durature nella regione”, ha concluso Macron.

Media Teheran confermano inizio negoziati a Islamabad

Dopo quanto riferito dai giornalisti americani presenti sul posto anche i media iraniani, a partire dalle agenzie Mehr e Tasnim hanno confermato che i negoziati a Islamabad fra Teheran e Washington con la mediazione del Pakistan sono iniziati.

Teheran: il cessate il fuoco in Libano è un punto fondamentale

L’Iran ha comunicato la propria posizione in merito a quanto sta accedendo in Libano ai funzionari pakistani che mediano tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato alla televisione di stato iraniana che un cessate il fuoco in Libano è una “richiesta fondamentale”. Israele ha continuato a bombardare il Libano dopo l’annuncio del cessate il fuoco della scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran, nonostante il Pakistan, in qualità di mediatore, abbia affermato che la nazione affacciata sul Mediterraneo fa parte dell’accordo sulla tregua di due settimane.

Trump: "Esistono alternative allo Stretto di Hormuz"

L’Iran è una “nazione fallita”, lo Stretto di Hormuz riaprirà in un futuro “non troppo lontano” e “la gente sta vedendo che ci sono altre alternative al passaggio attraverso lo Stretto”. E’ quanto avrebbe affermato il presidente americano alla corrispondente per la Casa Bianca di News Nation, Kellie Meyer, che ha postato su X un riassunto della conversazione telefonica. La giornalista ha aggiunto di aver chiesto al tycoon se ritenesse che gli iraniani stessero agendo in buona fede. “Te lo farò sapere tra pochissimo tempo, non ci vorrà molto”, sarebbe stata la risposta di Trump.

Media Usa, negoziati sono ufficialmente iniziati

I negoziati a Islamabad fra Iran e Usa con la mediazione del Pakistan sono ufficialmente iniziati. Ne danno notizia la Cbs con la sua corrispondente sul posto e News Nation tramite un post X di Kellie Meyer, corrispondente per la Casa Bianca, dove la giornalista afferma di aver “parlato con il presidente Trump” che ha confermato la notizia.

 

Macron sente Erdogan, discusso cessate il fuoco anche in Libano

“Ho appena avuto un colloquio con il presidente Erdogan. Abbiamo innanzitutto discusso della situazione nel Vicino e Medioriente, per sollecitare il rispetto del cessate il fuoco e la sua applicazione in Libano, nonché il rispetto della libertà di navigazione nello Stretto di Ormuz, e per sottolineare la necessità di una soluzione diplomatica solida e duratura”. Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente francese, Emmanuel Macron. “Abbiamo inoltre affrontato la situazione in Ucraina e il nostro lavoro comune nell’ambito della Coalizione dei volontari per contribuire alla ricerca di una pace giusta e duratura, che dovrà necessariamente essere conforme ai principi della Carta delle Nazioni Unite e sostenuta da solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Ho ribadito, in vista in particolare del vertice della Comunità politica europea che si terrà a Erevan il prossimo 4 maggio, il sostegno della Francia al processo di pace nel Caucaso meridionale, che deve consentire alla regione di aprire un nuovo capitolo, con frontiere aperte e un rafforzamento della cooperazione regionale. Abbiamo infine convenuto sulla necessità di continuare ad approfondire il nostro dialogo e la nostra cooperazione bilaterale”, ha scritto ancora Macron.

Urso: "Se Hormuz non riapre su trasporto aereo conseguenze significative"

Se lo Stretto di Hormuz fosse ancora chiuso al traffico e non riaprisse entro un mese “le ripercussioni sarebbero significative, certamente sull’approvvigionamento del carburante necessario al sistema aereo, ma anche sul sistema economico e produttivo europeo e del nostro paese. Per questo lavoriamo affinché dal cessate il fuoco possa uscire presto un vero e proprio accordo, che consenta la più veloce riapertura del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. È questa la priorità. Per questo ci auguriamo che tutti lavorino affinché ci sia una soluzione a breve, non possiamo permetterci che il conflitto prosegua, perché le conseguenze sarebbero significative soprattutto sulle popolazioni civili di quei Paesi”.
Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, da Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona), a margine dell’iniziativa sul valore dell’export del Made in Italy, organizzata dai distretti del marmo di Verona e della Sicilia e dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Trump: "Numero enorme di petroliere verso Usa per petrolio migliore"

“Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricarsi del petrolio (e del gas!) migliore e più ‘dolce’ del mondo”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Abbiamo più petrolio di quanto ne abbiano le due maggiori economie petrolifere al mondo messe insieme, e di qualità superiore. Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi! Presidente DJT”, ha scritto ancora Trump.

 

Teheran ha comunicato al Pakistan linee rosse per accordo con Usa

La delegazione iraniana ha presentato al primo ministro pakistano Shahbaz Sharif le proprie “proposte e linee rosse”. Lo riporta Ynet citando la televisione di stato iraniana. Secondo le informazioni, “le linee rosse includono lo Stretto di Hormuz, le riparazioni di guerra, lo sblocco dei beni congelati e un cessate il fuoco nell’intera regione.

Media, ok Usa a sblocco beni congelati ma Teheran vuole garanzie

“La parte americana ha acconsentito al rilascio dei beni iraniani, ma la delegazione iraniana sta cercando garanzie in merito”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasmin citando una fonte ben informata. “A seguito di pressioni e consultazioni, la parte americana ha accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e ha annunciato di aver inviato una delegazione a Islamabad per consultarsi sulle questioni finanziarie, in modo che le due parti possano raggiungere una conclusione in merito”, ha affermato la fonte a Tasmin, sottolineando che “tuttavia, data la storia di precedenti dichiarazioni errate e di mancato rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti, nonché i ripetuti ostacoli al trasferimento dei beni iraniani congelati, la parte iraniana sta cercando di ottenere rassicurazioni sulla serietà degli Stati Uniti in merito”. Un alto funzionario americano, parlando alla Cbs, ha precedentemente smentito che gli Usa abbiano acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato, sottolineando che i colloqui diretti tra le parti non sono ancora iniziati.

Libano, ministero Salute: almeno dieci morti in raid israeliani

Almeno dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise dai raid israeliani nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, come riportano i media locali. Secondo il ministero, tre attacchi hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh, e tra le vittime figurano un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah. Per le autorità libanesi si tratta di un attacco “sistematico” di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.

Ministro Finanze saudita in Pakistan per dimostrare 'sostegno economico'

Il ministro delle Finanze saudita, Mohammed al-Jadaan si trova a Islamabad per dimostrare il suo “sostegno economico”, pochi giorni dopo che il Pakistan ha annunciato la restituzione agli Emirati Arabi Uniti di miliardi di dollari di prestiti. Come riporta Al Jazeera, l’ufficio del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che il ministro “ricorda con piacere la sua recente e cordiale conversazione telefonica con Sua Altezza Reale il Principe Ereditario” e “ha espresso apprezzamento per il profondo affetto del Principe Ereditario verso il Pakistan, nonché per il sostegno economico e finanziario di lunga data che il Regno ha fornito al Pakistan nel corso degli anni, che ha svolto un ruolo vitale nella stabilità economica del Paese”. La visita del ministro saudita si svolge mentre Islamabad ospita i colloqui tra Stati Uniti e Iran volti a porre fine alla guerra in Medioriente. Il ministro non partecipa ai colloqui. Il suo viaggio è l’ultimo segnale di nuove alleanze che stanno emergendo nel Golfo durante la perdurante crisi tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il Pakistan, a corto di liquidità, ha recentemente annunciato che restituirà oltre 3 miliardi di dollari di prestiti concessi dagli Emirati Arabi Uniti a partire dal 2018.

Caccia Pakistan in Arabia Saudita in ambito accordo di difesa

Il ministero della Difesa saudita ha dichiarato che le forze pakistane, composte da aerei da combattimento e di supporto, sono arrivate sabato in una base aerea saudita nell’ambito di un accordo di difesa tra i due Paesi. Il ministero ha precisato che le forze pakistane sono state dispiegate presso la base aerea Re Abdulaziz, nella regione orientale ricca di petrolio, ripetutamente attaccata con droni e missili durante il conflitto. Il dispiegamento mira a “rafforzare il coordinamento militare congiunto e a sostenere la sicurezza e la stabilità a livello regionale e internazionale”, ha affermato il ministero. L’accordo, firmato a settembre, definisce qualsiasi attacco contro una delle due nazioni come un attacco contro entrambe.

Hezbollah: colloqui Beirut con Israele violano la Costituzione

Il parlamentare libanese Hassan Fadlallah, membro di Hezbollah, ha criticato il governo libanese per aver avviato colloqui con Israele. Il commento fa seguito all’annuncio del presidente libanese di un incontro previsto per la prossima settimana a Washington. Israele afferma che Hezbollah non sarà incluso nei colloqui per il cessate il fuoco con il Libano. In una dichiarazione pubblicata da Al-Manar TV, gestita da Hezbollah, Fadlallah definisce la mossa “una palese violazione della Costituzione e delle leggi libanesi” e afferma che “esacerba le divisioni interne” in Libano, come riporta la Bbc. “Ciò che il nemico non è riuscito a ottenere sul campo non lo otterrà nei negoziati con un’autorità priva di potere decisionale, che ha abbandonato i suoi doveri più elementari, non è riuscita a proteggere il suo popolo e non è affidabile nella salvaguardia della sovranità nazionale”, ha aggiunto.

Iniziati incontri tra premier Sharif e Vance

Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato a Islamabad il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance. Lo ha riportato l’ufficio del premier, come riporta la Bbc. Secondo una nota, i colloqui di pace per porre fine alla guerra in Medioriente sono “iniziati”. “Con l’inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato Sua Eccellenza JD Vance, Vice Presidente degli Stati Uniti d’America. Il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione”, si legge nella dichiarazione. Sharif ha espresso la speranza che questi colloqui possano rappresentare un trampolino di lancio verso una pace duratura nella regione.

Vance incontra premier pakistano Sharif a Islamabad

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha tenuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif prima dei colloqui previsti con l’Iran a Islamabad. Lo ha riferito la Casa Bianca, come riporta il Guardian. La delegazione americana comprendeva Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner. La delegazione pakistana comprendeva Mohsin Naqvi, ministro dell’Interno, e Ishaq Dar, ministro degli Esteri e vice primo ministro.

Cbs, Usa non hanno acconsentito a sblocco beni Teheran congelati

Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News. Gli incontri con l’Iran non sono ancora iniziati, quindi non è stato discusso alcun accordo, ha riferito il funzionario, come riportato dalla giornalista della Cbs, Jennifer Jacobs, che accompagna la delegazione statunitense presente a Islamabad per i colloqui con Teheran.

Media, Usa potrebbero acconsentire a sblocco beni Teheran congelati

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che guida la delegazione di Teheran ai colloqui con gli Usa a Islamabad, ha affermato che gli Stati Uniti devono acconsentire allo sblocco dei beni iraniani prima ancora che possano iniziare i negoziati. Secondo la Bbc, ci sono notizie provenienti dall’Iran secondo cui ciò sarebbe già avvenuto, ma la cosa non è stata confermata ufficialmente dagli Stati Uniti. Secondo la Bbc, si tratterebbe di una questione spinosa da giustificare alla base elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti.

 

Teheran lamenta interferenza Israele per ostacolare accordo con Usa

L’Iran punta il dito contro Israele e il premier Benjamin Netanyahu colpevoli di voler ostacolare i colloqui di pace con gli Stati Uniti a Islamabad. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasmin. Dalla scorsa notte, e immediatamente dopo l’arrivo della delegazione iraniana, sono in corso intense consultazioni e si sono tenuti diversi cicli di colloqui con funzionari pakistani per garantire che la parte americana rispetti i propri impegni. Secondo le informazioni di Tasmin, sono stati fatti alcuni progressi in tal senso, ma Israele e Netanyahu continuano a ostacolare i lavori e a cercare di impedire che si tengano negoziati e si raggiunga un accordo. Dal punto di vista della delegazione iraniana, gli Usa sono responsabile di questo incidente, e l’Iran considera il regime sionista un partner degli Stati Uniti e continua a chiedere a Washington di intervenire su questa questione.

Cnn: diverse navi verso Stretto Hormuz in vista inizio colloqui di pace

Secondo i dati di tracciamento navale, diverse navi si stanno dirigendo verso lo Stretto di Hormuz, in vista dell’avvio a Islamabad dei colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta la Cnn. Secondo il sito MarineTraffic, alcune imbarcazioni, la maggior parte delle quali cinesi, hanno attraversato lo Stretto o si stanno dirigendo verso di esso dal Golfo Persico. Una nave mercantile cinese è transitata nella zona durante la notte, dopo essere partita dal porto iracheno di Umm Qasr quasi un mese fa. In giornata, due petroliere cinesi, ciascuna con una capacità di circa 300.000 tonnellate e risultate cariche, si dirigevano verso lo Stretto. Entrambe navigavano in prossimità della costa iraniana. E una petroliera per gas naturale liquefatto battente bandiera del Botswana, chiamata Nidi, sembra stia tentando per la seconda volta di lasciare il Golfo dopo aver fatto ritorno all’inizio di venerdì. Il traffico rimane ancora una piccola frazione di quello che sarebbe normalmente: circa 100 navi al giorno.

Indonesia esorta Usa e Teheran a trovare soluzione sostenibile

L’Indonesia ha accolto con favore i colloqui “incoraggianti” tra Stati Uniti e Iran in Pakistan e ha esortato entrambe le parti a promuovere una “soluzione sostenibile” alla controversia. “Si tratta di uno sviluppo incoraggiante che contribuisce a mantenere aperti i canali di comunicazione e crea spazio per la diplomazia”, ha dichiarato all’agenzia di stampa turca Anadolu il portavoce del ministero degli Esteri indonesiano, Vahd Nabyl. Jakarta “ritiene che questo sviluppo sia un primo passo positivo e incoraggi tutte le parti a consolidare la de-escalation e a promuovere una soluzione pacifica e sostenibile al conflitto”, ha aggiunto. L’Indonesia esorta “tutte le parti” a esercitare la “massima” moderazione, a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale e a promuovere il dialogo e la diplomazia, ha concluso.

Media, delegazione Teheran ha incontrato premier pakistano Sharif

La delegazione iraniana guidata dal presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, e alla presenza del ministro degli Esteri Abbas Araqchi, ha incontrato il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif. Lo riporta Ynet citando i media iraniani. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha affermato che la delegazione discuterà della “violazione degli impegni da parte degli Stati Uniti” e deciderà in seguito se avviare o meno i negoziati.

Media, delegazione Teheran arrivata in sede colloqui

La delegazione iraniana è arrivata all’hotel Serena di Islamabad, sede dei colloqui previsti con la delegazione degli Stati Uniti. Lo riporta il Teheran Times in un post su X, con un video dell’arrivo. Secondo l’agenzia Tasnim, la delegazione iraniana incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif alle 13:00 di oggi. Per Tasnim, possibili colloqui si terranno questa sera. I negoziati sono attualmente programmati per una sola giornata.

Cnn, secondo intelligence Usa la Cina si prepara a invio armi a Teheran

La Cnn, citando tre “fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence”, ha riferito che, sulla base dei dati dell’intelligence statunitense, la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran nelle prossime settimane. Cnn ha affermato che vi sono indicazioni che Pechino stia cercando di far transitare le spedizioni attraverso Paesi terzi per nasconderne l’origine. Le fonti americane e cinesi non si sono ancora espresse in merito. L’emittente, citando fonti anonime, ha riferito che Pechino si sta preparando a trasferire sistemi missilistici antiaerei portatili noti come Manpads. Un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, riporta sempre la Cnn, ha dichiarato: “La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto; le informazioni in questione sono false”. “In quanto grande Paese responsabile, la Cina adempie costantemente ai suoi obblighi internazionali. Esortiamo gli Stati Uniti ad astenersi dal formulare accuse infondate, dal tracciare collegamenti malevoli e dal indulgere nel sensazionalismo; ci auguriamo che le parti interessate facciano di più per contribuire a ridurre le tensioni”.

 

Media, Usa chiederanno a Teheran rilascio cittadini americani

Secondo quanto riportato dal Washington Post, i funzionari statunitensi intendono chiedere il rilascio dei cittadini americani detenuti in Iran, nell’ambito dei negoziati tra Islamabad e il regime per porre fine alla guerra. L’articolo sottolinea che non è chiaro quale importanza avrà questa richiesta durante i negoziati, e molti ipotizzano che potrebbe passare in secondo piano qualora le trattative si rivelassero più difficili del previsto. Questa è la prima volta che viene sollevata la questione della liberazione dei cittadini americani detenuti in Iran; le principali richieste finora avanzate sono state l’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine dei programmi missilistici e nucleari del regime, oltre ad altre opzioni.

Cbs, da Trump linee guida chiare a Vance, mano tesa se Teheran collabora

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato ai giornalisti americani che il presidente Usa, Donald Trump gli ha dato “linee guida piuttosto chiare” riguardo ai negoziati con l’Iran in programma in Pakistan. Secondo quanto riferito in un post su X dalla giornalista della Cbs, Jennifer Jacobs, che accompagna la delegazione statunitense, Vance ha aggiunto che, se gli iraniani saranno disposti a negoziare in buona fede, gli Stati Uniti avrebbero teso loro la mano.

Media, Teheran affronta i negoziati con 'completa sfiducia'

 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato al suo omologo tedesco, Johann Wadephul, durante una telefonata, che l’Iran affronta i negoziati con gli Stati Uniti con “completa sfiducia”. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr. Araghchi ha affermato che il suo Paese “combatterà con tutte le sue forze per garantire gli interessi e i diritti del popolo iraniano”, citando le ripetute violazioni delle promesse e i “tradimenti della diplomazia” da parte degli Stati Uniti come motivazione di tale posizione.

Media, Khamenei sfigurato e ha perso una gamba ma è cosciente

La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, durante gli attacchi di Usa e Israele, ha perso una gamba e ha subito danni al volto. Lo riporta Al Arabya citando il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Secondo le informazioni, Khamenei è cosciente e si prevede che presto uscirà dal suo nascondiglio.

Media, delegazione Cina a Islamabad per offrire garanzie a Usa e Teheran

Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà a Islamabad sabato per assistere il mediatore pakistano durante i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo. I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo tra Washington e Teheran che hanno portato all’accordo, e quindi non è stato rivelato alcun interesse diretto della Cina. Interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l’Iran ad accettare l’accordo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a “mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale”. Nel frattempo, fonti hanno riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che il ministero degli Esteri pakistano ha esteso un invito all’Arabia Saudita a inviare una delegazione diplomatica per supervisionare i negoziati, e ha anche inviato un invito simile a Pechino.

Media, Pakistan vuole convincere Teheran a ritiro precondizioni

Un alto funzionario pakistano ha dichiarato al quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed che si sta tentando di convincere l’Iran a rinunciare alle sue precondizioni e ad avviare i negoziati con gli Stati Uniti con un nuovo spirito. Secondo quanto riportato, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima che questo abbia inizio. Il funzionario ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell’Iran.

Nyt, Hormuz non riapre perché Teheran non può individuare tutte le mine

L’Iran non è in grado di riaprire completamente lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo perché non riesce a individuare e rimuovere tutte le mine posizionate durante la guerra. Lo riferiscono funzionari Usa al New York Times. Secondo le fonti, anche le rotte considerate sicure, indicate dai Guardiani della Rivoluzione, restano limitate a causa di una posa disordinata degli ordigni. Alcune mine sarebbero inoltre alla deriva e non è chiaro se Teheran ne abbia tracciato con precisione la posizione. Il rapporto evidenzia che né Stati Uniti né Iran dispongono pienamente delle capacità per bonificare l’area. Washington ha sostenuto che lo stretto è stato riaperto mercoledì, smentendo rallentamenti e pedaggi, mentre il presidente Donald Trump nei giorni scorsi ha accusato Teheran di bloccare il traffico, minacciando ritorsioni. L’Iran ha dichiarato che continuerà a ostacolare il passaggio delle navi finché Israele non fermerà gli attacchi contro Hezbollah in Libano, ritenuti parte del cessate il fuoco. Gli Stati Uniti parlano di un “malinteso” e ribadiscono che il Libano non rientra nella tregua.

Delegazione Teheran porta foto e oggetti bambini uccisi a Minab

La delegazione iraniana guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad per i negoziati con gli Stati Uniti portando con sé fotografie e oggetti macchiati di sangue appartenuti a bambini uccisi a Minab, come “chiaro documento del crimine di guerra degli americani”. Lo riferisce l’agenzia Tasnim. In un post su X, Ghalibaf ha condiviso un’immagine che lo ritrae in aereo mentre osserva in silenzio le foto di quattro bambini, disposte su zainetti posti sui sedili, ciascuna accompagnata da un fiore bianco. “I miei compagni di volo #Minab168”, ha scritto, in riferimento alle 168 vittime del bombardamento di una scuola femminile nella città iraniana.

Vance accolto da capo esercito Pakistan a Islamabad

Asim Munir, capo del potente esercito pakistano e ‘feldmaresciallo preferito’ del presidente statunitense Donald Trump, è stato uno dei primi ad accogliere il vicepresidente JD Vance al suo arrivo a Islamabad. Come riporta la Cnn, Munir ha svolto un ruolo di primo piano nel rafforzamento dei legami tra Pakistan e Stati Uniti durante il secondo mandato di Trump, e lo scorso giugno ha persino partecipato a un pranzo a quattr’occhi senza precedenti con Trump alla Casa Bianca. Munir ha sfruttato il suo favore personale con Trump e la sua relazione di lunga data con l’Iran per contribuire a negoziare il cessate il fuoco questa settimana e si prevede che svolgerà un ruolo chiave nei colloqui volti a porre fine alla guerra. Sulla pista, Munir ha accolto il vicepresidente indossando un abito nero e una cravatta verde, come mostrano le immagini riprese dai fotografi presenti – un cambio d’abito rispetto a poche ore prima, quando aveva accolto la delegazione iraniana in uniforme militare, secondo un video del ministero degli Esteri pakistano.

Libano, media: tre morti in un raid israeliano nel sud del Paese

L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) ha riferito che un raid aereo israeliano contro un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano, ha causato la morte di tre persone nella giornata di oggi. Lo riporta Al Jazeera. Secondo quanto riportato dalla Nna, l’attacco ha distrutto l’edificio residenziale.

Libano, Hezbollah continua a colpire le forze israeliane con missili e droni

Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti hanno preso di mira un assembramento di truppe israeliane nell’insediamento di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, con missili e droni. Il gruppo, riporta Al Jazeera, ha anche annunciato che i suoi combattenti hanno colpito la caserma di Ya’ara con una salva di razzi.

Media, delegazione Teheran a Islamabad composta da 71 membri

La delegazione iraniana a Islamabad è composta da 71 persone, tra cui negoziatori, esperti, rappresentanti dei media e personale di sicurezza, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Tasnim, come riporta la Cnn. Secondo quanto riportato da Tasnim, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, è a capo della delegazione, di cui fa parte anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. “Data la complessità e l’elevata delicatezza dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, la delegazione iraniana comprende non solo i negoziatori principali, ma anche comitati tecnici ed esperti per le consultazioni necessarie”, riferisce l’agenzia. La proposta in 15 punti dell’amministrazione Trump, che non è stata ancora resa pubblica nella sua interezza, prevederebbe l’impegno dell’Iran a rinunciare alle armi nucleari, a consegnare il suo uranio altamente arricchito, a limitare le capacità di difesa di Teheran e a riaprire lo Stretto di Hormuz. La delegazione statunitense sarà guidata dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump.

 

Media, delegazione Teheran incontrerà premier pakistano Sharif

Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, la delegazione iraniana incontrerà il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif oggi introno a mezzogiorno. La squadra negoziale iraniana, presieduta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf e di cui fa parte anche il ministro degli Esteri Abbas Arghchi, ha incontrato venerdì sera il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, il Maresciallo Asim Munir. Gli incontri precedono i colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, volti a raggiungere una soluzione definitiva al conflitto in Medioriente.

Pakistan: auspichiamo accordo Usa-Teheran, lavoriamo per pace duratura

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha dichiarato di auspicare che Stati Uniti e Iran si impegnino in modo costruttivo nei colloqui di pace, in concomitanza con l’arrivo della delegazione statunitense nella capitale pakistana. Dar ha inoltre ribadito la volontà di Islamabad di continuare a facilitare il raggiungimento di una “soluzione duratura e stabile al conflitto”, secondo quanto riportato in una dichiarazione del ministero degli Esteri pakistano, come riporta Al Jazeera.

Ghalibaf: "Buone intenzioni per negoziati ma non ci fidiamo degli Usa"

“Purtroppo, la nostra esperienza di negoziazione con gli americani si è sempre conclusa con un fallimento e una violazione degli accordi. Per ben due volte in meno di un anno, nel bel mezzo dei negoziati, nonostante le buone intenzioni della parte iraniana, ci hanno attaccato e commesso numerosi crimini di guerra”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, come riporta Tasmin. “Nei prossimi negoziati, se la parte americana sarà pronta a raggiungere un vero accordo e a riconoscere i diritti del popolo iraniano, vedrà anche la nostra disponibilità a trovare un’intesa; ma nella guerra attuale abbiamo dimostrato loro che, se intendono usare i negoziati per mettere in scena una farsa inutile e un’operazione di inganno, siamo pronti a rivendicare i nostri diritti con fede in Dio e confidando nella forza del nostro popolo”, ha detto ancora Ghalibaf.

Media, colloqui al via se Usa accetterà precondizioni Teheran

La delegazione iraniana solleverà la questione della violazione degli impegni da parte americana in un incontro con il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif questo pomeriggio, prima dei colloqui con la delegazione americana a Islamabad. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasmin. Il rilascio dei beni iraniani e un cessate il fuoco in Libano sono tra le precondizioni per l’avvio dei negoziati. Gli Stati Uniti, agendo da mediatori, avevano informato il Pakistan di accettare queste e altre precondizioni per l’avvio dei colloqui. Tuttavia, alcune di queste condizioni non sono state ancora soddisfatte, secondo Teheran. Negli incontri odierni, la delegazione iraniana intende valutare la posizione degli Stati Uniti e il rispetto degli impegni assunti, per poi decidere in merito all’avvio di negoziati con gli Usa.

Media, Usa e Beirut chiedono pausa attacchi a Israele prima dei colloqui

Stati Uniti e governo libanese hanno chiesto a Israele una “pausa” negli attacchi contro Hezbollah prima dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, previsti martedì a Washington sotto l’egida del Dipartimento di Stato. Lo riporta Axios. La richiesta, avanzata tramite mediatori Usa, punta a favorire una de-escalation e a creare le condizioni per un possibile cessate il fuoco. Beirut propone di tornare alle intese del novembre 2024, limitando le operazioni israeliane alle sole minacce imminenti. Washington sostiene questa linea e sta facendo pressione su Israele perché accetti. Il premier Benjamin Netanyahu sta valutando la proposta, mentre fonti israeliane sottolineano che al momento “non c’è alcun cessate il fuoco”, pur non escludendo una breve pausa tattica nei raid. Israele si dice disponibile a negoziare un accordo con il Libano, ma rifiuta l’ipotesi di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah. I primi colloqui saranno guidati dagli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e dovrebbero essere seguiti da negoziati più approfonditi. L’offensiva israeliana in Libano resta intanto un punto di tensione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che accusa Israele di violare il cessate il fuoco, accusa respinta da Washington. In questo contesto, Usa, Israele e Libano mirano a evitare che Teheran influenzi gli sviluppi sul terreno a favore di Hezbollah. Il primo ministro libanese Nawaf Salam è atteso la prossima settimana a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio, nella prima visita bilaterale di alto livello dall’insediamento dell’amministrazione Trump.

Delegazione Usa atterrata a Islamabad per negoziati

In Pakistan stanno per iniziare i negoziati tra Stati Uniti e Iran. La delegazione Usa è atterrata a Islamabad, come riporta la Cnn.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che gli Stati Uniti riprenderanno le azioni militari con ancora maggiore intensità se non si raggiungerà un accordo di pace.

Ghalibaf: "Negoziati solo con tregua in Libano e sblocco asset"

Una delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad per colloqui con rappresentanti statunitensi, i primi dall’inizio della guerra. Ghalibaf ha chiarito che Teheran parteciperà ai negoziati solo a condizione di un cessate il fuoco israeliano in Libano e dello sblocco degli asset iraniani congelati. I colloqui, mediati dal Pakistan, mirano a rafforzare una tregua fragile, mentre restano tensioni sul confine tra Israele e Hezbollah e divergenze sulle condizioni preliminari. La delegazione Usa è guidata dal vicepresidente JD Vance, affiancato dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner. Il presidente Donald Trump ha adottato toni duri, sostenendo che l’Iran “non ha carte” e accusando Teheran di usare lo Stretto di Hormuz come leva, dopo che la sua chiusura ha fatto impennare i prezzi del petrolio e scosso i mercati globali. Intanto, il premier pakistano Shehbaz Sharif ha parlato di una fase “decisiva” per il passaggio da una tregua temporanea a un accordo duraturo. Tuttavia, il negoziato resta a rischio anche per i combattimenti tra Israele e Hezbollah, che Israele non considera coperti dal cessate il fuoco con l’Iran.

 

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