Iran, Ghalibaf: “Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima di avvio negoziati”. Trump: “Senza accordo riprenderemo gli attacchi” – La diretta

Iran, Ghalibaf: “Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima di avvio negoziati”. Trump: “Senza accordo riprenderemo gli attacchi” – La diretta
Beirut (AP Photo/Emilio Morenatti) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Meloni ad Al Sisi: “Necessità cessate il fuoco e sostegno a negoziati con Tel Aviv”

Negoziati diretti fra Israele e Libano, ma sotto le bombe. La situazione nel paese dei Cedri mette a rischio la fragile tregua fra Iran, Israele e Stati Uniti, in vista dei negoziati in programma sabato a Islamabad, in Pakistan. Dopo le richieste del presidente americano Donald Trump, che ha detto di aver invitato l’alleato Benjamin Netanyahu a mantenere un “profilo basso” nei raid contro Beirut, lo Stato ebraico ha accettato di intavolare dei negoziati, che dovrebbero prendere il via la prossima settimana a Washington. In un messaggio agli abitanti del nord di Israele, i più interessati dagli attacchi di Hezbollah, Netanyahu ha però esplicitato che “non c’è nessun cessate il fuoco”.

Dall’Iran, dove la prima petroliera non battente bandiera di Teheran ha attraversato lo Stretto di Hormuz destinazione India, è giunto un messaggio di Mojtaba Khamenei, a 40 giorni dalla morte del padre Ali a cui è succeduto come Guida suprema.
Il leader sciita ha dichiarato che “fino a questo punto” si può “affermare con certezza” che il popolo iraniano “è il vero vincitore sul campo di battaglia“.

Khamenei ha ribadito che Teheran non cerca la guerra, ma è determinata a difendere i suoi diritti, dettando la linea sui negoziati: risarcimento dei danni subiti e una “nuova fase” per la gestione dello Stretto di Hormuz. Due punti critici per un accordo con gli Usa. Trump ha già messo in chiaro che le forze armate statunitensi resteranno nell’area fino al raggiungimento di un “vero accordo”, che dovrà essere “pienamente rispettato”. Se ciò non dovesse accadere, il che per il tycoon “è altamente improbabile”, torneranno “scontri a fuoco più forti di quanto si sia mai visto prima”.

La guerra in Iran e Medioriente e la fragile tregua – Tutte le notizie di oggi 10 aprile
Inizio diretta: 10/04/26 07:40
Fine diretta: 10/04/26 23:30
Beirut: "Primo incontro con Israele martedì a Washington"

Libano e Israele hanno avuto un primo contatto telefonico oggi, attraverso i rispettivi ambasciatori a Washington, con la partecipazione dell’ambasciatore statunitense in Libano. Lo afferma in un comunicato la presidenza libanese, aggiungendo che le parti hanno concordato un primo incontro martedì a Washington presso il Dipartimento di Stato americano. 

Delegazione Teheran arrivata in Pakistan per colloqui con gli Usa

La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad nelle prime ore di sabato. Lo comunica la televisione di stato iraniana. La delegazione include esperti di sicurezza, politici, militari, economici e legali. I negoziati, secondo quanto riferito, inizieranno solo se l’altra parte accetterà le precondizioni poste dall’Iran. In precedenza Ghalibaf aveva affermato che due punti su cui si era concordato reciprocamente, il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani, non erano ancora stati attuati. 

Mojtaba Khamenei: "Uccisione Kharrazi è una vergogna per potenze arroganti"

 La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha espresso in un messaggio le sue condoglianze per la morte di Kamal Kharrazi, capo delle relazioni estere ed ex alto diplomatico iraniano, in un attacco condotto da Stati Uniti e Israele. Lo riporta Press Tv. Khamenei ha elogiato Kharrazi definendolo “un illustre professore nel campo della scienza e della cultura e una figura esperta nel campo della politica estera”. La sua morte, ha aggiunto, rappresenta un segno d’onore per “la comunità accademica, i professori universitari e i funzionari politici dell’Iran” e, allo stesso tempo, costituisce una “vergognosa testimonianza della malvagità delle arroganti potenze americano-sioniste e dei nemici della scienza, della cultura e della civiltà dell’Iran”. 

Meloni ad Al Sisi: "Necessità cessate il fuoco e sostegno a negoziati con Israele"

Nel colloquio telefonico di questa sera tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abdel Fattah Al Sisi “i due leader hanno anche discusso della situazione in Libano, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato e condividendo il sostegno alla prospettiva di negoziati diretti tra Israele e Libano”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi

Meloni sente Al Sisi: "Sostegno a processo negoziale"

“Nel quadro dei continui contatti con i leader della regione, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah Al Sisi. Nel corso della conversazione i due leader hanno espresso sostegno al processo negoziale in corso per un’uscita duratura dalla crisi che garantisca un quadro di sicurezza regionale e conduca alla riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz. È stata inoltre ribadita l’importanza di giungere a un’intesa sul tema del nucleare iraniano, pilastro necessario per un equilibrio regionale”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.  

Media sauditi, domani possibile annuncio cessate fuoco con Israele

Gli intensi sforzi internazionali potrebbero portare all’annuncio di un cessate il fuoco tra Israele e Libano nella giornata di domani, sabato. Lo riferisce l’emittente saudita Al Hadath, citando fonti secondo cui l’annuncio rappresenta un gesto di buona volontà in vista dei negoziati diretti previsti per martedì tra Tel Aviv e Beirut. 

Attacco con droni contro ambasciata Usa a Baghdad

Il personale dell’ambasciata Usa a Baghdad “è stato oggetto di molteplici attacchi con droni da parte di una milizia terroristica irachena nei pressi dell’Aeroporto Internazionale di Baghdad”. Lo ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato, secondo quanto riporta la Cnn. L’incidente si è verificato mercoledì. Il funzionario non ha specificato quale milizia sia ritenuta responsabile dell’attacco. Ha tuttavia precisato che “tutto il personale è al sicuro e risulta presente all’appello”. Dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, si sono verificati decine di attacchi contro il personale e le strutture statunitensi in Iraq, compiuti da gruppi alleati o sostenuti dall’Iran. 

Mosca: "Tutti i partecipanti ai negoziati adottino approccio responsabile"

 “Oggi si apre un’opportunità per risolvere una situazione complessa nella zona del Golfo Persico. La maggior parte dei Paesi del mondo sostiene questo processo e confida nel successo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbero iniziare a Islamabad con la mediazione dei nostri amici pakistani”. E’ quanto si legge in una nota del ministero della Difesa russo. “Tuttavia, purtroppo, esistono forze che ostacolano il cammino verso la pace, creando, volontariamente o meno, impedimenti lungo questo percorso. In particolare”, viene sottolineato, “coloro che hanno scatenato l’aggressione contro l’Iran e che ora lo accusano dei problemi legati alla navigazione nello stretto di Hormuz non dovrebbero distorcere il modo in cui gli eventi si sono realmente sviluppati, né il fatto che fino al 28 febbraio questa importante arteria marittima funzionava senza interruzioni”.  “Il compito principale nella fase attuale è eliminare le cause profonde del conflitto distruttivo nella regione, cioè porre fine completamente alla guerra iniziata da Stati Uniti e Israele. Tra le sue conseguenze ci sono, tra l’altro, i danni subiti dagli Stati della penisola arabica, nonché i combattimenti nella zona di confine tra Libano e Israele e gli attacchi missilistici e aerei contro il Libano, che devono essere fermati immediatamente”, prosegue la nota. In questo contesto”, Mosca sostiene “la risoluzione delle divergenze esistenti tra i Paesi della regione attraverso mezzi politico-diplomatici. Siamo orientati a una stretta collaborazione con i nostri partner per favorire sforzi di pace costruttivi e garantire la stabilizzazione della situazione in Medioriente”. “Invitiamo tutti i partecipanti ai negoziati annunciati in Pakistan ad adottare un approccio responsabile ed evitare qualsiasi azione che possa compromettere questa opportunità”, è l’invito del ministero, che conferma “la rilevanza della nota iniziativa russa volta a concordare un concetto di sicurezza nella zona del Golfo Persico attraverso l’instaurazione di un dialogo tra tutti i Paesi rivieraschi – gli Stati arabi e la Repubblica Islamica dell’Iran – con la partecipazione e l’assistenza di attori esterni capaci di contribuire sinceramente al raggiungimento di un equilibrio equo e duraturo degli interessi”. 

Regno Unito convocherà la prossima settimana riunione su Hormuz

Il Regno Unito convocherà la prossima settimana un’altra riunione di pianificazione tra i Paesi che mirano a ripristinare la libera circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Un funzionario britannico a conoscenza dei preparativi ha dichiarato che all’incontro parteciperanno alti funzionari e che verrà sottolineata l’opposizione all’idea di imporre pedaggi per il passaggio. L’incontro segue la videoconferenza dello scorso 2 aprile tra ministri degli Esteri che ha coinvolto circa 40 Paesi, nonché una riunione di pianificazione militare tenutasi questa settimana con la partecipazione di circa 30 Paesi. I colloqui hanno preso in considerazione l’uso di pressioni diplomatiche ed economiche, come sanzioni, nei confronti dell’Iran per riaprire questa cruciale rotta petrolifera, oltre a piani militari per garantire la sicurezza delle navi una volta terminato il conflitto. Il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che è essenziale disporre di un “piano praticabile” per riaprire lo stretto e rimettere in moto l’economia globale. 

Beirut, oltre 1950 morti da inizio attacchi israeliani

Almeno 1953 persone sono morte negli attacchi israeliani in Libano a partire dal 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, spiegando che più di 102 erano donne, oltre 130 bambini e almeno 57 paramedici. Il ministero ha aggiunto che oltre 6300 persone sono rimaste ferite, mentre più di un milione di persone sono state sfollate a causa della guerra. Almeno 357 persone, ha evidenziato, sono morte e oltre 1223 sono rimaste ferite nei raid israeliani su vasta scala che hanno colpito il centro di Beirut e altre zone mercoledì. Il bilancio, ha precisato il ministero, non è definitivo poiché le operazioni di soccorso e identificazione sono ancora in corso. 

Pakistan conferma colloqui Usa-Teheran: "E' momento decisivo"

 Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha dichiarato che delegazioni provenienti dall’Iran e dagli Stati Uniti stanno arrivando a Islamabad per partecipare a colloqui volti a garantire una pace duratura nella regione. In un discorso televisivo alla nazione, Sharif ha descritto la fase attuale come un “momento decisivo”. Il premier ringraziato la leadership dell’Iran e degli Stati Uniti per aver accettato un cessate il fuoco e per aver avviato colloqui di pace su sua richiesta. Sharif ha poi affermato che il suo governo farà “del suo meglio per garantire il successo del processo di pace” e ha esortato i cittadini “a pregare affinché i colloqui abbiano esito positivo”. 

Libano, Aoun: "13 membri sicurezza morti in raid israeliano a Nabatieh"

Sono 13 i membri delle forze di sicurezza libanesi morti in un attacco israeliano contro un edificio governativo nella città meridionale di Nabatieh. Lo ha riferito il presidente libanese Joseph Aoun in una dichiarazione ripresa da Haaretz. Aoun ha condannato i continui attacchi israeliani e ha affermato che “colpire le istituzioni statali non dissuaderà il Libano dal difendere la propria sovranità”. 

Starmer elogia il Pakistan per gli sforzi in favore della tregua tra Usa e Teheran

Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha ricevuto una telefonata dal primo ministro britannico Keir Starmer, il quale ha elogiato “gli sforzi diplomatici del Pakistan nel facilitare un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e nell’ospitare colloqui di pace a Islamabad”. Lo riferisce una nota dell’ufficio di Sharif, spiegando che entrambi i leader hanno sottolineato “l’importanza di garantire il rispetto del cessate il fuoco e di creare le condizioni per una pace e una stabilità durature nella regione”.

Madrid: "No a missione Nato nello Stretto di Hormuz"

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha rimarcato il rifiuto della Spagna a un coinvolgimento in una potenziale missione della Nato per garantire il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo che il segretario generale Mark Rutte ha suggerito un possibile ruolo dell’Alleanza. Rutte “non ha né informato né consultato” gli alleati in merito a una partecipazione a Hormuz, ha detto Albares ai cronisti al Senato, secondo quanto riportano i media iberici. “Il Medioriente non rientra nel raggio d’azione della Nato” e l’alleanza “non parteciperà a questa guerra”, ha sostenuto il ministro.

Media: "A Teheran spaccatura sulla composizione della delegazione negoziale"

Alla vigilia dei negoziati tra l’Iran e gli Stati Uniti a Islamabad, è emersa una forte divergenza tra i più alti funzionari del regime iraniano riguardo la composizione e i poteri della delegazione negoziale. Lo riferisce Iran International secondo cui Ahmad Vahidi, comandante in capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, vuole limitare nei colloqui l’autorità del presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Vahidi ha anche chiesto la presenza di Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, nella delegazione. La richiesta ha incontrato la resistenza dei membri della delegazione, che ritengono Zolghadr privo dell’esperienza necessaria per negoziati strategici. Nel frattempo, Vahidi e il comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione hanno sottolineato che la delegazione dovrebbe astenersi da qualsiasi negoziato riguardante il programma missilistico iraniano.

Araghchi: "Usa rispettino gli impegni sul cessate fuoco, compresa la tregua in Libano"

Gli Stati Uniti devono rispettare i propri impegni relativi al cessate il fuoco, inclusa la garanzia che la tregua riguardi anche il Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una telefonata con l’ambasciatore designato dell’Iran in Libano, Mohammad Reza Shibani. Lo riporta Al Jazeera. Araghchi ha condannato i continui attacchi di Israele in Libano che, ha sottolineato, dovrebbero cessare in base all’intesa sul cessate il fuoco.

Media, negoziati diretti tra Usa, Israele e Beirut martedì a Washington

Il primo incontro in presenza dei negoziati tra Israele e Libano si terrà martedì presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Lo riporta Times of Israel, che cita un funzionario statunitense. Saranno presenti, spiega la fonte, l’ambasciatrice libanese a Washington Nada Hamadeh-Moawad, l’ambasciatore israeliano a Washington Yechiel Leiter e l’ambasciatore statunitense a Beirut Michel Issa, che guidano rispettivamente le delegazioni libanese, israeliana e americana. Come riferito alla Cnn da un funzionario israeliano e da una fonte a conoscenza dei colloqui gli ambasciatori di Israele, Libano e Stati Uniti terranno oggi a Washington un primo ciclo di colloqui preparatori per gettare le basi per future negoziazioni tra Israele e Libano.

Trump: "Teheran non ha carte da giocare, può solo negoziare"

“Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un ricatto a breve termine nei confronti del mondo, attuato utilizzando le vie d’acqua internazionali. L’unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!”. Lo scrive su Truth Donald Trump. In un altro post, il presidente afferma che “gli iraniani sono più bravi a gestire i media delle ‘Fake News’ e le ‘pubbliche relazioni’ di quanto non lo siano a combattere!”.

Trump: "Senza accordo riprenderemo gli attacchi militari"
Iran

Se non verrà raggiunto un accordo di pace, gli Stati Uniti riprenderanno gli attacci sull’Iran con intensità ancora maggiore. E’ l’avvertimento lanciato da Donald Trump alla vigilia dei colloqui di Islamabad. “È in corso un reset”, ha detto il presidente Usa al New York Post. “Stiamo caricando sulle navi le migliori munizioni, le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi”, ha affermato Trump, aggiungendo che le armi verrebbero “utilizzate in modo molto efficace” qualora non si giungesse a un accordo. Quanto al successo delle trattative, saranno le prossime ore a dare un’indicazione in questo senso, ha detto il presidente: “Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto”.

Sospetti di insider trading, Casa Bianca vieta scommesse allo staff

Dopo che una serie di scommesse tempestive sul petrolio e sui prediction market legati alla guerra in Iran ha sollevato preoccupazioni su possibili casi di insider trading, il mese scorso la Casa Bianca ha messo in guardia il proprio personale contro l’utilizzo di informazioni non pubbliche per effettuare operazioni sui mercati finanziari. Un funzionario della Casa Bianca ha confermato a The Hill l’invio in questo senso di una email al personale. Il funzionario ha inoltre sottolineato che le normative federali vietano ai dipendenti governativi di utilizzare informazioni non pubbliche a scopo di lucro personale o di effettuare scommesse all’interno delle proprietà governative. Secondo quanto riferito da Cbs News, la nota interna faceva riferimento a recenti segnalazioni che sollevavano preoccupazioni in merito a potenziali casi di insider trading sui mercati di previsione. Come riportato da Npr, un account sulla piattaforma Polymarket ha guadagnato oltre 550mila dollari dopo aver piazzato una serie di scommesse su mercati relativi all’Iran e al defunto Leader Supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, poco prima che avessero inizio gli attacchi di fine febbraio. Secondo l’Associated Press, anche diversi account di recente creazione sulla medesima piattaforma hanno piazzato scommesse sull’eventualità che gli Stati Uniti e l’Iran raggiungessero un cessate il fuoco, appena poche ore prima che Trump annunciasse una sospensione delle ostilità di due settimane, nella serata di martedì. Questi account hanno incassato centinaia di migliaia di dollari.

Sanchez: "Ue sospenda l'accordo con Israele, non permettiamo una nuova Gaza"

“Non possiamo permettere una nuova Gaza in Libano”, “di fronte a violazioni flagranti del diritto internazionale umanitario, l’Europa deve agire con coerenza, se vogliamo poi che il resto del mondo ci sostenga nell’appoggio che stiamo dando all’Ucraina nella sua lotta per la libertà”, “e per questo motivo ieri il governo spagnolo e io stesso ho proposto che, per coerenza ed empatia, l’Unione Europea sospenda l’accordo di associazione con Israele”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all’European Pulse Forum 2026 a Barcellona. “E’ evidente che Israele sta calpestando e violando numerosi principi degli articoli di tale accordo, in particolare quelli relativi al rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario”, ha rimarcato il leader socialista.

Kuwait: "Membri della Guardia nazionale feriti in attacchi di Teheran"

Membri della Guardia Nazionale del Kuwait è rimasto ferito in attacchi aerei iraniani. Lo riferisce l’esercito dell’Emirato, affermando di aver intercettato sette droni di Teheran nelle ultime 24 ore. In un comunicato su X, il Kuwait ha spiegato che gli attacchi hanno preso di mira strutture vitali affiliate alla Guardia Nazionale. Il post non ha indicato il numero dei feriti, aggiungendo solo che le loro condizioni sono stabili. I raid hanno causato “significativi danni materiali”, ha riferito l’esercito. In precedenza il Kuwait aveva dichiarato di aver subito un attacco con droni giovedì sera, attribuendolo all’Iran e ai suoi alleati miliziani nella regione. Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno smentito di aver lanciato l’attacco.

Cnn: "Oggi una sola petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz"

Un’analisi della Cnn basata sui dati del traffico marittimo rivela che oggi, fino alle 17.30 ora di Teheran (le 10 sulla Costa Orientale Usa), una sola petroliera, perlatro soggetta a sanzioni da parte degli Stati Uniti, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Si tratterebbe della Mab 5, una petroliera battente bandiera del Botswana, che ha attraversatolo Stretto nelle prime ore di oggi, secondo quanto indicato dai suoi dati Ais (sistema di identificazione automatica) monitorati dal servizio MarineTraffic. Tuttavia, le imbarcazioni hanno la possibilità di interrompere la trasmissione dei propri dati Ais, che ne indicano la posizione. Questo significa che un numero maggiore di navi potrebbe stare attraversando lo Stretto senza essere rilevato dai sistemi di monitoraggio marittimo.

Inviato di Teheran: "Colloqui in Pakistan dureranno probabilmente 2-3 giorni"

I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan dureranno “probabilmente due o tre giorni”. Lo ha dichiarato all’agenzia russa Tass Abdul Majeed Hakim Ilahi, rappresentante in India della Guida Suprema iraniana. Dopo i colloqui, le delegazioni torneranno “nei rispettivi Paesi per discutere con i propri funzionari”, ha aggiunto. Allo stesso tempo, Ilahi ritiene che un cessate il fuoco di due settimane potrebbe non essere sufficiente per ottenere risultati duraturi nei negoziati. Se l’accordo è raggiunto nei colloqui a Islamabad, ha detto il diplomatico, il periodo di tregua dovrà essere esteso. “Il cessate il fuoco deve essere prolungato. Perché ci sono molte cose su cui bisogna trovare un accordo con gli Stati Uniti. E se arrivano a qualche tipo di punto in comune, potranno ulteriormente estendere il cessate il fuoco e continuare i colloqui. Penso che due settimane non siano sufficienti”, ha concluso Ilahi.

Ghalibaf: "Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima di avvio negoziati"
A sinistra, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. (AP Photo/Eraldo Peres)

“Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono ancora essere attuate: un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani prima dell’avvio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati abbiano inizio”. Lo ha dichiarato su X Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano.

Casa Bianca: "Con ripristino di Hormuz, rapida discesa dei prezzi dell'energia"

Il direttore del Consiglio Economico Nazionale, Kevin Hassett prevede che, una volta ripristinate le normali operazioni nello Stretto di Hormuz, i prezzi dell’energia scenderanno rapidamente. “Ciò che noi prevediamo, e che si aspettano anche i mercati dei futures, è che si verifichi, come dire, una rapida riduzione dei prezzi dell’energia non appena riusciremo a riaprire lo Stretto. Al momento vi transitano delle navi, ma a circa il 10% del ritmo abituale. Una volta tornati alla normalità, ci aspettiamo che la situazione rientri nella norma”, ha dichiarato Hassett a Fox Business.

Media iraniani: "Raid israeliani in Libano mettono a rischio i colloqui"

L’intensa pressione e la minaccia di ritirarsi dai colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad da parte di Teheran hanno costretto Israele a fermare i suoi attacchi militari contro Beirut. Lo ha riferito una fonte di alto livello nel settore della sicurezza a PressTV. Secondo la fonte, in seguito ai massicci raid dell’Idf contro il Libano, l’Iran ha posto la cessazione degli attacchi come condizione preliminare imprescindibile per la sua partecipazione ai negoziati con gli Stati Uniti su un cessate il fuoco temporaneo. “L’unità del fronte della resistenza non era negoziabile per l’Iran”, ha dichiarato la fonte a PressTV, aggiungendo che il viaggio della delegazione iraniana a Islamabad è stato rinviato più volte, in particolare a causa degli attacchi israeliani contro il Libano. “Qualora il regime violasse questo accordo e riprendesse a bombardare Beirut, i negoziati verrebbero interrotti immediatamente”, ha dichiarato la fonte.

Media, 19 morti negli attacchi israeliani su Nabatieh, in Libano

E’ salito a 19 morti il bilancio degli attacchi israeliani sulla città meridionale di Nabatieh, a 60 km da Beirut. Lo riporta L’Orient-Le Jour. Undici erano membri appartenenti ai vari apparati di sicurezza e militari e otto erano civili. Nei raid sono rimaste ferite 15 persone.

Netanyahu chiede il rinvio della sua udienza in tribunale per "motivi di sicurezza"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha chiesto di non testimoniare nelle prossime due settimane al suo processo, che dovrebbe riprendere la settimana prossima. Lo riporta la testata israeliana Ynet. L’avvocato difensore di Netanyahu, Amit Hadad, ha spiegato che “a causa di motivi di sicurezza e politici riservati, naturalmente legati ai drammatici eventi che hanno avuto luogo in Israele e in tutto il Medioriente negli ultimi tempi, il primo ministro non potrà testimoniare per almeno le prossime due settimane”. La presidente del collegio giudicante del processo, Rivka Friedman, ha fatto sapere che l’accusa risponderà entro le 9 di domenica prossima. Il legale di Netanyahu ha specificato che la motivazione riservata è stata consegnata da un inviato speciale ai rappresentanti dell’accusa e domenica sarà inoltrata alla segreteria del tribunale. L’avvocato ha richiesto l’annullamento di quattro udienze e ha sottolineato che l’accusa è disposta a rispondere solo dopo che il tribunale lo avrà ordinato.

Washington Post: "Gli Usa chiederanno a Teheran il rilascio degli americani detenuti"

Nell’ambito dei negoziati che si apriranno domani a Islamabad, i negoziatori americani intendono chiedere all’Iran il rilascio degli americani detenuti nel Paese. Lo riporta il Washington Post, citando fonti informate sui piani dell’amministrazione. I sostenitori della causa degli americani detenuti, che si si ritiene siano almeno sei, si dicono fiduciosi che essi verranno rilasciati come gesto di buona volontà da parte di Teheran.

Netanyahu: "La Spagna si è schierata ripetutamente contro Israele"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato un video sui social in cui si è scagliato contro la Spagna di Pedro Sanchez accusando il Paese iberico di essersi ripetutamente schierato contro Israele, e ha motivato così la decisione di escludere Madrid dal centro di coordinamento per Gaza a Kiryat Gat. “Lo Stato di Israele non rimarrà in silenzio di fronte a coloro che ci attaccano. La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, i soldati dell’esercito più morale del mondo. Per questo ho ordinato di espellere i rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento a Kiryat Gat, dopo che la Spagna ha scelto ripetutamente di schierarsi contro Israele”, ha affermato Netanyahu. “Chi attacca lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici, chi fa questo, non sarà nostro partner riguardo al futuro della regione. Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e questa ostilità. Non ho intenzione di permettere a nessun paese di condurre contro di noi una guerra diplomatica senza pagarne immediatamente il prezzo”, ha concluso il leader israeliano.

Trump criptico su Truth: "Il più potente reset del mondo"

Post criptico su Truth di Donald Trump, in coincidenza della partenza del suo vice JD Vance per Islamabad. “Il più potente reset del mondo!!!”, scrive il presidente Usa a lettere tutte maiuscole. Il riferimento è forse ai negoziati con l’Iran che si apriranno domani in Pakistan.

Idf: "Oltre 1400 membri di Hezbollah uccisi dal 2 marzo"

L’esercito israeliano sostiene di aver ucciso più di 1400 membri di Hezbollah in Libano, dal 2 marzo, inizio delle ostilità. Tra questi, secondo quanto riferisce l’Idf, ci sono centinaia di membri della ‘Radwan Force’, l’unità d’élite dell’organizzazione. Il ministero della Salute libanese fa sapere che le vittime degli attacchi israeliani dall’inizio della guerra sono oltre 1.800, di cui più di 300 solo nella giornata di ieri. Le Forze di difesa israeliane riferiscono anche di aver distrutto circa 4.300 “infrastrutture terroristiche” di Hezbollah e di essersi impadronite di oltre un migliaio di armi durante le operazioni di terra nel sud del Libano. Negli scorsi giorni, aggiunge l’Idf, l’aviazione israeliana ha colpito 120 obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano “per eliminare le minacce alle nostre truppe”.

Vance: "Se Teheran è in buona fede, gli Usa sono pronti a dare una mano"

“Come ha detto il presidente, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance prima di salire a bordo dell’Air Force Two diretto a Islamabad, in Pakistan, dove prenderà parte ai colloqui con la delegazione iraniana. Lo riporta la Cnn. Vance ha affermato che Trump ha fornito al team negoziale, che include anche l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, “linee guida chiare” sui negoziati, senza però entrare nei dettagli. “Cercheremo di portare avanti una trattativa positiva. Il presidente ci ha dato indicazioni piuttosto chiare, e vedremo come andrà”, ha aggiunto Vance.

Teheran: "Il ostro piano in 10 punti concordato come base per i negoziati"

Il piano in 10 punti proposto dall’Iran è stato concordato come base per i negoziati. Lo ha dichiarato oggi il vice ministro degli Esteri iraniano, Majid Takht Ravanchi, secondo quanto riporta Iran International. “Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su informazioni false volte a ingannare”, ha affermato, aggiungendo che Teheran non sostiene un cessate il fuoco che consentirebbe a un avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.

Starmer: "Stufo di bollette che salgono per azioni di Putin o Trump"

“Sono stufo del fatto che le famiglie di tutto il Paese vedano le loro bollette energetiche andare su e giù, che le bollette delle imprese vadano su e giù a causa delle azioni di Putin o Trump in tutto il mondo, e che si dica alle famiglie di tutto il Paese, alle imprese di tutto il Paese: ‘dobbiamo semplicemente accettarlo, dobbiamo sopportare di essere sul mercato internazionale’”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer, in un’intervista al podcast ‘Talking Politics’ di Itv mentre si trovava in Medioriente, secondo quanto riporta l’emittente britannica Sky News. “Abbiamo bisogno di indipendenza energetica, e l’unico modo per ottenerla è passare ancora più rapidamente alle energie rinnovabili, perché non la otterremo sul mercato internazionale”, ha aggiunto.

Starmer: "Riapertura Hormuz fondamentale per rafforzare la fragile tregua"

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, afferma che la riapertura dello Stretto di Hormuz è fondamentale per rafforzare il “fragile” cessate il fuoco nella guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Parlando prima di lasciare il Qatar dopo una visita di tre giorni nel Golfo, Starmer ha detto che i leader della regione sono categorici nell’affermare che “non ci possono essere pedaggi o restrizioni” sulla navigazione commerciale attraverso la via d’acqua che è stata di fatto chiusa dall’Iran. Starmer ha dichiarato di aver detto al presidente Usa Donald Trump in una telefonata giovedì sera che la fine del conflitto “deve coinvolgere” i vicini dell’Iran nel Golfo, i quali “hanno opinioni molto forti sullo Stretto di Hormuz”. Il Regno Unito è impegnato con altri Paesi nella pianificazione militare per garantire la sicurezza nello Stretto, qualora il cessate il fuoco si trasformasse in una pace più duratura.

Starmer: "Parlato con Trump di un piano pratico per riaprire Hormuz"

“Ieri sera ho avuto un colloquio con il presidente Trump” e “abbiamo dedicato gran parte della conversazione al piano pratico necessario per garantire la navigazione attraverso lo Stretto” di Hormuz. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, parlando prima di partire dal Qatar, dopo una visita di tre giorni nel Golfo. Starmer ha sottolineato di avere parlato con Trump anche del “ruolo che il Regno Unito sta svolgendo”, ricordando che “stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, ora oltre 30 Paesi, che lavorano a un piano politico e diplomatico, ma valutano anche le capacità militari e la logistica necessaria per far transitare effettivamente le navi attraverso lo Stretto”. “Questo è stato il fulcro delle discussioni di ieri sera”, ha detto ancora Starmer, aggiungendo di avere anche riferito a Trump il punto qual è il punto di vista della regione. “Questi Stati del Golfo sono vicini dell’Iran. Pertanto, affinché il cessate il fuoco regga, e speriamo che sia così, è necessario coinvolgerli. Hanno posizioni molto forti riguardo allo Stretto di Hormuz”, ha detto.

Ieri sera Downing Street in un comunicato aveva riferito della telefonata fra Starmer e il presidente Usa Donald Trump riassumendone il contenuto come segue: “Il primo ministro ha parlato con il presidente Trump dal Qatar questa sera. Il primo ministro ha illustrato le sue discussioni con i leader del Golfo e i responsabili della pianificazione militare nella regione sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nonché gli sforzi del Regno Unito per riunire i partner al fine di concordare un piano fattibile. Hanno convenuto che ora che è in vigore un cessate il fuoco e c’è un accordo per riaprire lo Stretto, siamo alla fase successiva di trovare una soluzione. I leader hanno discusso della necessità di un piano concreto per ripristinare il traffico marittimo il più rapidamente possibile. Hanno concordato che si parleranno di nuovo presto”.

I vescovi francesi: "L'operazione di Israele è intollerabile"

“Ancora una volta, il Libano è vittima dei potenti di questo mondo, ma anche ostaggio di coloro che affermano di difenderlo. Tutti sembrano avere un solo obiettivo: distruggere il messaggio che rappresentano, quello di una possibile convivialità tra persone di culture e religioni diverse”. Così il presidente dei vescovi francesi, cardinale Jean-Marc Aveline in un comunicato. Aveline, nel testo, esprime “tristezza, indignazione e piena solidarietà”. “Condanno con forza questa operazione intollerabile – si legge ancora nel testo -, perversamente chiamata ‘oscurità eterna’, così come il cinismo del suo svolgimento, proprio nel momento in cui stava entrando in vigore un cessate il fuoco tra i belligeranti. La spirale della violenza deve fermarsi e il diritto internazionale deve essere rispettato. La storia ci insegna che la sicurezza di un popolo non può essere ottenuta mantenendo l’odio verso l’altro”. Dal porporato poi l’invito a partecipare alla preghiera per la pace indetta domani da Papa Leone XIV. 

Ue: "Il lavoro di Kallas e Di Maio conferma strategicità dei partner del Golfo"

“La strategicità del nostro partenariato con i sei Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, è stata ulteriormente ribadita dalla visita dell’Alta rappresentante in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, unitamente all’intensa attività ministeriale sin dall’inizio della situazione sul campo, con una riunione straordinaria dell’Ue e del Consiglio di Cooperazione del Golfo a livello ministeriale, insieme all’attività del nostro Rappresentante Speciale dell’UE per il Golfo Luigi di Maio, che ancora una volta concretizza la strategicità del nostro partenariato con i nostri partner del Golfo”. Lo dice il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa.”Dall’inizio della guerra, la Commissione è stata in stretto contatto con i partner del CCG, anche a livello della presidente stessa, concentrandosi sui nostri obiettivi comuni, che sono la sicurezza nella regione, la prosperità comune, la sicurezza della navigazione nel Golfo, ma anche lavorare per la stabilità generale nel vicinato. I paesi del CCG hanno fornito un sostegno decisivo nell’aiutare a rimpatriare decine, decine di migliaia di cittadini europei che erano bloccati nella regione”, aggiunge la prima portavoce Paula Pinho.

Ue: "Pieno sostegno all'Unifil, Israele fermi subito gli attacchi"
Lebanon Israel

“Chiediamo l’immediata cessazione degli attacchi in Libano, che hanno già causato gravissime perdite tra i civili e le infrastrutture civili. È chiaro che tutte le parti devono rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, garantendo la protezione dei civili, delle infrastrutture civili e dei caschi blu delle Nazioni Unite, in particolare del personale sul campo e umanitario”. Lo dice il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. Quanto alla fine della missione Unifil prevista per dicembre 2026, “non spetta a me, in questa fase, pregiudicare ciò che accadrà in futuro. Permettetemi però di ribadire il nostro pieno e incrollabile sostegno a Uniql, alla luce del suo ruolo cruciale e fondamentale nella stabilizzazione del Libano, nell’ambito di un approccio più ampio per la sicurezza e la stabilità del Paese”, sottolinea.

“Come Ue e tutti i nostri Stati membri, siamo profondamente impegnati per la sicurezza e la stabilità del Libano. Come sapete, stiamo attualmente fornendo attrezzature nell’ambito del Fondo europeo di pace, con l’ultimo pacchetto approvato nel 2025 per un importo di 60 milioni di euro. Per quanto riguarda il lancio di nuove iniziative in materia di sicurezza e difesa, non mi addentrerò in questo argomento in questa fase, ma continueremo a sostenere il Libano insieme ai nostri Stati membri e in coordinamento con le Nazioni Unite”, aggiunge. “Accogliamo con favore gli annunci israeliani sull’avvio di colloqui di pace con il Libano, che rappresentano di per sé uno sviluppo positivo, e attendiamo con interesse l’inizio concreto dei colloqui e i loro esiti – prosegue -. La diplomazia, e questo è chiaro, rimane l’unica via percorribile, e tutte le parti devono impegnarsi seriamente e in buona fede per raggiungere una soluzione globale, in linea con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Noi, in quanto UE, siamo pronti a intensificare e mobilitare tutti i nostri sforzi diplomatici verso questo obiettivo, in stretta collaborazione con i nostri partner internazionali”, conclude il portavoce

Croce Rossa tedesca: "In Libano rischio di catastrofe umanitaria"

La Croce Rossa tedesca (Drk) ha lanciato un allarme su una potenziale catastrofe umanitaria in Libano alla luce dei continui attacchi israeliani. “Numerosi ospedali sono sovraffollati a causa dell’elevato numero di feriti e sussiste il rischio di carenza di alcuni medicinali e forniture, soprattutto se gli attacchi dovessero continuare”, ha dichiarato al Rheinische Post il presidente della Drk, Hermann Groehe. La Croce Rossa tedesca ha denunciato che, negli ultimi giorni, aree sempre più densamente popolate sono state prese di mira senza sufficiente preavviso. Groehe ha chiesto il rispetto del diritto internazionale umanitario, sottolineando che le strutture sanitarie e il personale medico devono essere protetti e la popolazione civile deve essere salvaguardata. 

Idf: "Con Hezbollah siamo in stato di guerra, non in tregua"

Il capo di Stato Maggiore dell’Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che i combattimenti contro Hezbollah in Libano costituiscono la “zona di combattimento principale” dell’esercito. Lo riporta il Times of Israel. “L’Idf è in stato di guerra, non siamo in un cessate il fuoco. Continuiamo a combattere qui in questo settore, questa è la nostra zona di combattimento principale”, ha detto Zamir parlando ieri durante una visita alla periferia di Bint Jbeil, dove l’Idf sta combattendo contro Hezbollah. “In Iran siamo in una tregua, ma possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e in modo molto potente”, ha aggiunto Zamir in un video diffuso questa mattina dall’esercito.

Berlino: "Colloqui con Teheran per sostenere processo pace, strada lunga"

 “Non abbiamo mai interrotto le relazioni con l’Iran; abbiamo sospeso le comunicazioni. E ora, in una situazione del genere, è certamente opportuno chiarire i nostri interessi attraverso colloqui diretti. Il nostro interesse primario è che questo conflitto in Iran si concluda rapidamente”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, in conferenza stampa. “Stiamo già vedendo quanto sia instabile il conflitto. Dopo l’annuncio del cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz è stato nuovamente chiuso. Quindi c’è ancora molta strada da fare, ed è importante sostenere questo processo diplomaticamente. Ed è proprio quello che stiamo facendo. Il ministro degli Esteri lo ha fatto ieri in un incontro con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi”, ha affermato ancora il portavoce.

Islamabad bloccata per colloqui Usa-Teheran

Islamabad, capitale del Pakistan, si presenta oggi insolitamente tranquilla perché le autorità hanno imposto un blocco totale in città dichiarando due giorni festivi in vista dei colloqui fra Iran e Usa, che dovrebbero iniziare domani.
Le strade sono quasi deserte e sulle arterie principali sono stati istituiti posti di blocco. La sicurezza è stata rafforzata con l’invio di truppe e forze dell’ordine aggiuntive. È intensa intanto l’attività diplomatica. Il vice presidente Usa JD Vance partirà per il Pakistan. È attesa anche la delegazione iraniana, ma Teheran rimane al momento in silenzio su questo, probabilmente nel tentativo di fare pressioni su Washington per fermare gli attacchi israeliani in Libano. Qualche ora fa l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, aveva citato una fonte secondo cui “finché gli Usa non rispetteranno il loro impegno a un cessate il fuoco in Libano e Israele continuerà i suoi attacchi, i negoziati in programma per domani in Pakistan restano in sospeso”.

Ue: "Bene tregua, ora strategia di pace per tutto il Medioriente"

“È giunto il momento di elaborare una strategia globale per una pace duratura in tutto il Medio Oriente. L’Unione europea contribuirà a tutti gli sforzi diplomatici in tal senso, tenendo conto di tutti i suoi interessi e preoccupazioni, in coordinamento con i partner”. Lo afferma l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, a nome dell’Ue, in una dichiarazione.

“L’Ue accoglie con favore il cessate il fuoco concordato tra Stati Uniti e Iran. Lodiamo il Pakistan e gli altri partner regionali per la loro mediazione, che ha contribuito a questo risultato positivo. Esortiamo tutte le parti coinvolte a rispettare pienamente il cessate il fuoco in tutta la regione, a cessare tutte le operazioni militari e a garantire pienamente la libertà di navigazione, nonché il libero e sicuro passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS)”, aggiunge la capa della diplomazia Ue.

I 27 chiedono “inoltre un’urgente cessazione delle ostilità in Libano, che causano gravi perdite tra i civili. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere i civili e le infrastrutture civili, i caschi blu delle Nazioni Unite e il personale umanitario. La diplomazia è fondamentale per risolvere tutte le questioni in sospeso. Le parti dovrebbero continuare a impegnarsi in buona fede per raggiungere un accordo sostenibile su tutte le aree di interesse”.

Teheran: oltre 3mila morti in attacchi Usa-Israele durante guerra

“Più di 3mila persone sono state uccise negli attacchi nemici” in Iran durante la guerra. È la stima fornita da un alto funzionario sanitario iraniano, capo della Legal Medicine Organization, Abbas Masjedi, citato dal quotidiano di Stato Iran Daily. Masjedi non ha fornito dettagli sulla ripartizione fra vittime civili e militari. Il governo iraniano non ha fornito alcun bilancio definitivo delle vittime della guerra.

Pakistan: "Emetteremo visti all'arrivo per negoziatori e giornalisti"

Il Pakistan ha annunciato che rilascerà visti all’arrivo (i cosiddetti ‘visa on arrival’) a coloro – negoziatori e giornalisti – che si recheranno a Islamabad in occasione dei colloqui fra Iran e Usa in programma domani. In un post su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha scritto: “Il Pakistan dà il benvenuto a tutti i delegati e giornalisti dei Paesi partecipanti in viaggio in relazione ai colloqui di Islamabad 2026. A tal fine, si richiede a tutte le compagnie aeree di consentire l’imbarco a tutte queste persone senza visto. Le autorità di immigrazione pakistane rilasceranno loro il visto all’arrivo”.

Giappone annuncia nuovo rilascio riserve petrolio a maggio

La premier del Giappone, Sanae Takaichi, ha annunciato che a inizio maggio immetterà sul mercato riserve petrolifere pari a 20 giorni di consumo aggiuntivi, in una seconda fase volta a far fronte all’incertezza dell’approvvigionamento causata dalla guerra in Medioriente. Una precedente immissione era stata già effettuata il mese scorso. A marzo il Giappone ha iniziato a rilasciare circa 50 giorni di riserve petrolifere, che includevano riserve detenute dallo Stato, dal settore privato e da Paesi produttori di petrolio del Golfo. Secondo l’Agenzia per le risorse naturali e l’energia, al 6 aprile il Giappone disponeva di 230 giorni di riserve petrolifere, di cui 143 giorni nelle scorte governative. Takaichi ha affermato che il suo governo sta lavorando per garantire le importazioni di petrolio attraverso rotte che evitino lo Stretto di Hormuz, mentre il Giappone cerca di diversificare i fornitori.

Kuwait accusa Teheran e alleati: "Ci hanno attaccati con droni"

Il Kuwait ha accusato l’Iran e i suoi alleati di aver lanciato giovedì attacchi con droni contro il Paese nonostante il cessate il fuoco di due settimane nella guerra in Iran. La dichiarazione del ministero degli Esteri del Kuwait, diffusa dall’agenzia di stampa statale Kuna, esercita nuova pressione sul cessate il fuoco in vista dei colloqui previsti per sabato fra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la capitale del Pakistan. Il ministero degli Esteri del Kuwait ha affermato che gli attacchi con droni giovedì sera “hanno preso di mira alcune strutture vitali del Kuwait”. Intanto l’Arabia Saudita ha fatto sapere che dei recenti attacchi hanno danneggiato un oleodotto chiave nel regno; la comunicazione è giunta dall’agenzia di stampa di Stato saudita Saudi Press Agency, che citando un funzionario anonimo ha confermato un recente attacco nel corso durante la guerra ha danneggiato il suo cruciale oleodotto est-ovest. Si tratta di un oleodotto trasporta il petrolio verso il Mar Rosso ed evita lo Stretto di Hormuz, sul quale l’Iran mantiene una stretta morsa nonostante la tregua nei combattimenti.

Zelensky: "Ucraina ha abbattuto droni Shahed in Medioriente durante guerra"

Personale militare dell’Ucraina ha abbattuto droni Shahed di progettazione iraniana in diversi Paesi del Medioriente durante la guerra in Iran. Lo ha riferito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, descrivendo le operazioni come parte di uno sforzo più ampio per aiutare i partner a contrastare le stesse armi utilizzate dalla Russia in Ucraina. Zelensky ha dato questa prima conferma pubblica delle operazioni ucraine mercoledì, in dichiarazioni ai giornalisti che sono state soggette a embargo fino a oggi. Zelensky ha affermato che le forze ucraine hanno preso parte a operazioni attive all’estero utilizzando droni intercettori di produzione nazionale e collaudati in battaglia.

“Non si è trattato di una missione di addestramento o di esercitazioni, ma di un sostegno alla costruzione di un moderno sistema di difesa aerea che possa effettivamente funzionare”, ha detto Zelensky. L’Ucraina ha preso parte alle operazioni difensive prima che questa settimana fosse raggiunto il cessate il fuoco provvisorio in Medioriente fra Iran, Stati Uniti e Israele. Zelensky non ha identificato i Paesi coinvolti, ma ha affermato che il personale ucraino ha operato in diversi Paesi contribuendo a rafforzare i loro sistemi di difesa aerea. In precedenza aveva dichiarato che nella regione erano stati dispiegati 228 esperti ucraini. Ha affermato anche che, in cambio, l’Ucraina sta ricevendo armi per proteggere le proprie infrastrutture energetiche, oltre a petrolio, gasolio e, in alcuni casi, accordi finanziari. Il leader ucraino ha dichiarato che gli accordi rafforzeranno la stabilità energetica dell’Ucraina: “Stiamo aiutando a rafforzare la loro sicurezza in cambio di contributi alla resilienza del nostro Paese, questo va ben oltre il semplice ricevere denaro”, ha affermato.

La rivelazione giunge nel mezzo dei timori che il conflitto in Medioriente possa distogliere il sostegno militare occidentale dall’Ucraina, in particolare le forniture per la difesa aerea, ma Zelensky ha affermato che i partner continuano a fornire missili per i sistemi Patriot e ha precisato che un nuovo lotto è arrivato nei giorni scorsi e che l’Ucraina sta collaborando con tutti i partner per garantire che la sua difesa aerea rimanga operativa. Zelensky ha anche detto di aver esortato gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner a recarsi a Kiev, sottolineando che l’offerta era stata fatta prima del cessate il fuoco in Medioriente: “Ho detto loro: ‘Venite da noi, e poi andate a Mosca. Teniamo un incontro trilaterale in questo formato’. Si sono mostrati ricettivi, ma come possiamo vedere hanno deciso che in questo momento non possono allontanarsi dal loro presidente”, ha riferito. Zelensky ha affermato anche che non è ancora chiaro se gli inviati visiteranno comunque Kiev o se i colloqui si terranno invece in un Paese terzo. Sul merito delle discussioni, Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina sta preparando proposte sulle garanzie di sicurezza da presentare agli Stati Uniti e ha espresso la speranza che la diplomazia possa andare avanti. I colloqui guidati dagli Stati Uniti non hanno registrato progressi su questioni chiave e l’attenzione di Washington si è spostata sul conflitto in Medioriente, mentre gli eserciti russo e ucraino rimangono impegnati in battaglia su una linea del fronte di circa 1.250 chilometri.

 

Media Teheran, negoziati in sospeso finché non si fermano attacchi in Libano

Finché gli Usa non rispetteranno il loro impegno a un cessate il fuoco in Libano e Israele continuerà i suoi attacchi, i negoziati in programma per domani in Pakistan restano in sospeso. Lo afferma una fonte informata citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, agenzia vicina ai Guardiani della rivoluzione, aggiungendo che “le notizie di alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad per negoziare con gli americani sono completamente false”. L’agenzia di stampa iraniana Mehr, inoltre, cita l’agenzia Fars, anche questa vicina ai Pasdaran, che attribuisce a una fonte informata la dichiarazoine secondo cui “i negoziati rimangono sospesi fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i propri impegni in merito al cessate il fuoco in Libano e il regime israeliano non cesserà i propri attacchi”. Anche Al-Jazeera riporta qualcosa di analogo: cita Abas Aslani, ricercatore senior presso il Centro per gli studi strategici sul Medioriente con sede in Iran, secondo il quale la delegazione dell’Iran non è ancora partita per i colloqui con gli Usa in programma questo fine settimana in Pakistan a causa degli attacchi israeliani in Libano e “la delegazione iraniana non è partita da Teheran perché la parte iraniana sostiene che, finché continueranno gli attacchi israeliani contro il Libano, non ci saranno negoziati a Islamabad”.

“Ciò indica che il protrarsi degli attacchi in Libano ha creato incertezza sui colloqui”, prosegue Aslani parlando con Al-Jazeera, aggiungendo che “inoltre ci sono stati alcuni cambiamenti da parte americana riguardo al piano in 10 punti che era considerato un quadro di lavoro praticabile persino dal presidente degli Stati Uniti” e il “deficit di fiducia” è ora una questione importante per gli iraniani. “L’Iran diffida degli Stati Uniti e i recenti cambiamenti politici stanno risvegliando una vecchia paura qui a Teheran, ovvero che non ci si possa fidare delle promesse degli Stati Uniti”, ha dichiarato ancora Aslani ad Al-Jazeera. “Questo potrebbe anche creare pressione da parte dell’opinione pubblica sulla delegazione iraniana: l’Iran è stato attaccato due volte nel bel mezzo dei negoziati, quindi perché stanno riprendendo il dialogo con gli Stati Uniti?”, ha aggiunto.

Media, primo sondaggio dopo tregua penalizza Netanyahu in vista voto

Alleati e avversari del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si aspettano che la campagna militare contro il regime iraniano, ampiamente sostenuta dall’opinione pubblica del Paese, giochi un ruolo di primo piano nelle prossime elezioni, previste entro sei mesi al massimo. Lo scrive il ‘Financial Times’. Tuttavia, il primo sondaggio dopo il cessate il fuoco, sostiene il quotidiano britannico, ha fornito “un quadro desolante” per Netanyahu, la cui coalizione è rimasta indietro rispetto all’opposizione nei sondaggi per oltre due anni: il 63% degli israeliani si è dichiarato insoddisfatto dei risultati della guerra. Meno della metà si è detta soddisfatta dell’operato di Netanyahu, che ha attirato aspre critiche anche da parte dei suoi oppositori politici. “Netanyahu sta lottando per il suo futuro”, ha affermato un diplomatico. “E allo stato attuale – ha aggiunto – il cessate il fuoco non gli giova. Non ha ancora ottenuto nulla che possa presentare” all’opinione pubblica israeliana.

Libano, sirene antiaree nel nord Israele vicino al confine

Le sirene antiaeree sono state attivate nella notte in diverse comunità del nord di Israele, vicino al confine libanese, a causa del sospetto di un’infiltrazione di droni provenienti dal Libano. Lo riporta ‘The Times of Israel’.

Iran, nella notte uditi spari difesa aerea ed esplosioni

Nella notte nella zona di Teheran e in altre parti dell’Iran si sono uditi rumori simili a spari della difesa aerea ed esplosioni. Lo riferiscono alcuni abitanti, ma il governo iraniano non ha al momento confermato nessun attacco.

 

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