Iran, nuovi raid israeliani sulla capitale: colpiti siti del regime – La diretta

Iran, nuovi raid israeliani sulla capitale: colpiti siti del regime – La diretta
Un edificio colpito a Teheran (Foto AP/Vahid Salemi)

Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano. Esplosioni a Gerusalemme

Non si ferma la guerra in Iran. L’esercito israeliano afferma di aver completato poco fa un’altra ondata di raid aerei su Teheran.
Secondo quanto riferito, gli attacchi hanno colpito siti infrastrutturali del regime iraniano e ulteriori dettagli saranno forniti in seguito. I media iraniani hanno segnalato alcune interruzioni di corrente nella capitale a seguito dei raid. Lo riporta il Times of Israel.

La guerra in Iran e Medioriente, tutte le notizie di oggi 31 marzo
Inizio diretta: 31/03/26 07:30
Fine diretta: 31/03/26 23:30
Due navi portacontainer cinesi attraversano lo Stretto di Hormuz

Secondo i dati di tracciamento navale, due navi portacontainer cinesi della compagnia Cosco Shipping hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono uscite dal Golfo. La CSCL Indian Ocean ha attraversato lo stretto intorno alle 09.14 Gmt di lunedì (le 11.14 in Italia), seguita dalla CSCL Arctic Ocean 27 minuti dopo, secondo i dati di MarineTraffic.

 

Idf: nuovo attacco missilistico su Israele

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran, diretto verso il centro di Israele. Si prevede che le sirene d’allarme risuoneranno nei prossimi minuti. Lo riporta il Times of Israel.

Usa colpiscono deposito munizioni, Trump posta video su Truth

Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan utilizzando bombe bunker-buster da 2.000 libbre. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando un funzionario Usa. Il presidente Donald Trump ha pubblicato un video non sottotitolato sul social Truth che mostra una catena di esplosioni che illumina il cielo notturno: il funzionario spiega che il video avrebbe immortalato l’attacco.

Funerali comandante Marina Pasdaran a Bandar Abbas

Oggi si sono svolti i funerali del contrammiraglio Alireza Tangsiri, comandante della marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Tangsiri è stato ucciso la scorsa settimana da un raid aereo israeliano e Teheran ha confermato la sua morte solo lunedì. Alcune immagini mostrano la bara su un camion che percorreva le strade di Bandar Abbas, un’importante città portuale sullo Stretto di Hormuz, bersaglio di ripetuti raid aerei statunitensi durante la guerra.

Crosetto sente Vautrin, forte preoccupazione per attacchi a Unifil

Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e il Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, Catherine Vautrin, hanno tenuto ieri pomeriggio un approfondito colloquio telefonico dedicato alla grave crisi in Libano. Lo rendono noto in un comunicato stampa congiunto.

I due ministri hanno espresso forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza nell’area, con particolare riferimento ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Hanno sottolineato con forza l’inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione.

Nel corso del confronto è emersa una piena convergenza sulla rilevanza strategica di Unifil. È stato sottolineato come la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi.

Nyt: leadership Teheran frammentata e indebolita, fatica a coordinarsi

Secondo funzionari a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence statunitense e occidentale, la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha frammentato il governo iraniano, complicandone la capacità di prendere decisioni e coordinare attacchi di rappresaglia su larga scala. Lo riporta il New York Times. Diverse decine di leader iraniani e dei loro vice sono stati uccisi dall’inizio della guerra, quattro settimane fa. I sopravvissuti, spiega la testata, hanno difficoltà a comunicare e non possono incontrarsi di persona, per timore che le loro chiamate vengano intercettate dagli Stati Uniti o da Israele e che diventino bersaglio di un raid aereo. Sebbene le agenzie di sicurezza e militari iraniane continuino a funzionare, la capacità del governo di pianificare nuove strategie o politiche è stata indebolita.
L’amministrazione Trump ha affermato che in Iran si è insediato un nuovo governo e lo ha sollecitato a raggiungere rapidamente un accordo. Tuttavia, più si deteriora il potere decisionale del governo iraniano, più difficile sarà per esso negoziare con gli inviati americani o fare concessioni significative. Con una nuova leadership al potere, i negoziatori iraniani potrebbero avere scarse informazioni su ciò che il loro governo è disposto a concedere, o persino a chi rivolgersi con precisione. Inoltre, funzionari americani affermano che gli elementi più intransigenti all’interno del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno acquisito maggiore influenza in Iran, esercitando un potere superiore a quello della leadership religiosa nominalmente al comando.

Pasdaran: "L'offensiva continuerà finché i nemici non saranno in ginocchio"

Il quartier generale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Khatam al-Anbiya, ha annunciato che “la potente offensiva delle forze armate continuerà fino a quando i nemici americano-sionisti non saranno messi in ginocchio”. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, un portavoce ha dichiarato: “La potente offensiva delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, per grazia divina e sotto il comando del comandante supremo delle forze armate, ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, continuerà fino a quando i nemici americano-sionisti non saranno messi in ginocchio”. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

 

Uccisi due uomini accusati di attacco a edificio governativo

In Iran, altri due membri del gruppo iraniano in esilio Mujaheddin del Popolo (Mek) sono stati uccisi per impiccagione, secondo quanto riportato dai media statali. I due uomini sono stati identificati come Babak Alipour e Pouya Ghobadi e sono stati accusati di essere coinvolti in molteplici attacchi, tra cui uno contro un edificio governativo. Amnesty International ha affermato che il Tribunale rivoluzionario di Teheran ha condannato i due uomini per ribellione armata contro lo Stato “a seguito di un processo gravemente iniquo nell’ottobre 2024”, dopo che erano stati sottoposti a tortura. Altri due membri del Mek erano stati uccisi lunedì per lo stesso caso.

Missili contro Israele, almeno dieci esplosioni a Gerusalemme

Almeno 10 esplosioni sono state sentite in tutta Gerusalemme e nella regione di Shfela dopo che l’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico contro Israele, segnando una forte escalation delle ostilità. Le sirene si sono sentite in diverse aree.

Violente esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan

Sono state segnalate esplosioni a Teheran, Isfahan e Zanjan nell’ambito degli attacchi da parte di USA e Israele. Lo riferiscono i media locali.

Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano

Israele conferma l’uccisione di 4 suoi soldati nel Libano meridionale. L’esercito israeliano afferma che le vittime includono due soldati che avevano 21 anni, un soldato che aveva 22 anni e un quarto soldato i cui dettagli non sono stati rilasciati perché “il suo nome non è ancora stato autorizzato per la pubblicazione”. Almeno 10 soldati israeliani sono stati uccisi nel sud del Libano dal 2 marzo.

 

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