Cuba, la musica (non) si ferma durante la crisi energetica

Possono toglierci la corrente, ma non saranno mai in grado di spegnere la luce. Possono staccare l’alimentazione, ma non saranno mai in grado di spegnere la luce”.

È la notte tra il 21 e il 22 marzo, quella del terzo blackout totale che ha investito l’isola di Cuba questo mese. A parlare dal palco della ‘Fabrica de arte Cubano’ di L’Avana è un noto rapper cubano, Brebaje Man, il cui concerto è stato appena interrotto dopo che il generatore che alimentava il locale nonostante l’apagon ha finito il carburante, causando l’interruzione di corrente e la fine della musica. L’artista viene raggiunto da alcuni giornalisti italiani presenti alla ‘Fabrica’ quella sera, tra cui l’inviato a Cuba di LaPresse, sull’isola per raccontare le condizioni di vita durante il bloqueo energetico: “Cosa ne penso di cosa sta succedendo a Cuba? Credo che dobbiamo vivere nel presente”, risponde l’artista che ricorda come, negli ultimi giorni, gli fosse già successo che si esaurisse il generatore durante uno dei suoi concerti. “Vengo da un Paese come Cuba che sta regredendo sotto diversi punti di vista. E in questo Paese devi trovare il modo per piangere quando è il mio turno per piangere e di ridere quando è il mio turno per ridere”.

Manca la corrente? Non posso soffrire per qualcosa che non posso controllare”. “Se continuerò a cantare? Beh, mi auguro di sì”, risponde Brebaje Man. “Sai, del domani non sappiamo nulla e nemmeno del passato. Del presente… Posso dirti che finché avrò vita canterò anche sotto la doccia in bagno”. Per il cantante cubano non è una questione politica, ma di essenza: “Se continuare a cantare è una forma di resistenza contro il ‘bloqueo’ energetico? No, no, no… Io canto perché sono un cantante, sono una persona che prova a guarire gli altri con le proprie canzoni”, spiega Brebaje Man, che poi invita accanto a sé uno dei musicisti della sua band, José ‘Pipo’ Rodriguez. A lui chiediamo che valore ha la musica per il popolo cubano, ancor di più in un momento come quello che stanno vivendo sull’isola: “Con questa crisi, la musica ovviamente ne è influenzata”, analizza il pianista. “Però sai, nel suo DNA il cubano sa come vivere la musica. Ecco perché nei momenti difficili ci sono ancora persone che fanno musica, che la ascoltano”. “Per questo credo che la musica sia qualcosa di super importante nella vita del cubano, giorno dopo giorno”, conclude ‘Pipo’.