La famiglia popolare europea avrebbe collaborato con esponenti della destra radicale al Parlamento europeo, inclusi eurodeputati dell’AfD tedesca, per far avanzare una proposta di legge volta a inasprire la politica migratoria dell’Ue. È quanto emerge da un’inchiesta dell’agenzia di stampa tedesca dpa, secondo cui contatti e scambi sarebbero avvenuti tramite una chat WhatsApp e un incontro tra parlamentari.
Contatti tra Ppe e AfD: cosa è successo
Secondo la ricostruzione, il gruppo del Partito popolare europeo (Ppe), che include i deputati della Cdu e della Csu, avrebbe lavorato con esponenti dei gruppi di destra per ottenere la maggioranza su un testo che prevede, tra l’altro, l’istituzione dei cosiddetti “Return hubs”, centri di rimpatrio in Paesi terzi destinati ad accelerare l’espulsione dei richiedenti asilo dall’Ue.
Non è chiaro se il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, fosse a conoscenza della chat o dell’incontro tra rappresentanti del suo gruppo e politici della destra radicale. Un suo portavoce non ha fornito commenti in merito. Alla fine dello scorso anno Weber aveva dichiarato alla stampa del gruppo Funke che al Parlamento europeo non doveva esserci “alcuna collaborazione strutturata con partiti di estrema destra”, definendo l’AfD una forza anti-europea e assicurando che “il cordone sanitario resta”.
Fino all’inizio di marzo, Ppe, socialisti e liberali non erano riusciti a trovare un accordo sulla proposta legislativa. In particolare i socialdemocratici avevano respinto la versione del testo che includeva i “Return hubs”. Secondo dpa, successivamente sarebbe stata creata una chat WhatsApp in cui esponenti del Ppe avrebbero condiviso la proposta con gruppi di destra: i Conservatori e riformisti europei (Ecr), i Patrioti per l’Europa (PfE) e l’Europa delle nazioni sovrane (Esn), famiglia politica che include gli eurodeputati dell’AfD.
Il 4 marzo si sarebbe poi tenuto un incontro tra quattro parlamentari coinvolti nei negoziati: il francese François-Xavier Bellamy (Ppe), l’eurodeputata AfD Mary Khan, Ehlers per PfE e Weimers per Ecr. Dopo questi contatti, la proposta avrebbe ottenuto la maggioranza necessaria nella commissione competente del Parlamento europeo grazie ai voti del Ppe e dei gruppi di destra. Interpellato da dpa, un portavoce del Ppe ha sostenuto che il testo non ha subito modifiche sostanziali rispetto alla proposta originaria, basata su quella della Commissione europea e integrata con elementi delle posizioni dei governi degli Stati membri. “Gli eurodeputati AfD non hanno alcun ruolo né nella maggioranza né nel posizionamento politico. Sono irrilevanti”, ha aggiunto.

