Iran, missile colpisce ambasciata Usa a Baghdad. Teheran: “Hormuz resta chiuso” – La diretta

Iran, missile colpisce ambasciata Usa a Baghdad. Teheran: “Hormuz resta chiuso” – La diretta
Un uomo cammina nei pressi dello Stretto di Hormuz (AP Photo/Altaf Qadri)

Il tycoon: “Vogliono accordo, ma non uno che accetterei”. 52mila voli cancellati dall’inizio del conflitto

Prosegue l’offensiva di Usa e Israele contro l’Iran, e parallelamente proseguono gli attacchi iraniani a obiettivi Usa nei Paesi confinanti. Un missile ha colpito un eliporto all’interno del complesso dell’ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da due funzionari della sicurezza irachena. Diverse immagini mostrano una colonna di fumo levarsi questa mattina sopra il complesso dell’ambasciata, una delle più grandi strutture diplomatiche statunitensi al mondo, ripetutamente preso di mira da razzi e droni lanciati da milizie filo-iraniane.

La guerra contro l'Iran – Tutte le notizie di oggi 14 marzo
Inizio diretta: 14/03/26 07:20
Fine diretta: 14/03/26 22:53
Altre 3 calciatrici nazionale lasciano Australia per rientrare in patria

Altre tre componenti della squadra femminile di calcio dell’Iran che avevano accettato visti per rifugiati per restare in Australia hanno deciso di tornare nel loro Paese. Lo ha dichiarato un ministro del governo australiano. La loro partenza lascia in Australia tre delle iniziali sette giocatrici. “Durante la notte, tre membri della nazionale femminile iraniana di calcio hanno deciso di unirsi al resto della squadra nel viaggio di ritorno in Iran”, ha dichiarato il ministro degli Affari Interni Tony Burke. “Dopo aver comunicato ai funzionari australiani questa decisione, alle giocatrici sono state offerte ripetutamente opportunità per discutere delle loro opzioni”, ha aggiunto. La squadra iraniana era arrivata in Australia il mese scorso per la Coppa d’Asia femminile, prima che la guerra in Medioriente iniziasse il 28 febbraio. Inizialmente, sei giocatrici e un membro dello staff di supporto, su una lista di 26 componenti della squadra, avevano accettato visti umanitari per restare in Australia, mentre il resto della delegazione iraniana era volato da Sydney alla Malesia il 9 marzo. Un’altra giocatrice ha successivamente cambiato idea e ha lasciato l’Australia. Tre, ha riferito un funzionario del governo, sono partite da Sydney per Kuala Lumpur, in Malesia, questa sera. Il resto della squadra è rimasto a Kuala Lumpur da quando ha lasciato l’Australia. 

Hezbollah: "Scontri con forze israeliane nel sud del Libano"

Hezbollah afferma di aver attaccato soldati israeliani sulla collina di al-Khazan, nella città di confine di al-Adisa, e vicino alla Porta di Fatima a Kfarkela, nel Libano meridionale. Lo riferisce Al Jazeera Arabic. L’organizzazione ha aggiunto di aver bombardato con missili una postazione di artiglieria israeliana nell’insediamento di Dishon.

Arabia Saudita: "Intercettati 17 droni e abbattuti 6 missili Teheran"

L’Arabia Saudita afferma di aver intercettato oggi 17 droni iraniani, rispetto ai 65 del giorno precedente. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa saudita sui social media, la difesa aerea ha abbattuto anche sei missili balistici. La maggior parte dei droni era diretta verso la Provincia Orientale del regno, una regione scarsamente popolata che ospita alcuni dei più grandi impianti petroliferi dell’Arabia Saudita. Il ministero non ha immediatamente comunicato se ci sono vittime o danni a seguito dei tentativi di attacco.

Attacco droni contro raffineria a Erbil, nel nord dell'Iraq

Un attacco di droni ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio nel nord dell’Iraq. Il raid è avvenuto nella tarda serata presso la raffineria di Lanaz, vicino alla città di Erbil, secondo quanto riferito all’Associated Press da due funzionari di una milizia irachena sostenuta dall’Iran. Secondo un funzionario del governo regionale curdo, le attività della raffineria sono state sospese in seguito all’attacco. Non si hanno notizie immediate su eventuali vittime o danni.

Axios: "Piano francese per Israele-Libano esiste, Parigi sta mentendo"

“Esiste un piano francese” per la pace tra Israele e Libano. “Il titolo del documento dice che è un piano francese. Il ministero degli Esteri francese sta mentendo”. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravid in replica alla smentita di Quai d’Orsay sull’indiscrezione lanciata dal sito americano.

Erdogan: "Turchia in prima linea per cercare soluzioni a questa follia"

“Quasi 1700 operatori sanitari a Gaza sono diventati vittime del terrorismo di Stato israeliano. Purtroppo, una rete sanguinaria continua a bombardare scuole e ospedali a Gaza, così come in Iran e Libano”. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un discorso citato da Anadolu. “Di fronte a questa follia, la Turchia è tra i Paesi leader che difendono le persone, promuovono il buon senso e cercano soluzioni alle crisi attraverso il dialogo e la diplomazia”, ha aggiunto. 

Parigi: "Non c'è 'piano francese' per fermare guerra Israele-Libano"

Non esiste “alcun piano francese” per fermare la guerra tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato a TF1 un portavoce del ministero degli Esteri francese. “La Francia ha appoggiato l’apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Sarà compito delle parti, e solo delle parti, definire l’agenda di queste discussioni”, ha aggiunto.

Ambasciata Usa a Baghdad invita cittadini a lasciare Iraq

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha invitato nuovamente i cittadini a lasciare l’Iraq. “Ai cittadini statunitensi che scelgono di rimanere in Iraq si raccomanda fortemente di riconsiderare la decisione alla luce della minaccia significativa rappresentata dai gruppi militanti terroristici allineati all’Iran”, ha dichiarato l’ambasciata in un comunicato.

Teheran: "Stretto di Hormuz non è bloccato, è sotto controllo"

“Lo Stretto di Hormuz non è ancora stato chiuso militarmente, è semplicemente sotto controllo”. Lo ha dichiarato su X il capo della marina dei Pasdaran iraniani, l’ammiraglio Alireza Tangsiri. “Gli americani hanno falsamente dichiarato la distruzione della marina iraniana. Poi hanno falsamente affermato di scortare petroliere. Ora chiedono persino ad altri di fornire forze di supporto”, ha aggiunto. 

Svizzera respinge richieste Usa per sorvolo aerei ricognizione

La Svizzera ha annunciato di aver respinto due richieste degli Stati Uniti volte a far sorvolare il proprio territorio da aerei militari, invocando il suo diritto alla neutralità. Lo ha dichiarato in una nota il governo svizzero, citata dai media locali. Le autorità statunitensi avevano presentato diverse richieste, in particolare per aeromobili militari. “In totale, due richieste legate alla guerra in Iran sono state respinte”, precisa la nota, aggiungendo che tutte le richieste presentate da Washington sono state esaminate sabato. Le richieste riguardavano “ciascuna un aereo di ricognizione” destinato a attraversare lo spazio aereo svizzero il 15 marzo. Il governo ha invece dato il suo assenso ad altre richieste, tra cui un volo di manutenzione. Secondo la Svizzera, “gli Stati Uniti e Israele sono in guerra contro l’Iran”, il che significa che “si applica il diritto alla neutralità”. Le autorità ricordano che questo diritto vieta i sorvoli effettuati da parti in conflitto “a fini militari legati a tale conflitto”. Rimangono invece autorizzati “i voli a fini umanitari o medici, incluso il trasporto di feriti, così come i sorvoli che non hanno alcun legame con il conflitto”.

Kuwait, droni colpiscono aeroporto internazionale

Droni hanno colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait. L’attacco ha danneggiato il sistema radar dell’aeroporto, ha comunicato l’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait. “L’aeroporto internazionale del Kuwait è stato preso di mira da diversi droni che hanno colpito il sistema radar dell’aeroporto. Fortunatamente, non si sono registrate vittime”, ha dichiarato Abdullah al-Rajhi, portavoce dell’autorità per l’aviazione civile, citato da Al Jazeera. 

Trump: "Paesi che ricevono petrolio attraverso Hormuz devono occuparsene"

“Gli Stati Uniti d’America hanno sconfitto e completamente decimato l’Iran, sia militarmente, sia economicamente, e in ogni altro modo, ma i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio, e noi aiuteremo molto”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Gli Stati Uniti coordineranno inoltre con quei Paesi affinché tutto proceda rapidamente, senza intoppi e con successo. Questo avrebbe sempre dovuto essere uno sforzo di squadra, e ora lo sarà, porterà il mondo insieme verso armonia, sicurezza e pace duratura”, ha aggiunto. 

Parigi propone riconoscimento di Israele da parte del Libano

Il governo francese ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano che richiederebbe al governo di Beirut di riconoscere Israele. Lo hanno riferito a Axios tre fonti a conoscenza della questione. Il governo libanese, profondamente preoccupato che la nuova guerra possa devastare il Paese, ha accettato il piano come base per i colloqui di pace. Secondo la proposta di Parigi, Israele e Libano aprirebbero negoziati con il supporto di Stati Uniti e Francia su una “dichiarazione politica” da concordare entro un mese. I negoziati inizierebbero a livello di alti diplomatici prima di passare ai massimi livelli politici. I funzionari francesi, spiegano le fonti, vogliono che i colloqui si svolgano a Parigi. La dichiarazione proposta includerebbe il riconoscimento iniziale di Israele da parte del Libano e l’impegno del governo libanese a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di Israele. Israele e Libano riaffermerebbero inoltre il loro impegno verso la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che pose fine alla guerra del 2006, così come l’accordo di cessate il fuoco del 2024.  

Beirut si impegnerebbe a prevenire attacchi contro Israele dal proprio territorio e ad attuare il proprio piano per disarmare Hezbollah e vietarne l’attività militare. La proposta francese prevede il ridispiegamento delle forze armate libanesi a sud del fiume Litani. Parallelamente, dicono ancora le fonti, Israele si ritirerebbe entro un mese dai territori conquistati dall’inizio della guerra in corso. Israele e Libano si impegnerebbero a utilizzare il meccanismo di monitoraggio guidato dagli Stati Uniti per affrontare le violazioni del cessate il fuoco e le minacce imminenti. Le forze di pace dell’Unifil verificherebbero il disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, mentre una coalizione di paesi incaricata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite supervisionerebbe il disarmo di Hezbollah nel resto del Libano. La proposta, aggiungono le fonti, prevede che il Libano dichiari di essere pronto ad avviare negoziati per un accordo permanente di non aggressione con Israele. Secondo le fonti, un simile accordo verrebbe firmato entro due mesi e porrebbe fine allo stato di guerra formale tra i due Paesi, in corso dalla fondazione di Israele nel 1948. L’accordo impegnerebbe Israele e il Libano a risolvere le controversie pacificamente e a stabilire accordi di sicurezza. Dopo la firma dell’accordo di non aggressione, Israele si ritirerebbe da cinque posizioni nel Libano meridionale controllate dall’Idf dal novembre 2024. La fase finale del piano francese prevede la demarcazione del confine tra Israele e Libano, e tra Libano e Siria, entro la fine del 2026.

Israele, sono 3138 le persone ferite da inizio attacchi

Sono 3138 le persone ferite e ricoverate in ospedale in Israele negli attacchi iraniani e di Hezbollah. Lo riferisce il ministero della Salute israeliano, citato da Ynet, spiegando che 81 di queste sono ancora ricoverate: una in condizioni critiche, nove in condizioni gravi, otto in condizioni moderate, 57 in condizioni lievi e altre due in fase di accertamento medico.

Araghchi: "Non c'è alcun problema con Mojtaba Khamenei"

 Non ci sono “problemi” con la nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in risposta alle affermazioni degli Usa secondo cui il leader sarebbe ferito. “Non c’è alcun problema con la nuova Guida Suprema. Ha inviato il suo messaggio ieri e svolgerà i suoi doveri”, ha detto Araghchi ha detto all’emittente Ms Now. 

Araghchi a Paesi vicini: "Espellete forze americane dal Medioriente"

“Il tanto decantato ombrello di sicurezza statunitense si è rivelato pieno di falle e, anziché scoraggiare i problemi, li ha addirittura incoraggiati. Gli Stati Uniti ora implorano altri Paesi, persino la Cina, di aiutarli a mettere in sicurezza Hormuz”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “L’Iran, dal canto suo, fa appello ai Paesi fratelli affinché espellano gli aggressori stranieri, soprattutto perché la loro unica preoccupazione è Israele”, ha aggiunto

Idf, truppe di terra hanno ucciso decine di miliziani Hezbollah in sud Libano

Decine di militanti di Hezbollah sono stati uccisi durante “raid mirati” condotti dalle truppe di terra nel Libano meridionale. Lo riferisce l’esercito israeliano, spiegando che la scorsa settimana, le truppe hanno avviato un’operazione nella zona di Rab al-Thalathine. Secondo l’Idf, l’obiettivo è individuare e bonificare il villaggio libanese dalle infrastrutture e dagli attivisti di Hezbollah. Durante i “raid mirati”, spiega, le truppe hanno ucciso decine di membri di Hezbollah e distrutto numerosi siti appartenenti all’organizzazione, tra cui depositi di armi, un centro di comando e posti di osservazione.

Idf: riapertura scuole in aree meno a rischio attacchi Teheran e Hezbollah

 Il Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa israeliane sta allentando le restrizioni imposte in tempo di guerra nelle zone del Paese meno minacciate dai missili balistici iraniani o dagli attacchi missilistici di Hezbollah, consentendo la riapertura delle scuole. Lo riporta Times of Israel. A seguito della nuova valutazione, il Comando ha comunicato che da lunedì alle 6 del mattino il livello di attività nella Valle di Beit Shean, nella Valle del Giordano, in Cisgiordania, nell’area del Mar Morto, nel Lachish occidentale, nelle comunità al confine con Gaza, nel Negev occidentale, nel Negev meridionale e nell’Arava sarà adeguata da “attività limitata” a “attività parziale”. In queste zone le istituzioni educative potranno operare, purché sia disponibile un rifugio adeguato raggiungibile in tempo. Sono inoltre consentiti raduni fino a 100 persone al chiuso e fino a 50 persone all’aperto, alle stesse condizioni. Secondo il Comando la minaccia di attacchi dell’Iran e di Hezbollah in queste zone è significativamente inferiore rispetto ad altre aree del paese, il che porta anche a un minor numero di sirene durante la giornata. Tuttavia, i funzionari militari sottolineano che questo non significa che non possano verificarsi attacchi o sirene in queste zone. Nel resto del paese, il livello di attività rimane a “attività limitata” e le restrizioni restano in vigore, vietando le attività educative. Inoltre, secondo queste linee guida, sono consentiti raduni fino a 50 persone, a condizione che sia possibile raggiungere un rifugio in tempo, e i luoghi di lavoro possono operare alle stesse condizioni. 

Pasdaran, arrestate oltre 30 persone per spionaggio

 L’organizzazione di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran ha dichiarato di aver arrestato 25 persone a Teheran e otto nella città occidentale di Hamadan per “aver raccolto foto e informazioni su siti militari e di sicurezza da inviare al nemico”. Lo riporta Al Jazeera. Almeno altre 81 persone sono state finora detenute per “aver condiviso informazioni interne iraniane con media ostili e nemici”, aveva dichiarato negli scorsi giorni il capo della polizia iraniana Ahmadreza Radan a Press Tv.  

Media, Teheran: almeno 15 morti in raid su fabbrica a Isfahan

Almeno 15 persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in un attacco aereo condotto da Israele e Usa contro una fabbrica a Isfahan, nell’Iran centrale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars, secondo cui il raid ha colpito una fabbrica che produceva attrezzature di raffreddamento e riscaldamento, e diversi operai si trovavano sul posto al momento dell’attacco. 

Regno Unito: "Su navi da guerra a Hormuz valutiamo opzioni"

 Il Regno Unito sta valutando una “serie di opzioni” dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollecitato alcuni Paesi ad inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. “Come abbiamo già affermato in precedenza, stiamo attualmente discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa, come riporta Sky News Uk. Trump ha dichiarato che “si spera” che Regno Unito, Cina, Francia, Giappone e Corea del Sud saranno tra i paesi che invieranno navi da guerra. 

Regno Unito, su navi da guerra a Hormuz valutiamo opzioni

 Il Regno Unito sta valutando una “serie di opzioni” dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollecitato alcuni Paesi ad inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. “Come abbiamo già affermato in precedenza, stiamo attualmente discutendo con i nostri alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione”, ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa, come riporta Sky News Uk. Trump ha dichiarato che “si spera” che Regno Unito, Cina, Francia, Giappone e Corea del Sud saranno tra i paesi che invieranno navi da guerra. 

Droni colpiscono base aerea Kuwait, tre soldati feriti

Tre membri dell’esercito kuwaitiano hanno riportato ferite lievi quando due droni hanno danneggiato la base aerea Ahmed Al-Jaber. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa in un comunicato. Il sistema di difesa aerea del Kuwait ha intercettato altri tre droni, e due di questi sono precipitati al di fuori di quella che il ministero ha definito “zona di minaccia” e non rappresentavano alcun pericolo. 

Media, Trump firma ordine per attivare piattaforme petrolifere in California

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invocato una legge dell’epoca della Guerra Fredda nel tentativo di aumentare la produzione di petrolio al largo della costa della California meridionale e soddisfare la domanda a seguito della guerra in Iran. Lo riporta Axios, secondo cui Trump ha firmato un ordine esecutivo che consente l’uso del ‘Defense Production Act’, a dimostrazione che sta cercando di utilizzare una varietà di strumenti per cercare di attenuare gli shock dei prezzi del petrolio provocati dalla guerra. La misura prevarrebbe sulle leggi statali e accelererebbe le autorizzazioni per Sable Offshore Corp, una società di Houston che ha cercato di riavviare la produzione dalle piattaforme offshore della California

Media: ambasciata Usa a Baghdad colpita da due droni

L’ambasciata statunitense a Baghdad, in Iraq, è stata colpita oggi da due droni. Lo riferisce alla Cnn un funzionario della sicurezza, sebbene l’entità dei danni e l’eventuale presenza di feriti siano ancora sconosciute. Un video geolocalizzato dalla Cnn mostra fumo e piccole fiamme che si levano da un edificio nelle vicinanze del complesso dell’ambasciata. 

Pezeshkian: "Nonostante guerra nessun disservizio a popolazione"
Il presidente iraniano Pezeshkian durante una commemorazione al parlamento di Teheran. (Foto: Archivio LaPresse)

“Nonostante siano passati 15 giorni dalla guerra aggressiva e ingiusta, e nonostante le difficoltà nei trasporti, nelle comunicazioni e altro, grazie ai nostri colleghi del governo non si è verificata alcuna interruzione significativa nel servizio alla popolazione”. Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Con il vostro sostegno, popolo nobile dell’Iran, supereremo queste condizioni e ricostruiremo tutto ciò che è stato distrutto meglio di prima”, aggiunge. 

Araghchi: "Attaccheremo aziende Usa se colpiranno infrastrutture energetiche"

L’Iran attaccherà le strutture delle aziende statunitensi nella regione se le sue infrastrutture energetiche verranno prese di mira. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Se le strutture iraniane verranno colpite, le nostre forze prenderanno di mira le strutture delle aziende americane nella regione o delle aziende in cui gli Stati Uniti hanno partecipazioni”, ha dichiarato Araghchi, come riportato dall’agenzia di stampa YCJ. L’Iran, ha aggiunto, “agirà con cautela affinché le aree densamente popolate non vengano colpite” negli attacchi di ritorsione. 

Idf, colpiti oltre 200 obiettivi nelle ultime 24 ore

L’aeronautica israeliana ha colpito oltre 200 obiettivi nell’Iran occidentale e centrale nelle ultime 24 ore. Lo riferisce l’Idf, spiegando che tra gli obiettivi figuravano decine di lanciamissili balistici, alcuni dei quali armati e pronti ad attaccare Israele. Inoltre, secondo quanto riferito dai militari, l’aeronautica ha colpito sistemi di difesa aerea, siti di lancio missilistico e siti utilizzati per lo stoccaggio di armi. L’Idf afferma di aver concentrato molti dei loro attacchi sui lanciatori di missili iraniani, “per ridurre il più possibile la portata del fuoco verso il territorio israeliano”. 

Araghchi: "Stretto di Hormuz chiuso solo per nemici e loro alleati"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (Foto: Archivio LaPresse)

 Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo alle “petroliere e alle navi dei nostri nemici e dei loro alleati”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, come riporta Ynet. Araghchi ha affermato che le forze iraniane “risponderanno a qualsiasi attacco contro gli impianti energetici iraniani e prenderanno di mira strutture di aziende americane nella regione se i nostri impianti verranno attaccati”. “L’attacco contro l’isola di Kharg”, ha proseguito, “è stato effettuato dal territorio dei nostri vicini. Gli americani stanno lanciando missili Himars da Paesi vicini. Risponderemo a questi attacchi e faremo attenzione a non colpire aree abitate”. “Gli attacchi americani di ieri sono partiti da Ras al-Khaimah e da un luogo vicino a Dubai”, ha aggiunto il ministro iraniano. 

Media, nei prossimi giorni colloqui diretti Israele-Libano

Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riferisce Haaretz, citando due fonti a conoscenza della questione. Secondo una fonte, l’ex ministro Ron Dermer, a cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affidato la gestione del “portafoglio Libano”, dovrebbe avviare negoziati diretti con i rappresentanti di Beirut. La fonte ha aggiunto che anche gli Stati Uniti sono coinvolti nell’iniziativa, con Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, a capo dei colloqui per conto di Washington. Una seconda fonte ha affermato che i colloqui potrebbero svolgersi a Cipro o a Parigi, con Cipro attualmente considerata la sede più probabile. 

Beirut, 826 morti da inizio attacchi Israele

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano ha raggiunto quota 826. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, citato da Al Jazeera. Tra questi sono almeno 65 le donne e 106 i bambini morti nei raid. I feriti sono oltre 2mila. 

Attacco su Eilat in Israele, tre i feriti

Sono tre le persone rimaste ferite a Eilat, in Israele, a seguito dell’ultimo attacco missilistico balistico iraniano. Lo riferiscono i soccorritori nell’ultimo aggiornamento riportato da Times of Israel. Un 12enne è considerato in condizioni moderate, mentre altre due persone sono rimaste ferite lievemente.

'No alla guerra': migliaia di persone in piazza in tutta la Spagna

Migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Madrid e in oltre 150 città della Spagna per chiedere di fermare la guerra in Medioriente e di non dimenticarsi di Gaza. La mobilitazione è stata organizzata dalla piattaforma spagnola Parar La Guerra che ha pubblicato un manifesto di condanna agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e del “regime criminale degli ayatollah”. Il manifesto è stato sostenuto da 143 organizzazioni e oltre 200 personalità del mondo della cultura. A Madrid circa 5mila persone, secondo quanto riferito dagli organizzatori, si sono radunate davanti al Museo Reina Sofía dove è esposto il Guernica di Picasso, simbolo delle sofferenze dei civili durante i conflitti. “No alla guerra”, hanno scandito i manifestanti. Alla concentrazione hanno partecipato esponenti del mondo della cultura e membri dell’Associazione Iraniana per i Diritti Umani che hanno reso omaggio alle ong espulse da Gaza. La mobilitazione si è conclusa sulle note dell’inno pacifista ‘Solo le pido a Dios’.

Ghalibaf: "Usa non proteggono nessuno e sacrificano tutti per Israele"

“Questa guerra ha dimostrato una cosa in modo inequivocabile: le basi americane nella nostra regione non proteggono nessuno, anzi, rappresentano una minaccia. L’America sacrifica tutti per Israele e non si preoccupa di nessun altro se non di Israele. Chiunque indossi abiti statunitensi è letteralmente nudo”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf.

Idf: "Comandante dei Pasdaran ucciso in Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver ucciso un altro comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane in un attacco aereo in Libano questa settimana. Secondo quanto riporta il Times of Israel si tratta di Hisham Abd al-Karim Yassin. Secondo l’Idf l’uomo ricopriva il ruolo di “comandante chiave” nell’unità di comunicazione di Hezbollah e nel Corpo palestinese della Forza Quds, il braccio extraterritoriale dei Pasdaran. 

Trump: "Su aerei cisterna abbattuti fake news dai media"

“Ancora una volta, un titolo intenzionalmente fuorviante da parte dei media delle fake news sui cinque aerei cisterna che sarebbero stati abbattuti in un aeroporto in Arabia Saudita e sarebbero quindi inutilizzabili. In realtà, la base è stata colpita qualche giorno fa, ma gli aerei non sono stati ‘colpiti’ o ‘distrutti’. Quattro dei cinque non hanno subito praticamente alcun danno e sono già tornati in servizio. Uno ha subito danni leggermente maggiori, ma tornerà presto in volo. Nessuno è stato distrutto, o quasi, come affermato dai media delle fake news nei loro titoli”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump. “Il New York Times e il Wall Street Journal (in particolare), e altri giornali e media di basso livello, vogliono davvero che perdiamo la guerra. I loro pessimi reportage sono l’esatto opposto dei fatti reali! Sono persone veramente malate che non hanno idea del danno che causano agli Stati Uniti d’America”, ha aggiunto”. “Fortunatamente, come dimostrato dalla nostra grande vittoria elettorale del 2024, il popolo del nostro Paese capisce cosa sta succedendo molto meglio dei media delle fake news”, ha concluso Trump. 

Soldato Unifil rimasto leggermente ferito in Libano

Un soldato dell’Unifil è rimasto “leggermente ferito” ieri sera dopo che una postazione del contingente vicino a Meiss ej Jebel in Libano è stata colpita “probabilmente da fuoco di mitragliatrice pesante”. Lo ha reso noto la portavoce Kandice Ardiel su X. “L’impatto ha provocato un incendio e un soldato delle forze di pace, mentre si dirigeva verso il rifugio, è rimasto leggermente ferito. Abbiamo avviato un’indagine”, ha spiegato.

Trump: "Altri Paesi inviino navi per sicurezza Hormuz"

Molti Paesi, soprattutto quelli colpiti dal tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d’America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro. Speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non rappresenti più una minaccia da parte di una nazione che è stata completamente decapitata”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump. “Abbiamo già distrutto il 100% delle capacità militari iraniane, ma per loro è facile inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte lungo o all’interno di questo corso d’acqua, non importa quanto siano stati sconfitti”, ha aggiunto il presidente americano. ” Nel frattempo, gli Stati Uniti bombarderanno senza sosta la costa e continueranno ad affondare imbarcazioni e navi iraniane. In un modo o nell’altro, presto renderemo lo Stretto di Hormuz aperto, sicuro e libero”, ha concluso. 

Bambino gravemente ferito dopo attacco su Eilat in Israele

Due persone sono rimaste ferite a Eilat, tra cui un bambino in modo grave, a seguito dell’ultimo attacco missilistico balistico iraniano. Lo riferiscono i soccorritori citati dal Times of Israel. Le due persone coinvolte sono un 12enne, che ha riportato le ferite più gravi, e un 39enne. Entrambi sono stati colpiti da schegge e sono stati trasportati in un ospedale della città.

Media, esercito Teheran avverte cittadini Emirati evacuare zone portuali

L’esercito iraniano ha invitato i cittadini degli Emirati Arabi Uniti a evacuare “immediatamente” le aree circostanti il porto di Jebel Ali a Dubai, il porto di Khalifa ad Abu Dhabi e il porto di Fujairah. Lo riporta l’agenzia Tasnim. “Queste aree sono diventate obiettivi legittimi a causa della presenza e del dispiegamento di forze militari statunitensi tra installazioni civili e saranno prese di mira nelle prossime ore”, ha detto l’esercito secondo quanto riportato dall’agenzia.

Reza Pahlavi: "Pronto a guidare transizione dopo caduta regime"

In un messaggio pubblicato sui suoi canali social, Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran ha affermato di essere pronto a guidare una transizione “non appena la Repubblica islamica cadrà” con l’obiettivo di “ristabilire nel più breve tempo possibile l’ordine, la sicurezza, la libertà e le condizioni per la prosperità e la fioritura dell’Iran”. “Sono state individuate e valutate persone competenti, sia all’interno che all’esterno del Paese, per guidare diverse sezioni del Sistema di transizione”, ha aggiunto ancora.

Media, droni attaccano filiale banca americana Citibank a Dubai e Manama

Tre filiali della banca americana Citibank a Dubai e Manama, capitale del Bahrain, sarebbero state attaccate questa mattina presto con “droni di origine sconosciuta”. Lo riporta l’emittente israeliana Kan Tv.

Emirati: "Due feriti in raid su nostro consolato nel Kurdistan iracheno"

Il ministero degli Esteri di Abu Dhabi ha reso noto che il consolato generale degli Emirati Arabi a Erbil nel Kurdistan iracheno è stato preso di mira “per la seconda volta in una settimana” da un “vile attacco di droni”. Due membri del personale di sicurezza sono rimasti feriti e l’edificio è stato danneggiato. Gli Emirati Arabi Uniti hanno sottolineato che l’attacco “rappresenta una pericolosa escalation e una minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale”

Sirene nel centro di Israele dopo raid missilistico Teheran

Le Forze di Difesa Israeliane hanno rilevato un attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran. Le sirene sono suonate nel centro del paese. Secondo quando riferito da Ynet il missile sarebbe caduto in un’area aperta.

Teheran: "Ucraina aiuta Israele su droni ed è obiettivo legittimo"

L’Ucraina ha “fornito supporto sui droni” a Israele e pertanto può essere considerata “un obiettivo legittimo” per l’Iran. Lo ha affermato il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi citato dai media israeliani.

 

Beirut, 26 paramedici uccisi in attacchi israeliani

Il ministero della Salute libanese afferma che 26 paramedici sono stati uccisi dagli attacchi israeliani. Dall’inizio degli scontri tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo, altri 51 paramedici e operatori sanitari sono rimasti feriti. L’ultimo attacco, avvenuto venerdì sera nel villaggio meridionale di Burj Qalaouiyah, ha colpito un centro sanitario, uccidendo 12 persone e ferendone gravemente una. Il ministero ha fatto sapere che sono in corso le ricerche di quattro persone ancora intrappolate sotto le macerie. Il ministero ha affermato che Israele ha preso di mira intenzionalmente il personale medico, aggiungendo che le affermazioni del portavoce militare israeliano, secondo cui le ambulanze vengono utilizzate per scopi militari, sono pretesti per giustificare gli attacchi.

Parlamentare Teheran: "Se marines sbarcano a Kharg li cattureremo"

 Se i marines americani dovessero sbarcare sull’isola iraniana di Kharg saranno catturati. Lo ha affermato il parlamentare ed ex ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki. “Se hanno il coraggio di compiere un simile atto e di insediarsi su una parte del nostro territorio, perché non dovremmo andare in una parte del loro territorio – nelle loro basi della regione – ed effettuare lì un atterraggio con elicotteri e catturare le loro forze?”, le sue parole riportate da Sky News. 

Giordania: "Teheran ha lanciato 85 missili e droni in una settimana"

La Giordania afferma di aver intercettato 79 degli 85 droni iraniani lanciati questa settimana. Lo riporta Al Jazeera. La difesa aerea di Amman ne ha intercettati 79, mentre cinque droni e un missile sono precipitati in territorio giordano.
Le squadre di protezione civile e la polizia sono intervenute in seguito a 93 segnalazioni di caduta di detriti, ha aggiunto l’esercito.

Emirati: "Teheran ha lanciato nove missili e 33 droni"

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, sabato sono stati lanciati nove missili balistici e 33 droni in direzione degli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riportato, il numero totale di proiettili lanciati contro il Paese dal 28 febbraio comprende 1.600 droni, 294 missili balistici e 15 missili da crociera. Gli attacchi hanno causato la morte di sei persone e il ferimento di altre 141.

Idf, colpito centro di ricerca spaziale a Teheran

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver distrutto un centro di ricerca spaziale iraniano e una fabbrica utilizzata per la produzione di sistemi di difesa aerea durante una serie di attacchi nella zona di Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Il centro di ricerca secondo i militari israeliani “conteneva laboratori strategici utilizzati per la ricerca e lo sviluppo di satelliti militari per vari scopi, tra cui la sorveglianza, l’individuazione di obiettivi e il puntamento di attacchi contro bersagli in tutto il Medioriente”.

Centcom, colpiti 90 obiettivi a Kharg ma non infrastrutture petrolifere

Il Comando centrale della forze armate statunitensi (Centcom) ha affermato che Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto “un attacco di precisione su vasta scala” sull’isola di Kharg, in Iran. “L’attacco – viene spiegato in un post su X – ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari”. “Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere”, viene spiegato ancora.

Tajani: "Sanzioni alla Russia vanno assolutamente mantenute"

Se vanno mantenute le sanzioni alla Russia? “Assolutamente sì. L’Italia è stata tra i paesi promotori delle sanzioni alla Russia per spingere Mosca ad arrivare a un cessate il fuoco”. Così il ministro degli Esteri e segretario di FI, Antonio Tajani, margine di un’iniziativa del partito alla Stazione Tiburtina di Roma in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Anche in Ucraina, aggiunge il vicepremier, “vogliamo che la guerra finisca il prima possibile. Siamo favorevoli ad ogni iniziativa, abbiamo sostenuto l’azione americana e speriamo che i colloqui tra le due parti possano andare nella giusta direzione, anche se è molto difficile, però la pace è l’obiettivo finale. Noi non siamo in guerra neanche con la Russia”.

Marina Teheran rivendica attacchi su basi Usa ad Abu Dhabi e in Bahrein

Il capo della marina dei Pasdaran iraniani, l’ammiraglio Alireza Tangsiri, ha affermato che le forze navali di Teheran hanno lanciato “diverse ondate consecutive” di attacchi contro le forze statunitensi in tre basi militari nella regione. Lo riportano i media di Teheran- Le basi sarebbero quella di al-Dhafra ad Abu Dhabi e quella di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo Tangsiri, tra gli obiettivi figuravano sistemi radar Patriot, aerei e serbatoi di carburante per velivoli.

Katz: "Guerra sta entrando nella fase decisiva"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che la guerra contro l’Iran sta “intensificandosi” e sta entrando in una “fase decisiva che continuerà finché sarà necessario”. Lo riporta il Times of Israel. “Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo attraverso una lotta determinata, fino alla caduta del regime terroristico e alla salvezza dell’Iran”, ha aggiunto.

Teheran: "Operazioni petrolifere su isola Kharg procedono normalmente"

“Le operazioni di importazione ed esportazione, così come le attività delle aziende con sede sull’isola di Kharg, sono attualmente in corso”. Lo ha dichiarato Ehsan Jahaniyan, vice governatore della provincia di Bushehr, secondo quanto riportato da NourNews, un organo di stampa vicino al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Jahaniyan ha inoltre affermato che le attività quotidiane si sono svolte normalmente, aggiungendo che gli attacchi non hanno causato vittime.

Teheran ribadisce: "Hormuz resta chiuso, via gli americani dal Golfo"

Mohsen Rezaei, membro del Consiglio iraniano per la sicurezza degli interessi del regime, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz “non verrà aperto” e “nessuna nave americana ha il diritto di entrare nel Golfo. La sicurezza sarà garantita solo con il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo”. Lo riportano i media di Teheran. “La guerra finirà quando riceveremo tutti i nostri risarcimenti dagli Stati Uniti e quando avremo la piena garanzia per il nostro futuro, cosa che non potrà realizzarsi senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo”, ha aggiunto.

Macron propone a Israele colloqui diretti con Libano a Parigi

Il presidente francese, Emmanuel Macron, con un annuncio su X ha proposto a Israele di effettuare “colloqui diretti” con il Libano “per avviare negoziati e un cessate il fuoco, trovare una soluzione duratura” offrendo Parigi come sede. “Bisogna fare tutto il possibile per impedire che il Libano precipiti nel caos – ha affermato Macron – Hezbollah deve fermare immediatamente la sua sconsiderata escalation e Israele deve abbandonare qualsiasi offensiva su larga scala e interrompere i suoi massicci attacchi, dato che centinaia di migliaia di persone sono già fuggite dai bombardamenti”.

Raid israeliano colpisce ponte strategico nel sud del Libano

L’agenzia di stampa statale libanese National News Agency afferma che un raid aereo israeliano ha danneggiato un ponte strategico nel sud del Libano, interrompendo la strada tra la città meridionale di Nabatiyeh e la cittadina di Marjayoun. L’attacco di sabato è stato il terzo nella stessa area a distanza di poche ore l’uno dall’altro ed è avvenuto il giorno dopo che altri due importanti ponti erano stati colpiti nel Libano meridionale. Israele ha dichiarato che Hezbollah ha utilizzato i ponti per spostarsi a nord e a sud del fiume Litani.

Idf, colpiti oltre 110 centri di comando di Hezbollah

L’aeronautica israeliana ha dichiarato che ieri, durante una serie di attacchi nel sud del Libano e a Beirut, sono stati distrutti diversi centri di comando di Hezbollah. Da quando le ostilità si sono intensificate all’inizio di questo mese, le Forze di Difesa Israeliane affermano che oltre 110 centri di comando di Hezbollah sono stati colpiti.

Teheran: "Legittimo colpire porti con postazioni Usa negli Emirati"

Il comando militare iraniano ha minacciato di attaccare alcune città degli Emirati Arabi Uniti, sostenendo che queste venissero utilizzate dalle forze statunitensi per lanciare attacchi contro le isole iraniane di Abu Musa e Kharg.
Secondo la televisione di stato iraniana, il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha affermato, senza fornire prove, che le forze statunitensi hanno lanciato attacchi contro la Repubblica islamica da “porti, banchine e nascondigli all’interno” delle città degli Emirati. Il comunicato invitava la popolazione ad evacuare “porti, banchine e luoghi in cui sono ospitate forze statunitensi nelle città degli Emirati Arabi Uniti”.

52mila voli cancellati dall'inizio del conflitto

Secondo i dati della società di analisi aeronautica Cirium consultati dalla Cnn circa 52.000 voli sono stati cancellati nella regione mediorientale dall’inizio degli attacchi di Israele e Usa nei confronti dell’Iran. Le ripercussioni – viene spiegato – hanno interessato circa sei milioni di passeggeri.

Esercito Teheran: "Usa potere fantoccio paesi Golfo non si fidino"

Il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce dell’esercito iraniano, ha messo in guardia i paesi del Medioriente a non fidarsi del “potere fantoccio dell’America”, affermando che gli Stati Uniti non possono garantire la sicurezza. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Al Jazeera. Secondo il militare Teheran è in grado di ricostruire le infrastrutture e riparare i danni materiali subiti durante la guerra mentre “ciò che non può essere ricostruito è la reputazione” degli Stati Uniti.

 

Mezzaluna Rossa Teheran, in raid danneggiati 36.500 edifici civili

La Mezzaluna Rossa iraniana (IRCS) afferma in un post su X che oltre 36.500 “unità civili” sono state danneggiate in tutto il paese dall’inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. “La maggior parte di questi sono unità abitative e centri di servizi pubblici”, ha aggiunto.

Media, arrestati in Iran oltre 50 sostenitori di Reza Pahlavi

L’agenzia di stampa statale iraniana Fars News Agency riferisce che la polizia ha arrestato 54 sostenitori del principe ereditario Reza Pahlavi nelle ultime 72 ore, aggiungendo che stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese. Secondo quanto riportato, undici individui appartenenti a quella che viene definita la “fazione monarchica” sarebbero stati “neutralizzati” durante le operazioni. Le autorità avrebbero anche arrestato altri due sospetti accusati di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato “siti sensibili”.

Media, interrotte operazioni carico greggio in porto emiratino Fujairah

Le operazioni di carico di petrolio nel porto emiratino di Fujairah sarebbero stato sospese questa mattina in seguito a un attacco con droni che avrebbe provocato un incendio. Lo scrive Bloomberg citando fonti informate. Il porto di Fujairah si trova al di fuori dello Stretto di Hormuz.

Media, due navi indiane hanno attraversato stretto di Hormuz

Due navi cisterna per GPL battenti bandiera indiana e appartenenti alla Shipping Corporation of India (SCI) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo riporta New Delhi Television spiegando che l’operazione è avvenuta in maniera “molto attenta” e con la cooperazione “delle autorità iraniane e di di altre potenze regionali”. Attualmente – viene spiegato – l’India sta lavorando per garantire il passaggio sicuro a oltre due dozzine di navi mercantili battenti bandiera indiana ancora bloccate su entrambe le sponde dello Stretto.

Wsj, Trump consapevole rischi per Hormuz ma convinto di resa Teheran

Il presidente americano Donald Trump era “consapevole” del rischio che l’Iran bloccasse lo Stretto di Hormuz ma nonostante questo avvertimento da parte dei vertici militari, a partire dal generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Usa, ha deciso di intraprendere comunque l’azione di guerra contro l’Iran. E’ la ricostruzione effettuata dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano infatti il tycoon era convinto che Teheran si sarebbe arresa “prima” di effettuare una mossa di questo tipo.

Arabia Saudita intercetta drone sulla parte orientale del Paese

L’Arabia Saudita afferma di aver intercettato un drone nella parte orientale del Paese. Lo ha riferito su X il ministero della Difesa di Riad citato da Al Jazeera.

Media, in raid morti 6 membri stessa famiglia fra cui un neonato

Un raid aereo ha distrutto un edificio residenziale nelle prime ore di sabato nella città occidentale di Eyvan. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale della magistratura iraniana Mizan, che cita le autorità locali. Tra le vittime ci sarebbe anche un bambino di sei mesi.

Media: Egitto, Oman e Turchia stanno mediando per fine guerra

Turchia, Oman ed Egitto stanno guidando un’iniziativa diplomatica per porre fine alla guerra con l’Iran. Lo ha riferito una fonte regionale ad Haaretz. Secondo la fonte, sono in corso sforzi di mediazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e, “in una certa misura”, con Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. La fonte ha aggiunto che i rappresentanti dei paesi mediatori sono anche in contatto con funzionari statunitensi, ma ha affermato di non sapere se qualcuno dei mediatori sia in contatto con Israele. Secondo quanto riportato gli stati del Golfo sarebbero “uniti” nella loro posizione sulla guerra e sono convinti che “non serva i loro interessi”.

Teheran, raid Usa-Israele hanno danneggiato 56 siti culturali

Secondo il ministero della Cultura iraniano, almeno 56 siti culturali in Iran, tra cui musei e monumenti storici, hanno subito “gravi danni strutturali” a causa degli attacchi statunitensi e israeliani dall’inizio della guerra. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Isna e riportata da Al Jazeera, il ministero ha aggiunto che la provincia di Teheran è in cima alla lista con 19 monumenti danneggiati.

Esercito israeliano ordina evacuazione area industriale a ovest di Tabriz

L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di un’area industriale a ovest di Tabriz, città nel nord-ovest dell’Iran. Tramite un post sul suo account X in lingua farsi, l’esercito ha dichiarato che tutte le persone presenti nell’area avrebbero evacuarla urgentemente per garantire la propria “sicurezza e incolumità”. Lo riporta al-Jazeera. “La vostra presenza in quest’area mette a rischio la vostra vita”, si legge nel messaggio. L’esercito ha allegato al post sui social media una mappa che indica l’area bersaglio dell’attacco.

Teheran: "Ridurremo in cenere infrastrutture petrolifere legate a Usa"

Un portavoce di Khatam al-Anbiya, il comando centrale unificato delle Forze Armate iraniane, parlando in merito all’avvertimento di Donald Trump su possibili attacchi alle infrastrutture petrolifere iraniane sull’isola di Kharg ha affermato che “in caso di attacco alle infrastrutture petrolifere, economiche ed energetiche della Repubblica Islamica dell’Iran, come avevamo già preannunciato, tutte le infrastrutture petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti a compagnie petrolifere in tutta la regione che hanno partecipazioni americane o collaborano con gli Stati Uniti saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere”. Lo riportano i media di Teheran.

Media, Israele pianifica una grossa operazione terrestre in Libano

Israele starebbe pianificando di espandere significativamente le proprie operazioni di terra in Libano, con l’obiettivo di conquistare l’intera area a sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah. Lo scrive Axios citando funzionari israeliani e statunitensi. Si tratterebbe della più grande invasione israeliana all’interno del territorio libanese dal 2006- Una mossa che trascinerebbe il Paese dei Cedri nell’epicentro della guerra in contro l’Iran.

Raid aerei israeliani nel sud del Libano, almeno 4 morti

Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su Taamir Haret Saida, nel sud del Libano. Lo riporta la National News Agency libanese, ripresa da al-Jazeera.

Teheran smentisce danni a infrastrutture petrolifere Isola di Kharg

L’agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale Fars ha reso noto che gli attacchi statunitensi non hanno causato danni alle infrastrutture petrolifere sull’isola di Kharg. Fonti sul posto citate dalla Fars riferiscono di almeno 15 esplosioni che hanno fatto seguito agli attacchi, i quali hanno preso di mira una postazione di difesa aerea, una base navale, la torre di controllo dell’aeroporto e l’hangar per elicotteri di una compagnia petrolifera offshore.

Hamas a Teheran: "Fermare attacchi a Paesi vicini"

Hamas, pur affermando il diritto dell’Iran di rispondere all’attacco di Israele e Stati Uniti “con tutti i mezzi disponibili, in conformità con le norme e le leggi internazionali”, ha invitato “i nostri fratelli in Iran a non prendere di mira i paesi vicini” e invitato “tutti i paesi della regione a cooperare per fermare questa aggressione e preservare i legami di fratellanza tra di loro”. Lo riporta al-Jazeera.

Trump: "Iran vuole accordo, ma non uno che accetterei"

“I ‘fake news media’ odiano riportare i successi ottenuti dall’esercito degli Stati Uniti contro l’Iran, che è stato completamente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterei!”. Lo scrive su ‘Truth’ il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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