Iran, la Cina ai suoi cittadini: “Lasciare il Paese il prima possibile” – La diretta

Iran, la Cina ai suoi cittadini: “Lasciare il Paese il prima possibile” – La diretta

Trump: “C’è sempre rischio di conflitto prolungato”

“Alla luce dell’attuale situazione di sicurezza in Iran, il ministero degli Affari esteri della Cina e l’Ambasciata e i Consolati cinesi in Iran ricordano ai cittadini cinesi di astenersi dal recarsi in Iran“. Lo ha comunicato oggi il Dipartimento consolare del ministero degli Affari esteri sul proprio account ufficiale WeChat. Il comunicato invita inoltre i cittadini cinesi già presenti in Iran a rafforzare le misure di sicurezza e a lasciare il Paese il prima possibile. Lo riporta Global Times.

Alta tensione Usa-Iran – Tutte le notizie di oggi 27 febbraio
Inizio diretta: 27/02/26 15:00
Fine diretta: 27/02/26 23:00
Ministro Esteri Oman vede Vance, pace è a portata di mano

“Oggi ho incontrato il vicepresidente Jd Vance e gli ho illustrato i dettagli dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran e i progressi compiuti finora. Sono grato per il loro impegno e attendo con ansia ulteriori e decisivi progressi nei prossimi giorni”. Lo ha riferito su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi. “La pace è a portata di mano”, ha aggiunto.

Trump: "C'è sempre rischio di conflitto prolungato"

Con l’Iran “c’è sempre il rischio” di un conflitto prolungato. Lo ha detto Donald Trump sottolineando di “non avere ancora preso una decisione finale”. Ma, ha aggiunto il presidente parlando con i giornalisti, “non siamo esattamente contenti del modo con cui hanno negoziato”.

Cancellati voli da Istanbul a Teheran

I voli in partenza dall’aeroporto di Istanbul a Teheran sono stati cancellati. Lo riportano i media turchi, spiegando che Turkish Airlines e le compagnie aeree iraniane hanno sospeso i servizi di linea a causa delle preoccupazioni per la sicurezza legate alla tensioni in corso in Iran. Quelle odierne sono le ultime di una serie di sospensioni di voli che hanno segnato la rotta Istanbul-Teheran da gennaio, quando in tutto l’Iran sono scoppiate massicce proteste antigovernative.

Berlino sconsiglia vivamente di recarsi in Israele

Il ministero degli Esteri tedesco ha rinnovato l’avviso di viaggio per Israele sconsigliando “vivamente” di recarsi nella regione. “I viaggi in Israele e a Gerusalemme Est sono fortemente sconsigliati”, afferma il ministero sul suo sito web, sottolineando che la situazione di sicurezza nella regione è tesa e sempre più instabile. “In caso di escalation, potrebbero verificarsi senza preavviso incidenti legati alla sicurezza in Israele e nei Territori Palestinesi. Inoltre, sono previste interruzioni del traffico aereo in qualsiasi momento”, prosegue la dichiarazione. Alla luce delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, diversi paesi occidentali hanno inasprito le loro raccomandazioni di viaggio per il Medioriente. La Polonia ha esortato i suoi cittadini a lasciare immediatamente Iran, Israele e Libano. Anche la Francia sconsiglia ai propri cittadini tutti i viaggi non essenziali in Israele e nei Territori Palestinesi, compresi quelli per turismo e visite familiari. Anche il ministero degli Esteri britannico sconsiglia tutti i viaggi non essenziali nella regione.

Farnesina conferma inviti a cautela a italiani in Iran e Israele

Il ministero degli Esteri conferma gli avvisi rivolti da settimane ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese e alla prudenza in tutta la regione a causa di possibili nuove attività militari. Lo riferisce in una nota la Farnesina. In particolare, a seguito della riunione presieduta a fine gennaio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo lo scoppio delle proteste in Iran, il personale non indispensabile dell’ambasciata a Teheran è stato fatto rientrare in Italia. Da allora, si legge, è rimasta attiva la riduzione del personale e rimangono sconsigliati i viaggi a qualsiasi titolo: gli italiani presenti per turismo o la cui presenza non sia strettamente necessaria sono invitati a lasciare il Paese. Sono altrettanto sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq e si raccomanda di rinviare viaggi non dettati da ragioni di necessità in Libano.

Aiea: "Negoziati tecnici su nucleare a Vienna dalla prossima settimana"

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite (Aiea) ha riferito in un rapporto che il direttore Rafael Grossi ha partecipato a negoziati tra Stati Uniti e Iran il 17 e il 26 febbraio a Ginevra, durante i quali ha “fornito consulenza su questioni rilevanti per la verifica del programma nucleare dell’Iran”. Il rapporto ha affermato che i negoziati sono “in corso”. L’amministrazione Trump ha tenuto tre round di colloqui sul nucleare quest’anno con Teheran con la mediazione dell’Oman. Il round di colloqui di giovedì a Ginevra si è concluso senza un accordo. Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha dichiarato che i colloqui tecnici con rappresentanti di livello inferiore continueranno la prossima settimana a Vienna, sede dell’Aiea.

Regno Unito ritira temporaneamente i diplomatici dal Paese

“A causa dell’attuale situazione” legata alla sicurezza, il personale diplomatico del Regno Unito “è stato temporaneamente ritirato dall’Iran”. Lo annuncia in una nota il governo britannico. “La nostra ambasciata continua a operare da remoto”, aggiunge.

Aiea: "Teheran mantiene scorta uranio arricchito al 60%"

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), l’Iran mantiene una scorta di 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, un passo tecnico breve dai livelli di qualità delle armi nucleari (90%). Tale scorta, ha avvertito il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi in una recente intervista con Associated Press, potrebbe permettere a Teheran di costruire fino a 10 bombe nucleari nel caso decidesse di armare il suo programma. Grossi ha aggiunto che questo non significa che l’Iran possieda un’arma nucleare.

Vance. "Nessuna chance Usa coinvolti in prolungata guerra in Medioriente"

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato in un’intervista al ‘Washington Post’ che, sebbene il presidente Donald Trump stia ancora valutando la possibilità di un attacco militare contro l’Iran, è “impossibile” che tale attacco possa coinvolgere gli Usa in una guerra lunga e prolungata nel tempo. Vance ha ammesso di non sapere quale decisione prenderà Trump riguardo all’Iran, descrivendo alcune possibilità che includono attacchi militari “per garantire che l’Iran non ottenga armi nucleari” o la risoluzione “del problema con mezzi diplomatici”. Ma se Trump dovesse procedere con un’altra serie di attacchi contro l’Iran – che secondo alcuni funzionari statunitensi potrebbero essere più estesi rispetto ai bombardamenti dei siti nucleari avvenuti a giugno – Vance ha affermato con sicurezza che non si trasformerebbe in un lungo conflitto. “Non c’è alcuna possibilità che ciò accada”, le parole del vicepresidente rispetto “all’idea che saremo coinvolti in una guerra in Medio Oriente per anni senza una fine in vista”. Vance ha inoltre affermato di considerarsi ancora uno “scettico degli interventi militari all’estero”, una descrizione che ritiene continui ad applicarsi a Trump. “Penso che tutti preferiamo l’opzione diplomatica”, ha affermato, “ma dipende davvero da ciò che faranno e diranno gli iraniani”.

Commissario diritti umani Onu: "Allarme per rischio escalation"

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Turk, si è detto “estremamente allarmato” per il rischio di un’escalation nell’area del Medioriente a causa delle tensioni fra Iran e Usa. Non dobbiamo tornare alla violenza come principio organizzativo – ha affermato – spero che prevalga la voce della ragione”.

Teheran: "Usa evitino esagerazioni in richieste"

Nel corso di una telefonata con l’omologo egiziano Badr Abdelatty il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato dei colloqui avvenuti con gli Usa a Ginevra con la mediazione dell’Oman. Araghchi – riportano le agenzie iraniane – ha affermato che “il successo della strada diplomatica richiede serietà e realismo da parte della controparte, nonché l’evitare qualsiasi errore di calcolo o esagerazione”. In precedenza Araghchi aveva affermato in un’intervista all’agenzia Irna che i colloqui in Svizzera erano entrati “in una fase più seria e approfondita” dove entrambe le parti avevano affrontato “elementi chiave che potrebbero costituire la base di un accordo”. Araghchi aveva aggiunto che “c’è accordo sulla maggior parte di questi elementi” mentre servono colloqui più approfonditi sul “come affrontarli”.

Portaerei Gerald Ford raggiungerà oggi la costa israeliana

La USS Gerald R. Ford, la portaerei più grande del mondo, arriverà oggi sulla costa settentrionale di Israele. Lo afferma il Times of Israel spiegando che portaerei è partita ieri dall’isola greca di Creta ed è in rotta verso la zona l’area di Haifa.

Aiea: "Non possiamo verificare se Teheran ha sospeso arricchimento uranio"

 

L’Iran non ha consentito all’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite (Aiea) di accedere alle strutture nucleari colpite dalla ‘guerra dei 12 giorni’ dello scorso giugno. E’ quanto dice un rapporto dell’agenzia visionato dagli stati membri e da Associated Press. Di conseguenza, viene sottolineato, l’Aiea “non può verificare se l’Iran abbia sospeso tutte le attività legate all’arricchimento” né la “dimensione delle scorte di uranio nelle strutture nucleari colpite”.

L’Aiea ha anche riferito di aver osservato, attraverso l’analisi delle immagini satellitari disponibili commercialmente, “attività veicolari regolari attorno all’ingresso del complesso di tunnel a Isfahan”. La struttura di Isfahan, situata a circa 350 chilometri a sud-est di Teheran, era principalmente conosciuta per la produzione di gas uranio che viene immesso nelle centrifughe per essere centrifugato e purificato. Israele ha colpito edifici nel sito nucleare di Isfahan, tra cui un impianto di conversione dell’uranio. Anche gli Stati Uniti hanno colpito Isfahan con missili durante la guerra dello scorso giugno. L’Aiea ha anche detto che, attraverso l’analisi delle immagini satellitari, ha osservato “attività condotte in alcune delle strutture nucleari colpite, comprese le strutture di arricchimento a Natanz e Fordow”, ma ha aggiunto che “senza accesso a queste strutture, non è possibile per l’agenzia confermare la natura e lo scopo delle attività”.

Media Usa, evacuazione ambasciata in Israele segnale attacco vicino

L’annuncio da parte del Dipartimento di Stato americano dell’evacuazione del personale governativo “non urgente” dall’ambasciata in Israele e i loro familiari, adducendo “rischi per la sicurezza” potrebbe essere il segnale che una campagna militare congiunta da parte di Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe essere “imminente”. Lo scrive Axios ricordando anche come all’inizio di questa settimana Washington abbia evacuato tutto il personale non essenziale e i loro familiari dall’ambasciata di Beirut in Libano.

Usa autorizzano partenza personale non essenziale ambasciata in Israele

Il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato la partenza del personale governativo statunitense non impegnato in situazioni di emergenza e dei familiari del personale governativo statunitense dalla missione in Israele a causa di rischi per la sicurezza. “In risposta a incidenti di sicurezza e senza preavviso, l’Ambasciata degli Stati Uniti potrebbe ulteriormente limitare o vietare ai dipendenti del governo statunitense e ai loro familiari di recarsi in determinate aree di Israele, nella Città Vecchia di Gerusalemme e in Cisgiordania. Si consiglia di valutare l’ipotesi di lasciare Israele finché saranno disponibili voli commerciali”, si legge.

Il New York Times ha riferito di una email inviata venerdì mattina ai dipendenti della sede diplomatica, dall’ambasciatore Mike Huckabee in cui si avvertiva che se volevano lasciare Israele, “avrebbero dovuto farlo oggi”.

Comandante truppe Usa in Medioriente presenta a Trump opzioni militari

L’ammiraglio Brad Cooper, che sovrintende alle truppe in Medio Oriente in qualità di capo del Central Command degli Stati Uniti, ha informato Donald Trump sulle potenziali opzioni militari in Iran, secondo una persona vicina al presidente. Lo riporta Abc. Anche il generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto e massimo consigliere militare dell’inquilino della Casa Bianca, era presente, stando a quanto riferito da un’altra persona a conoscenza della questione.

 

Idf non modifica linee guida per la popolazione

Il portavoce dell’Idf, Effie Defrin, ha ribadito che al momento, nell’contesto delle tensioni con l’Iran, non sono previste modifiche alle linee guida dell’esercito per la popolazione israeliana. “Sono consapevole del senso di incertezza e di tensione che prevale tra l’opinione pubblica alla luce degli sviluppi regionali”, ha affermato Defrin in una dichiarazione video.
“Le forze stanno monitorando attentamente la situazione in Iran e sono attente e pronte a difendervi – ha aggiunto – stiamo operando in pieno coordinamento con i nostri partner, con l’obiettivo di rafforzare la difesa. Non ci sono cambiamenti nelle linee guida”.

Ministro Esteri Oman oggi negli Usa, vedrà Vance

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi incontrerà oggi a Washington il vicepresidente statunitense JD Vance e altri funzionari americani per colloqui nell’ambito delle trattative sul nucleare fra gli Usa e l’Iran. Lo riporta il canale statunitense Ms Now.

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