Usa, la Corte Suprema boccia i dazi di Trump. Il presidente: “Vergogna, ma ho piano di riserva”, e aumenta quelli globali dal 10 al 15%

Usa, la Corte Suprema boccia i dazi di Trump. Il presidente: “Vergogna, ma ho piano di riserva”, e aumenta quelli globali dal 10 al 15%
Il presidente Usa Donald Trump (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Tre giudici conservatori hanno ‘tradito’ il presidente, che tuona: “Mi vergogno di alcuni giudici”

La Corte Suprema Usa ha stabilito che il presidente Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente dazi ai partner commerciali degli Stati Uniti in tutto il mondo. La sentenza è stata votata con sei voti a favore e sei contrari.
I giudici hanno stabilito che il presidente non aveva l’autorità, ai sensi di una legge sui poteri economici di emergenza del 1977, di imporre una vasta gamma di dazi sulle importazioni di beni provenienti da quasi tutti i partner commerciali del Paese. Si prevede che la decisione avrà ampie ripercussioni sul commercio globale, sui consumatori, sulle aziende, sull’inflazione e sui consumatori.

Trump: “Decisione Corte Suprema una vergogna ma ho piano di riserva”

La decisione della Corte Suprema sui dazi è una “vergogna”. E’ il commento di Donald Trump, secondo quanto riferito dalla Cnn. Il presidente Usa, al momento impegnato in una colazione di lavoro a porte chiuse alla Casa Bianca con i governatori, avrebbe riferito ai presenti di avere un piano di riserva.

“Tutti i dazi rimangono, abbiamo alternative”

“Tutti i dazi rimangono” e “abbiamo alternative che verranno usate per rimpiazzare quelli respinti scorrettamente dalla Corte”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca. “Mi vergogno di alcuni membri della Corte Suprema che non hanno avuto il coraggio di fare quello che è giusto per il nostro Paese”, ha detto il presidente, che ha quindi ringraziato i tre giudici che hanno invece votato a favore dei dazi: Thomas, Kavanaugh e Alito. “La decisione della Corte Suprema è profondamente deludente”, ha spiegato, aggiungendo che nella sua decisione sui dazi è stata influenzata dagli “interessi stranieri“, ed è una “disgrazia per il nostro Paese”. “I dazi rimangono pienamente in vigore” e “oggi firmerò un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe già esistenti“. I nuovi dazi, ha detto il presidente Usa, verranno varati in base a un’autorità diversa da quella bocciata dalla Corte Suprema. Trump ha inoltre affermato che tutti i dazi per la sicurezza nazionale ai sensi della Sezione 232 e le attuali tariffe della Sezione 301 rimarranno in vigore.

I nuovi dazi saranno imposti ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, ha affermato Trump. La norma consente al presidente di imporre dazi per un massimo di 150 giorni. Durante questo periodo, ha spiegato trump, verranno anche avviate nuove indagini tariffarie ai sensi della Sezione 301 del Trade Act, che potrebbero portare a dazi più permanenti. La ossa, spiega il Wall Street Journal, fa parte di un piano alternativo che il team di Trump ha elaborato per mesi nel caso in cui la Corte Suprema stabilisse che il presidente aveva oltrepassato i limiti imposti dalla legge, varando dazi globali ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act, o Ieepa.

Trump afferma di non avere bisogno dell’approvazione del Congresso per il suo nuovo piano suo dazi. “Non ne ho bisogno, è già stato approvato”. “Molti accordi commerciali rimarranno, alcuni no e saranno sostituiti dalle nuove tariffe”, ha aggiunto.

“Sentenza Corte Suprema mi rende più potente”

La sentenza della Corte Suprema sui dazi mi rende “più potente”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca. “Volevo fare il bravo ragazzo, ma adesso intraprenderò un’altra strada“, ha aggiunto il presidente.

Tre giudici conservatori Corte Suprema hanno ‘tradito’ Trump

La decisione della Corte Suprema che ha bocciato i dazi imposti da Donald Trump ai partner commerciali degli Usa è stata votata con sei voti favorevoli e tre contrari, con tre giudici conservatori che si sono uniti ai tre giudici ‘liberal’. La bocciatura dei dazi è stata votata dalle giudici di area progressista Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson; con loro hanno votato i giudici conservatori Amy Coney Barret. Neil Gorsuch e il chief justice John Roberts. Hanno dissentito gli altri tre giudici conservatori: Clarence Thoms, Samuel Akito e Brett Kavanaugh.

Il caso proposto alla Corte Suprema riguardava due categorie di dazi: quelli imposti da Trump praticamente a tutti i Paesi del mondo per riparare i deficit commerciali: l’altro gruppo di dazi a Messico, Canada e Cina, affermando che questi paesi sono responsabili del flusso di fentanyl illegale negli Stati Uniti. La corte ha respinto l’argomentazione del presidente Usa secondo cui una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act, autorizzava implicitamente entrambi i gruppi di dazi. “Se il Congresso avesse voluto conferire il potere distinto e straordinario di imporre dazi, lo avrebbe fatto espressamente”, ha scritto il chief justice Roberts nella sentenza. Secondo uno studio della Tax Foundation, nel prossimo decennio i dazi imposti da Trump avrebbero raccolto raccolto circa 1,5 trilioni di dollari. Prima di Trump, nessun presidente aveva invocato la legge sui poteri di emergenza come base per imporre dazi. Tre diverse corti di grado inferiore avevano già dichiarato illegali i dazi, tra cui una corte d’appello federale specializzata, che aveva affermato che la legge sui poteri di emergenza non autorizzava tariffe dell’entità imposta da Trump.

Ue: “In contatto con Usa su risposta a sentenza Corte, serve stabilità”

“Prendiamo atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l’Amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza”. Così il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, ah commentato la sentenza della Corte suprema Usa che ha stabilito che il presidente Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente dazi ai partner commerciali in tutto io mondo. “Le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle”, aggiunge il portavoce.

Corte Suprema non fa chiarezza su restituzione soldi incassati coi dazi

Nella sua sentenza, la Corte Suprema non ha fatto alcuna chiarezza sulla specifica questione pratica di cosa fare con il denaro che l’Amministrazione Trump ha già incassato attraverso i dazi. La questione dovrà probabilmente essere risolta dai tribunali di grado inferiore. Nel suo dissenso, il giudice Brett Kavanaugh ha osservato che la corte “non ha detto nulla oggi sul fatto se, e in tal caso come, il governo debba procedere per restituire i miliardi di dollari che ha incassato dagli importatori” e “è probabile che questo processo sia un ‘pasticcio’”.

Trump aumenta i dazi globali dal 10% al 15%

“Sulla base di un’analisi approfondita, dettagliata e completa della ridicola, mal scritta e straordinariamente antiamericana decisione sui dazi emessa ieri, dopo MOLTI mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, vi prego di lasciare che questa dichiarazione serva a rappresentare che io, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, aumenterò, con effetto immediato, i dazi globali del 10% sui Paesi, molti dei quali hanno “derubato” gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io!), al livello pienamente consentito e legalmente testato del 15%”. Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump. “Nel corso dei prossimi pochi mesi – aggiunge -, l’amministrazione Trump determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili, che proseguiranno il nostro straordinario processo di successo per rendere l’America di nuovo grande – PIÙ GRANDE CHE MAI PRIMA!!!”.

Conte: “Meloni non ha nulla da dire? Reagisca”

“Meloni che ha sempre qualcosa da dire e un video da fare se si tratta del comico Pucci o di divulgare fake news sul referendum, non ha nulla da dire sui dazi di Trump dichiarati illegittimi e sul rilancio del Presidente Usa su nuove tariffe? Per una volta prendiamo qualche decisione forte? Reagiamo? C’è nessuno?”. Così sui social il leader M5S Giuseppe Conte.

Magi: “Meloni ormai più trumpiana di Trump”

“È incredibile che Giorgia Meloni sia praticamente l’unico premier europeo che ancora non si è espresso dopo la bocciatura dei dazi di Trump da parte della Corte Suprema Usa chiedendo uno stop alle tariffe. Ormai è persino più trumpiana di Trump stesso. Meloni sta dalla parte sbagliata della storia, con Trump contro l’Ue, l’Italia e le nostre aziende”. Lo dichiara il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

© Riproduzione Riservata