Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in missione a Washington per partecipare alla riunione inaugurale, oggi 19 febbraio, del Board of Peace per Gaza, presieduta dal presidente statunitense Donald Trump. La prima riunione formale del board è l’occasione per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di pace in 20 punti dell’Amministrazione americana e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia. Il titolare della Farnesina rappresenta l’Italia come osservatrice, su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Partecipano alla riunione il capo del Comitato tecnocratico palestinese, Ali Sha’at, l’Alto rappresentante per Gaza Nickolay Mladenov, e la larga maggioranza dei membri del Board e degli osservatori, inclusi rappresentanti della presidenza cipriota dell’Ue e della Commissione europea. La partecipazione italiana, sottolinea la Farnesina, conferma l’impegno a ogni tavolo dedicato al processo di pace in Medioriente, al fine di promuovere il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e l’avvio della sua ricostruzione, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e in linea con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che affida al Board of Peace il compito di monitorare il processo di stabilizzazione nell’area.
Sin dall’inizio della crisi a Gaza, l’Italia, spiega il ministero degli Esteri, ha svolto un’azione di primo piano per facilitare la stabilizzazione della regione e fornire supporto umanitario alla popolazione civile, in particolare tramite l’iniziativa Food for Gaza, lanciata dal ministro Tajani nel marzo 2024. Il governo italiano sta mettendo a punto un piano nazionale, che riunisca le migliori competenze e risorse del Sistema Italia, per la ricostruzione di Gaza, concentrandosi in particolare sui settori della sanità, dell’istruzione e della sicurezza alimentare. Rientra in questo quadro anche la missione dei giorni scorsi a Riad e Abu Dhabi dell’ambasciatore Bruno Archi, Inviato speciale per la ricostruzione di Gaza del ministero degli Esteri.
“Nonostante Tajani si affanni ad accreditarlo, non si capisce cosa ci faccia il ministro degli esteri italiano al Board of Peace che si conferma essere un comitato affaristico e antidemocratico, non solo contrario al dettato della nostra Carta, ma anche una macchia nera nella storia della diplomazia del nostro Paese, da sempre legata al multilateralismo e al rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, una vergogna tutta italiana. Le scelte che saranno prese da quell’organismo non saranno giuridicamente vincolanti per nessuno. È riprovevole anche la scelta della Commissione europea di legittimare il Board of Peace che per stessa ammissione di Trump sarà al di sopra degli altri organismi internazionali. Da Ursula von der Leyen una scelta grave che non ha nemmeno ottenuto l’avallo del Parlamento europeo”, ha affermato il segretario di Più Europa, Riccardo Magi.
“Non è un Board of Peace, ma un Board of Business. Trump pensa di essere il padrone del mondo e, purtroppo, con la compiacenza anche dell’Italia, visto che Meloni fa la vassalla, vuole privatizzare la politica estera per trasformarla in un comitato di affari sotto la sua presidenza a vita”. Lo ha detto Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico. “Sono spariti i diritti dei palestinesi e il progetto due popoli due Stati. Si stanno spartendo la striscia di Gaza per il resort dei ricchi e prepotenti del mondo – dichiara Ricci -. Dopo aver permesso a Netanyahu di spianare Gaza con migliaia di vittime innocenti, ora Trump sta spianando il diritto internazionale e le Nazioni Unite. L’Europa deve reagire con ancora più forza e fare ciò che la storia ci impone: unirci davvero negli Stati Uniti d’Europa”, conclude Ricci.
“L’Italia ha partecipato al Board Of Peace perché vuole essere protagonista della costruzione della pace a Gaza. Perché il Board Of Peace, voluto dalle Nazioni Unite, è fino ad oggi l’unica proposta concreta per stabilizzare il Medioriente”. Lo ha scritto sui social il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Siamo venuti a Washington a testa alta, insieme alla maggioranza dei Paesi dell’Unione europea, perché vogliamo continuare a fare la nostra parte per i palestinesi nella prospettiva di avere due Popoli e due Stati”, ha aggiunto.
“Da una parte noi dobbiamo assicurarci che l’Iran non si doti dell’arma nucleare, sappiamo quali sono i rischi connessi; dall’altra parte penso che sarebbe importante in questa fase riuscire a trovare un accordo ed evitare elementi che possano essere ulteriormente esplosivi in una situazione che è già abbastanza fragile”. Così la premier Giorgia Meloni nell’intervista a Sky Tg24. “Dopodiché bisogna vedere se c’è la buona volontà per farlo. Ma l’Italia ha già in passato dato su questo il suo sostegno. Noi abbiamo anche ospitato qui in Italia due turni di negoziazioni e siamo disponibili a farlo ancora”, ha aggiunto.
Quello del Board of Peace “è sicuramente un lavoro molto lungo. Io ho parlato con il ministro Tajani, che rappresentava l’Italia oggi come Paese osservatore in questa riunione”. Così la premier Giorgia Meloni nell’intervista a Sky Tg24.”Il ministro Tajani mi riferiva di una riunione che è stata molto concreta – aggiunge -, che non era affermazione di principi, ma era costruita su come implementare i vari punti del piano di pace. Chiaramente noi sappiamo che la tregua è una tregua fragile e che il lavoro che serve per stabilizzare il cessate il fuoco, la pace e costruire la prospettiva dei due Stati, e quindi una stabilizzazione definitiva per il Medio Oriente, è un lavoro particolarmente complesso. Oggi c’erano a Washington la maggioranza dei Paesi europei, tutti gli attori coinvolti nella regione, interessati ovviamente alla pace in Medio Oriente, anche diversi altri attori mondiali. Io credo che sia molto importante un contributo coeso della comunità internazionale su questa questione, che è particolarmente delicata e importante per i Paesi mediterranei e quindi anche per l’Italia. Ed è la ragione per la quale io ho ritenuto che fosse fondamentale per l’Italia esserci. Ma il lavoro è ancora lungo”.
L’Italia, a parte il ruolo dei Carabinieri nella formazione della polizia palestinese a Gaza, non sta pensando a un ulteriore impegno militare per la Striscia. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Washington dopo la riunione del Board of Peace per Gaza. “Al momento, abbiamo detto che parteciperemo con la presenza di Carabinieri alla formazione di agenti della polizia palestinese per Gaza, andremo in Giordania a fare questa formazione, continueremo a formare la polizia dell’autorità nazionale palestinese a Gerico, ma al momento non abbiamo valutato altre ipotesi di presenza militare”, ha detto il ministro.
A proposito di una eventuale partecipazione dell’Italia come membro a tutti gli effetti del Board of Peace, Tajani ricorda che dal punto di vista costituzionale ci sono “ostacoli insormontabili”. E tuttavia, sottolinea, “un conto è la partecipazione al Board, un conto è la partecipazione alla costruzione di un percorso che deve portare a stabilizzare l’intera area. Quello che ci è stato presentato mi pare interessante, lo valuteremo attentamente, ma non è certamente un’organizzazione per fare business, almeno per come è apparsa oggi la cosa e per quello che è stato detto da tutti, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti”. Quella del Board, prosegue il ministro, è “una proposta interessante da seguire e da valutare insieme agli altri Paesi europei e se sarà il caso ne parleremo anche al prossimo Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Io dirò quello che pensiamo, quello che pensa l’Italia, ho ricevuto un mandato parlamentare per essere qui e abbiamo ribadito, in tutti i colloqui che ho avuto informali, anche con il responsabile del Board of Peace, che è un mio ex collega al Parlamento europeo, il nostro interesse a essere parte protagonista della costruzione del futuro della Palestina”.
“La Commissione Ue non avrebbe mai dovuto partecipare alla riunione del Board of Peace a Washington oggi, poiché non ne aveva ricevuto il mandato dal Consiglio”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. “Al di là delle legittime questioni politiche sollevate dal Board of Peace, la Commissione deve rispettare scrupolosamente il diritto e l’equilibrio istituzionale europei in ogni circostanza”, ha aggiunto.
L’Italia è in rapporti transatlantici “con tutti i governi degli Stati Uniti, come è stato in passato”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani respinge le polemiche sulla presunta sudditanza italiana all’Amministrazione Trump, alla luce della partecipazione come osservatori alla riunione del Board of Peace per Gaza. L’Italia, sottolinea, ha avuto rapporti “con Bush, con Clinton, con Obama, con Trump 1, con Biden. Quello che conta è il rapporto transatlantico”. Quanto al rapporto col segretario di Stato Marco Rubio, “c’è una perfetta sintonia”, ma “questo non significa mai piegare la testa. Noi siamo sempre a testa alta”. Tajani prosegue: “Se siamo d’accordo, diciamo che siamo d’accordo. Se non siamo d’accordo, non siamo d’accordo. Su alcune cose abbiamo dato un giudizio positivo, sulla vicenda Groenlandia abbiamo dato un giudizio diverso, quindi nessuno pensi che siamo a scodinzolare a casa di qualcuno”. Infine, conclude il ministro parlando con i giornalisti, “anche tutte le polemiche fatte dalla sinistra in questi giorni si sono dimostrate assolutamente infondate, perché dicevano che eravamo isolati in Europa. Quando la maggioranza dei Paesi europei partecipa alla riunione di oggi, vuol dire che avevamo ragione noi, saremmo stati isolati se non ci fossimo andati”.
Nella riunione del Board od Peace per Gaza sono “emerse una serie di proposte concrete, non è certamente un ‘board of business’”, ma “ci sono delle proposte politiche per costruire la pace in Medio Oriente”. Lo afferma Antonio Tajani, parlando con i giornalisti dopo la riunione di Washington. “Noi vogliamo essere protagonisti della costruzione della pace perché è stato sempre il nostro obiettivo in questi anni e poi abbiamo anche degli interessi concreti, anche economici, perché Il percorso del traffico commerciale marittimo Suez-Mar Rosso è quello che attraversa il 40% delle esportazioni via mare del nostro Paese, quindi non possiamo non tenere conto dell’importanza di proposte che devono portare alla pace”, afferma il ministro degli Esteri.
Nel corso della riunione del Board of Peace per Gaza “non c’è stato nessun attacco alle Nazioni Unite, anzi direi che sia delle parole di Trump sia delle parole di Rubio c’è la voglia di applicare la risoluzione delle Nazioni Unite sulla pace in Palestina”. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, respingendo le polemiche riguardanti la presunta sovrapposizione dell’organismo voluto da Donald Trump nei confronti dell’Onu. “Si va nella giusta direzione – afferma il ministro parlando con i giornalisti – poi se uno deve fare polemiche con Trump perché è Trump, ognuno ha il libro di dire ciò che vuole, ma noi siamo qui per valutare le cose concrete e quello che si può fare in Palestina per costruire la pace. E mi pare che la giornata di oggi sia stata una giornata positiva”, conclude.
Antonio Tajani difende la partecipazione dell’Italia, nel ruolo di osservatore, alla riunione del Board of Peace per Gaza che si è svolta a Washington. “Il fatto che oggi ci fosse la maggioranza dei paesi dell’Unione europea più la Commissione europea, più Paesi europei che non fanno parte dell’Unione europea, come la Gran Bretagna, significa che c’è un’attenzione da parte europea, che non è un capriccio italiano quello di voler seguire” la riunione, afferma il ministro degli Esteri parlando con i giornalisti all’ambasciata d’Italia.
“Il Board of Peace è riconosciuto dalle Nazioni Unite. Partecipa la Commissione Europea e gran parte degli Stati dell’Unione Europea, tra questi l’Italia, la Germania, ma anche il Regno Unito. È un’occasione per parlare concretamente di pace in Medio Oriente ed è il motivo per il quale l’Italia partecipa in qualità di osservatore, non aderiamo. È l’unica strada possibile oggi per una pace in Medio Oriente e per l’Italia è doveroso essere presente”. Così Giovanbattista Fazzolari di FdI a ‘Cinque minuti’ di Bruno Vespa.
Gli Stati Uniti hanno negato il visto alla delegazione bielorussa per partecipare alla riunione del Board of Peace per Gaza, nonostante Minsk abbia completato tutte le procedure richieste. Lo ha riferito all’agenzia Tass l’ufficio stampa del ministero degli Esteri bielorusso, spiegando di aver prontamente informato gli organizzatori che, “in conformità con la decisione del presidente Alexander Lukashenko, il Paese sarebbe stato rappresentato dal ministro degli Esteri Maxim Ryzhenkov. Tutte le notifiche necessarie sono state inviate ai servizi di protocollo americani secondo le procedure stabilite e le domande di visto sono state presentate in anticipo”, ha sottolineato il ministero bielorusso. “Tuttavia, nonostante il completamento di tutte le procedure richieste da parte nostra, i visti non sono stati rilasciati alla nostra delegazione”. “Questa situazione solleva naturalmente la domanda: di che tipo di pace e di quale coerenza possiamo parlare se nemmeno le formalità di base per la nostra partecipazione sono state rispettate dagli organizzatori?”, ha spiegato. “Dopotutto, l’invito originale a partecipare alla riunione del Board of Peace da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato inviato al capo dello Stato bielorusso. Ulteriori commenti sono superflui”, ha concluso il ministero degli Esteri bielorusso.
Gli Emirati Arabi Uniti aiuteranno Gaza con 1.2 miliardi attraverso il Board of Peace. Il Qatar farà altrettanto con un miliardo di dollari. E’ quanto si legge sui media americani in merito agli impegni presi dai vari paesi fondatori dell’organizzazione.
Il Board of Peace sarà una sorta di “sorvegliante” delle Nazioni Unite con il compito di assicurarsi che “funzionino correttamente”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nel corso del suo intervento di apertura della prima riunione del Board of Peace a Washington. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti “sosterranno” le Nazioni Unite e il Board of Peace è anche pronto ad aiutarle “finanziariamente” qualora fosse necessario.
Per quanto riguarda invece la foto di rito del Board of Peace lo scatto ha avuto come sottofondo le note di ‘Gloria’ di Umberto Tozzi nella versione in inglese dell’artista americana Laura Branigan.
Un colpo di ‘martelletto’ a sancire l’approvazione unanime delle prime risoluzioni e le note di Ymca dei Village People. Così il presidente americano, Donald Trump, ha chiuso la prima riunione del Board of Gaza a Washington.
“Faremo di Gaza un esempio di successo e sicurezza”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, chiudendo la prima riunione del Board of Peace a Washington.
Donald Trump intende nominare il genero Jared Kushner inviato speciale per la pace. Lo ha annunciato lo stesso presidente usa in occasione della riunione a Washington del Board of Peace per Gaza. Trump ha anticipato che Kushner si concentrerà sulla mediazione di nuovi accordi diplomatici e ha elogiato il suo precedente ruolo nei negoziati in Medio Oriente, inclusi gli Accordi di Abramo. “Un tipo molto intelligente. Stiamo nominando anche Jared inviato di pace. Sono entrambi inviati di pace, e ti dico una cosa. Li osservo, dico, almeno siamo protetti dal punto di vista del QI”, ha detto Trump riferendosi a Kushner e a Steve Witkoff, che è già un inviato speciale del presidente.
“Il potenziale di Gaza è sempre stato molto ampio: 25 miglia di costa mediterranea, vicinanza a grandi mercati regionali e globali, e una popolazione giovane e dinamica con un’età mediana di 19 anni. Oggi vogliamo ricostruire Gaza per i suoi abitanti. Non come Gaza è ma come dovrebbe essere, compreso il suo governo”. Lo ha affermato l’ex primo ministro britannico, Tony Blair, nel corso del suo intervento alla riunione del Board of Peace in corso a Washington.
“Sono lieto di annunciare che cinque Paesi hanno offerto la disponibilità dei loro soldati per l’Isf (International Stabilization Force) a Gaza: si tratta di Indonesia, Marocco, Kazakizstan, Kosovo e Albania”. Lo ha reso noto il generale americano Jasper Jeffers, a capo dell’Isf, nel corso del suo intervento alla riunione del Board of Peace in corso di svolgimento a Washington. Jeffers ha detto anche che il ruolo di vice sarà affidato a un rappresentante dell’Indonesia.
Jeffers ha rivelato che la forza sarà composta da 20mila soldati e 12mila agenti di polizia. “L’Isf farà due cose – ha detto – stabilizzare il contesto di sicurezza a Gaza e consentire una governance civile”.
“Quasi tutti i Paesi hanno accettato” l’invito ad aderire al Board of Peace e quelli che non lo hanno fatto “lo faranno”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, nella riunione del Board of Peace in corso a Washington. “Alcuni stanno facendo un po’ i furbi ma non funziona – ha aggiunto – non si può fare i furbi con me”.
“Non c’è un piano B per Gaza. Sarebbe il ritorno alla guerra e nessuno lo vuole. Il piano A è ricostruire e portare a una pace duratura”. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel corso del suo intervento alla prima riunione del Board of Peace. Secondo Rubio la situazione a Gaza era “impossibile da risolvere” seguendo “le istituzioni esistenti”.
Gli Stati Uniti impegneranno per la ricostruzione di Gaza 10 miliardi di dollari. Lo ha annunciato Donald Trump nella riunione del Board of Peace in corso a Washington.
La Cina e la Russia in futuro saranno coinvolte nel Board of Peace per Gaza. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione inaugurale del Board.
Fra le persone presenti alla prima riunione del Board of Peace aperta da Donald Trump c’è anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino. “Praticamente tutti sono capi di Stato, a parte Gianni, ma lui è il capo del calcio. Quindi non è poi così male, giusto?”, ha scherzato Trump. Infantino si è allineato in più occasioni alle posizioni politiche di Trump, arrivando a consegnargli il cosiddetto Premio per la Pace della Fifa.
Il tutto avviene mentre gli United States si preparano a co-ospitare la Fifa World Cup 2026 insieme a Canada e Mexico ù un fatto anch’esso ricordato da Trump, che nel suo intervento ha affermato che “il Mondiale ha battuto ogni record di vendita dei biglietti nella storia del calcio”.
Donald Trump ha annunciato che alcuni dei Paesi membri del Board of Peace hanno assicurato impegni per 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza. Si tratta di Kazakhstan. Azerbaigian, Emirati arabi, Qatar, Marocco, Bahrein, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait.
“Molti dei nostri amici in Europa stanno partecipando oggi e siamo ansiosi di vederli diventare membri a pieno titolo”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione del Board of Peace per Gaza. “Tutti vogliono diventare membri e abbiamo avuto una grande risposta dall’Europa”, ha detto il presidente Usa.
“Prima della riunione del Board Of Peace a Washington ho incontrato l’Alto Rappresentante per Gaza, l’amico Nickolay E. Mladenov. Gli ho illustrato l’impegno italiano in materia di ricostruzione della Striscia, di rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi e in generale della sicurezza alimentare, sanitaria ed educativa del popolo palestinese”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, allegando al post una foto dell’incontro. “Con l’iniziativa Food for Gaza, con la Fao e il Pam abbiamo maturato competenze chiave che siamo pronti a mettere al servizio della comunità internazionale”, aggiunge Tajani.
La guerra a Gaza “è finita”, anche se ci sono ancora dei “focolai”. Lo ha detto Donald Trump, dicendo di ritenere che “Hamas consegnerà le armi” e “se non lo faranno, la risposta sarà dura”, ha aggiunto parlando alla riunione del Board of Peace per Gaza.
Donald Trump ha iniziato il suo intervento alla riunione inaugurale del Board of Peace per Gaza con le presentazioni dei leader presenti a Washington. Giunto il turno del re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, il presidente Usa non è riuscito a individuarlo tra le personalità sedute alle sue spalle. “Dov’è?”, ha ripetuto più volte Trump, prima di intercettare lo sguardo del re. “E’ così ricco che può sedere dove vuole”, ha poi detto il presidente tra le risate dei presenti.
Intervenendo alla cerimonia di laurea dei cadetti dell’Idf, il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che Israele agirà contro “ogni minaccia, vicina e lontana”, in un apparente riferimento all’Iran nel contesto delle tensioni in corso. Lo riporta il Times of Israel. “Abbiamo decapitato i leader dell’organizzazione terroristica Houthi nello Yemen che ha attaccato Israele e abbiamo rimosso le minacce di annientamento sullo Stato di Israele nell’operazione Rising Lion in Iran”, ha detto. “Dico da qui a tutti i nostri nemici: non metteteci alla prova e non sfidate la nostra determinazione, perché troverete un popolo unito e un esercito forte e vittorioso di fronte a voi”, ha concluso.
“Hai il mio totale endorsement”. Così Donald Trump rivolto a Viktor Orban, nella riunione inaugurale del Board of Peace per Gaza. “Non a tutti piace il mio endorsement in Europa, ma ha fatto un lavoro incredibile sull’immigrazione”, ha detto ancora Trump rivolto al premier ungherese.
“Oggi partecipo all’evento inaugurale del Board of Peace a Washington a nome della Commissione europea. Il nostro obiettivo è chiaro: azione coordinata, governance responsabile e risultati tangibili per il popolo palestinese”. Lo scrive su X la commissaria Ue per il Mediterraneo, Dubravka Suica, postando una foto da Washington.
“In quanto principale donatore internazionale al popolo palestinese – spiega -, portiamo un’ampia gamma di strumenti per sostenere l’attuazione del Piano di Pace e della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: dall’aiuto umanitario e dalla ripresa precoce alla riforma della governance e alla costruzione delle istituzioni, alla sicurezza e al sostegno economico. Dal 1994, l’Ue ha fornito quasi 30 miliardi di euro di assistenza al popolo palestinese. Dal 2020 abbiamo fornito quasi 3 miliardi di euro di assistenza finanziaria e 1,8 miliardi di euro di aiuto umanitario”.
Secondo i registri contrattuali del Board of Peace esaminati dal Guardian, l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta progettando di costruire una base militare da 5.000 persone a Gaza. Il sito è concepito come base operativa militare per una futura Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), pianificata come una forza militare multinazionale. I piani esaminati dal Guardian prevedono la costruzione graduale nel sud della Striscia di Gaza di un avamposto militare che avrà una superficie di 1.400 metri per 1.100 metri, circondato da 26 torri di guardia blindate montate su rimorchi, un poligono di tiro per armi leggere, bunker e un magazzino per l’equipaggiamento militare per le operazioni. L’intera base sarà circondata da filo spinato.
Il Board of Peace per Gaza è il “più importante” e “il più prestigioso al mondo”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione inaugurale del Board. “Ho visto altri board nella mia vita e non erano niente in confronto”, ha aggiunto il presidente.
“Non sosteniamo il Board of Peace, in realtà, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni su alcune questioni relative al Board of Peace, ma allo stesso tempo, dato il nostro ruolo di principale donatore e di principale attore, quando si tratta di Gaza, quando si tratta della Palestina, è importante che siamo al tavolo, per essere non solo un finanziatore, ma anche un attore”. Lo afferma la prima portavoce della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa. “Questo – sottolinea – è il contesto in cui la Commissione è rappresentata dalla commissaria” per il Mediterraneo Dubravka Suica “che siederà alla riunione oggi” a Washington.
“È un grande giorno” e “quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace. Pace è una parola semplice da dire, ma difficile da produrre”. Lo ha detto Donald Trump aprendo la riunione del Board of Peace per Gaza a Washington.
“Abbiamo visto che paesi come la Germania, il Regno Unito, la Norvegia e tanti altri Paesi europei partecipano da osservatori a questa riunione dove si parla del futuro di Gaza. Noi lavoriamo per la pace”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivato a Washington, negli Stati Uniti, per partecipare al Board of Peace, come si vede in un video pubblicato sui suoi social. “Non si tratta di stare a favore di uno o contro qualcun altro, noi lavoriamo esclusivamente per la pace”, ha aggiunto, “prima vedrò anche l’Alto rappresentante per la ricostruzione che è un mio ex collega bulgaro al parlamento europeo e vedremo cosa potremo fare anche noi italiani”. “L’Italia sarà presenta alla ricostruzione perché è vitale la stabilizzazione di quel territorio”, ha detto ancora Tajani, “presenteremo un nostro piano finanziario”.
Un gruppo di manifestanti pro Palestina ha accolto il presidente Trump al suo arrivo al Peace Institute, sede della riunione del Board of Peace per Gaza che avrà inizio a breve. I manifestanti agitavano cartelli con la scritta, “Donald Trump vai al diavolo”.
Colonna sonora evocativa per la ‘foto di famiglia’ del Board of Peace per Gaza. Mentre i vari leader presenti al Trump Institute of Peace di Washington attendevano il presidente Usa per lo scatto, dagli altoparlanti risuonava ‘If I Can Dream’, la celebre canzone ‘politica’ di Elvis Presley. Una delle strofe, recita: “Ci deve essere pace e comprensione a volte. Forti venti di promessa che spazzeranno via il dubbio e la paura. Se posso sognare un sole più caldo. Dove la speranza continua a splendere su tutti. Dimmi perché, oh perché, oh perché quel sole non appare”.
Per il momento tutti i membri fondatori del Board of Peace (a eccezione di Mongolia e Bulgaria, la seconda presente a livello di segretario generale del ministero degli Esteri) hanno confermato la partecipazione a livello politico alla riunione inaugurale di oggi a Washington: a livello di capo di Stato/di governo Albania, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Cambogia, Egitto (primo ministro), El Salvador, Indonesia, Kazakhistan, Kosovo, Pakistan, Paraguay, Qatar (primo ministro e ministro degli Esteri), Ungheria (primo ministro), Uzbekistan, Vietnam; a livello di Ministro degli Esteri Arabia Saudita, Bielorussia, Egitto (a seguito del primo ministro), Emirati Arabi Uniti, Giordania, Israele, Kuwait, Marocco, Turchia. Come osservatori saranno presenti, oltre all’Italia, rappresentata da Antonio tajani: a livello apicale la Romania (presidente); a livello di ministro degli Esteri Cipro (presidenza Ue), Slovacchia e Repubblica Ceca; con altre cariche Croazia (sottosegretario), Grecia (vice ministro), Paesi Bassi (ambasciatore a Washington), Polonia (consigliere diplomatico del presidente), Austria (ambasciatore a Washington), Corea del Sud (inviato speciale del ministro), Giappone (inviato speciale per Gaza), Svizzera (direttore Medioriente), Germania (direttore Medioriente). La Commissione Ue sarà rappresentata dalla Commissaria per il Mediterraneo Suica e dal rappresentante speciale per il processo di pace, Bigot.

