Salgono a nove le persone fermate dalla polizia, sospettate di essere coinvolte nella morte del militante nazionalista Quentin Deranque, aggredito durante degli scontri a Lione giovedì scorso e deceduto sabato in ospedale. Tra loro c’è Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di Raphael Arnault, deputato de La France Insoumise. Lo riferisce Bfmtv, citando fonti vicini alle indagini.
I principali sospettati, direttamente collegati agli eventi, sono sei e almeno uno è indagato per “omicidio”. Tutti hanno sui vent’anni. I fermi sono stati effettuati nella regione di Lione, nella Lozère, nella Drome e nell’Aisne.
La Procura di Lione in questi giorni ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario spiegando che la giovane vittima è stata attaccata da “almeno sei individui” mascherati. L’aggressione mortale è avvenuta giovedì 12 febbraio a margine di una conferenza a Lione dell’eurodeputata di LFI Rima Hassan.
LFI: “Non abbiamo responsabilità politica”
La France Insoumise (LFI) ha fatto sapere di non avere “alcuna responsabilità politica” in “questa tragedia”. Lo ha affermato alla radio France Inter il coordinatore del partito francese di sinistra Manuel Bompard che ha parlato di “false dichiarazioni” e ha definito “abietto” il trattamento riservato all’LFI. Alla domanda sul ruolo del gruppo di estrema sinistra Jeune Garde Antifasciste nell’aggressione, Bompard ha risposto: “Sostengo i gruppi che praticano l’autodifesa popolare e condanno coloro che picchiano un uomo a terra”. Se l’indagine dovesse confermare il loro coinvolgimento “devono essere puniti”, “questa non è la dottrina della Jeune Garde, né di Raphaël Arnault”.
Lecornu: “Giustizia prevalga senza pressioni”
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha commentato per la prima volta la morte di Quentin Deranque. “È una tragedia assolutamente spaventosa“, ha detto all’Assemblea nazionale, come riporta Bfmtv. “La verità giudiziaria deve prevalere senza alcuna pressione sugli inquirenti. La giustizia deve prevalere senza alcuna pressione”.
Bardella: “La morte di Quentin Deranque è un atto deliberato”
“Le conclusioni del procuratore sono inequivocabili: evocando la violenza dei colpi inferti alla testa della vittima e perseguendo gli aggressori per omicidio volontario, dimostra che la morte di Quentin non è stata un ‘incidente’, ma un atto deliberato. L’estrema sinistra ha ucciso“, ha scritto in un post su X il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella.

