Sulla morte del militante nazionalista Quentin Deranque, aggredito giovedì scorso e deceduto sabato in ospedale, è stata aperta un’inchiesta per “omicidio volontario“. Lo ha comunicato la Procura di Lione, spiegando che il giovane è stato aggredito da “almeno sei individui” mascherati. Lo riportano i media francesi. I procuratori hanno spiegato che gli autori dei fatti “sono in corso di identificazione” e che “più di una quindicina di testimoni” sono stati ascoltati dalla polizia. Questa mattina, hanno aggiunto, è stata effettuata un’autopsia sul corpo, che ha permesso di stabilire che la vittima “presentava principalmente lesioni alla testa, un grave trauma cranio-encefalico associato a una frattura temporale destra”. L’aggressione è avvenuta a margine della conferenza a Sciences Po Lyon dell’europarlamentare di La France Insoumise, Rima Hassan.
Portavoce governo: “Lfi ha responsabilità morale in clima violenza“
“La France Insoumise incoraggia un clima di violenza. Ha legami comprovati e riconosciuti con gruppi di estrema sinistra estremamente violenti. Vi è quindi, per quanto riguarda il clima politico e la violenza, un’evidente responsabilità morale” di quel partito. Lo ha detto ai microfoni di Bfmtv-Rmc la portavoce del governo francese Maud Bregeon, in merito all’aggressione a Quentin Deranque, il giovane nazionalista aggredito a Lione a margine di una conferenza dell’eurodeputata LFI Rima Hassan e poi morto in ospedale. Secondo testimoni il giovane è stato colpito da militanti di estrema sinistra.

