Aveva 23 anni Quentin Deranque, il militante nazionalista francese aggredito giovedì 12 febbraio a margine di una conferenza a Lione dell’eurodeputata de La France Insoumise (LFI) Rima Hassan e morto due giorni dopo in ospedale. Per il pestaggio sono stati accusati alcuni membri del gruppo di estrema sinistra ‘Jeune Garde Antifasciste’ che erano presenti all’evento.
Gli studi e il cattolicesimo integralista
La sua famiglia lo descrive come uno studente pio, modesto e laborioso, dedito ad aiutare i poveri e lontano da ogni radicalizzazione. Era il rappresentate della nuova gioventù di estrema destra e di un cattolicesimo integralista attratto dall”autodifesa’. Studente di Data Science all’Università di Lione II, Quentin Deranque era frequentatore abituale della chiesa tradizionalista di Saint-Georges, nel quartiere di Vieux Lyon, dove la messa viene celebrata in latino. Secondo gli amici si era convertito “qualche anno fa”. L’avvocato di famiglia ha raccontato che il giovane praticava “tennis e filosofia”, “ha sempre difeso le sue convinzioni in modo non violento”, “sostenendo l’attivismo pacifico” e “non era mai stato implicato in nessun caso in passato”.
L’aggressione, corsa in ospedale e la morte
Dopo la violenta aggressione che l’ha visto vittima, Deranque era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Édouard-Herriot di Lione, dove è poi morto sabato 14 febbraio per le ferite che gli sono state inflitte, soprattutto alla testa. Secondo la procura di Lione il ragazzo è stato picchiato da “almeno sei individui a volto coperto e incappucciati”. Finora non è stato effettuato alcun arresto.
Bardella: “L’estrema sinistra uccide”
Il presidente del Rassemblement National (Rn) Jordan Bardella ha commentanto in un post sul social X la morte di Deranque: “Le conclusioni del procuratore sono inequivocabili: evocando la violenza dei colpi inferti alla testa della vittima e perseguendo gli aggressori per omicidio volontario, dimostra che la morte di Quentin non è stata un ‘incidente’, ma un atto deliberato. L’estrema sinistra ha ucciso”.
Lfi: “Non abbiamo responsabilità politica in morte Quentin”
La France Insoumise (LFI) ha assicurato di non avere “alcuna responsabilità politica” in “questa tragedia”. Lo ha affermato alla radio France Inter il coordinatore del partito francese di sinistra, Manuel Bompard, dopo le accuse per la morte del militante nazionalista Quentin Deranque. Bompard ha parlato di “false dichiarazioni” e ha definito “abietto” il trattamento riservato all’Lfi. Alla domanda sul ruolo del gruppo di estrema sinistra ‘Jeune Garde Antifasciste’ nell’aggressione, Bompard ha risposto: “Sostengo i gruppi che praticano l’autodifesa popolare e condanno coloro che picchiano un uomo a terra“. Se l’indagine dovesse confermare il loro coinvolgimento “devono essere puniti”, ha sottolineato Bompard, “questa non è la dottrina della Jeune Garde, né di Raphaël Arnault (deputato di LFI, fondatore della Jeune Garde, ndr)”.

