I colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi ed entrambe le delegazioni hanno lasciato la sede di Ginevra. – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato ai media statali che ci sono stati “buoni progressi” rispetto al round precedente. Ha aggiunto che le due parti hanno concordato di lavorare su bozze di testo per un possibile accordo e di stabilire la data del prossimo round dopo lo scambio dei testi. Araghchi ha fatto sapere che entrambe le parti hanno posizioni che richiederanno del tempo per essere avvicinate.
Araghchi: “Con Usa d’accordo su alcuni principi fondamentali”
“Posso dire che, rispetto all’ultimo round, abbiamo avuto discussioni molto serie e c’era un’atmosfera costruttiva in cui abbiamo scambiato i nostri punti di vista”, ha detto Araghchi, che ha aggiunto: “Siamo giunti ad alcuni accordi e ad alcuni principi fondamentali“, ha aggiunto Araghchi, “e sulla base di questi principi, alla fine redigeremo un documento… Speriamo di riuscirci”. – “Non è stata fissata una data specifica” per il terzo round, ha fatto poi sapere il capo della diplomazia della repubblica islamica. Gli Stati Uniti dovrebbero desistere immediatamente dal minacciare l’uso della forza contro l’Iran, è il messaggio a Washington di Aragchi, che afferma che in caso di attacco militare all’Iran, la difesa “non si limiterà ai confini dell’Iran”.
Oman: “Buoni progressi in negoziati ma resta lavoro da fare”
“I negoziati indiretti di oggi tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America a Ginevra si sono conclusi con buoni progressi nell’individuazione di obiettivi comuni e di questioni tecniche rilevanti. Lo spirito dei nostri incontri è stato costruttivo. Insieme abbiamo compiuto seri sforzi per definire una serie di principi guida per un accordo finale”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi. “Il contributo del Direttore Generale dell’Aiea, Rafael Grossi, è stato molto apprezzato. Molto lavoro resta ancora da fare e le parti hanno chiarito i prossimi passi prima del prossimo incontro”, ha aggiunto.
Fonti Usa: “Progressi in colloqui ma molto ancora da discutere”
“Si sono registrati progressi nei colloqui con l’Iran, ma ci sono ancora molti dettagli da discutere“. Lo hanno affermato ad Axios fonti statunitensi. “Gli iraniani hanno detto che torneranno nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per affrontare alcune delle divergenze ancora aperte tra le nostre posizioni”, ha aggiunto.
Media, decine di caccia Usa arrivati in Medio Oriente in ultime ore
Secondo i dati di tracciamento dei voli open source, l’esercito americano ha dislocato decine di aerei da combattimento verso il Medioriente negli ultimi giorni, tra questi i jet F-22, F-35 e F-16, mentre Stati Uniti e Iran hanno tenuto un secondo round di colloqui in Svizzera sul programma nucleare di Teheran. Un funzionario statunitense ha confermato inoltre ad Axios che nelle ultime 24 ore sono stati dislocati nella regione più di 50 aerei da combattimento.
Deputato iraniano strappa la foto di Mattarella
Intanto Roma ha convocato l’ambasciatore iraniano dopo che un parlamentare di Teheran ha strappato la foto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “È successo un fatto increscioso a Teheran, un parlamentare iraniano ha strappato la foto del presidente Mattarella, a cui va la nostra solidarietà, per questo ho deciso di far convocare l’ambasciatore iraniano per aver chiarimenti”. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione in commissione Esteri e Difesa del Senato.
Pezeshkian: “Non cerchiamo armi nucleari, aperti a verifiche“
“Non stiamo assolutamente cercando di ottenere armi nucleari. Se qualcuno volesse verificarlo, siamo aperti alle verifiche”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un’intervista ripresa dai media israeliani.

