Sono passati due anni dalla scomparsa di Alexei Navalny, attivista e oppositore di Vladimir Putin morto il 16 febbraio 2024 all’età di 48 anni. Secondo un’inchiesta condotta da Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Germania il politico di Butyn è stato avvelenato con una tossina letale (presente nelle rane freccia dell’Ecuador) mentre era detenuto nella colonia penale di Charp, nella Siberia occidentale.
Navalnaya: “Mio marito è stato ucciso da Putin”
“Sono soddisfatta. È difficile per me dire che sia una buona notizia, perché, sapete, mio marito è stato ucciso. Naturalmente io lo sapevo già: aveva meno di 50 anni. E sebbene avesse vissuto in condizioni dure, fosse stato torturato, io ero sicura che si prendesse cura di sé, che pensasse alla salute. Lo avevamo visto solo un giorno prima in video collegamento, sembrava stare assolutamente bene. Quindi era evidente che gli fosse successo qualcosa di orribile ed ero sicura che fosse stato Vladimir Putin“, ha detto Yulia Navalnaya, vedova del dissidente russo, parlando a ‘Politico’ in un’intervista ripresa dal Corriere della Sera.
“Quindi, per me era evidente che fosse stato ucciso nella colonia penale: solo non sapevamo esattamente come. Per questo sono grata ai governi di Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Germania, che hanno collaborato e hanno appena provato tutto. Le incertezze sono state dissipate: non si tratta solo di una nostra inchiesta. È un’indagine che si basa su fonti altamente scientifiche”, ha aggiunto Navalnaya, per la quale “ora abbiamo le prove che Vladimir Putin è l’assassino, che ha ucciso mio marito, e io sto lavorando molto duramente perché un giorno ci sia giustizia per lui”.
“Di sicuro tornerò a casa. Io sogno di tornare. Non direi che sia nostalgia. Capisco che potrebbero volerci anni. Ma io so di me stessa, dei miei figli, che noi sogniamo di tornare a casa. Noi per tutto il tempo abbiamo voluto vivere in Russia. La Russia è il nostro Paese. Vedremo se e quando io tornerò. Ma certo mi piacerebbe aiutare il mio Paese a diventare pacifico, prospero e democratico”.
Macron ricorda Navalny: “La sua morte è stata premeditata”
Emmanuel Macron ricorda Navalny a due anni dalla sua tragica scomparsa. “Due anni fa il mondo apprendeva della morte di Alexei Navalny. Rendo omaggio alla sua memoria. Allora espressi la mia convinzione che la sua morte dicesse tutto della debolezza del Cremlino e della paura di qualsiasi oppositore. Oggi è chiaro che è stata premeditata. La verità finisce sempre per trionfare, in attesa che la giustizia faccia lo stesso”, ha scritto su X il presidente francese.
Mosca: “Accuse infondate, le respingiamo”
Mosca, intanto, respinge tutte le accuse considerandole parziali e prive di fondamento. È quanto ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Quella del Cremlino “è una reazione molto negativa”, ha detto Peskov, “naturalmente non accettiamo tali accuse. Non siamo d’accordo. Le consideriamo parziali e infondate. E, di fatto, le respingiamo con fermezza”.

