La fiducia alla base della Nato “non può più essere data per scontata” e deve essere rafforzata da entrambe le sponde dell’Atlantico. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Per avere un futuro l’alleanza deve essere “rifondata in modo concreto”. Merz ha ribadito che anche Washington “avrà bisogno della fiducia degli alleati”, perché nell’era della competizione tra grandi potenze “neppure gli Stati Uniti sono abbastanza forti da agire da soli”.
“Il vicepresidente Vance lo aveva detto qui un anno fa molto apertamente. Aveva ragione”, ha detto ancora Merz, in riferimento è alle parole del vicepresidente americano J. D. Vance, che secondo Merz aveva colto per tempo i segnali di raffreddamento del partenariato nel suo intervento alla passata Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Il cancelliere ha ribadito che il divario emerso negli ultimi anni rende necessario ricostruire fiducia politica e strategica tra le due sponde dell’Atlantico, sottolineando che la cooperazione resta indispensabile in un contesto internazionale segnato dalla competizione tra grandi potenze.
“L’ordine internazionale si sta distruggendo”
L’ordine internazionale, fondato su regole e diritti, è ‘sull’orlo della distruzione‘, come evidenziato nel report della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Temo dobbiamo dirlo chiaramente: quell’ordine, per quanto imperfetto ai suoi tempi migliori, oggi non esiste più così com’era” ed è “cambiato più profondamente di quanto avessimo immaginato” ha continuato Merz. “Negli ultimi anni, si percepisce qui un clima segnato da crescenti tensioni e conflitti nel mondo. E almeno dal momento dell’aggressione russa all’Ucraina, quattro anni fa, siamo entrati in una nuova fase di conflitti aperti che ci tengono in costante allerta e cambiano il nostro mondo più profondamente di quanto avessimo immaginato. Temo dobbiamo dirlo chiaramente: quell’ordine, per quanto imperfetto ai suoi tempi migliori, oggi non esiste più così com’era”, ha detto Merz. “Come ha scritto recentemente Peter Sloterdijk, l’Europa ha concluso una lunga ‘pausa dalla storia mondiale’. Siamo entrati in un’epoca nuovamente dominata dalla politica di potenza. Il revisionismo violento della Russia, il suo brutale attacco all’Ucraina, è solo la manifestazione più evidente di questo fenomeno”, ha affermato ancora Merz.
“L’era delle grandi potenze minaccia la libertà”
“Nell’era delle grandi potenze la nostra libertà non è più semplicemente garantita, è minacciata” e per difenderla “serviranno fermezza, volontà e disponibilità al cambiamento e anche ai sacrifici. Possiamo difendere i nostri interessi e valori se agiamo con decisione, insieme e con fiducia nella nostra forza”, ha aggiunto, sottolineando che sicurezza, economia e cooperazione europea sono strumenti al servizio della libertà. La Cina mira a ridefinire gli equilibri internazionali e potrebbe presto raggiungere gli Stati Uniti sul piano militare. Secondo Merz, Pechino “rivendica un ruolo globale” e ha costruito negli anni le basi di questa ambizione con «pazienza strategica”, sfruttando sistematicamente le dipendenze economiche e tecnologiche di altri Paesi. “L’ordine internazionale viene reinterpretato secondo i suoi interessi”, ha affermato, sottolineando che il momento unipolare successivo alla Guerra fredda è ormai concluso. Il cancelliere ha spiegato che il ritorno della competizione tra grandi potenze segna una fase storica nuova, caratterizzata da rivalità strategiche, lotta per le sfere d’influenza e uso di risorse, tecnologie e catene di approvvigionamento come strumenti di potere. Uno scenario che, ha avvertito, “è pericoloso prima per i Paesi piccoli e poi anche per quelli grandi”.
Tra Stati Uniti ed Europa “si è aperto un divario” ha ribadito il Cancelliere, sottolineando che la distanza politica e strategica tra le due sponde dell’Atlantico è ormai evidente. “La partnership transatlantica ha perso la sua naturalezza – prima negli Stati Uniti, poi anche qui in Europa,” ha affermato, aggiungendo però che l’alleanza resta indispensabile e va ricostruita su basi concrete. Secondo Merz, entrambe le parti devono arrivare alla conclusione che “insieme siamo più forti”, perché nell’attuale fase di rivalità tra grandi potenze anche Washington “raggiunge i limiti della propria forza se agisce da sola”.
“La battaglia Maga non è la nostra”
“La battaglia culturale del movimento Maga non è la nostra“. Merz ha sottolineato che in Europa la libertà di espressione “finisce dove si scontra con la dignità umana e con la Costituzione” e ha ribadito la differenza di visione su temi economici e globali”. “Non crediamo nei dazi e nel protezionismo, ma nel libero commercio”. Il cancelliere ha inoltre difeso il multilateralismo, spiegando che sfide globali come clima e salute possono essere affrontate “solo insieme”. “Ho avviato colloqui riservati con il presidente francese sulla deterrenza nucleare europea”. Berlino, ha spiegato, resta vincolata ai propri obblighi giuridici e intende sviluppare ogni iniziativa “strettamente integrata nella condivisione nucleare della Nato”, sottolineando che l’obiettivo è evitare la nascita di “zone con livelli diversi di sicurezza” all’interno dell’Europa.
“Non basterà reagire alle manovre delle grandi potenze: dobbiamo definire una nostra agenda” ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz illustrando un “programma della libertà” articolato in quattro pilastri per affrontare la nuova fase geopolitica. Il primo punto è rafforzare la Germania e l’Europa “militarmente, politicamente, economicamente e tecnologicamente”, così da “ridurre dipendenze e vulnerabilità”, anche sostenendo l’Ucraina “nel suo coraggioso contrasto all’imperialismo russo”. Il secondo pilastro è un’Europa più forte e sovrana: “Un’Europa sovrana è la nostra migliore risposta alla nuova epoca”, ha affermato, invitando a concentrarsi su libertà, sicurezza e competitività. Terzo elemento è la partnership transatlantica. “Tra Europa e Stati Uniti si è aperto un divario”, ha riconosciuto, ma “insieme siamo più forti” e la cooperazione resta indispensabile, perché “anche gli Stati Uniti non saranno abbastanza forti se agiranno da soli”. Infine, quarto pilastro, una rete globale di partner: “Europa e rapporto transatlantico restano centrali, ma non bastano più da soli”. Per Merz servono nuove collaborazioni strategiche con Paesi di diverse regioni come Canada, Giappone, India e Brasile per “ridurre rischi, aprire opportunità e proteggere la nostra libertà”.
Macron: “Europa è intrinsecamente forte e può esserlo ancora di più“
Il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, lanciando “un messaggio di speranza e determinazione”. “”Dove alcuni vedono minacce, io vedo la nostra forza d’animo, dove altri vedono dubbi, io voglio vedere opportunità, perché credo che l’Europa sia intrinsecamente forte e possa essere resa ancora più forte”, ha affermato, “in questi giorni c’è stata la tendenza, in questo luogo e altrove, a trascurare l’Europa e talvolta a criticarla apertamente”.
Macron: “Pace prende forma, continuare a fare pressioni su Russia”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di vedere “la pace prendere forma” in Ucraina. Ma, “dobbiamo continuare a prendere di mira la flotta ombra russa. Dobbiamo esercitare pressioni. Possiamo vedere chiaramente che le entrate della Russia sono diminuite del 25%, il che dimostra che prendere di mira questa flotta è davvero efficace”, ha aggiunto, “sostengo Donald Trump nel suo desiderio di pace in Ucraina”. Ma mentre i negoziati prendono forma, la Russia continua ad attaccare i civili e le infrastrutture energetiche”, ha aggiunto Macron, “la risposta non può essere cedere alle richieste russe. La risposta deve invece essere aumentare la pressione sulla Russia”.
Macron: “Non ci sarà pace senza gli europei”
n Ucraina “non ci sarà pace senza gli europei”. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Voglio essere molto chiaro: potete negoziare senza gli europei, se preferite, ma questo non porterà alla pace al tavolo delle trattative. Faremo parte della soluzione e dovremmo partecipare alle discussioni”, ha aggiunto, “l’Ucraina è chiaramente la priorità assoluta per l’Europa e l’Europa ha mantenuto la parola data”.
Tajani: “Continueremo a sostenere Kiev e suo diritto a difendersi”
“In occasione della Conferenza di Monaco sulla sicurezza, ho partecipato al vertice sull’Ucraina. Focus sulla grave emergenza energetica. Il Governo continuerà a sostenere il popolo ucraino e il suo diritto a difendersi. Continueremo a farlo anche attraverso le forniture di energia, l’impegno della nostra protezione civile e il coinvolgimento delle imprese italiane”, lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha incontrato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Tajani: “Alleanze si aggiornano ma unità transatlantica è imprescindibile”
“Anche nei momenti in cui possono esserci delle differenze bisogna essere in grado di dialogare mantenendo un’amicizia a testa alta. Questo è quello che noi europei dobbiamo fare, essere uniti ma mai perdere la bussola dell’unità dell’Occidente”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “È ovvio che le alleanze si aggiornano con il passare dei tempi, con il cambiamento delle situazioni internazionali”, ha affermato il titolare della Farnesina, sottolineando che “l’unità transatlantica resta imprescindibile”. “Mi pare che anche Merz abbia detto più o meno questo. Noi siamo l’Europa, loro sono gli Stati Uniti, noi abbiamo bisogno di loro, loro hanno bisogno di noi. Poi ci sono dei momenti in cui ci si assesta”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Io non credo mai all’Italia che gioca la partita da sola. L’Italia gioca una partita da protagonista all’interno dell’Unione Europea e può essere utile all’Europa proprio per questa sua capacità”, ha spiegato il ministro degli Esteri.

