Il dramma dello sport palestinese: in attacchi Israele 800 vittime fra atleti e staff

Il dramma dello sport palestinese: in attacchi Israele 800 vittime fra atleti e staff
Un giovane ispeziona la recinzione distrutta di un campo da calcio e gli ulivi vicino alle macerie del campo militare di Hamas colpito dai raid aerei israeliani, nel campo profughi di Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale, venerdì 4 novembre 2022. (AP Photo/Adel Hana)

Il presidente del Comitato olimpico palestinese ha chiesto l’esclusione di Tel Aviv dalle competizioni. Atleta: “Sportivi non si fischiano mai”

Lo sport non è rimasto “immune” dalla “distruzione” che ha riguardato “tutto il popolo palestinese“. Sono le parole pronunciate dall‘ambasciatrice palestinese in Italia, Mona Abuamara, in un incontro con la stampa organizzato in concomitanza con lo svolgimento dei Giochi Olimpici di Milano Cortina che sono l’occasione per fare un punto della situazione del movimento sportivo palestinese dopo il ritorno della guerra su vasta scala a Gaza in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

Morti in bombardamenti circa 800 fra atleti e membri staff

Jibril Rjoub, presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federazione Calcio Palestinese ha sottolineato come “colpire lo sport palestinese” sia stato a suo dire “uno dei primi punti dell’agenda” di Israele. “Prima degli attacchi israeliani – ha raccontato – avevamo 289 centri sportivi a Gaza fra cui lo stadio ‘Yarmouk’ costruito nel 1938. Tutti ora sono inutilizzabili e alcuni di loro sono stati usati come centri di detenzione. Anche in Cisgiordania giocatori sono stati arrestati o hanno subito pressioni e maltrattamenti, Ai nostri atleti viene impedito di allenarsi, viaggiare e partecipare alle competizioni internazionali”. A causa dei bombardamenti inoltre, secondo i numeri forniti dal capo dello sport palestinese, sarebbero morte “circa 800 persone fra atleti e membri degli staff” di cui “metà erano giocatori di calcio”.

Il dramma dello sport palestinese: in attacchi Israele 800 vittime fra atleti e staff
Incontro con la stampa organizzato all’ambasciata di Palestina a Roma con Jibril Rjoub, presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federazione Calcio Palestinese, l’ambasciatrice palestinese in Italia Mona Abuamara e l’atleta Valerie Tarazi. (Foto: ambasciata di Palestina a Roma)

Presidente Comitato Olimpico Palestina: “Israele non partecipi a eventi”

Rjoub ha quindi parlato di “doppio standard” chiedendo l‘esclusione di Israele dalle manifestazioni sportive internazionali in quanto ai palestinesi il diritto di praticare lo sport è stato “privato”. “Non ho mai sentito le autorità sportive israeliane condannare i maltrattamenti subiti dai loro colleghi palestinesi, anzi alcuni sportivi israeliani hanno preso parte alla guerra genocidiaria a Gaza. Un crimine contro l’umanità”, ha dichiarato chiedendo, in qualità di presidente della Federcalcio locale, a Uefa e Fifa un “cartellino rosso” nei confronti di Israele che “non rispetta” le norme internazionali e dove le “forme di razzismo, anche verso gli atleti arabi-israeliani, non hanno precedenti nella storia”. Rjoub infine ha sollecitato le istituzioni sportive europee e italiane a “mandare un messaggio” in merito.

Atleta olimpica Palestina: “Sportivi non si fischiano mai”

Fra i volti principali dello sport palestinese c’è Valerie Tarazi, nuotatrice che ha preso parte alle Olimpiadi di Parigi 2024. La 26enne, in qualità di atleta, ha spiegato di non aver apprezzato i fischi alla delegazione israeliana nel corso della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina in quanto “nessun atleta deve essere fischiato” perché “è contrario allo spirito olimpico”. Tarazi ha aggiunto di non aver avere “nessun problema” a partecipare a competizioni con atlete israeliane, come già accaduto in passato, ma a sua volta ha denunciato come “in questo momento è in atto un doppio standard” perché “praticare uno sport fa parte dei diritti umani fondamentali e questo diritto in Palestina non può essere esercitato”.

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