In Iran, dopo il primo round di colloqui con gli Usa in Oman, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha fatto il punto della situazione. “Siamo assolutamente seri nei negoziati avviati” con gli Usa “e stiamo cercando negoziati concreti per raggiungere un risultato concreto, a condizione che anche l’altra parte abbia lo stesso livello di serietà e sia pronta ad avviare negoziati orientati al risultato. Purtroppo, esiste un muro di sfiducia molto ampio, dovuto al comportamento degli Stati Uniti”. Lo riporta Irna. “Eravamo impegnati in negoziati anche nel round precedente, quando si sono verificati quegli eventi e ci è stato lanciato un attacco – ha aggiunto – ci auguriamo che si crei la fiducia necessaria affinché i negoziati procedano verso un risultato”.
Teheran: “Pronti a diluire l’uranio con la revoca di tutte le sanzioni”
Teheran, inoltre, ha fatto sapere che potrebbe prendere in considerazione la diluizione dell’uranio arricchito al 60% se tutte le sanzioni venissero revocate. Lo ha dichiarato Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, citato dall’agenzia Mehr.
Eslami ha affermato che nei colloqui tra Iran e Stati Uniti vengono discusse insieme sia le questioni tecniche e nucleari che quelle politiche. Le relazioni tra Teheran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), ha detto, sono in corso. Ha poi sottolineato che i diritti dell’Iran secondo le normative dell’Aiea devono essere rispettati, aggiungendo che l’agenzia ha il compito di incoraggiare e sostenere l’uso pacifico della tecnologia nucleare per l’Iran e per tutte le nazioni.
Khamenei: “Paese saldo contro le interferenze straniere”
La nazione iraniana “è salda” davanti alle “interferenze straniere“. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana l’ayatollah Ali Khamenei in un discorso televisivo riportato dai media di Teheran. “Il potere nazionale è più legato alla volontà delle nazioni e alla loro fermezza che a missili e aerei”, ha affermato, esortando ancora il popolo a continuare a dimostrare la propria “resilienza”.
Pasdaran arrestano portavoce della coalizione riformista
Jawad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista in Iran, è stato arrestato dalle Guardie Rivoluzionarie dopo aver subito una perquisizione nella sua abitazione. Lo ha riferito il suo legale, citato da Iran International. In precedenza, la procura di Teheran aveva rivelato che era stata avviata un’indagine contro alcuni attivisti politici iraniani accusati di “agire nell’interesse del regime sionista e degli Stati Uniti“. Quattro persone sono state arrestate mentre altre sono state convocate. Secondo le autorità giudiziarie iraniane, l’indagine è stata avviata a seguito di quella che viene definita una “serie di eventi terroristici” verificatisi lo scorso dicembre e che ha portato a un attento monitoraggio delle attività online e l’analisi dei comportamenti di alcuni attivisti politici.
Ue: “Teheran dimostri serietà su nucleare”
“Per quanto riguarda la situazione in Iran, vorrei iniziare ribadendo che un’escalation militare rischierebbe di avere gravi, persino terribili, ripercussioni sulla stabilità della regione. E sappiamo quanto questa regione abbia disperatamente bisogno di stabilità. Accogliamo con favore la prospettiva di colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran, poiché bisogna dare una possibilità alla diplomazia. L’Unione Europea rimane convinta che una soluzione duratura possa essere trovata solo attraverso i negoziati, cioè attraverso la diplomazia. È giunto il momento che l’Iran dimostri la sua serietà nell’affrontare le preoccupazioni della comunità internazionale, in particolare per quanto riguarda la questione nucleare”. Lo afferma il portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna Anoual El Anouni nel briefing quotidiano con la stampa. “Come Unione europea, restiamo fermamente impegnati per la pace, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente. Ed è essenziale che tutte le parti rispettino il diritto internazionale, esercitino moderazione e si astengano da qualsiasi azione che possa portare a un’ulteriore escalation in Medio Oriente”, aggiunge.
La Russia: “Seguiamo con preoccupazione, serve soluzione pacifica”
“Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi in Iran. Accogliamo con favore gli sforzi di mediazione del Sultanato dell’Oman. E, naturalmente, crediamo che debba esserci una soluzione pacifica“. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov alla 15esima Conferenza sul Medioriente a margine del Valdai International Discussion Club. Lo riporta Interfax. Secondo Lavrov un conflitto “non farà altro che accumulare problemi e non risolverà né garantirà in alcun modo la sicurezza di nessuno Stato. Credo di aver capito tutto questo perfettamente”. “Ecco perché siamo in costante contatto con i nostri amici iraniani, compresi i nostri colleghi cinesi. Questo ci preoccupa, ci preoccupa e siamo preoccupati per il futuro dell’Iran”, ha concluso.

