La situazione rimane critica nella Striscia di Gaza dove cibo e acqua potabile scarseggiano. Un gruppo di palestinesi si è riunito con bottiglie di plastica e taniche nel campo di Al Mawasi, vicino Khan Younis, per cercare di prendere un po’ di acqua.
“Ci vogliono dalle tre alle quattro ore per riempire due o tre galloni, ovvero 100 litri. Speriamo che le organizzazioni benefiche o le aziende forniscano camion cisterna vicino alle nostre tende. Dobbiamo camminare per uno o due chilometri per riempire le taniche”, ha detto Mohammad Abu Rabie, sfollato da Rafah. “Mi sveglio alle cinque del mattino e mi metto in fila. L’approvvigionamento di acqua potabile è dalle sei alle otto del mattino, poi i camion se ne vanno. Dopodiché andiamo alla fonte di acqua salmastra per prendere l’acqua per lavare i vestiti. C’è una lunga coda e se non riusciamo a prendere l’acqua, andiamo alla mensa della carità. Aspetto qui dalle 11 del mattino fino al tramonto per poter dare da mangiare ai miei figli”, ha raccontato Tamara al-Masry, sfollata da Beit Hanoun.
