Francia, perquisizione negli uffici di X a Parigi: procura convoca Elon Musk

Francia, perquisizione negli uffici di X a Parigi: procura convoca Elon Musk
(AP Photo/Evan Vucci, File)

L’indagine si concentra su presunte complicità della piattaforma social nella detenzione e diffusione di immagini pornografiche di minori

La sede francese di X è stata perquisita da parte dell’unità per la criminalità informatica della procura di Parigi, in collaborazione con l’unità informatica della gendarmeria e con Europol. Lo riportano i media francesi precisando che l’indagine si svolge in seguito a una denuncia presentata dal deputato Éric Bothorel (Ensemble!) del 12 gennaio 2025.

Convocazione di Musk il 20 aprile

In un comunicato stampa, la procuratrice generale di Parigi, Laure Beccuau, ha annunciato che “sono state inviate citazioni per colloqui volontari il 20 aprile 2026 a Parigi al signor Elon Musk e alla signora Linda Yacarino, nella loro qualità di gestori de facto e de jure della piattaforma X al momento dei fatti”. I dipendenti della piattaforma X saranno convocati anche nella settimana dal 20 al 24 aprile 2026 per essere ascoltati come testimoni. Queste udienze consentiranno alla dirigenza di presentare la propria versione dei fatti e, se necessario, di delineare le misure previste per il rispetto delle disposizioni. “Lo svolgimento di questa indagine rientra in questa fase in un approccio costruttivo, il cui obiettivo ultimo è garantire la conformità della piattaforma X alle leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale”, aggiunge la nota.

L’indagine sul social X

L’indagine è stata avviata nel gennaio dello scorso anno dall’unità della procura specializzata in crimini informatici. Si sta indagando su presunte “complicità” nella detenzione e diffusione di immagini pornografiche di minori, deepfake sessualmente espliciti, negazione di crimini contro l’umanità e manipolazione di un sistema automatizzato di elaborazione dati nell’ambito di un gruppo organizzato, oltre ad altri reati. L’indagine è stata avviata in seguito alle segnalazioni di un parlamentare francese secondo cui gli algoritmi di X avrebbero distorto il funzionamento di un sistema automatizzato di elaborazione dei dati. Successivamente è stata ampliata in seguito ad ulteriori segnalazioni secondo cui il chatbot di intelligenza artificiale di X, Grok, avrebbe negato l’Olocausto e diffuso deepfake sessualmente espliciti.

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