Iran in massima allerta. Trump: “Stiamo negoziando”, Teheran: “La guerra non è nel nostro interesse”

Iran in massima allerta. Trump: “Stiamo negoziando”, Teheran: “La guerra non è nel nostro interesse”
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Le autorità parlano di fughe di gas. L’Arabia Saudita preme per un intervento Usa

In Iran, un’esplosione si è verificata in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas, causando la morte di 6 persone. Poi fumo alla periferia di Teheran. L’Arabia Saudita preme per un intervento militare statunitense contro la Repubblica islamica. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump annuncia: “Stiamo negoziando, vedremo cosa succederà”. Pezeshkian replica: “La guerra non porterà alcun beneficio né a noi né a Usa”

Iran, le notizie di sabato 31 gennaio – La diretta
Un esplosione si è verificata in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas, causando la morte di un bambino . Poi un’altra deflagrazione ha investito un complesso residenziale ad Ahvaz, nel sud-ovest: 5 i morti. Fumo alla periferia di Teheran. L’Arabia Saudita preme per un intervento militare Usa contro la Repubblica islamica
Inizio diretta: 31/01/26 11:05
Fine diretta: 31/01/26 23:00
Pezeshkian: "Se attaccati risposta decisa ma priorità a diplomazia"

“Per la Repubblica islamica dell’Iran risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra, e speriamo che anche la controparte abbia compreso che l’Iran non può essere costretto a negoziare con minacce e forza. Ovviamente, qualsiasi aggressione o attacco al territorio della Repubblica Islamica dell’Iran incontrerà una risposta decisa e autorevole; tuttavia, l’Iran continua a perseguire la risoluzione dei problemi attraverso la diplomazia””. Così il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. 

Pezeshkian: "Guerra non porterà alcun beneficio né a noi né a Usa"

 “La Repubblica islamica dell’Iran non ha cercato e non cerca la guerra in alcun modo, e crede fermamente che la guerra non porterà alcun beneficio all’Iran, all’America o alla regione”. Così il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. 

Teheran: "Lavori per negoziati proseguono nonostante guerra mediatica"

“Contrariamente all’atmosfera artificiale della guerra mediatica, i lavori strutturali per i negoziati stanno procedendo”. Così su X il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani.

Cnn: "Esplosioni non collegate ad azioni militari Usa"

Un funzionario statunitense ha dichiarato alla Cnn che le esplosioni che si sono verificate oggi in Iran, tra cui quella nella città portuale di Bandar Abbas, non erano collegate ad azioni militari statunitensi.

Trump: "Stanno negoziando, vedremo cosa succederà"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto a Fox News che l’Iran “sta negoziando, quindi vedremo cosa succederà”. “L’ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto eliminare il loro nucleare, ma non ha funzionato, sapete. Poi abbiamo optato per un’altra soluzione e vedremo cosa succederà”, ha aggiunto. 

Vigili del fuoco confermano, esplosione Bandar Abbas per fuga gas

Il capo dei vigili del fuoco di Bandar Abbas ha confermato che è stata una fuga di gas la causa dell’esplosione in un edificio della città iraniana. Lo riporta Teheran Times. 

Israele nega coinvolgimento in esplosioni

Funzionari israeliani hanno affermato che non è noto alcun collegamento tra Israele e le esplosioni che si sono verificate in Iran. Lo riporta Ynet. 

Khamenei visita la tomba di Khomeini a Teheran

La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha reso omaggio oggi al defunto fondatore della Repubblica islamica, l’Imam Ruhollah Khomeini, presso il suo mausoleo a Teheran, in occasione del 47° anniversario della Rivoluzione islamica e dell’inizio delle celebrazioni dell’Alba dei dieci giorni (Fajr). Durante la visita, il leader della Rivoluzione islamica ha onorato la memoria del fondatore della Repubblica islamica recitando versetti del Sacro Corano e recitando preghiere presso il mausoleo. Lo riporta l’agenzia iraniana Mehr.

 6 morti in esplosioni a Bandar Abbas e Ahvaz

Cinque persone sono rimaste uccise e due ferite in un’esplosione in un complesso residenziale ad Ahvaz, nel sud-ovest dell’Iran. Inoltre, è stato riferito dalle autorità provinciali di Hormozga che un bambino è rimasto ucciso e 14 persone sono rimaste ferite in un’esplosione di un edificio a Bandar Abbas, nel sud-est del Paese. Lo riporta Bbc Persian.

Esplosione per fuga di gas ad Ahvaz, bambino salvato da macerie

Dopo l’esplosione di gas ad Ahvaz, in Iran, le forze di emergenza sono riuscite a salvare un bambino intrappolato sotto le macerie dell’edificio crollato e a trasferirlo in un centro medico. Altre 4 persone, membri della stessa famiglia, sono morti nell’esplosione. Alcuni testimoni hanno invece smentito che un’altra esplosione, avvenuta in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas, sia stata causata da una fuga di gas, come riferito inizialmente. Lo riporta Teheran Times.

Media, fumo da campo in provincia Teheran

Il Teheran Times riferisce di un incendio nella zona di Parand, nella provincia di Teheran, in un campo aperto.Secondo la testata, il fumo proverrebbe da un incendio fra canneti secchi. Un residente ha affermato che la foschia persiste da circa due ore. I funzionari citati dai media locali hanno negato qualsiasi incidente di sicurezza nella regione e hanno attribuito il fumo a un incendio scoppiato nella vicina macchia mediterranea.

Usa: "Non tollereremo azioni pericolose in esercitazioni stretto Hormuz"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha esortato l’Iran a evitare “rischi inutili alla libertà di navigazione” durante l’esercitazione con fuoco reale prevista a partire da domani nello Stretto di Hormuz, via navigabile attraverso la quale transita il 20% del petrolio mondiale. Nel suo severo avvertimento all’Iran e ai Guardiani della rivoluzione, lo U.S. Central Command ha sottolineato che non tollererà azioni “pericolose” da parte dell’Iran, tra cui il sorvolo di navi militari Usa impegnate, l’avvicinamento di imbarcazioni ad alta velocità o il puntamento di armi contro le forze Usa. Giovedì l’Iran ha avvertito via radio le navi che domenica e lunedì condurrà un’esercitazione con fuoco reale nello stretto di Hormuz. Qualsiasi “comportamento pericoloso e non professionale nei pressi delle forze Usa, dei partner regionali o delle navi commerciali aumenta i rischi di collisione, escalation e destabilizzazione”, è l’avvertimento del Comando Centrale Usa a Teheran.

Media, per ministro saudita se Trump non attacca regime ne esce rafforzato

Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha dichiarato venerdì durante una riunione privata a Washington che se il presidente Usa Donald Trump non darà seguito alle sue minacce contro l’Iran il regime ne uscirà rafforzato. È quanto riporta Axios, riferendo di averlo saputo da quattro fonti che erano presenti nella sala. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto alle dichiarazioni pubbliche saudite che mettevano in guardia contro un’escalation e alla profonda preoccupazione espressa dal principe ereditario Mohammed bin Salman (Mbs) a Trump tre settimane fa. Axios sottolinea che quell’avvertimento fu uno dei motivi per cui Trump decise di rinviare l’attacco. 

Esplosione in un edificio a Bandar Abbas: 4 morti

Un esplosione si è verificata in un edificio della città portuale iraniana di Bandar Abbas, causando la morte di 4 persone. Lo riportano vari media di Teheran spiegando che al momento le cause dell’accaduto sono sconosciute. Due piani della palazzina sarebbero andati distrutti così come alcune vetture e negozi adiacenti sarebbero rimasti danneggiati. “I vigili del fuoco e i soccorritori si trovano sul posto” ha dichiarato Mehrdad Hassanzadeh, direttore generale della Gestione delle Crisi del Governatorato di Hormozgan invitando la popolazione a “seguire le notizie provenienti da fonti ufficiali”. Due persone sono state salvate da sotto le macerie, e si tratta di un bambino di 3 anni e una donna.

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