Iran, attivisti: “Oltre 5mila morti in repressione proteste”

Iran, attivisti: “Oltre 5mila morti in repressione proteste”
Un momento delle proteste a Teheran (UGC via AP)

Ha superato i 5mila morti in Iran il bilancio della repressione delle proteste anti-governative in tutto il Paese e si teme che il numero possa aumentare. Lo fa sapere il gruppo Hrana, Human Rights Activists News Agency, con sede negli Stati Uniti, che in passato in precedenti ondate di proteste si è dimostrata accurata nelle informazioni e si avvale di una rete di attivisti nel Paese per verificare il numero dei morti. Secondo Hrana, precisamente sono state uccise 5.002 persone – di cui 4.716 manifestanti e 203 erano affiliati al governo – e 26.800 sono state arrestate. Sempre secondo Hrana, fra i morti ci sono 43 bambini e 40 civili che non partecipavano alle proteste.

Il bilancio delle vittime supera quello di qualsiasi altra serie di proteste o disordini in Iran negli ultimi decenni e ricorda il caos che ha circondato la rivoluzione islamica iraniana del 1979. Mercoledì il governo iraniano ha fornito il suo primo bilancio delle vittime, parlando di 3.117 morti. In passato la teocrazia iraniana ha sottostimato o non ha riportato il numero delle vittime delle proteste. La difficoltà di ottenere informazioni dall’Iran persiste a causa del blocco dell’accesso a internet da parte delle autorità, che è iniziato l’8 gennaio scorso ed è dunque già entrato nella terza settimana.

Nella preghiera del venerdì deriso Trump

Mohammad Javad Haji Ali Akbari, che oggi ha guidato la preghiera del venerdì a Teheran, ha deriso il presidente Usa Donald Trump, definendolo un “uomo dalla faccia gialla, dai capelli gialli e sciagurato” che è “come un cane che abbaia soltanto“. “Quell’uomo sciocco ha fatto ricorso a minacce contro la nazione, in particolare per quanto riguarda le sue dichiarazioni sul leader iraniano”, ha affermato il religioso in un commento trasmesso dalla radio di Stato iraniana. “Se dovesse verificarsi qualsiasi danno, tutti i vostri interessi e le vostre basi nella regione diventerebbero obiettivi chiari e precisi delle forze iraniane”, ha avvertito in una nuova minaccia di Teheran agli Usa.

Teheran contro la risoluzione dell’Europarlamento

 Il ministero degli Esteri dell’Iran ha criticato aspramente una risoluzione adottata giovedì dal Parlamento europeo che condanna “la repressione e gli omicidi di massa perpetrati dal regime iraniano contro i manifestanti in Iran”. La risoluzione chiede il rilascio dei detenuti ed esorta il Consiglio europeo a designare come organizzazione terroristica i Guardiani della rivoluzione, che hanno svolto un ruolo chiave nella repressione delle proteste nazionali. Il ministero degli Esteri ha espresso “il suo forte disgusto” per quelle che ha definito “le affermazioni offensive” contenute nella risoluzione. In una dichiarazione rilasciata oggi, ha sottolineato che “qualsiasi decisione o posizione illegale o interventista riguardante le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e i difensori della sicurezza del Paese sarà accolta con un’azione reciproca da parte dell’Iran, e la responsabilità delle conseguenze ricadrà su coloro che hanno avviato tali azioni”. 

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