La consegna della medaglia del Premio Nobel per la Pace dalla leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, al presidente americano Donald Trump dopo l’intervento militare nel Paese caraibico con la cattura del leader chavista Nicolas Maduro, è stata “un atto di coerenza“: “Maria Corina Machado ha detto fin dal primo momento che il premio era di tutti i venezuelani” e con questo regalo è stata mostrata la “gratitudine di tutti i venezuelani a Trump”. A dirlo, in un’intervista a LaPresse, è stato l’italo-venezuelano Fabio Valentini, che fa parte della dirigenza del partito di Machado, Vente Venezuela, e che si trova a Washington insieme alla delegazione che ha accolto la leader dell’opposizione. Valentini ha negato che si sia trattato di un’umiliazione per la leader: “È stato un regalo, come quello che qualsiasi capo di Stato o persona che arriva alla Casa Bianca fa al presidente”, ha affermato. “Se facciamo un paragone con l’incontro che Trump ha avuto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e il rapporto che hanno ora, possiamo facilmente vedere quando qualcosa è gradita o meno a questa amministrazione“, ha fatto notare il politico. Valentini ha ricordato poi “la storia potente e importante” che c’è dietro la consegna del premio a Trump e che ha illustrato Machado, ricordando la medaglia di George Washington che il marchese di Lafayette consegnò a Simon Bolivar, eroe dell’indipendenza sudamericana.
“Con Trump incontro storico e di successo”
“L’incontro tra Maria Corina Machado e il presidente Usa Donald Trump è stato per noi venezuelani storico e di successo. E sono convinto che questo successo lo vedremo nei prossimi eventi che accadranno“, ha aggiunto Valentini parlando con LaPresse. Valentini ha contribuito alla fondazione di Vente Venezuela, militando prima nell’area giovanile della formazione politica e assumendo poi l’incarico di coordinatore dei team del partito all’estero. “L’obiettivo principale della riunione, che era il riconoscimento tra due alleati, è stato raggiunto”, ha commentato, sottolineando che le dichiarazioni rilasciate da Machado all’uscita dalla Casa Bianca sono state “chiare”: ha detto “che possiamo contare sul presidente Trump per la liberazione totale della nazione. Sono parole significative in un momento in cui ci sono dubbi all’interno della comunità internazionale, e anche tra alcuni venezuelani” sugli obiettivi di Washington. L’esponente di Vente Venezuela si è detto convinto della volontà degli Usa di porre fine al regime chavista. “Ho visto Maria Corina Machado serena e felice” dopo la riunione con Trump alla Casa Bianca, “il discorso che ha pronunciato era di liberazione totale“, ha concluso Valentini.
“Rodriguez utile ora agli Usa, ma Maria Corina è indispensabile”
Per quanto riguarda i prossimi passi nella leadership del Venezuela, “Delcy Rodriguez è una persona utile ora all’amministrazione Usa di Donald Trump, ma Maria Corina Machado è indispensabile per ciò che arriverà dopo in Venezuela, ovvero una transizione verso una vera democrazia”, ha affermato Valentini, commentando le dichiarazioni del leader della Casa Bianca che ha avuto parole benevole per la ex vice di Nicolas Maduro e presidente ad interim del Paese, definendola una persona “fantastica”. Valentini ha sottolineato come un rapporto con Rodriguez sia ora comodo per Washington, ma ha rimarcato che, affinché il Venezuela si riprenda economicamente e diventi un Paese in grado di attrarre investimenti esteri, i venezuelani espatriati e quelli che continuano a vivere nel Paese, è necessario “un governo di cui fidarsi” e per arrivare a ciò “c’è bisogno di una cambio assoluto e di un profondo rinnovamento delle istituzioni“. L’esponente di Vente Venezuela ha messo poi in evidenza il fatto che Trump abbia incontrato di persona Machado, mentre abbia evitato una foto con Rodriguez, limitandosi a una conversazione telefonica. “Rodriguez voleva avere una riunione prima di Machado, ma il presidente ha rifiutato che si recasse a Washington e le ha concesso solo una chiamata”, ha detto Valentini. Il politico ha rimarcato che Machado “gode del sostegno e del riconoscimento dei venezuelani e di tante nazioni occidentali” e che “è con lei che inizierà la transizione democratica”.

