“La situazione che si sta delineando alle alte latitudini è per noi motivo di grave preoccupazione”. È quanto ha dichiarato l’ambasciata della Russia in Belgio, rispondendo a una domanda del giornale Izvestia sulla politica della Nato in Groenlandia e nell’Artico in generale, secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri russo. “Invece di lavorare in modo costruttivo nell’ambito delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio artico, la Nato ha intrapreso un percorso di accelerata militarizzazione del Nord , aumentando la propria presenza militare nella regione con il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino“, ha dichiarato l’ambasciata russa a Bruxelles, che afferma che “le dichiarazioni di alto profilo di Washington sulla questione della Groenlandia vengono utilizzate dall’alleanza esclusivamente per promuovere un’agenda anti-russa e anti-cinese”. “I tentativi di collegare categoricamente la crescente discordia all’interno del campo occidentale alla necessità di confrontarsi con la Russia e la Cina nell’Artico appaiono particolarmente cinici. Una retorica così aggressiva non regge a un esame approfondito”, afferma ancora la diplomazia russa, che parla di “isteria”.
Mosca afferma inoltre che “da parte sua la Russia mantiene costantemente la posizione secondo cui l’Artico deve rimanere un territorio di pace, dialogo e cooperazione paritaria”, sottolineando che “ciò è particolarmente importante alla luce dei cambiamenti climatici, dello scioglimento dei ghiacci, della crescente importanza strategica della regione e delle opportunità emergenti per lo sviluppo di rotte di trasporto e lo sfruttamento sostenibile delle risorse”. “In quanto maggiore potenza artica, la Russia contribuisce in modo significativo allo sviluppo della regione e sostiene costantemente il mantenimento della pace e della stabilità nel Nord. Ci aspettiamo un approccio simile da parte degli altri paesi. Restiamo aperti a un impegno pragmatico nell’Artico con tutti coloro che sono disposti a un dialogo paritario e rispettoso”, scrive ancora l’ambasciata russa in Belgio. “Riteniamo che la politica dell’alleanza di intensificare il confronto nell’Artico sia controproducente ed estremamente pericolosa”, conclude.
Soldati tedeschi oggi in Danimarca per missione congiunta
Dopo l’annuncio di ieri sulla partecipazione alla missione, la Germania ha fornito ulteriori dettagli sull’invio di una squadra di ricognizione in Groenlandia. Il ministero della Difesa tedesco ha reso noto che i militari tedeschi raggiungeranno oggi la Danimarca, volando verso la base di Karup, prima tappa della missione multinazionale nell’Artico. La decisione è stata presa dopo ulteriori consultazioni con le autorità danesi. Da Karup, il team tedesco si unirà alla squadra di ricognizione danese e ad altri partner alleati per volare insieme in Groenlandia nella giornata di venerdì. Il trasferimento avverrà a bordo di un aeromobile civile danese, una scelta che Berlino definisce “un forte segnale di unità e coesione all’interno dell’Alleanza”. La missione si svolge su invito e sotto la guida della Danimarca e coinvolgerà anche altri Paesi della Nato. In questa fase non sono previsti contributi operativi specifici: l’obiettivo è raccogliere valutazioni preliminari sulle condizioni di sicurezza e operative sul terreno, in vista di possibili future attività di addestramento o impiego. Le informazioni raccolte, ha spiegato il ministero della Difesa tedesco, serviranno come base per ulteriori consultazioni e pianificazioni all’interno della Nato, nel contesto delle crescenti tensioni nell’Artico legate alle attività di Russia e Cina.
Berlino: “Rischi da attività Russia e Cina nell’Artico“
“Russia e Cina stanno aumentando la loro presenza militare nell’Artico, mettendo a rischio la libertà delle rotte di trasporto, comunicazione e commercio”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, commentando la missione di ricognizione multinazionale in Groenlandia. “La Nato non lo permetterà e continuerà a difendere l’ordine internazionale basato sulle regole”, ha affermato Pistorius, sottolineando che “È fondamentale per me che ci coordiniamo strettamente all’interno della Nato, in particolare con i nostri partner statunitensi, durante l’esplorazione congiunta in Groenlandia sotto la guida danese”.
Madrid in allarme: “In atto pericolosissima escalation“
“Nelle ultime settimane le minacce e le tensioni riguardo alla Groenlandia sono aumentate e questo costituisce una pericolosissima escalation. La sicurezza dell’Artico è una priorità per l’Europa e per l’alleanza transatlantica ma la Groenlandia appartiene al suo popolo“. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, esponendo davanti al Congresso dei deputati la politica estera messa in atto dall’esecutivo. “La Spagna appoggia la Danimarca e il popolo della Groenlandia” ed “esigerà sempre il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità delle frontiere, principi contenuti nella Carta Onu“, ha rimarcato il ministro.
Nato valuta come rafforzare presenza nell’Artico
Alla domanda se i movimenti delle truppe europee fossero coordinati con la Nato o quale ruolo potesse svolgere l’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti nelle esercitazioni, la Nato ha rinviato tutte le domande alle autorità danesi. Tuttavia, secondo un funzionario della Nato che non era autorizzato a rilasciare dichiarazioni pubbliche e ha parlato a condizione di rimanere anonimo, la Nato sta valutando come i membri possano rafforzare collettivamente la presenza dell’Alleanza nell’Artico.
Danimarca: “Presenza militare permanente con nostro contributo“
Oggi, il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha dichiarato che l’intenzione è quella di “stabilire una presenza militare più permanente con un contributo danese più consistente”, secondo quanto riportato dall’emittente danese DR. Ha aggiunto che i soldati di diversi paesi della Nato saranno presenti in Groenlandia con un sistema di rotazione.
Crosetto: “Nato sia il quadro di riferimento”
“Se vogliamo fare qualcosa in Groenlandia, facciamolo fare dalla Nato, dove ci siamo tutti e ci sono anche gli Stati Uniti, decidiamo all’interno”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla Camera, al termine del dibattito sulle comunicazioni rese dal ministro sul dl Ucraina. “La forza qual è? A chi arriva prima a mandare in Groenlandia 100, 200, 1.000 uomini per fare un’esercitazione?“, oppure cercare di “usare la Groenlandia per unire e non per spaccare”. E allora “facciamo questa cosa come Nato”, ma “se andiamo dietro alle derive che tendono a spaccare perché non ci piacciono le amministrazioni altrui noi ci troviamo con tutto spaccato”, avverte.
Groenlandia, il premier: “Diplomazia strada giusta da seguire“
L’incontro di ieri a Washington tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia “si è svolto in un clima serio ma costruttivo. Il dialogo è ora avviato e si è concordato di istituire un gruppo di lavoro che continuerà a occuparsi delle divergenze esistenti tra le parti. Si tratta di un passo importante. Il dialogo e la diplomazia sono la strada giusta da seguire, anche quando gli interessi in gioco sono grandi e la pressione è notevole”. Lo ha scritto in un post su Facebook il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen. “La Groenlandia desidera una cooperazione pacifica e basata sul dialogo con gli Stati Uniti e con i nostri partner internazionali. Ma il dialogo presuppone il rispetto della nostra posizione costituzionale, del diritto internazionale e del nostro diritto al nostro Paese”, ha aggiunto, “la situazione della politica di sicurezza è grave e gli interessi geopolitici nella nostra regione sono grandi. Capisco bene che questo crei inquietudine. Proprio per questo è fondamentale che restiamo uniti nella nostra comunità e nelle alleanze che ci proteggono”.

