Iran, l’ambasciatore in Italia: “Numero dei morti nelle proteste è esagerato dai nostri nemici”

Iran, l’ambasciatore in Italia: “Numero dei morti nelle proteste è esagerato dai nostri nemici”
Mohammad Reza Sabouri, ambasciatore dell’Iran in Italia

Mohammad Reza Sabouri a LaPresse: “Contatti con Usa da tempo, accordo possibile se equo. Italia e altri possono mediare”

“La manipolazione e l’esagerazione dei numeri relativi a morti e feriti è sempre stata una delle tattiche dei nemici dell’Iran per aumentare la pressione e distorcere la realtà. Recentemente agli ambasciatori di vari Paesi sono stati mostrati filmati dei disordini che dimostrano come individui terroristi prendano di mira con colpi d’arma da fuoco la popolazione civile e le forze dell’ordine”. Lo ha affermato in un’intervista a LaPresse l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Mi colpisce come le organizzazioni per i diritti umani siano rimaste in silenzio di fronte alla realtà del martirio di oltre mille donne e uomini innocenti durante i 12 giorni di aggressione del regime israeliano, mentre oggi improvvisamente si dichiarano preoccupate per statistiche fasulle”, ha aggiunto.

“Contatti con gli Usa già in corso, accordo possibile se equo”

Quanto ai contatti tra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, Abbas Araghchi, e Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump per il Medio Oriente, essi, ha detto il diplomatico di Teheran, “sono in corso da tempo ed erano attivi già prima di queste proteste. Negli ultimi giorni, sia prima sia dopo le manifestazioni, tali contatti sono proseguiti“. Secondo l’ambasciatore “l’Iran non si è mai sottratto al negoziato, ma ritiene che esso debba essere equo e giusto, basato su interessi e rispetto reciproci”. A detta di Sabouri tuttavia “sembra che gli Stati Uniti siano orientati a imporre le proprie richieste e non siano realmente alla ricerca di un vero negoziato“. A suo avviso, ha aggiunto, “le nostre posizioni sono chiare. Ma, come tutte le coscienze vigili del mondo possono osservare, gli Stati Uniti ricorrono costantemente alla logora politica del ‘bastone e della carota’, cercando di creare leve di pressione nei negoziati attraverso minacce militari“.

“Italia e altri possono mediare”

“L’Iran non cerca lo scontro, né la guerra nella regione, ma è pronto a tutti gli scenari“, ha spiegato ancora. “L’esperienza passata, e in particolare la ‘Guerra dei 12 giorni’, ha dimostrato quali sarebbero le conseguenze di qualsiasi aggressione contro l’Iran”, ha detto Sabouri aggiungendo che oggi il paese “è certamente più preparato alla resistenza rispetto al periodo della ‘Guerra dei 12 giorni’, ma allo stesso tempo è pronto anche a veri negoziati“. Quanto a un eventuale ruolo dell’Italia come mediatore fra Iran e Usa, “attualmente diversi Paesi, sia regionali sia extra-regionali, stanno cercando di svolgere un ruolo volto a ridurre le tensioni e a creare una stabilità duratura nella importante regione del Medio Oriente”, ha argomentato Sabouri. “Sembra che tutti i Paesi possano, in base alle proprie capacità e potenzialità, contribuire attraverso iniziative eque e imparziali a un’azione volta alla costruzione della pace e della stabilità”.

“Esprimere dissenso si può ma no ai disordini”

Tornando alle proteste invece l’ambasciatore ha sottolineato come “in Iran da sempre l’espressione di opinioni, lamentele e rivendicazioni attraverso manifestazioni e raduni è accettata. Anche in Italia nel corso del recente anno solare si sono svolte diverse proteste e scioperi nazionali, per questioni sindacali e persino politiche, in modo pacifico”. Nelle recenti proteste, ha proseguito, “inizialmente tutte le più alte autorità del Paese hanno dato disposizioni affinché le richieste dei manifestanti fossero accolte e discusse, sono stati organizzati incontri per ascoltare le diverse istanze e soddisfare le loro richieste. Tuttavia, a partire dalla sera dell’8 gennaio in alcune aree si è assistito ad atti violenti, all’utilizzo di armi e ad azioni dalla natura terroristica”. In questo contesto, ha rimarcato il diplomatico, “alcuni membri delle forze dell’ordine e di sicurezza, così come cittadini civili, sono stati oggetto di aggressione e sono rimasti feriti, numerosi luoghi di culto sono stati distrutti o incendiati e si sono registrati danni considerevoli sia ai beni pubblici, che a quelli privati. È evidente che tali azioni, senza alcuna eccezione, sono contrarie ai principi di legalità e di ordine pubblico e sono normalmente condannate in tutti i Paesi del mondo”.

“Blocco di internet è a tutela della sicurezza pubblica”

Sul blocco di internet nel Paese, Sabouri ha spiegato che “ogni governo nel mondo, in conformità alle proprie responsabilità, è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie e preventive per contrastare qualsiasi azione violenta organizzata che minacci la sicurezza pubblica, la vita, i beni e la salute psicologica dei cittadini. In questo contesto, alcune misure preventive temporanee e mirate, tra cui l’imposizione di limitazioni temporanee all’accesso a Internet, sono state adottate esclusivamente con l’obiettivo di tutelare la sicurezza pubblica, prevenire la diffusione della violenza e dell’incitamento all’odio e impedirne l’abuso da parte di reti organizzate ed elementi infiltrati”. In ogni caso – ha concluso – “è evidente che tali misure hanno carattere temporaneo e verranno progressivamente revocate con il ritorno delle condizioni alla normalità”.

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