Continuano le proteste in Iran: i manifestanti sono tornati a gridare e marciare per le strade, mentre resta in vigore un blocco di Internet che sembra aver messo offline anche le agenzie di stampa statali e semiufficiali. Finora, negli scontri scoppiati durante le manifestazioni sono morte almeno 62 persone, mentre più di 2.270 sono state arrestate. L’Ayatollah Ali Khamenei si è rivolto alla nazione in un discorso trasmesso dalla tv di stato.
Le proteste
Brevi video online condivisi dagli attivisti mostrano i manifestanti che cantano contro il governo iraniano attorno a falò nelle strade della capitale Teheran e di altre zone. Quando giovedì 8 gennaio l’orologio ha segnato le otto, i quartieri di Teheran sono esplosi in cori, hanno riferito i testimoni. I cori includevano “Morte al dittatore!” e “Morte alla Repubblica Islamica!”. Altri hanno lodato lo scià, gridando: “Questa è l’ultima battaglia!” Migliaia di persone erano visibili per le strade prima che tutte le comunicazioni con l’Iran venissero interrotte.
Il figlio dello Scià chiede l’intervento di Trump
Il principe in esilio Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi, in un post su X ha lanciato un appello al presidente Usa Donald Trump chiedendogli di intervenire in Iran. “Lei ha dimostrato di essere un uomo di pace e di parola. La prego di essere pronto a intervenire per aiutare il popolo iraniano”, si legge nel post, in cui sono taccati il presidente Usa e il segretario di Stato Marco Rubio, oltre alla Casa Bianca. – “Signor Presidente, questa è una richiesta urgente e immediata che richiede la sua attenzione, il suo sostegno e la sua azione. Ieri sera ha visto milioni di coraggiosi iraniani scendere in strada sfidando i proiettili. Oggi non devono affrontare solo i proiettili, ma anche un blackout totale delle comunicazioni. Niente internet. Niente telefoni fissi”, esordisce Reza Pahlavi. “Ali Khamenei, temendo la fine del suo regime criminale per mano del popolo e con l’aiuto della sua potente promessa di sostenere i manifestanti, ha minacciato il popolo in piazza con una brutale repressione. E vuole usare questo blackout per uccidere questi giovani eroi”, prosegue. “Ho chiamato il popolo in piazza per lottare per la propria libertà e per sopraffare le forze di sicurezza con la forza del numero. Ieri sera lo hanno fatto. La sua minaccia a questo regime criminale ha anche tenuto a bada i teppisti del regime. Ma il tempo è essenziale. La gente tornerà in strada tra un’ora. Le chiedo di aiutarmi”, si legge ancora.
L’appello del principe ereditario Pahlavi
“Gli iraniani hanno chiesto la loro libertà stasera. In risposta, il regime iraniano ha interrotto tutte le linee di comunicazione”. Lo ha detto il principe iraniano ereditario in esilio Reza Pahlavi, lanciando un appello a scendere di nuovo per le strade oggi alle 20. “Ha chiuso Internet. Ha tagliato le linee telefoniche fisse. Potrebbe anche tentare di disturbare i segnali satellitari”, ha aggiunto, riferendosi al regime di Teheran. Ha poi invitato i leader europei a unirsi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella promessa di “chiedere conto al regime”. “Li esorto a utilizzare tutte le risorse tecniche, finanziarie e diplomatiche disponibili per ripristinare le comunicazioni con il popolo iraniano, affinché la sua voce e la sua volontà possano essere ascoltate e viste”, ha detto, “non lasciate che le voci dei miei coraggiosi compatrioti siano messe a tacere”.
Trump: “Incredibile quello che sta accadendo, seguo situazione da vicino”
Quello che sta accadendo in Iran “è incredibile” e “seguo la situazione da vicino”. Lo ha detto Donald Trump in riferimento alle proteste in corso nel Paese. “Se iniziano ad uccidere le persone come hanno fatto in passato, li colpiremo molto duramente“, ha aggiunto il presidente, ribadendo la minaccia già fatta nei giorni scorsi.
Khamenei: “Repubblica islamica non cederà di fronte ai sabotatori”
In risposta alle proteste in corso, la Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha avvertito in un discorso trasmesso oggi dalla televisione di Stato che la Repubblica islamica “non cederà di fronte ai sabotatori”. “Hanno dato fuoco ai bidoni della spazzatura per compiacerlo”, ha detto Khamenei, facendo riferimento a Trump, “tutti dovrebbero sapere che la Repubblica Islamica è salita al potere con il sangue di diverse centinaia di migliaia di persone onorevoli. La Repubblica Islamica non si tirerà indietro di fronte ai sabotatori“.
Khamenei: “Trump pensi ai problemi del suo Paese”
Khamenei ha poi criticato direttamente Trump: “Se sapesse come governare un Paese, governerebbe il suo. Ci sono problemi importanti nel suo Paese“. Trump “ha le mani sporche del sangue di oltre mille iraniani”, ha aggiunto, “nella guerra dei 12 giorni, oltre a comandanti, scienziati e anziani, sono state uccise anche altre persone”. Khamenei ha poi definito il presidente degli Stati Uniti uno degli “arroganti del mondo” che, come “il Faraone, Nimrod, Reza Khan e Mohammad Reza, sarà rovesciato al culmine della sua arroganza“.
Ue: “Monitoriamo situazione, inaccettabile violenza contro manifestanti”
“Stiamo monitorando attentamente la situazione in Iran, compresi gli ultimi sviluppi nella parte sud-occidentale del Paese. Esprimiamo la nostra preoccupazione per il crescente numero di morti e feriti e respingiamo qualsiasi violenza contro i manifestanti pacifici. Il popolo iraniano sta esprimendo la sua legittima aspirazione a una vita migliore. Qualsiasi violenza contro i manifestanti pacifici è inaccettabile. Esortiamo le autorità iraniane a rispettare i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica e a ripristinare l’accesso a internet per tutti”. Lo dice il portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna Anouar El Anouni nel corso del briefing quotidiano con la stampa.
Attivisti: “Almeno 62 morti da inizio proteste”
È salito ad almeno 62 morti in Iran il bilancio dall’inizio delle proteste. Il dato è stato fornito da Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Usa, le cui cifre si sono rivelate accurate anche in precedenti round di violenze durante proteste nel Paese. Secondo Hrana, inoltre, durante le manifestazioni sono stati effettuati almeno 2.300 arresti.

