Venezuela, l’oppositrice Figuera: “Transizione già in atto, fiducia in Trump”

Venezuela, l’oppositrice Figuera: “Transizione già in atto, fiducia in Trump”
L’oppositrice venezuelana Dinorah Figuera (foto AP/Manu Fernandez)

La presidente dell’Assemblea nazionale, in esilio in Spagna: “Machado gode di credibilità e ammirazione da parte del popolo”

In ore di massima incertezza per il futuro del Venezuela, l’oppositrice Dinorah Figuera, che vive da anni in esilio in Spagna, esprime fiducia nel fatto che si arriverà a un cambiamento politico e istituzionale nel Paese. Mostra comprensione riguardo all’operazione militare messa in atto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e minimizza le critiche del tycoon alla leader María Corina Machado. “La transizione in Venezuela è già in atto” e la cattura di Nicolas Maduro ha generato una “grande speranza” di un “cambio nel Paese”, ha detto in un’intervista a LaPresse. Figuera ha preso il posto di Juan Guaidó come presidente dell’Assemblea nazionale, il Parlamento eletto nel 2015 che ha continuato a operare come organo dell’opposizione parallelamente all’Assemblea del Venezuela, a maggioranza chavista.

“La cattura di Maduro ha generato speranza di cambiamento”

Nonostante le mosse di Trump, che ha manifestato apertamente il suo interesse per il petrolio venezuelano e che non ha impedito che Delcy Rodriguez, vice di Maduro, diventasse nuova presidente ad interim del Paese, l’oppositrice confida nel fatto che le azioni del tycoon porteranno a una transizione democratica in Venezuela e assicura che in un possibile scenario di elezioni, l’opposizione è “pronta”.

“La cattura di Maduro, che è un presidente illegittimo, ha generato una grande speranza di cambiamento dopo un periodo molto duro per i venezuelani”, ha rimarcato, affermando di ritenere che il leader chavista sia stato “tradito”. Trump, ha detto, agisce “come presidente degli Usa e sta salvaguardando gli interessi del suo Paese”, “capiamo che, di fronte a un Narco-Stato con un presidente illegittimo su cui pendeva una taglia, prendere una decisione sia stata una necessità“, ha affermato, sottolineando che l’attacco degli Usa ha dato il via al processo di transizione e che “il regime guidato ora da Rodriguez è sotto pressione e non ha alternative se non fare ciò che dice Trump”. Figuera ha affermato che l’opposizione sta ora “analizzando la situazione” e sta riflettendo su come “organizzarsi e che via intraprendere” per avere “efficacia politica e recuperare il Paese”, “aiutata dalla strategia che gli Usa stanno guidando”.

“Machado gode di credibilità e fiducia da parte del popolo”

Nei giorni scorsi il tycoon ha inaspettatamente espresso scetticismo sul fatto che Machado possa diventare la leader del Paese, sostenendo che la Premio Nobel per la Pace non goda del sostegno dei venezuelani. “María Corina Machado gode di credibilità, di fiducia e di ammirazione da parte del popolo“, ha risposto Figuera, minimizzando il peso delle dichiarazioni di Trump. Rispondendo alla domanda se l’opposizione sia aperta a un dialogo con il governo ad interim di Rodriguez, Figuera ha fatto notare che “tutti i conflitti hanno il dialogo come strumento di pace e transizione” e che “gli attori del dialogo devono essere rappresentativi di entrambe le parti“. La presidente dell’Assemblea nazionale ha poi auspicato un “ruolo di mediazione sincera” da parte dell’Ue e in particolare della Spagna. Si è detta grata del fatto che il Paese iberico abbia accolto i venezuelani fuggiti dal Paese, ma ha espresso rammarico poiché a suo avviso il governo avrebbe potuto fare di più in questi anni per favorire la democrazia a Caracas.

“Delcy Rodriguez ha responsabilità nella violazione di diritti umani”

L’importante, ha rimarcato, è che non si arrivi a un riconoscimento de facto della leadership di Delcy Rodríguez. “È stata il braccio destro di Nicolas Maduro in tutte le sue azioni criminali e ha una grande responsabilità nella violazione dei diritti umani“, ha affermato. Figuera ha raccontato che le notizie che le arrivano dal Venezuela sono di una “situazione terribile”, con un “aumento della persecuzione da parte del regime e gruppi paramilitari che controllano i cittadini“.

“Siamo molto preoccupati anche per la situazione dei prigionieri politici, per questo una delle prime condizioni che abbiamo posto è la loro liberazione”, ha detto. L’oppositrice, di cui Maduro aveva recentemente chiesto l’estradizione, ha espresso la speranza di poter tornare nel suo Paese. “Io sono un medico e penso che per recuperare la democrazia in Venezuela dobbiamo recuperare la sanità pubblica”, ha affermato, rimarcando l’alto tasso di mortalità materna e la riduzione della speranza di vita. “Tutto il talento venezuelano che è all’estero”, ha detto, “sarà chiamato a tornare nel Paese per rimetterne insieme i pezzi”. 

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