Crans-Montana, il bar della strage non veniva ispezionato dal 2019

Crans-Montana, il bar della strage non veniva ispezionato dal 2019
Gli esterni del bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera dopo l’incendio della notte di Capodanno 2026 in cui sono morte 40 persone (foto AP/Jean-Cristophe Bott)

Lo ha ammesso il Comune elvetico, “rammaricandosi profondamente” a riguardo. Mattarella venerdì sarà in Svizzera per la commemorazione delle vittime

Il bar Le Constellation di Crans-Montana in Svizzera, dove nella notte di Capodanno un rogo ha ucciso 40 persone, tra cui sei italiani, non veniva ispezionato dal 2019. Lo ha comunicato il comune della località elvetica con una nota, “rammaricandosi profondamente” per la scoperta del “mancato rispetto delle ispezioni periodiche” nel locale “tra il 2020 e il 2025”. Le ultime ispezioni avevano avuto luogo, spiega il Comune, nel 2016, 2018 e 2019.

“I Tribunali determineranno l’impatto di questa inadempienza”

I tribunali determineranno l’impatto di questa inadempienza sulla catena di eventi che ha portato alla tragedia”, ha aggiunto il Comune di Crans-Montana, affermando che si assumerà “tutta la responsabilità che i tribunali stabiliranno”. Il Consiglio comunale ha inoltre annunciato la decisione di inviare una società di consulenza esterna specializzata per “effettuare, senza previa verifica, un audit completo di tutti gli edifici pubblici del comune e valutare la qualità dei materiali al fine di vietare l’uso di dispositivi pirotecnici in tutti gli spazi chiusi dell’intero territorio comunale“.

Nel 2025 effettuato solo uno studio acustico

Nel settembre 2025 “una ditta specializzata esterna ha condotto uno studio acustico al bar Le Constellation e ne ha confermato la conformità alle normative sul rumore, senza individuare ulteriori problemi”, ha spiegato ancora il Comune di Crans-Montana, aggiungendo che nel solo 2025 sono state effettuate 1400 ispezioni antincendio all’interno del territorio comunale.

Il Comune ha presentato gli elementi in suo possesso, che costituiscono il fascicolo depositato presso la Procura della Repubblica il 3 gennaio: 60 documenti che descrivono tutte le procedure amministrative relative al bar, le cui origini (1967) e la cui trasformazione (2015) sono entrambe antecedenti alla creazione del Comune di Crans-Montana del 2017. I rapporti menzionano un limite di capienza di 100 persone per i locali al piano terra e di 100 persone per quelli al piano interrato.

I proprietari del locale: “Siamo devastati dal dolore”

I titolari del locale, Jessica e Jacques Moretti, hanno detto di essere “devastati dal dolore”. “Non ci sono parole che possano descrivere adeguatamente la tragedia avvenuta quella notte al Constellation. Questo luogo di festa si è improvvisamente trasformato in un luogo di orrore e paura. Siamo devastati e sopraffatti dal dolore. I nostri pensieri sono costantemente rivolti alle famiglie delle vittime, a quelle vittime che sono state strappate alla vita in modo così brutale e prematuro, e a tutti coloro che lottano per la propria vita”, hanno scritto in una nota pubblicata da Blick.

“Non ci sono parole che possano esprimere appieno ciò che la polizia, i soccorritori e il personale medico hanno sopportato e continuano a sopportare con un coraggio che rasenta l’eroismo. A loro va la nostra più profonda gratitudine e il nostro rispetto”, hanno aggiunto i due francesi, “desideriamo inoltre esprimere la nostra piena solidarietà a tutti i nostri dipendenti gravemente colpiti da questa tragedia. I nostri pensieri sono con loro, poiché i procedimenti legali in corso ci impediscono attualmente di avere contatti personali”.

Sindaco: “Proprietario bar negligente, rischi sconsiderati”

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud, ha puntato il dito contro il proprietario del bar Le Constellation, dicendo che da parte sua c’è stata “negligenza” con “rischi sconsiderati” che hanno “messo in pericolo” la clientela. Il primo cittadino ha aggiunto che il secondo locale gestito dal francese Jacques Moretti all’interno del comune svizzero è stato chiuso. Il gestore ne possiede un terzo nel vicino comune di Lens.

L’ex pm svizzero: “I proprietari del locale vanno arrestati”

“Quando penso che nel cantone Vallese la responsabilità delle ispezioni antincendio nei locali pubblici è dei Comuni, mi preoccupo un po’. Mi chiedo come può un piccolo Comune di montagna come Crans-Montana avere strumenti e personale per controlli così specifici. In questa tragedia si apre anche un altro problema”, ha commentato, in un’intervista al Corriere della Sera, Paolo Bernasconi, 82 anni, pubblico ministero a Lugano (Svizzera) dal 1968 al 1995.

Ora insegna Diritto penale dell’economia in diverse università elvetiche. “Per poter operare, un esercizio pubblico deve ottenere una autorizzazione dal Comune dopo la verifica del locale e degli impianti di sicurezza, poi ci sono controlli periodici per verificare se i requisiti sono ancora rispettati. Con quale serietà sono state fatte le ispezioni se in un sotterraneo privo di finestre sono state messe cento persone? Il paese è piccolo, tutti si conoscono, non vorrei che qualcuno abbia chiuso un occhio“, ha affermato.

“In questa vicenda la giustizia mi pare si stia muovendo troppo lentamente. È vero che sono reati colposi, ma di fronte a un disastro di proporzioni colossali e a omissioni evidenti, avrei preso provvedimenti straordinari, come l’arresto in carcere o i domiciliari” per i proprietari del locale, sottolinea, spiegando che “c’è un rischio di fuga, perché si tratta di due cittadini francesi che teoricamente potrebbero lasciare la Svizzera, e c’è un rischio di inquinamento probatorio in una cittadina piccola”.

Mattarella venerdì in Svizzera per cerimonia in ricordo delle vittime

Intanto, secondo quanto si apprende, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà venerdì in Svizzera per partecipare alla cerimonia in ricordo delle vittime dell’incidente di Crans-Montana. La Confederazione svizzera ha infatti invitato i capi di Stato e di Governo dei paesi colpiti dalla tragedia a partecipare alla commemorazione del 9 gennaio.

La cerimonia si terrà a Martigny

La cerimonia di venerdì in omaggio alle vittime dell’incendio si terrà venerdì a Martigny a causa di questioni di sicurezza e delle nevicate attese nel fine settimana. La parte ufficiale della cerimonia inizierà alle 13.45 presso il Centro esposizioni e riunioni Cerm. Alle 14 tutte le campane delle chiese svizzere suoneranno per cinque minuti e sarà osservato un momento di silenzio.

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