Ottantasei cittadini italiani sono rimasti bloccati sull’isola di Socotra, a sud dello Yemen, dopo la sospensione dei voli sulla regione a causa degli scontri tra separatisti e forze governative nella parte meridionale del Paese asiatico. Secondo quanto si apprende, i connazionali si trovano in vari hotel e campeggi con diversi tour operator, e non fanno dunque parte di un gruppo unico. L’Unità di crisi, in raccordo con la Farnesina, lavora con i vari tour operator e con l’ambasciata a Riad, che è competente per lo Yemen, per agevolare il rientro.
Bloccati anche numerosi turisti di diverse nazionalità
Sull’isola sono bloccati anche numerosi turisti di altre nazionalità: i media polacchi riferiscono di decine di turisti della Polonia fermi a Socotra e l’ambasciata della Russia in Yemen ha riferito di avere ricevuto numerose richieste di assistenza da parte di cittadini russi anche loro bloccati “a causa delle restrizioni sui viaggi aerei verso l’arcipelago“. I media polacchi spiegano che sull’isola è stato dichiarato lo stato di emergenza e i porti di ingresso sono stati temporaneamente chiusi, causando cancellazioni e deviazioni dei voli, e in particolare la principale compagnia aerea che serve Socotra ha sospeso le operazioni, con voli fermi fino al 6 gennaio. “Socotra si trova in una regione molto instabile, teatro di conflitti armati da anni. Attualmente, la situazione della sicurezza è ulteriormente peggiorata: lo spazio aereo è stato chiuso a causa dell’intensificarsi delle operazioni militari. Una compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti ha sospeso i voli fino al 6 gennaio compreso”, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri polacco, Maciej Wewiór.

