Groenlandia, Trump: “Ne abbiamo assolutamente bisogno”. Il premier danese: “Basta con le minacce”

Groenlandia, Trump: “Ne abbiamo assolutamente bisogno”. Il premier danese: “Basta con le minacce”
Donald Trump (AP Photo/Evan Vucci)

In Venezuela Delcy Rodriguez presidente a interim

“Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista a ‘The Atlantic’ descrivendo l’isola – che fa parte della Danimarca, Paese membro della Nato – come “circondata da navi russe e cinesi”.

“Vorrei esortare con forza gli Stati Uniti a porre fine alle minacce contro un alleato storicamente stretto e contro un altro Paese e un altro popolo che hanno affermato molto chiaramente di non essere in vendita”. Così in una nota la premier della Danimarca, Mette Frederiksen, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dichiarato: “Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia”. “Non ha assolutamente senso parlare della necessità per gli Stati Uniti di annettere la Groenlandia. Gli Stati Uniti – ha aggiunto Frederiksen – non hanno alcun diritto di annettere nessuno dei tre Paesi del Commonwealth. Il Regno di Danimarca – e quindi la Groenlandia – fa parte della Nato ed è quindi coperto dalla garanzia di sicurezza dell’Alleanza. Abbiamo già un accordo di difesa tra il Regno e gli Stati Uniti, che garantisce agli Stati Uniti ampio accesso alla Groenlandia. E noi abbiamo investito in modo significativo nella sicurezza nell’Artico”.

Intanto nuovi sviluppi oggi, 4 gennaio, per la crisi in Venezuela innescata dall’attacco di sabato degli Usa, che hanno catturato il presidente Nicolas Maduro e la moglie Celia Flores. Washington potrebbe ripetere l’operazione contro Kiev già tentata a Caracas, e nel caso dell’Ucraina, le ragioni per farlo sarebbero molto più forti. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev, rispondendo all’agenzia Tass.

Venezuela, gli Usa catturano Maduro: sarà processato – Tutte le notizie di oggi 4 gennaio
Inizio diretta: 04/01/26 09:15
Fine diretta: 04/01/26 23:00
Maduro domani a mezzogiorno in tribunale a New York

Il presidente venezuelano deposto, Nicolßs Maduro, è atteso per la prima volta in tribunale a New York, negli Usa, domani a mezzogiorno (ora locale). Lo riporta la Cnn. L’udienza si terrà davanti al giudice distrettuale statunitense Alvin Hellerstein, ha fatto sapere la Corte distrettuale statunitense per il distretto meridionale di New York.

Premier danese agli Usa: "Basta con le minacce"

“Vorrei esortare con forza gli Stati Uniti a porre fine alle minacce contro un alleato storicamente stretto e contro un altro Paese e un altro popolo che hanno affermato molto chiaramente di non essere in vendita”. Così in una nota la premier della Danimarca, Mette Frederiksen, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dichiarato: “Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia”. “Non ha assolutamente senso parlare della necessità per gli Stati Uniti di annettere la Groenlandia. Gli Stati Uniti – ha aggiunto Frederiksen – non hanno alcun diritto di annettere nessuno dei tre Paesi del Commonwealth. Il Regno di Danimarca – e quindi la Groenlandia – fa parte della Nato ed è quindi coperto dalla garanzia di sicurezza dell’Alleanza. Abbiamo già un accordo di difesa tra il Regno e gli Stati Uniti, che garantisce agli Stati Uniti ampio accesso alla Groenlandia. E noi abbiamo investito in modo significativo nella sicurezza nell’Artico”.

Kallas e 26 Paesi Ue: "Calma e moderazione, rispettare Carta Onu"

“L’Unione europea chiede calma e moderazione a tutti gli attori, per evitare un’escalation e garantire una soluzione pacifica alla crisi”. Così l’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, in una dichiarazione condivisa con 26 Paesi membri dell’Unione europea (manca l’Ungheria). “L’Ue ricorda che, in ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. I membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno una responsabilità particolare nel sostenere tali principi, in quanto pilastro dell’architettura di sicurezza internazionale”, prosegue la nota.

NYT: bilancio morti attacco Usa sale a 80

Sale a 80 il numero dei morti del raid militare degli Stati Uniti in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro. Lo riporta il quotidiano americano ‘The New York Times’.

Meloni sente Machado: "Uscita di scena Maduro apre nuova pagina speranza"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “ha avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela”. Lo riporta una nota di Palazzo Chigi, secondo cui “nel corso della telefonata è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”.

Moglie consigliere Trump: "Presto toccherà alla Groenlandia"

Indignazione e polemiche dopo un post pubblicato su X da Katie Miller, podcaster e moglie di Stephen Miller, consigliere per la sicurezza interna degli Stati Uniti, uno dei più stretti collaboratori di Donald Trump. Nel post si vede l’immagine della Groenlandia coperta dalla bandiera americana e la scritta ‘soon’, ovvero ‘presto’. L’immagine ha raggiunto 17 milioni di visualizzazioni. L’ambasciatore di Copenaghen negli Stati Uniti, Jesper Møller Sørensen, ha ripubblicato il post di Miller con un “promemoria amichevole” dei legami di lunga data tra i due paesi. “Siamo stretti alleati e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali. La sicurezza degli Stati Uniti è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca. La Groenlandia fa già parte della NATO”, ha affermato. “Il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti lavorano insieme per garantire la sicurezza nell’Artico”. E ha concluso: “Sì, ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca”.

 

Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay contro gli Usa

Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay contro attacco Usa

I governi di Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay, hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui hanno espresso “profonda preoccupazione e disapprovazione per le azioni militari intraprese unilateralmente” dagli Usa “nel territorio del Venezuela”, hanno chiesto una soluzione “pacifica” e il “rispetto della volontà del popolo venezuelano” e hanno manifestato preoccupazione per “qualsiasi tentativo di controllo governativo, amministrazione o appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche, che”, hanno affermato, “è incompatibile con il diritto internazionale e minaccia la stabilità politica, economica e sociale della regione”. “Esprimiamo profonda preoccupazione e disapprovazione per le azioni militari intraprese unilateralmente nel territorio del Venezuela, che violano i principi fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto di ricorrere alla forza o alla minaccia della forza e il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Tali azioni costituiscono un precedente estremamente pericoloso per la pace e la sicurezza regionale e mettono a rischio la popolazione civile”, si legge nella dichiarazione condivisa sui social dal premier Pedro Sanchez.

Trump: "Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia"

“Abbiamo assolutamente bisogno della Groenlandia”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista a ‘The Atlantic’ descrivendo l’isola – che fa parte della Danimarca, Paese membro della Nato – come “circondata da navi russe e cinesi”.

Trump: "Rodriguez faccia ciò che è giusto, o pagherà prezzo molto alto"

“Se” Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, “non fa ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista a ‘The Atlantic’.

Medvedev: "Comportamento Trump illegale ma coerente"

“Bisogna riconoscere che, nonostante l’evidente illegalità del comportamento di Trump, egli ha una certa coerenza. Lui e la sua squadra sono fermamente impegnati a difendere gli interessi nazionali del loro Paese. Questi includono interessi politici (l’America Latina è il cortile di casa degli Stati Uniti) ed economici (restituirci il petrolio e le altre riserve)”, ha aggiunto Medvedev alla Tass. “E non è stato Trump a inventarselo. La motivazione principale dello zio Sam è sempre stata semplice: le riserve altrui. Basti ricordare la cinica e dispettosa zia Albright, che sosteneva spudoratamente che fosse ingiusto che la Russia ereditasse tali ricchezze. Pertanto, dovevano essere redistribuite. Proprio come con le terre rare in Ucraina. Trump le ha subito tirate in ballo”, ha sottolineato.

Ministro Difesa venezuelano: "Riconosciamo Rodriguez presidente ad interim"

Le forze armate venezuelane hanno appoggiato Delcy Rodríguez come presidente ad interim del Paese, dopo che ieri il presidente Nicolßs Maduro e la first lady Cilia Flores sono stati catturati dagli Stati Uniti in un’operazione militare che ha incluso attacchi a Caracas. Lo riferisce la Cnn. “In conformità con la decisione” della Corte suprema di giustizia, “datata 3 gennaio 2026, che designa Delcy Rodríguez Gómez, vicepresidente esecutiva della Repubblica, ad assumere tutti i poteri, doveri e facoltà del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, e nel rigoroso rispetto” delle leggi, “sosteniamo pienamente il decreto di stato di agitazione esterna su tutto il territorio nazionale precedentemente firmato”, ha annunciato il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, in un videomessaggio trasmesso dall’emittente statale VTV.

Ministro Difesa venezuelano: "Gran parte scorta Maduro uccisa a sangue freddo"

Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha dichiarato che “gran parte” della squadra di sicurezza del deposto presidente Nicolßs Maduro è stata uccisa nel raid degli Stati Uniti di ieri. L’attacco ha visto “l’uccisione a sangue freddo di gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati e civili innocenti”, ha detto López in un videomessaggio, secondo quanto riporta la Cnn.

Ministro Difesa venezuelano: "Chiediamo ritorno immediato Maduro"

Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha chiesto oggi il “ritorno immediato” del deposto presidente Nicolßs Maduro e di sua moglie Cilia Flores, dopo la loro cattura da parte degli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn. “Chiediamo il ritorno di Maduro e della First lady”, ha dichiarato López in una conferenza stampa. “Questo è un atto di aggressione contro il legittimo presidente del Venezuela e la First lady”, ha aggiunto.

Medvedev: "Usa potrebbero ripetere operazione contro Ucraina"

Washington potrebbe ripetere l’operazione contro Kiev già tentata a Caracas, e nel caso dell’Ucraina, le ragioni per farlo sarebbero molto più forti. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev, rispondendo all’agenzia Tass. “Gli yankee, avendo già creato un ‘precedente’ simile con Maduro, potrebbero ripeterlo con” gli ucraini. “Ci sono sicuramente molti più motivi per farlo”, ha sottolineato Medvedev, replicando a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti adottino un’azione simile contro Volodymyr Zelensky se dovesse rifiutare un accordo con il leader americano Donald Trump.

Rubio: "Non abbiamo truppe sul terreno"

In Venezuela “non ci sono forze statunitensi sul terreno”. Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista all’Nbc. “Ci sono state per due ore circa quando sono andate a catturare Maduro”, ha aggiunto.

Rubio: "Usa non sono in guerra con il Paese"

Gli Usa “non sono in guerra con il Venezuela” ma “contro le organizzazioni del narcotraffico”. Lo ha affermato il Segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista alla Nbc.

Rubio: "No a Paesi crocevia influenze nemiche in nostro emisfero"

“Sotto l’amministrazione Trump, non avremo un paese come il Venezuela nel nostro emisfero, nella sfera di controllo e crocevia di Hezbollah, dell’Iran e di ogni altra influenza maligna nel paese, nel mondo. Semplicemente non esisterà”. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista alla Cbs.

Rubio: "Per elezioni serve del tempo"

In merito alle future elezioni in Venezuela dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro: “queste cose richiedono tempo. C’è un processo”. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista alla Cbs. ” Hanno avuto questo sistema chavista per 15 o 16 anni, e tutti si chiedono perché 24 ore dopo l’arresto di Nicolas Maduro non ci siano elezioni previste per domani. È assurdo”, ha aggiunto.

Rubio: "Pronti a lavorare con leader se prenderanno decisioni giuste"

Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con i leader del Venezuela “se prenderanno le decisioni giuste”. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista alla Cbs. “Se non prendono le decisioni giuste, gli Stati Uniti manterranno molteplici leve di influenza per garantire che i nostri interessi siano protetti – ha aggiunto – giudicheremo tutto in base a ciò che faranno, e vedremo”.

Media, Usa potrebbero avere super testimone contro Maduro

Il caso legale che collega il presidente Venezuelano, Nicolas Maduro al traffico di droga è “molto più solido” di quanto creda l’opinione pubblica. A scriverlo è il settimanale statunitense Newsweek secondo cui gli Usa potrebbero avere un testimone chiave nel processo contro il leader di Caracas. Si tratta di Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, diplomatico e generale in pensione. Carvajal – viene spiegato – era fedele a Hugo Chavez e inizialmente seguì anche Maduro, ma quando l’economia venezuelana iniziò a crollare appoggiò l’opposizione nel 2019. Maduro lo accusò di tradimento e lo espulse dall’esercito. Carvajal lasciò il Paese e fu infine arrestato in base a un mandato di cattura statunitense ed estradato dalla Spagna per essere processato a New York nel 2023. Carvajal si è dichiarato colpevole di accuse che comportano l’ergastolo. Ma non è ancora stato condannato, segno che i pubblici ministeri potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di conoscere il suo destino.

Elie Honig, ex procuratore aggiunto degli Stati Uniti, ha affermato alla Cnn, pur senza nominare Carvajal, che il ritardo nella condanna di un co-cospiratore dopo un patteggiamento è solitamente un segnale che si stavano preparando per la testimonianza. L’accordo di patteggiamento di Carvajal fu annunciato il 25 giugno 2025. Newsweek infine ha ricordato come il dittatore panamense Manuel Noriega fu condannato per traffico di droga dopo essere stato catturato dalle forze statunitensi nel 1990. La condanna venne ottenuta grazie a diversi testimoni che avevano accettato un patteggiamento.

 

Consiglio d'Europa: "Transizione rispetti volontà popolo"

“”Le notizie provenienti dal Venezuela segnano un momento di profonda incertezza per il popolo venezuelano e per la stabilità e la sicurezza internazionali. Questa situazione non può essere ridotta a una scelta binaria tra condanna e sostegno. Essa rivela un cambiamento più profondo in un ordine mondiale emergente in cui la forza è normalizzata e la legge è strumentalizzata”. Così il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Alain Berset in una dichiarazione. “In qualità di organizzazione regionale multilaterale dedicata alla democrazia, ai diritti umani e allo Stato di diritto, il Consiglio d’Europa ritiene che qualsiasi uso della forza sul territorio di un altro Stato sollevi seri interrogativi dal punto di vista del diritto internazionale, compresi i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite in materia di sovranità, integrità territoriale e non interferenza”, dice Berset.

“Il Consiglio d’Europa sa, grazie al suo impegno in Ucraina, quanto diventi fragile il diritto internazionale una volta che l’uso della forza viene normalizzato. Ecco perché la coerenza e la credibilità sono importanti”, continua la nota “La transizione in Venezuela deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano. La democrazia può prevalere solo se viene rivendicata dagli stessi venezuelani, attraverso un processo politico inclusivo, elezioni credibili e il ripristino di istituzioni democratiche che godano della fiducia pubblica. Il Consiglio d’Europa sa bene, grazie al suo impegno in Ucraina, quanto diventi fragile il diritto internazionale una volta che l’uso della forza viene normalizzato. Ecco perché la coerenza e la credibilità sono fondamentali. La transizione in Venezuela deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano. La democrazia può prevalere solo se viene rivendicata dagli stessi venezuelani, attraverso un processo politico inclusivo, elezioni credibili e il ripristino di istituzioni democratiche che godano della fiducia pubblica. Il rischio oggi è un aggravarsi della polarizzazione in Venezuela, in tutta la regione e a livello globale tra coloro che condannano una grave violazione del diritto internazionale e coloro che la considerano giustificata. Queste fratture indeboliscono le fondamenta della sicurezza internazionale.
Che lo chiamiamo cambio di regime o influenza straniera, troppo spesso vengono applicati standard diversi, modellati da interessi strategici o vicinanza ideologica piuttosto che da principi giuridici condivisi e coerenti. Il diritto internazionale è universale, altrimenti non ha senso. La democrazia è resiliente quando è liberamente scelta, istituzionalmente protetta e fondata sulla legalità. Un mondo governato da eccezioni, doppi standard o sfere di influenza concorrenti è un mondo più pericoloso”.

Istituto Friedman: Trump garante transizione, presidenza a Urrutia

“La situazione in Venezuela è in costante evoluzione e confidiamo nel Presidente Trump e nella sua temporanea gestione pacifica verso la transizione democratica. Non c’è dubbio che l’unico legittimato ad assumere il potere, nel momento opportuno, sia il Presidente eletto dal popolo, Edmundo Gonzalez Urrutia. Così come lo stesso Trump ha sottolineato rilanciando la dichiarazione del Presidente francese Macron sui social.”

Così su X l’Istituto Milton Friedman Institute, di cui sia il Presidente Gonzalez che il Presidente argentino Milei sono soci onorari a vita.

Sanchez: "Condanniamo con fermezza violazione legalità internazionale"

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, rispetto ai commenti rilasciati ieri, ha alzato i toni riguardo all’attacco degli Usa in Venezuela e ha espresso una ferma condanna. “La recente violazione della legalità internazionale in Venezuela, atto che condanniamo con fermezza, così come le sofferenze dei popoli dell’Ucraina e della Palestina, ci ricordano quanto sia importante avere un governo in Spagna che sostenga e difenda, sempre e ovunque, il diritto internazionale e la risoluzione pacifica dei conflitti”, ha scritto il leader in una lettera indirizzata ai militanti del partito socialista, nella quale ha ribadito la volontà di continuare a governare fino alla fine della legislatura.

Venezuela, media: "In raid Usa utilizzato drone 'bestia di Kandahar'"

Nel corso del loro raid in Venezuela gli Stati Uniti avrebbero usato anche il drone stealth ‘RQ-170 Sentinel’ ribattezzato la ‘Bestia di Kandahar’. Lo riportano alcuni siti militari specializzati dove si vede anche un immagine di un drone di quel tipo rientrare presso una base americana a Porto Rico. La ‘Bestia di Kandahar’ – si legge su un portale specializzato – viene usata solamente in operazioni ad alto rischio dove è necessario un dominio totale dei cieli e la capacità di “osservare e guidare con occhi silenziosi” gli eventi sul terreno senza lasciare traccia. 

Tajani: "Lavoriamo per liberazione italiani detenuti"

In Venezuela “stiamo seguendo minuto per minuto l’evolversi della situazione. Abbiamo invitato i nostri connazionali alla massima prudenza e stiamo lavorando anche per vedere cosa si può fare per la liberazione degli italiani detenuti, compreso il cooperante Trentini”. Lo ha affermato al Tg2 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Speriamo che con il cambio di regime e con l’andata via di Maduro si possa riuscire a riportarli a casa”, ha aggiunto.

Nord Corea: "Da Usa grave violazione sovranità nazionale"

Il ministero degli Esteri della Corea del Nord in una nota pubblicata dall’agenzia di stampa nazionale Kcna ha affermato che con la loro azione in Venezuela gli Stati Uniti hanno commesso una “grave violazione della sovranità nazionale e della Carta delle Nazioni Unite”. Secondo al Corea del Nord si tratta di “un altro esempio che conferma chiaramente ancora una volta la natura canaglia e brutale degli Stati Uniti”. Secondo Pyongyang “la comunità internazionale dovrebbe riconoscere la gravità dell’attuale situazione venezuelana, che ha avuto conseguenze catastrofiche sulla definizione della struttura delle relazioni regionali e internazionali, e alzare voci di dovuta protesta e denuncia contro la violazione abituale della sovranità di altri paesi da parte degli Stati Uniti”.

Netanyahu: "Pieno sostegno ad azione Usa per ripristinare libertà"

Israele offre “pieno sostegno all’ azione decisiva” degli Stati Uniti nel catturare il leader venezuelano, Nicolas Maduro. Lo ha ribadito il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di una riunione di governo. Lo riporta il Times of Israel. Secondo Netanyahu si tratta di una decisione che “ripristinerà la libertà e la giustizia in quella regione del mondo”.

Raid Usa 'blocca' anche Di Caprio, star cinema salta premiazione

Leonardo Di Caprio è stato costretto a saltare il Gala di premiazione del Palm Springs International Film Festival a causa delle restrizioni sui voli messe in atto dagli Usa in funzione del loro raid sul Venezuela. Lo scrive ‘Variety’ spiegando che la star di Hollywood non è stato in grado di lasciare la località di St. Barts nei Caraibi dove è stato fotografato in vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez, in vista del nuovo anno. DiCaprio avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award per la sua interpretazione in ‘One Battle After Another’.

Nyt, Usa avevano scelto da tempo Rodriguez come sostituta Maduro

I funzionari statunitensi avevano individuato “da settimane” la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez come sostituta “accettabile” di Nicolas Maduro. Lo scrive il New York Times spiegando che i funzionari erano stati “impressionati” dalla sua gestione dell’industria petrolifera venezuelana. “Ho seguito la sua carriera per molto tempo, quindi ho un’idea di chi è e di cosa si occupa – ha affermato un funzionario Usa in forma anonima – non sto affermando che lei sia la soluzione definitiva ai problemi del Paese, ma è sicuramente qualcuno con cui pensiamo di poter lavorare a un livello molto più professionale di quanto siamo riusciti a fare con lui”, ha aggiunto riferendosi a Maduro.
Quanto alla leader dell’opposizione María Corina Machado secondo il quotidiano americano Trump non avrebbe mai avuto “simpatia” nei suoi confronti. Dopo la rielezione del tycoon – viene sottolineato – Machado avrebbe fatto i tutto per compiacerlo, definendolo un “paladino della libertà” e persino dedicandogli il suo Premio Nobel per la Pace. Trump, dal canto suo, nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla cattura di Maduro ha affermato che a Machado mancava il “rispetto” necessario per governare il Venezuela.

Il Papa: "Garantire sovranità Paese e rispettare diritti umani"

“Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese e assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti. E lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia. Con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica. Per questo prego e vi invito a pregare”. Così Papa Leone XIV dopo l’Angelus, davanti ai fedeli e ai pellegrini in piazza San Pietro.

Kamala Harris: "Azione Trump illegale e imprudente"

Le azioni di Donald Trump in Venezuela non rendono l’America più sicura o più forte. Il fatto che Maduro sia un dittatore brutale e illegittimo non cambia il fatto che questa azione sia stata illegale e imprudente. Abbiamo già visto questo film. Guerre per un cambio di regime o per il petrolio spacciate per forza, ma che si trasformano in caos, e le famiglie americane ne pagano il prezzo”. Lo ha scritto su X l’ex vicepresidente degli Usa, Kamala Harris, sconfitta da Donald Trump nelle ultime elezioni presidenziali. “Non si tratta di droga o di democrazia. Si tratta di petrolio e del desiderio di Donald Trump di giocare il ruolo dell’uomo forte nella regione”, ha aggiunto. Secondo Harris “se gli importasse di entrambe le cose, non perdonerebbe un narcotrafficante condannato né metterebbe da parte la legittima opposizione venezuelana per stringere accordi con gli amici di Maduro. Il Presidente sta mettendo a rischio le truppe, spendendo miliardi, destabilizzando una regione e non offrendo alcuna autorità legale, alcun piano di uscita e alcun beneficio interno”. “L’America ha bisogno di una leadership le cui priorità siano ridurre i costi per le famiglie lavoratrici, far rispettare lo stato di diritto, rafforzare le alleanze e, soprattutto, mettere al primo posto il popolo americano”, ha concluso.

 

Teheran: "Operazione Usa è terrorismo di Stato"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano, Yvan Eduardo Gil Pinto, ha definito il raid americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro “un chiaro esempio di terrorismo di Stato e un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del popolo venezuelano”. Araghchi – sottolinea l’agenzia Irna – ha sottolineato il sostegno dell’Iran al popolo e al governo eletto del Venezuela.

Nyt, Maduro respinse ultimatum Trump di andare in esilio in Turchia

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro avrebbe respinto a fine dicembre un ultimatum del presidente americano Donald Trump che lo invitava a lasciare l’incarico e a trasferirsi in un esilio dorato in Turchia. Lo riporta il Nyt citando fonti americane e venezuelane a conoscenza dei colloqui.

Amnesty International, preoccupa escalation violazioni diritti umani

L’azione militare condotta ieri in Venezuela dall’amministrazione Trump, che ha portato alla cattura di Nicolßs Maduro e Cilia Flores, solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l’intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il paese e di controllarne le risorse petrolifere.
Amnesty International è particolarmente preoccupata per il rischio di un’ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel paese, che potrebbe scaturire sia da nuove operazioni statunitensi, sia dalla risposta del governo venezuelano agli attacchi degli Stati Uniti.
Amnesty International esorta il governo degli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà, comprese le garanzie processuali e il diritto a un trattamento umano.

Amnesty International chiede inoltre alle autorità venezuelane di astenersi da ulteriori azioni repressive, ricordando che sono vincolate dal diritto internazionale a rispettare e proteggere i diritti umani di tutte le persone che vivono in Venezuela.
Tra coloro che sono esposti ai rischi più immediati vi sono le persone impegnate nella difesa dei diritti umani e le attiviste e gli attivisti politici che, con grande coraggio, per anni si sono opposti alle violazioni dei diritti umani e ai crimini di diritto internazionale del governo di Maduro.
Amnesty International esprime la propria solidarietà al popolo venezuelano: alle migliaia di persone colpite e sopravvissute alla persecuzione e ai milioni di persone costrette a fuggire dopo anni di gravi violazioni e di crimini contro l’umanità.
Amnesty International ribadisce il suo appello di lunga data affinché il governo di Maduro sia oggetto di indagini e, laddove le prove lo consentano, singoli individui siano perseguiti davanti a un tribunale indipendente e imparziale, al fine di garantire giustizia, riparazione e garanzia di non ripetizione alle persone sopravvissute e a quelle colpite dalle violazioni in Venezuela.

L’organizzazione è allarmata dal fatto che l’attacco contro il Venezuela e la cattura di Nicolßs Maduro e Cilia Flores da parte di uno dei cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contribuiscano ad aggravare ulteriormente il collasso del diritto internazionale e dell’ordine internazionale basato su norme giuridiche. Queste azioni sono la dimostrazione di un sistema internazionale fondato sull’uso della forza militare, sulle minacce e sull’intimidazione e aumentano il rischio di azioni emulative da parte di altri stati.

Starlink offre banda larga gratuita fino al 3 febbraio

Starlink fornirà un servizio di banda larga gratuito al popolo venezuelano fino al 3 febbraio, garantendo una connettività continua. Lo ha reso noto la stessa azienda, di proprietà della SpaceX di Elon Musk, con un post sul suo profilo X.

Usa revocano restrizioni su spazio aereo dei Caraibi

Le restrizioni ai voli relative allo spazio aereo dei Caraibi imposte dagli Stati Uniti in relazione al loro raid in Venezuela sono state revocate e i voli potranno riprendere. Lo ha scritto su X il segretario Usa ai trasporti, Sean Duffy. “Le compagnie aeree sono state informate e aggiorneranno rapidamente i propri orari. Se il vostro volo è stato interessato dalle restrizioni, vi preghiamo di continuare a collaborare con la vostra compagnia aerea”, ha affermato.

Centinaia di voli commerciali cancellati nei Caraibi

Le principali compagnie aeree hanno cancellato centinaia di voli nei Caraibi orientali dopo che la Federal Aviation Administration ha imposto restrizioni. Sono stati cancellati voli diretti a Porto Rico, alle Isole Vergini e ad Aruba. Le compagnie aeree hanno tuttavia rinunciato alle penali di modifica per i voli riprogrammati. Il segretario ai Trasporti degli Stati Uniti, Sean Duffy, ha dichiarato che le restrizioni sarebbero terminate a mezzanotte di sabato ora della costa orientale americana e che le compagnie avrebbero potuto riprendere le normali operazioni domenica.

Mamdani chiama Trump per criticare operazione contro Maduro

Zohran Mamdani, neo sindaco di New York ha chiamato personalmente Donald Trump per esprimere la sua contrarietà all’operazione messa in atto dalla Casa Bianca in Venezuela. “Ho chiamato il presidente e ho parlato direttamente con lui per esprimere la mia opposizione a questo atto”, ha detto Mamdani durante una conferenza stampa riportata dai media americani. Mamdani ha aggiunto aver detto al presidente di essere contrario “a un tentativo di cambio di regime e alla violazione del diritto federale e internazionale”. I collaboratori di Mamdani hanno spiegato che la conversazione è stata “breve”. “Ho espresso chiaramente la mia opposizione ed è finita lì”, ha dichiarato il sindaco di New York.

Casa Bianca pubblica video Maduro, 'il colpevole ha camminato'

L’account ufficiale di risposta rapida della Casa Bianca ha pubblicato un video del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Il filmato mostra i leader di Caracas con una felpa nera con cappuccio, camminare lungo un corridoio con un tappeto blu con la scritta “Dea Nyd”. Nel video si vede Maduro con le manette camminare in mezzo a due agenti della Dea e dire “buonanotte” e “buon anno nuovo”. “Il colpevole ha camminato”, ha scritto Rapid Response 47 sopra il video.

Nyt, almeno 40 vittime dopo raid Usa per catturare Maduro

Secondo un rapporto pubblicato dal New York Times “almeno 40 persone, tra civili e soldati”, sono state uccise durante il raid americano contro il Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro. Lo ha affermato un funzionario di Caracas in forma anonima al quotidiano americano.

Proteste in diverse città Usa per la cattura di Maduro

Nella giornata di sabato si sono svolte numerose proteste negli Stati Uniti, dopo l’operazione militare del presidente Donald Trump in Venezuela e il rapimento del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Lo riporta la Cnn spiegando che nelle principali metropoli come Washington, DC, New York, Boston, Chicago e Los Angeles, hanno sfilato centinaia di persone esponendo cartelli con frasi come “Nessuna guerra al Venezuela” e “Giù le mani dagli Stati Uniti dall’America Latina”.

Maduro condotto in carcere a Brooklyn

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è giunto nella notte italiana al Metropolitan Detention Center di Brooklyn dopo essere stato trasportato in elicottero a Manhattan. Lo riportano i media americani. Secondo la Cnn la struttura carceraria è nota per le sue condizioni “squallide” la cronica carenza di personale, la violenza dei detenuti e le interruzioni di corrente. Costruita negli anni ’90 per combattere il sovraffollamento carcerario, la struttura – viene spiegato – ha ospitato personaggi noti come il cantante R. Kelly, “Pharma Bro” Martin Shkreli, Ghislaine Maxwell, l’ex mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried e Sean “Diddy” Combs . Anche il presunto leader del cartello Ismael “El Mayo” Zambada Garcia è stato detenuto lì in attesa del processo per omicidio e traffico di droga.
Nel carcere un detenuto è stato accoltellato a morte nel giugno 2024 e un altro è morto in una rissa un mese dopo. L’MDC è l’unico centro di correzione federale al servizio di New York City dopo la chiusura del complesso di Manhattan in seguito alla morte per suicidio del finanziere multimilionario e accusato di traffico sessuale Jeffrey Epstein nel 2019.

Corte Suprema, Rodriguez presidente ad interim

La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere la presidenza del Paese ad interim in seguito alla cattura da parte degli Stati Uniti del presidente Nicolas Maduro.

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