Ucraina, massiccio attacco russo a due giorni da Natale: morti e blackout

Ucraina, massiccio attacco russo a due giorni da Natale: morti e blackout
Un mezzo da combattimento russo in Ucraina (foto AP/Russian Defense Ministry Press Service)

Negoziati di pace ancora impantanati

Massiccio attacco russo sull’Ucraina a due giorni dal Natale. Una pioggia di droni e missili si è abbattuta su diverse regioni del Paese, provocando vittime e blackout. Almeno tre i morti, fra cui un bambino di 4 anni, e diversi i feriti. “Questo attacco russo invia un segnale estremamente chiaro sulle priorità della Russia. Un attacco prima di Natale, quando le persone vogliono semplicemente stare con le loro famiglie, a casa e al sicuro. Un attacco condotto essenzialmente nel mezzo di negoziati volti a porre fine a questa guerra. Putin non riesce ancora ad accettare di dover smettere di uccidere, e questo significa che il mondo non sta esercitando abbastanza pressione sulla Russia”, la reazione del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Mentre erano in corso i raid sull’Ucraina, l’aviazione della Polonia ha fatto alzare i suoi caccia a scopo preventivo, per “garantire la sicurezza e la protezione dello spazio aereo, in particolare nelle aree adiacenti alle zone minacciate”, ha spiegato il comando operativo delle forze polacche.

Colpito il settore energetico

L’attacco ha preso di mira soprattutto il settore energetico. Secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 635 droni di vario tipo e 38 missili. Il bombardamento ha colpito abitazioni e la rete elettrica in 13 regioni, causando interruzioni di corrente diffuse a temperature rigide. “Le forze armate russe hanno lanciato un massiccio attacco contro le strutture del complesso militare-industriale ucraino e le relative strutture energetiche”, ha ammesso il ministero della Difesa di Mosca, sostenendo che si sia trattato di una “risposta agli attacchi terroristici di Kiev contro obiettivi civili in Russia”. Mentre l’esercito ucraino ha fatto sapere di essersi ritirato da Siversk, nella regione di Donetsk, “per preservare la vita dei nostri soldati e la capacità di combattimento delle unità”.

Negoziati di pace ancora impantanati

Il presidente Usa, Donald Trump, preme da mesi per un accordo di pace, ma i negoziati sono rimasti impantanati nelle richieste molto diverse di Mosca e Kiev. Nei giorni scorsi si sono tenuti colloqui in Florida fra Usa e ucraini e poi con i russi. Zelensky ha incontrato Rustem Umerov e Andrii Hnatov, negoziatori di ritorno da Miami. “Hanno presentato una relazione dettagliata a seguito dei loro incontri con la delegazione americana. Hanno lavorato in modo produttivo con gli inviati del presidente Trump e sono state preparate diverse bozze di documenti”, ha reso noto Zelensky su X, spiegando che “in particolare si tratta di documenti sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, sulla ricostruzione e su un quadro di riferimento di base per porre fine a questa guerra”. Il presidente ucraino ha riferito anche di aver parlato con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: “Abbiamo discusso dell’importanza di sostenere la resilienza dell’Ucraina e di rafforzare le nostre posizioni al tavolo dei negoziati. Faremo tutto il necessario per raggiungere questo obiettivo”.

© Riproduzione Riservata