L’assalitore di Bondi Beach che era rimasto ferito dopo l’attacco di domenica, Naveed Akram di 24 anni, si è risvegliato dal coma in cui è rimasto per circa 48 ore. Lo riferisce il sito di informazione news.com.au, citando fonti della polizia. Intanto è emerso che i due attentatori di Sydney si sono recati nelle Filippine a novembre. Lo ha dichiarato Mal Lanyon, commissario di Polizia dello Stato del Nuovo Galles del Sud, dando nuove informazioni sulla sparatoria di Bondi Beach, in cui sono rimaste uccise 15 persone, oltre a uno dei due killer.
Le ragioni del viaggio e la destinazione nelle Filippine sono oggetto di accertamento da parte degli investigatori. I due sospettati, padre e figlio di 50 e 24 anni, hanno ucciso 15 persone durante la celebrazione dell’Hanukkah a Bondi Beach in “un attacco terroristico ispirato dallo Stato Islamico”, lo ha definito il commissario della polizia federale australiana Krissy Barrett. Il 50enne è stato ucciso a colpi di arma da fuoco, mentre il 24enne è rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale.
Gli assalitori erano padre e figlio
Gli assalitori sono stati identificati come padre e figlio: Naveed Akram, 24 anni, rimasto ferito, e Sajid Akram, 50 anni, morto domenica nello scontro a fuoco con gli agenti. Oggi l’ufficio immigrazione delle Filippine ha confermato che Sajid Akram si è recato nel Paese dal 1° al 28 novembre insieme a Naveed Akram, dando come destinazione finale la città di Davao. Gruppi di militanti separatisti musulmani, tra cui Abu Sayyaf nel sud delle Filippine, hanno in passato espresso il loro sostegno all’Isis e hanno ospitato un piccolo numero di combattenti militanti stranieri provenienti da Asia, Medioriente ed Europa. Tuttavia decenni di offensive militari hanno notevolmente indebolito Abu Sayyaf e altri gruppi armati simili e i funzionari militari e di polizia filippini affermano che non ci sono state recenti indicazioni della presenza di militanti stranieri nel sud del Paese.
Martedì, una conferenza stampa tenuta dai leader politici e delle forze dell’ordine è stata l’occasione per confermare, per la prima volta, le notizie sulle ideologie dei sospettati. Il primo ministro Anthony Albanese ha affermato che le osservazioni si basano su prove ottenute, inclusa “la presenza di bandiere dello Stato islamico nel veicolo sequestrato”.
Sono 25 le persone ancora ricoverate negli ospedali dopo il massacro di domenica, 10 delle quali in condizioni critiche. Tre di loro sono bambini. Fra i ricoverati c’è anche Ahmed al Ahmed, il ‘cittadino eroe’ ripreso in un video mentre placcava e disarmava uno dei due assalitori, prima di puntargli contro l’arma e poi posarla a terra.
Due vittime sono coppia che ha provato a disarmare assalitore
Due delle 15 persone rimaste uccise nell’attacco di domenica a Bondi Beach a Sydney sono una coppia che ha provato a disarmare uno degli assalitori prima che raggiungesse il ponte da cui è poi avvenuta la sparatoria, tentativo le cui immagini sono emerse nelle scorse ore quando è stato diffuso il video amatoriale girato dalla dashcam di un’auto, mentre emergono anche le storie eroiche che riguardano i bagnini in servizio a Bondi Beach domenica.
“Attacco terroristico ispirato a Isis”
La sparatoria è stata “un attacco terroristico ispirato dallo Stato islamico”. Lo ha dichiarato la commissaria della polizia federale australiana Krissy Barrett. Le persone uccise avevano età comprese fra 10 e 87 anni.
“I sospetti assassini, spietati nel modo in cui avrebbero coordinato il loro attacco, sembravano non avere alcun riguardo per l’età o le capacità delle loro vittime”, ha dichiarato Barrett, “sembra che i presunti assassini fossero interessati solo a raggiungere un certo numero di vittime”. Albanese e i leader di alcuni Stati australiani si sono impegnati a inasprire le già severe leggi sulle armi del Paese, in quella che sarebbe la riforma più radicale dal 1996, quando un uomo armato uccise 35 persone a Port Arthur, in Tasmania. Da allora le sparatorie di massa in Australia sono state rare. Albanese ha annunciato piani per limitare ulteriormente l’accesso alle armi, in parte perché è emerso che il sospetto più anziano aveva accumulato legalmente il suo arsenale di 6 armi.
Boom di donazioni del sangue dopo l’attentato
All’indomani della sparatoria di domenica a Bondi Beach a Sydney, in Australia, un numero record di australiani si è registrato per donare il sangue. Solo lunedì sono stati prenotati quasi 50mila appuntamenti, più del doppio del record precedente, ha riferito ad Associated Press l’organizzazione nazionale per le donazioni Lifeblood. Quasi 1.300 persone si sono registrate per donare per la prima volta. L’entusiasmo presso la sede di Lifeblood a Bondi era tale che, secondo il sito web dell’organizzazione, non sono disponibili appuntamenti per donare il sangue prima del 31 dicembre. Lunedì in tutto il Paese sono state effettuate 7.810 donazioni di sangue, plasma e piastrine, ha dichiarato la portavoce Cath Stone. I media australiani hanno riferito di code fino a 4 ore in alcuni centri di donazione di Sydney.

