Il presidente americano Donald Trump in pressing per la conclusione di un accordo per un cessate il fuoco in Ucraina alle condizioni previste dal suo piano di pace, compreso il ritiro di Kiev dall’intera regione del Donbass, anche le parti che non sono state conquistate dalla Russia. Il tycoon ha detto che gli Usa non parteciperanno all’incontro di sabato previsto a Parigi con funzionari ucraini e di Francia, Germania e Gran Bretagna se non ci saranno “buone chance” di concludere un’intesa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre alla possibilità di sottoporre a un referendum dei cittadini il destino del Donbass. Ecco tutti gli aggiornamenti sulla guerra in Ucraina di oggi 12 dicembre in diretta.
A proposito degli asset russi congelati “la decisione odierna, oltre a non pregiudicare in alcun caso la decisione sull’eventuale utilizzo dei beni immobilizzati russi, non costituisce in alcun modo un precedente per il passaggio da decisioni all’unanimità alla maggioranza qualificata”. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi, in riferimento al voto di oggi con cui gli Stati membri Ue hanno dato il via libera al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi. Le fonti spiegano che, in vista del Consiglio europeo di dicembre 2025 e con uno spirito pienamente costruttivo, l’Italia ha quindi invitato la Commissione e il Consiglio a continuare a esplorare e discutere opzioni alternative per rispondere alle esigenze finanziarie dell’Ucraina, basandosi su un prestito Ue e su soluzioni ponte, per garantire la continuità del sostegno prima che la soluzione individuata possa effettivamente entrare in vigore.
“Insieme a Belgio, Bulgaria e Malta, l’Italia ha deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi – senza tuttavia stabilirne l’utilizzo – sino a che Mosca non cessi la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcisca per i danni causati dalla sua guerra. Lo ha fatto perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all’Ucraina” ma “l’Italia, tramite una dichiarazione aggiuntiva, ha però voluto sottolineare la necessità che decisioni di una tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale siano sempre precedute da una discussione a livello politico e non vi siano fughe in avanti a livello tecnico”. È quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi.
Il primo ministro belga Bart De Wever ha dichiarato che utilizzare i beni russi congelati per finanziare la difesa dell’Ucraina sarà un’impresa “ardua”, ma ha lasciato la porta aperta all’azione se il Belgio fosse sostenuto dai suoi alleati europei, e anche loro utilizzassero i fondi russi congelati per aiutare l’Ucraina. LO riporta Sky News Uk. Dopo i colloqui con il premier britannico Keir Starmer a Downing Street, De Wever, pur ammettendo di essere “scettico riguardo a un prestito” per l’Ucraina legato ai beni congelati, ha affermato di essere leale e “pro-Ucraina” e che se l’Ue vuole andare avanti con i suoi piani, devono essere poste delle “condizioni” per mitigare il rischio per il suo Paese. Il premier belga ha affermato che i progressi sulla questione negli incontri europei della prossima settimana dipendono dal fatto che “avremo sufficienti rassicurazioni”, aggiungendo che “è un compito arduo perché fino a due mesi fa, pensavamo che fosse qualcosa che non avremmo mai fatto”. “Sarei totalmente disponibile a trovare una soluzione ponte per i prossimi mesi di finanziamenti in Ucraina e a prendermi un po’ più di tempo per approfondire l’idea del prestito di riparazione. Se riusciamo a risolvere la questione, non sarò io a bloccarla. Voglio solo una decisione che sia giuridicamente valida”, ha dichiarato.
“Se vogliamo la pace dobbiamo costruire le condizioni per l’Ucraina e per la Russia”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, intervistato da Marco Travaglio. “Non pensate che dall’economia di guerra che ha costruito la Russia si arrivi a una economia di pace senza l’aiuto del resto del mondo. Se creiamo in Russia condizioni di instabilità ci ritroveremo peggio di come stiamo adesso. Partiamo dai paletti che abbiamo piantato e cerchiamo di arrivare a costruire una tregua e una pace, perché altrimenti più tempo passa più la ferita diventerà impossibile da rimarginare”, conclude.
“Nessuno ha mai pensato che l’Ucraina potesse vincere la guerra e battere la Russia, ma l’ha vinta nel momento in cui è sopravvissuta”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ospite di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, intervistato da Marco Travaglio. “Prima dell’invasione, il 7 percento dell’Ucraina era russo. A fine 2022 era al 18,5 percento. Da allora la Russia è arrivata al 20 percento, la rappresentazione è stata che stava vincendo la guerra, ma ha conquistato negli ultimi tre anni solo l’1,5 percento, per farlo la Russia ha perso un milione e 100 mila soldati morti”, ha spiegato. “Parliamo di cifre da prima guerra mondiale per conquistare l’1,5 percento dell’Ucraina”.
“Accolgo con favore la decisione del Consiglio sulla nostra proposta di continuare l’immobilizzazione delle attività sovrane russe. Stiamo inviando un forte segnale alla Russia: finché questa brutale guerra di aggressione continuerà, i costi per la Russia continueranno ad aumentare. Si tratta di un messaggio potente per l’Ucraina. Vogliamo assicurarci che il nostro coraggioso vicino diventi ancora più forte sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati”. Così sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo l’approvazione del congelamento degli asset russi a tempo indeterminato, senza rinnovo semestrale delle sanzioni.
“Nel Consiglio europeo di ottobre, i leader dell’UE si sono impegnati a mantenere immobilizzati gli asset russi finché la Russia non porrà fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e compenserà i danni causati. Oggi abbiamo dato attuazione a quell’impegno. Prossimo passo: garantire i bisogni finanziari dell’Ucraina per il 2026-27”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, dopo l’approvazione del congelamento degli asset russi a tempo indeterminato, senza rinnovo semestrale delle sanzioni.
Via libera degli Stati membri all’uso dell’articolo 122 del Tfue che permette di congelare gli asset russi in modo indefinito senza dover sottostare al rinnovo semestrale delle sanzioni alla Russia, con il relativo requisito dell’unanimità. In tal caso non c’è più il potere di veto di Stati come l’Ungheria. Lo si apprende da fonti Ue.
Il ricorso al 122 viene considerato giustificato da circostanze eccezionali e da gravi rischi economici causati dall’aggressione russa. Il regolamento, la cui votazione si è conclusa alle 17:30 per procedura scritta, è stato votato da 25 Stati membri, mentre due hanno votato contro. La mossa apre la strada per l’uso degli asset russi per il prestito di riparazione a Kiev.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz riceverà lunedì prossimo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per colloqui economici tra Germania e Ucraina e uno scambio sullo stato dei negoziati di pace in Ucraina. Lo ha comunicato l’ufficio della cancelleria tedesca. In serata, numerosi capi di Stato e di governo europei, nonché i massimi rappresentanti dell’Ue e della Nato, prenderanno parte ai colloqui.
Una nave passeggeri e cargo battente bandiera panamense di proprietà della compagnia turca Cenk Ro-Ro, è stata colpita da un missile Iskander sulla rotta Karasu-Odessa, sul Mar Nero. Lo riporta la stampa turca, citando la compagnia. La nave, che opera servizi regolari sulla rotta Turchia-Ucraina, sarebbe stata colpita poco dopo l’attracco al porto di Chornomorsk. È stata avviata un’indagine approfondita sull’incidente.
“Un protagonista della comunità internazionale, la Federazione russa, ha, sciaguratamente, scelto” di ripristinare “con la forza l’antistorica ricerca di zone di influenza, di conquista territoriale, di crudele prepotenza delle armi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale dello scambio degli auguri di fine anno con il Corpo diplomatico. “Le generazioni globali che lottarono contro il nazifascismo in Europa, contro il colonialismo, contro i totalitarismi per rivendicare libertà e diritti, spesso anche a costo della vita, ricercando un progetto di collaborazione sfociato nella creazione dell’Onu – il più ambizioso tentativo nella storia dell’umanità di dare una cornice di regole alle relazioni internazionali – rischiano di vedere infranti, oggi, i loro sacrifici. Un sistema, costruito per assicurare garanzie di pace e di convivenza – riflesso di equilibri lungamente discussi e negoziati -, entra in crisi quando qualche protagonista della vita internazionale lo infrange, ritenendo che non sia più funzionale alla prevalenza dei propri interessi, talvolta ondivaghi, e che questi debbano prevalere sui valori condivisi e sulle esigenze degli altri Paesi. Entra in crisi quando si accampano presunte – e spesso fallaci – esigenze di sicurezza per alterare la bilancia strategica”, ha aggiunto Mattarella.
“Le relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda Guerra Mondiale. Certo, ricordiamo il ruolo dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, ma ricordiamo e custodiamo con affetto anche i bei tempi delle nostre relazioni, durati 80 anni – un periodo lungo – e abbiamo avuto ottime interazioni con l’Italia”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante un webinar organizzato dall’International Fact-Checking Network (GFCN). Secondo Zakharova, l’Italia è diventata vittima di un certo tipo di narrazione: “È sotto pressione da parte della Nato, del mondo anglosassone e di questa dittatura ultraliberale”. Lo riporta l’agenzia Tass. “Le nostre relazioni sono attualmente sospese, non solo quelle ufficiali, ma anche quelle economiche e finanziarie”, ha aggiunto Zakharova, “mi piacerebbe credere che non si siano interrotte, ma che siano piuttosto sospese. Ma non per colpa nostra, non per colpa della Russia, bensì perché l’Italia è sotto pressione”.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha informato il presidente russo Vladimir Putin della disponibilità di Ankara ad accettare negoziati sull’Ucraina in qualsiasi formato e ha inoltre sostenuto l’idea di un cessate il fuoco parziale con una rinuncia agli attacchi contro impianti energetici e porti. Lo ha riferito l’ufficio del leader turco dopo l’incontro con il presidente russo in Turkmenistan. “Il nostro presidente ha affermato che gli sforzi per porre fine alla guerra ucraino-russa con una pace giusta e duratura sono di grande importanza. Ritiene che si possano ottenere progressi in settori di valore pratico per entrambe le parti”, si legge in una nota dell’ufficio di Erdogan, “ha inoltre affermato che un cessate il fuoco limitato, che limiti gli attacchi contro impianti energetici e porti, potrebbe essere utile”. Lo riporta l’agenzia Tass. Il leader turco ha inoltre affermato che il suo Paese sta “seguendo da vicino il processo negoziale volto a porre fine” al conflitto e ha affermato che “nell’ambito di questo processo, la Turchia può accettare negoziati in tutti i formati”.
Per quanto riguarda il finanziamento all’Ucraina “continuiamo a lavorare per affrontare le preoccupazioni residue di alcuni Stati membri. Questi scambi forniscono una base utile per la riunione dei leader dell’Ue della prossima settimana, in cui dobbiamo raggiungere un impegno chiaro sulla via da seguire. Le esigenze dell’Ucraina non sono solo considerevoli, ma anche urgenti. Pertanto, esorto gli Stati membri a mostrare unità e ad agire ora”. Lo dice il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis in conferenza stampa dopo la riunione dell’Ecofin.
“L’Ue ritiene che questi depositari centrali di titoli possano compensare qualsiasi sequestro in Russia con beni congelati o immobilizzati detenuti qui. Possiamo aspettarci che la Russia continui ad avviare procedimenti legali speculativi per impedire all’Ue di rispettare il diritto internazionale e per far valere l’obbligo legale della Russia di risarcire l’Ucraina per i danni causati loro”. Lo afferma il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin, rispondendo a una domanda sulla causa intentata dalla Russia a Euroclear per il congelamento dei beni della Banca centrale russa.
“I beni della Banca centrale russa detenuti nell’Ue, compresi quelli in depositari centrali come Euroclear, sono immobilizzati in linea con le sanzioni Ue che gli Stati membri hanno applicato dall’inizio della guerra di aggressione illegale della Russia. Anche questo è in linea con il diritto dell’Ue e con il diritto internazionale e le istituzioni finanziarie dell’Ue che detengono questi beni immobilizzati sono pienamente protette da procedimenti legali, in particolare in base alle nostre attuali sanzioni”, ribadisce.
“Oggi ho avuto una conversazione telefonica di quasi un’ora con il Presidente del Consiglio europeo, A. Costa. Lo rispetto pienamente, ma mentre lui parlava di denaro per la guerra in Ucraina, io continuavo a ripetere l’uccisione insensata quotidiana di centinaia, se non migliaia, di russi e ucraini. Se per l’Europa occidentale la vita di un russo o di un ucraino non vale nulla, io non voglio far parte di un’Europa occidentale del genere. Ho detto a Costa che non sosterrò nulla, anche se dovessimo stare seduti a Bruxelles fino al Capodanno, che porti a un sostegno per le spese militari dell’Ucraina”. Lo scrive sui social il premier slovacco Robert Fico.
“Sono pronto, in quanto Primo Ministro della Repubblica Slovacca, a sostenere l’Ucraina nella sua ricostruzione sulla base di negoziati bilaterali tra i governi slovacco e ucraino, ma rifiuto l’uccisione insensata. In questo spirito, ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio europeo, Costa, e a tutti i primi ministri degli Stati membri dell’Ue”, aggiunge.
“L’Italia è favorevole a stabilizzare la situazione, votiamo a favore e poi si aprirà un dibattito politico al Consiglio su quello che sarà lo strumento migliore per aiutare l’Ucraina. Noi abbiamo sempre detto che avevamo qualche riserva non tanto sulla scelta politica quanto sulla base giuridica per l’utilizzo degli asset congelati. Ci può essere anche un altro strumento per finanziare l’Ucraina, per fare delle garanzie che poi devono essere fuori naturalmente dal debito pubblico. Quindi è un dibattito in corso”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del meeting Ppe ad Heidelberg, in Germania. “Intanto al Coreper si è votato per congelare i beni, poi vedremo cosa si farà e lo deciderà il Consiglio. Fermo restando che l’Italia vuole aiutare l’Ucraina, il tema è più giuridico che altro”, ha aggiunto Tajani.
“Il tema della sicurezza è un tema fondamentale, che riguarda anche noi direttamente. Noi siamo sempre a sostegno dell’ipotesi di una sorta di accordo internazionale modello articolo 5 della Nato, che in caso di attacco all’Ucraina ci sia un intervento a protezione del Paese attaccato. Spero si possa giungere a un accordo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del meeting del Ppe con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il leader del Ppe, Manfred Weber, a Heidelberg, in Germania. Tajani ha poi sottolineato l’importanza dell”aviazione americana, “perché per quanto riguarda la protezione aerea la presenza americana è fondamentale e indispensabile”.
“L’incontro di lunedì? Stiamo cercando di coinvolgere il governo americano. Nelle nostre discussioni stiamo anche parlando con il governo ucraino e con il presidente ucraino sulle garanzie di sicurezza di cui stiamo discutendo da diverse settimane”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa congiunta con il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il leader del Ppe, Manfred Weber, a Heidelberg, in Germania, parlando dell’incontro in programma lunedì a Berlino sull’Ucraina. “L’elemento più importante è il rafforzamento permanente dell’esercito ucraino. Il Paese stesso deve essere in grado di proteggersi in modo permanente. Siamo pronti a dare il nostro contributo in tal senso. Saranno necessari anche i contributi degli americani. La forma e i dettagli di questi contributi saranno poi integrati in un progetto complessivo. Pertanto molte questioni rimangono aperte. Sono tutte oggetto delle discussioni che stiamo portando avanti”, ha detto ancora Merz.
Le forze speciali ucraine (SSO) hanno dichiarato oggi che un’operazione nel Mar Caspio ha colpito due navi russe che trasportavano equipaggiamento militare e armi. Le navi, denominate Kompozitor Rakhmaninov e Askar-Saridzha, sono soggette a sanzioni statunitensi per il trasporto di armi tra la Russia e l’Iran, ha affermato l’SSO in un post sui social. Non ha specificato quali armi siano state utilizzate nell’attacco.
Le forze ucraine hanno dichiarato di aver riconquistato diversi insediamenti e quartieri vicino alla città di Kupiansk, nella regione nord-orientale di Kharkiv, dopo un’operazione durata mesi volta a invertire l’avanzata russa. Negli ultimi mesi Kupiansk è stato uno dei settori più contesi della linea del fronte lunga circa 1.000 chilometri. Le unità ucraine hanno gradualmente interrotto le vie di rifornimento russe verso Kupiansk a partire dal 22 settembre e hanno ripreso il controllo dei villaggi di Kindrashivka e Radkivka, nonché di diversi distretti settentrionali della città, secondo una dichiarazione del Corpo Khartia della Guardia Nazionale pubblicata su Facebook. I combattimenti sono in corso nel centro di Kupiansk, dove più di 200 soldati russi sono circondati, secondo la dichiarazione.
Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov afferma che la polizia russa e la Guardia Nazionale rimarranno nel Donbass, nell’Ucraina orientale, per sorvegliare la preziosa regione industriale, anche se un accordo di pace ponesse fine alla guerra che dura da quasi quattro anni. Ushakov ha dichiarato al quotidiano economico russo Kommersant che “è del tutto possibile che non ci saranno truppe (nel Donbass), né russe né ucraine” in uno scenario postbellico. Ma ha aggiunto che “ci saranno la Guardia Nazionale, la nostra polizia, tutto il necessario per mantenere l’ordine e organizzare la vita”.
“Oggi – direzione Kupiansk, i nostri soldati che qui ottengono risultati per l’Ucraina. Molti russi hanno parlato di Kupiansk – lo vediamo. Ero lì, ho salutato i ragazzi. Grazie a ogni unità, a tutti coloro che combattono qui, a tutti coloro che distruggono l’occupante”. È quanto fa sapere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio su Telegram. “Oggi è estremamente importante ottenere risultati sul fronte affinché l’Ucraina possa ottenere risultati in campo diplomatico”, aggiunge, “è proprio così che funziona: tutte le nostre posizioni di forza all’interno del Paese sono posizioni di forza nei negoziati per porre fine alla guerra. Grazie a ogni soldato! Sono orgoglioso di voi! Grazie a tutte le nostre forze terrestri: oggi è il vostro giorno”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà lunedì a Berlino, in Germania, per incontrare il cancelliere tedesco Friedrich Merz. È quanto apprende la Bild da fonti degli ambienti della sicurezza. Sono previsti anche colloqui nel cosiddetto formato E3 con gli stati europei di Germania, Regno Unito e Francia, nonché tra i tre Paesi e Zelensky. Il governo tedesco non ha ancora confermato. Tuttavia, le misure di sicurezza insolitamente elevate già in atto nel distretto governativo e nello spazio aereo sopra Berlino indicano che Zelensky è atteso alla Cancelleria lunedì.
“L’incontro di oggi cade in un momento storico: ribadiamo l’appoggio all’Ucraina e la loro lotta per la libertà e la democrazia”. Lo ha detto il leader del Ppe, Manfred Weber, in conferenza stampa a Heidelberg insieme al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, in occasione del meeting del Ppe. “Vogliamo rilanciare l’innovazione e la ricerca europea”, ha detto ancora Weber, che ha anche sottolineato come il Ppe stia lottando per meno burocrazia e contro la migrazione illegale.
Il governo tedesco ha convocato l’ambasciatore russo al ministero degli Esteri per un grave attacco informatico e una campagna di disinformazione. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero a Berlino, come riportano i media tedeschi. La Germania accusa la Russia di un grave attacco informatico al controllo del traffico aereo e di una campagna di disinformazione durante la campagna elettorale federale, oltre che di interferenze nelle elezioni. “La Russia rappresenta quindi una minaccia molto concreta per la nostra sicurezza“, ha affermato il portavoce, secondo cui l’obiettivo delle attività di Mosca è quello di dividere la società tedesca e indebolire la fiducia nelle istituzioni. Il portavoce ha aggiunto che la Germania condanna le azioni della Russia e sta adottando contromisure. Berlino sostiene inoltre nuove sanzioni contro singoli individui.
“Un cessate il fuoco nel Donbass potrà avvenire solo dopo il ritiro delle truppe ucraine“. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, come riporta Ria Novosti. “Quello che succederà dopo, secondo me, è qualcosa di cui possiamo discutere”, ha aggiunto.
L’obiettivo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nei negoziati in Europa è quello di includere nel piano statunitense proposte inaccettabili per la Russia su una soluzione pacifica della guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato ai giornalisti il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. Zelensky vuole “includere alcuni passaggi e proposte per noi inaccettabili nei documenti che gli americani stanno preparando“, ha detto Ushakov. Lo riporta l’agenzia Tass. “Non abbiamo ancora visionato questi documenti, che sono attualmente in fase di elaborazione, tenendo conto dei commenti di europei e ucraini, ma è improbabile che questi commenti siano positivi”, ha precisato Ushakov.
“Il Donbass è russo“. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, rispondendo a una domanda del giornalista di Life Alexander Yunashev sulla proposta di Vladimir Zelensky di indire un referendum territoriale. “Tutto il Donbass è russo”, ha ribadito Ushakov, come riporta l’agenzia Tass.
Il consigliere presidenziale russo per la politica estera Yuri Ushakov ritiene che Mosca potrebbe non gradire molti aspetti del piano di pace degli Stati Uniti, che è stato modificato in seguito ai contatti con Kiev. “Non abbiamo visto nessuna versione rivista dei progetti americani. Quando la vedremo, potremmo non apprezzarne molti punti“, ha detto Ushakov ai giornalisti, “ci devono mostrare ciò su cui gli americani sono d’accordo con gli europei e gli ucraini“. Lo riporta l’agenzia Tass.
L’Ucraina è “pronta” ad accettare concessioni territoriali. È quanto rivela Le Monde, citando fonti secondo cui Kiev sta cedendo su uno dei punti chiave dei negoziati con Stati Uniti e Russia, accettando la creazione di una zona demilitarizzata nel Donbass. Questa zona demilitarizzata, secondo Kiev, costringerebbe le forze ucraine e russe a ritirarsi da entrambi i lati dell’attuale linea del fronte nel Donbass. Questa regione strategica, un bacino minerario ambito dalla Russia dal 2014, potrebbe essere posta sotto la supervisione di una forza internazionale, inclusi gli Stati Uniti, per prevenire ulteriori aggressioni russe.
La Banca di Russia ha intentato una causa contro la società belga Euroclear presso il tribunale arbitrale di Mosca per ottenere il risarcimento dei danni causati alla Banca Centrale della Federazione Russa sui beni russi congelati. Lo ha riferito l’ufficio stampa dell’autorità di regolamentazione, come riporta l’agenzia Tass. L’importo della richiesta nei confronti della banca depositaria non è stato specificato nella dichiarazione. “In relazione alle azioni illegali del depositario Euroclear, che stanno causando perdite alla Banca di Russia, nonché in relazione ai meccanismi ufficialmente presi in considerazione dalla Commissione europea per l’uso diretto o indiretto delle attività della Banca di Russia senza il consenso della Banca di Russia, la Banca di Russia presenta un ricorso presso la Corte arbitrale di Mosca contro il depositario Euroclear per il recupero delle perdite causate alla Banca di Russia”, si legge nella dichiarazione. La Banca centrale ha sottolineato che le azioni del depositario Euroclear hanno causato danni “a causa dell’incapacità di gestire fondi e titoli appartenenti alla Banca di Russia“. La maggior parte dei beni russi congelati in Europa a causa della guerra in Ucraina – poco più di 200 miliardi di euro – è bloccata sulla piattaforma Euroclear in Belgio.
A seguito di un attacco aereo delle forze russe su Odessa, infrastrutture sono state danneggiate e parte della città ucraina è rimasta senza elettricità e acqua. Secondo Ukrinform, la notizia è stata riportata su Telegram dal capo dell’Amministrazione militare regionale di Odessa, Serhii Lysak.”Odessa è stata sottoposta a un altro attacco nemico. Le infrastrutture sono state danneggiate. Parte della città è rimasta senza elettricità e acqua”, si legge nella nota riportata da Ukrinform. Secondo il funzionario, al momento non si hanno informazioni sulle vittime. Tutti i servizi competenti stanno lavorando sul posto, ha aggiunto Lysak.
“Parteciperemo all’incontro di sabato in Europa se pensiamo che ci siano buone possibilità” di un accordo. “Non vogliamo perdere troppo tempo. Vogliamo che la questione venga risolta“. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, citato dai media statunitensi, a proposito del prossimo vertice sull’Ucraina a Parigi con funzionari anche di Germania, Francia e Gran Bretagna, oltre che di Kiev.
L’amministrazione Trump vede un “compromesso” sul Donbass nel fatto che le forze armate ucraine si ritirino dalla regione di Donetsk, mentre l’esercito russo non vi entrerà. Tuttavia, non è chiaro chi e come controllerà il rispetto di questi e altri accordi, qualora vengano firmati. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con i giornalisti, citato da Unian. Secondo Zelensky, “c’è un problema” nel modo in cui la parte americana vede la soluzione della questione del Donbass. “Loro pensano che le truppe ucraine debbano lasciare il territorio del Donetsk, e che il compromesso consista nel fatto che le truppe russe non entrino in questo territorio. Chi gestirà questo territorio, che loro già definiscono ‘zona economica libera’ o ‘zona demilitarizzata’, non lo sanno”, ha detto.
Zelensky ha spiegato di aver detto agli americani che le loro proposte “non sono affatto nell’interesse dell’Ucraina”, ma ha riconosciuto la necessità di continuare il dialogo e di cercare risposte a tutte le domande in modo “più adeguato”. Il presidente ucraino ha sottolineato che il ritiro delle truppe deve essere simmetrico e che sulla linea di contatto è necessario “qualche tipo di monitoraggio”. Zelensky ha aggiunto che resta anche la questione di come impedire alla Russia di occupare militarmente la “zona demilitarizzata” in violazione degli accordi. “È tutto molto serio. Non è detto che noi, come Ucraina, accetteremo questo, ma quando ci parlate di compromesso, dovete proporre un compromesso equo”, ha evidenziato il leader ucraino. Zelensky ha dichiarato che Kiev non accetta affatto la richiesta russa di consegnare loro l’intero Donbass, e per questo gli americani cercano un qualche formato per risolvere questa contraddizione. “La nostra posizione è che è giusto rimanere dove siamo, cioè sulla linea di contatto. Ed è tra queste diverse posizioni che la discussione continua; non è ancora stato deciso nulla”, ha aggiunto.

