Ucraina, Zelensky: “Gli Usa vogliono il nostro ritiro dal Donbass”

Ucraina, Zelensky: “Gli Usa vogliono il nostro ritiro dal Donbass”
Volodymyr Zelensky e Donald Trump nello Studio Ovale (AP Photo/ Mystyslav Chernov)

La Casa Bianca: “Trump frustrato, ora vuole i fatti per finire la guerra”

I droni a lungo raggio dell’intelligence ucraina hanno colpito la piattaforma petrolifera russa Filanovsky nel Mar Caspio. Lo riporta l’emittente ucraina Suspilne citando fonti informate dello Sbu, aggiungendo che si tratta del primo attacco in assoluto alle infrastrutture petrolifere russe nella regione. Secondo la fonte, la produzione di petrolio nella piattaforma è stata interrotta a seguito dell’attacco. “Sono stati registrati almeno quattro colpi sulla piattaforma offshore. A seguito dell’attacco, la produzione di petrolio e gas da oltre 20 pozzi è stata interrotta“, ha detto la fonte.

Suspilne scrive che la piattaforma colpita appartiene a Lukoil-Nizhnevolzhskneft e che il giacimento di Filanovsky è uno dei più grandi esplorati in Russia e nel settore russo del Mar Caspio. Le sue riserve sono stimate in 129 milioni di tonnellate di petrolio e 30 miliardi di metri cubi di gas.

La guerra in Ucraina e i tentativi della diplomazia – La diretta di oggi 11 dicembre
Inizio diretta: 11/12/25 09:40
Fine diretta: 11/12/25 23:00
Zelensky, per tenere ora elezioni dev'esserci cessate il fuoco

“Siamo pronti a collaborare con il presidente Trump in qualsiasi formato. E se il presidente Trump parlasse ancora di elezioni in Ucraina, voglio dirlo apertamente: possiamo provare a indire le elezioni. L’Ucraina non si sta nascondendo dalla democrazia. Ma affinché le elezioni siano possibili, deve essere garantita una componente di sicurezza. E sono gli Stati Uniti che possono dare il massimo contributo in questo senso”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato da Ukrinform.”Se ci fosse bisogno di elezioni ora, dovrebbe esserci un cessate il fuoco, almeno per la durata del processo elettorale e delle votazioni.Questo è ciò di cui bisogna discutere. Francamente, noi qui in Ucraina crediamo che gli Usa dovrebbero parlarne con la parte russa. Vediamo cosa succederà”, ha detto Zelensky.

Salvini, decidano Kiev, Usa e Russia, non leader Ue dimezzati

“Noi sicuramente non abbiamo nessun nessuna intenzione di mettere in difficoltà un governo che è un orgoglio per l’Italia. Semplicemente chiediamo prudenza. Son quasi 4 anni di guerra, ci sono 1000 morti sul fronte ucraino al giorno. La guerra sul campo mi sembra palesemente persa. Ma non perché me lo dice Putin”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Porta a Porta. “Penso, a nome anche di tantissimi italiani, che lo sforzo per la pace di Trump e per gli appelli per la pace del Santo Padre, vanno colti”, ha spiegato. “Come fa Macron a firmare un accordo per mandare 100 caccia bombardieri nei prossimi anni mentre Trump sta riportando Zelensky e Putin faticosamente a discutere di pace, di confini, di cessate il fuoco? Noi chiediamo prudenza, serenità, responsabilità”, ha continuato. Sul piano “lasciamo decidere a Ucraina, Russia e Stati Uniti. Non a Macron o a dei leader europei dimezzati che non rappresentano più né gli inglesi, né i tedeschi, né i francesi. Il governo italiano ha una posizione equilibrata”. 

Gb, da riunione Volenterosi progressi su questione asset russi

 I partecipanti alla riunione odierna della Coalizione dei Volenterosi “hanno concordato che questo è un momento cruciale per l’Ucraina, per il suo popolo e per la sicurezza che tutti condividiamo nella regione euro-atlantica”. Così in una nota Downing Street. “Il presidente Zelensky ha aggiornato il gruppo sui continui bombardamenti russi sull’Ucraina, che stanno uccidendo civili innocenti e distruggendo infrastrutture critiche”, si legge. “I leader hanno poi discusso dei significativi progressi compiuti nel ridurre la macchina bellica russa attraverso sanzioni coordinate e misure di controllo, e nell’intensificare il sostegno all’Ucraina. Hanno inoltre discusso dei progressi compiuti nella mobilitazione dei beni sovrani russi congelati”. “Mentre l’Ucraina entra nel suo quarto inverno di combattimenti, i leader hanno concordato sull’importanza di continuare a finanziare il supporto militare”, sottolinea ancora la nota di Downing Street. 

Zelensky, ricevuta da Usa bozza garanzie sicurezza

 Gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina una bozza sulle garanzie di sicurezza, sulla quale le parti continueranno a lavorare. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una conversazione con i giornalisti, citata da Rbc Ukraine. “Abbiamo ricevuto una bozza dalla parte americana sulle garanzie di sicurezza. E proprio come abbiamo fatto con i 20 punti e con le proposte economiche, lavoreremo anche con le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti, aggiungendo le nostre idee e riformando questa bozza fornita”, ha spiegato. “Questa sarà la base, perché abbiamo bisogno di maggiori dettagli al riguardo”, ha proseguito. “Ma questo documento è una nostra decisione, di entrambe le parti, ed entrambe le parti comprendono che deve essere giuridicamente vincolante, forte, perché purtroppo c’è stata questa debole esperienza del Memorandum di Budapest”, ha affermato Zelensky. 

Von der Leyen, fermi su obiettivo pace giusta e sostenibile

“Ho avuto un confronto con i partner della Coalizione dei Volenterosi durante una settimana molto intensa di colloqui di pace. Nonostante le pressioni, restiamo assolutamente fermi nel nostro obiettivo: raggiungere una pace giusta e sostenibile per l’Ucraina. Sostenibile significa che qualsiasi accordo di pace non deve contenere i semi di futuri conflitti né destabilizzare l’architettura di sicurezza europea più ampia”. Lo ha scritto X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Abbiamo discusso anche della necessità di garanzie di sicurezza solide e credibili. Ho aggiornato i leader sul nostro lavoro per garantire i finanziamenti all’Ucraina per il 2026-2027”, ha spiegato. “Le nostre proposte sono sul tavolo, e il senso di urgenza è chiaro a tutti. La prossima settimana sarà decisiva”, ha concluso. 

Fico, contrario a finanziamenti militari a Kiev

“Al prossimo Consiglio europeo, non sosterrò alcuna soluzione che finanzi le spese militari dell’Ucraina”. Lo afferma il premier slovacco Robert Fico che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo, António Costa, in merito alle proposte della Commissione europea per garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per gli anni 2026-2027, incluso l’utilizzo dei beni russi congelati.  “Ho espresso da tempo e in modo inequivocabile la mia posizione sul conflitto militare in Ucraina”, scrive Fico. “Non esiste una soluzione militare a questo conflitto; la strategia dell’Unione Europea riguardo al conflitto è sbagliata e inefficace, e la continuazione della guerra non è altro che uccisioni senza senso, senza rafforzare la posizione dell’Ucraina in eventuali negoziati di pace. È per questo che ribadisco ripetutamente il mio forte sostegno a tutte le iniziative di pace, in particolare agli sforzi del Presidente Donald Trump nelle ultime settimane per porre fine allo spargimento di sangue inutile”. “Senza commentare vantaggi, svantaggi o rischi delle singole soluzioni proposte dalla Commissione Europea”, prosegue, “desidero affermare molto chiaramente che al prossimo Consiglio Europeo non sono nella posizione di sostenere alcuna soluzione per le necessità finanziarie dell’Ucraina che includa la copertura delle spese militari ucraine per i prossimi anni. Non cerco scuse di natura finanziaria o giuridica, né mi giustifico con i rischi associati all’uso dei beni russi congelati, né con il fatto che l’attuale difficile situazione finanziaria della Slovacchia non ci consente di partecipare ai piani della Commissione Europea per coprire le spese militari dell’Ucraina”. “La politica di pace che sostengo con coerenza mi impedisce di votare a favore del prolungamento del conflitto militare, perché fornire decine di miliardi di euro per le spese militari significa prolungare la guerra”, sottolinea ancora Fico. “Senza contare che l’uso dei beni russi congelati potrebbe compromettere direttamente gli sforzi di pace statunitensi, che prevedono esplicitamente l’utilizzo di tali risorse per la ricostruzione dell’Ucraina”. 

Cremlino, Kiev deve tenere nuove elezioni presidenziali

 Il mandato presidenziale di Volodymyr Zelensky è terminato in conformità con la Costituzione Ucraina.Pertanto, nel Paese devono essere tenute le elezioni. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, in un colloquio con i giornalisti, citato dall’agenzia Tass. “Secondo la Costituzione, il mandato del presidente ucraino è scaduto. Pertanto, devono essere indette elezioni”, ha affermato. 

Casa Bianca: "Trump frustrato, non vuole altri incontri ma azioni"

Il presidente Donald Trump è “estremamente frustrato con entrambe le parti di questa guerra” ed è “stanco di incontri”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, Trump, ha aggiunto la funzionaria, “non vuole altri colloqui, vuole azioni”.

Zelensky: "Garanzie di sicurezza devono includere deterrenza europea"

“Abbiamo tenuto una riunione della Coalizione dei Volenterosi, un formato importante per sostenere la sicurezza dell’Ucraina oggi e in futuro. Stiamo lavorando affinché le garanzie di sicurezza includano seri elementi di deterrenza europea e siano affidabili, ed è importante che gli Stati Uniti siano con noi e sostengano questi sforzi”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Nessuno ha interesse a una terza invasione russa.E proprio ora il sostegno alla difesa dell’Ucraina è particolarmente importante, perché gli attacchi della Russia non si fermano e deve esserci una maggiore protezione della vita affinché la diplomazia possa lavorare a una pace giusta. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando”, ha spiegato. 

Zelensky: "Con Usa colloqui costruttivi su garanzie sicurezza"

“Oggi abbiamo avuto una discussione costruttiva e approfondita con la delegazione americana su uno dei tre documenti su cui stiamo attualmente lavorando, quello riguardante le garanzie di sicurezza. Gli Stati Uniti erano rappresentati dal segretario di Stato Marco Rubio, dal segretario della Guerra Pete Hegseth, dall’inviato Steve Witkoff, da Jared Kushner, dai generali Keane e Grynkewich, e da Josh Gruenbaum. Un ringraziamento anche al segretario generale della Nato Mark Rutte. Attribuiamo grande valore al coinvolgimento attivo della parte americana a tutti i livelli – non solo nel lavorare per porre fine alla guerra, ma anche nel garantire la sicurezza dell’Ucraina e prevenire una nuova invasione russa.Questo riflette la serietà delle intenzioni americane e la loro chiara determinazione a raggiungere risultati concreti”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“Le garanzie di sicurezza sono tra gli elementi più cruciali per tutti i passaggi successivi”, ha spiegato.”Abbiamo già fatto esperienza negativa con il Memorandum di Budapest.Tutti lo ricordano, così come ricordano le occasioni in cui la Russia ha ripetutamente violato tutti gli altri suoi impegni. Per questo è essenziale che questo documento sulle garanzie di sicurezza fornisca risposte concrete alle questioni che più preoccupano gli ucraini: quali azioni intraprenderanno i partner se la Russia decidesse di lanciare nuovamente un’aggressione”. “È stato concordato che i gruppi di lavoro continueranno ad operare attivamente affinché, nel prossimo futuro, si possa avere una chiara comprensione delle garanzie di sicurezza. Ringrazio tutti coloro che stanno contribuendo”, ha aggiunto.

Ucraina, ok Consiglio Ue a sesta rata da 2,3 mld a Kiev Bruxelles

L’Ucraina riceverà presto circa 2,3 miliardi di euro di finanziamenti, dopo che il Consiglio ha adottato una decisione sulla sesta erogazione regolare di sostegno nell’ambito dello Strumento per l’Ucraina dell’UE. Questo importo riflette il completamento da parte dell’Ucraina di otto fasi richieste per la sesta erogazione, nonché il completamento di una fase in sospeso della quarta erogazione. Questo finanziamento mira principalmente a rafforzare la stabilità macrofinanziaria dell’Ucraina e a sostenere il funzionamento della sua pubblica amministrazione.I pagamenti nell’ambito dello Strumento per l’Ucraina sono strettamente collegati al Piano per l’Ucraina, che delinea la strategia dell’Ucraina per la ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione, insieme a un calendario per l’attuazione delle riforme in linea con gli obiettivi di adesione del Paese all’UE nei prossimi anni. Dopo il completamento delle fasi più recenti, l’Ucraina ha ora adottato con successo 63 delle 68 fasi finora richieste nell’ambito dello Strumento per l’Ucraina.L’attuale sesta erogazione di sostegno dell’UE segue la recente quinta erogazione del 5 novembre 2025. Questa rapida e consecutiva erogazione di fondi rispecchia la rapidità e l’impegno dell’Ucraina nell’attuare riforme in linea con gli obiettivi di adesione del Paese all’UE. 

Zelensky: "In bozza accordo 800mila soldati per Kiev"

Nella bozza di un possibile accordo di pace riguardante l’Ucraina concordata una disposizione sulle dimensioni delle Forze armate di Kiev. Lo ha confermato in un punto stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riportano i media di Kiev. Nello specifico il documento prevede “il mantenimento delle attuali dimensioni dell’esercito ucraino, ovvero circa 800mila effettivi”.

Zelensky: "Decisione su territori occupati spetta al popolo"

Le eventuali cessioni di territori alla Russia dovrebbero essere decise dal popolo ucraino, “attraverso elezioni o referendum”. Lo ha affermato in un punto stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riportano i media ucraini. “Credo che il popolo ucraino risponderà a questa domanda. Attraverso le elezioni o un referendum, ma deve esserci una posizione del popolo”, ha dichiarato.

Zelensky: "Usa vogliono zona economica libera demilitarizzata"

Gli Stati Uniti puntano alla creazione di una “zona economica libera” nelle parti del Donbass attualmente controllate da Kiev. Lo ha affermato in un punto stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riportano i media ucraini. Gli americani la chiamano così, mentre i “russi” la chiamano “zona smilitarizzata”, ha aggiunto il presidente ucraino.

Zelensky: "Cessate il fuoco solo dopo firma accordo quadro"

“Dopo ripetuti negoziati con la parte russa, gli Stati Uniti ritengono che un cessate il fuoco completo possa avvenire solo con la firma di un accordo quadro”. Lo ha affermato in un punto stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riportano i media ucraini. “A mio parere, non è un segreto che i russi non accetteranno un cessate il fuoco se non ci sarà un accordo – ha aggiunto – la nostra posizione non è cambiata: crediamo che un cessate il fuoco sia necessario. Ma stiamo ricevendo esattamente questa informazione: l’unica opzione per un cessate il fuoco è la firma di un accordo quadro”

Zelensky: "Usa possono agevolare nostro ingresso in Ue"

“Gli Stati Uniti possono adottare misure per sbloccare il nostro cammino verso l’Unione Europea da parte di alcuni stati. Possono agire politicamente. Voi ed io sappiamo che il presidente degli Stati Uniti ha determinate leve di influenza e che questo funzionerà su coloro che attualmente stanno bloccando l’Ucraina”. Lo ha affermato in un punto stampa il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riportano i media ucraini.

Ucraina: Ue lancia procedura per voto a maggioranza su blocco asset russi

I rappresentanti permanenti degli Stati membri al Coreper hanno concordato una versione rivista della proposta della Commissione di usare la procedura d’urgenza in base all’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue per aggirare il vincolo dell’unanimità nel rinnovo semestrale delle sanzioni. In tal modo basterà la maggioranza qualificata per tenere immobilizzati i 210 miliardi di asset russi nell’Ue e vietare il trasferimento a Mosca. La mossa dovrebbe aprire la strada per il prestito di riparazione per l’Ucraina. Il Coreper ha approvato l’avvio di una procedura scritta per la decisione formale del Consiglio entro domani, intorno alle 17:00.

Ucraina, media: sabato a Parigi incontro Usa-Ucraina-Francia-Germania

Alti funzionari di Stati Uniti, Ucraina, Francia, Germania e Regno Unito si vedranno sabato a Parigi per discutere il piano di pace del presidente americano Donald Trump. Lo riporta Axios citando un funzionario della Casa Bianca e un funzionario ucraino. Secondo quanto si legge Ucraina, Germania, Francia e Regno Unito saranno rappresentati all’incontro dai loro consiglieri per la sicurezza nazionale mentre non è ancora chiaro se il segretario di Stato americano Marco Rubio, che è anche consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, parteciperà al vertice.

Putin: "Iniziativa strategica militare totalmente nelle nostre mani"

Per quanto riguarda il conflitto con l’Ucraina “le Forze Armate russe hanno il pieno controllo dell’iniziativa strategica”. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta la Tass.

Cremlino: "Liberata località di Seversk nel Donbass"

Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto, durante un incontro con le forze armate un rapporto secondo cui Seversk, località dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk “è stata completamente trasferita sotto il controllo delle forze armate russe”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Ue: "Al lavoro su prestito riparazione per soluzione entro vertice"

Per quanto riguarda il finanziamento all’Ucraina con il prestito di riparazione “ci sono due elementi separati. Uno è l’immobilizzazione degli asset, circostanza per la quale esiste la cosiddetta proposta dell’Articolo 122, ovvero la base giuridica per la proposta di immobilizzare” per un tempo indeterminato gli asset russi senza che siano “soggetti al rinnovo semestrale” delle sanzioni e “poi c’è anche la questione del finanziamento stesso. Tutto questo converge nel soddisfare la richiesta del Consiglio europeo di trovare una soluzione per finanziare le esigenze dell’Ucraina nel 2026-2027. Il Consiglio europeo si riunirà la prossima settimana su questo argomento. Quindi, stiamo lavorando con gli Stati membri per fare quanti più progressi possibili sui vari elementi del pacchetto, in modo che si possa trovare una soluzione al Consiglio europeo della prossima settimana”. Lo dice la prima portavoce della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa. Per quanto riguarda nello specifico il ricorso all’articolo 122 “se si guarda al passato, negli scorsi cinque anni, spesso abbiamo dovuto affrontare crisi economiche inaspettate, situazioni inaspettate che hanno avuto ricadute economiche” e “se si guarda alla situazione attuale” penso che “sia ragionevole sostenere che l’ingiustificata aggressione russa contro l’Ucraina stia avendo un impatto non solo sull’Ucraina, ma sulla più ampia situazione economica in Europa. Quindi è ragionevole sostenere che l’articolo 122 sia giustificato in questo caso perché consente all’Unione di dotarsi di risorse che possono aiutarla a uscire dalla difficile situazione economica in cui ci troviamo ora. E ancora: se si considera come sarebbe la situazione senza la guerra, si vedrebbe certamente una situazione economica più prospera in Europa. Quindi pensiamo che ci sia un impatto molto forte sull’andamento attuale delle nostre economie a causa dell’ingiustificata guerra di aggressione”, rimarca un portavoce dell’Esecutivo Ue.

Dogana tedesca non può sequestrare petroliera della flotta ombra russa

Ai funzionari doganali tedeschi è temporaneamente vietato sequestrare e smaltire la petroliera ‘Eventin’, elencata come nave della flotta ombra russa, insieme al suo carico. La Corte tributaria federale (Bfh) ha dichiarato di avere “dubbi giustificati sulla legalità delle misure di sequestro”. La nave danneggiata è ormeggiata al largo della costa di Rügen da quasi un anno. La Corte ha ritenuto giuridicamente poco chiaro se, nonostante le sanzioni Ue, la nave, insieme al suo carico, possa essere autorizzata a entrare e uscire dal territorio dell’Ue in base a un’eccezione di emergenza. A gennaio, tutti i sistemi a bordo dell”Eventin’ hanno smesso di funzionare. Per ore, la nave è andata alla deriva nel Mar Baltico, al largo delle coste del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Le squadre di soccorso sono finalmente riuscite a stabilire dei cavi di traino per la petroliera in mare. Poiché la decisione del Tribunale Tributario Federale (Bfh) è il risultato di un procedimento cautelare, il braccio di ferro legale sulla nave potrebbe proseguire in un procedimento di merito.

Rutte: "Putin impegnato a costruire un impero"

“Il presidente Putin è di nuovo impegnato a costruire un impero. Sta gettando tutto ciò che ha contro l’Ucraina, uccidendo soldati e civili, distruggendo case, scuole e ospedali. Finora, quest’anno, la Russia ha lanciato oltre 46.000 droni e missili contro l’Ucraina. È probabile che la Russia produca 2.900 droni d’attacco al mese e un numero simile di esche per distrarre le difese aeree. E nel 2025, la Russia ha prodotto circa 2.000 missili d’attacco terrestri e balistici. È vicina al picco di produzione. E mentre Putin cerca di distruggere l’Ucraina, sta anche devastando il suo stesso Paese. Ci sono state oltre 1,1 milioni di vittime russe dall’inizio della sua guerra nel 2022. E quest’anno, la Russia ha perso, in media, 1.200 soldati al giorno”. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte a Berlino.

Rutte: "Fine guerra entro Natale? Difficile da dire"

“È difficile dirlo. Questa è la risposta onesta. Il presidente Trump e gli americani stanno lavorando instancabilmente per raggiungere questo obiettivo e desidero davvero elogiarli per questo. Germania, Francia, Regno Unito, Polonia, Italia, Paesi Bassi e gli altri alleati europei, il Canada stanno aiutando, a sostenere, ovunque possibile, lo sforzo di pace”. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte a Berlino rispondendo a una domanda sulla possibilità che il conflitto in Ucraina finisca entro Natale.

Rutte. "Trump unico che può portare Putin a tavolo negoziati"

“Finora, Putin ha fatto il paciere solo quando gli faceva comodo guadagnare tempo per continuare la sua opera. Il presidente Trump vuole porre fine allo spargimento di sangue ora, ed è l’unico che può portare Putin al tavolo dei negoziati”. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte a Berlino. “Mettiamo quindi Putin alla prova: vediamo se vuole davvero la pace o se preferisce che il massacro continui. E’ essenziale che tutti noi continuiamo a fare pressione sulla Russia e sosteniamo un impegno concreto per porre fine a questa guerra”, aggiunge.

Rutte. "Siamo il prossimo obiettivo della Russia"

“Le forze oscure dell’oppressione sono di nuovo in marcia. Sono qui oggi per comunicarvi la posizione della Nato e cosa dobbiamo fare per fermare una guerra prima che inizi. E per farlo dobbiamo essere assolutamente chiari sulla minaccia. Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo”. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte a Berlino. “Quando sono diventato segretario generale della Nato l’anno scorso, ho avvertito che ciò che sta accadendo in Ucraina potrebbe accadere anche ai paesi alleati. Che dobbiamo passare a una mentalità da tempo di guerra. Quest’anno – ricorda – abbiamo preso le grandi decisioni per rafforzare la Nato. Al vertice dell’Aja, gli alleati hanno concordato di investire il 5% del Pil annuo nella difesa entro il 2035. Abbiamo concordato di aumentare la produzione di difesa in tutta l’alleanza e di continuare a sostenere l’Ucraina”.

Lavrov: "Per Zelensky prolungare conflitto è questione sopravvivenza"

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha affermato che per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prolungare il conflitto è diventata una questione di sopravvivenza politica e forse anche fisica. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Si è ora presentato un nuovo momento per Zelensky personalmente. In Ucraina è scoppiato uno scandalo di corruzione e, alla luce di ciò, prolungare il conflitto sembra essere diventata una questione di sopravvivenza politica, e forse anche fisica, per Zelensky”, ha dichiarato Lavrov.

Lavrov: "Putin e Witkoff hanno risolto tutti i malintesi Usa-Mosca"

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che durante un recente incontro al Cremlino il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato Usa Steve Witkoff hanno risolto tutti i malintesi fra Mosca e Washington sorti a causa della pausa seguita al vertice in Alaska. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Recentemente, quando l’inviato speciale del presidente Trump, Stephen Witkoff, ci ha fatto visita qui, dopo il suo incontro con il presidente Putin entrambe le parti, russa e americana, hanno ribadito gli accordi reciproci raggiunti in Alaska. Si tratta di un risultato molto, molto importante, perché dopo Anchorage c’è stata una certa pausa. Ora, nei nostri negoziati con gli americani sulla questione ucraina, personalmente ritengo che i malintesi e le incomprensioni siano stati risolti”, ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che gli americani sono interessati a “comprendere l’essenza della crisi ucraina, e questo si è riflesso durante l’incontro tra i presidenti Putin e Trump ad Anchorage il 15 agosto”. “Lì sono stati raggiunti accordi reciproci che rimangono rilevanti per noi e possono servire come punto di partenza per una soluzione”, ha dichiarato, evidenziando che “gli accordi raggiunti ad Anchorage si basano sulle proposte che il presidente Putin ha riassunto nuovamente nel giugno 2024 riguardo ai principi per la risoluzione del conflitto ucraino”.

 

Lavrov: "Kiev deve essere non allineata, neutrale e non nucleare"

“Prima dell’Alaska, anche Stephen Witkoff ha visitato Mosca e ha presentato proposte che hanno costituito la base dell’intesa di Anchorage. L’essenza di questi accordi è che l’Ucraina deve tornare ai fondamenti di non allineamento, neutralità e non nucleare della sua statualità. Proprio questi principi – status non allineato, neutralità e status non nucleare – sono stati sanciti nella Dichiarazione di sovranità statale dell’Ucraina del 16 luglio 1990”. È quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Von der Leyen riceve neopremier ceco Babis, focus su Ucraina

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ricevuto il nuovo premier della Repubblica ceca, il sovranista Andrej Babis. “Abbiamo avuto un buon incontro. Apprezzo il tuo sostegno per rafforzare la competitività dell’Europa. Abbiamo anche discusso del rafforzamento dell’Ucraina nel suo cammino verso una pace giusta e duratura. Perché la sicurezza dell’Ucraina è la sicurezza dell’Europa. Continueremo questo lavoro al Consiglio europeo la prossima settimana”, scrive von der Leyen sui social.

Merz: "Su asset russi ci sarà vertice Ue, troveremo soluzione"

“Il prossimo giovedì si terrà il Consiglio europeo e abbiamo concordato di proseguire le discussioni anche venerdì, così da arrivare davvero a una soluzione su questo tema. L’Ucraina dispone di risorse finanziarie sufficienti per il primo trimestre del 2026, ma è vero che l’intero anno non è ancora completamente finanziato: serviranno quindi ulteriori fondi nel corso del 2026”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a Berlino, in merito alle proposte per l’utilizzo degli asset russi congelati per aiutare l’Ucraina. “Gli impegni che abbiamo assunto, e che sono già inclusi nel bilancio 2026, ammontano a 15 miliardi di euro di sostegno destinato all’Ucraina. Abbiamo inoltre mobilitato un fondo d’emergenza, già previsto e approvato nel bilancio 2026. Al momento non sono previste ulteriori erogazioni dirette da parte della Germania. Potremmo però dover fornire alcune garanzie in relazione all’utilizzo dei beni russi. Lo strumento che ho proposto consiste essenzialmente in un prestito finanziato dal bilancio Ue e garantito con gli asset russi”, ha detto ancora Merz.

 

Lavrov: "Europa vuole tregua per poi riprendere ostilità"

L’Europa occidentale mira a ottenere un cessate il fuoco in Ucraina per concedere una tregua prima della successiva ripresa delle ostilità. È quanto sostiene il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “L’Europa occidentale” sta “solo pensando a un cessate il fuoco, prendendo fiato e preparando ancora una volta Zelensky e il suo regime alla guerra contro la Federazione Russa”, ha detto Lavrov. “I nostri negoziati con il presidente degli Stati Uniti e il suo team sono dedicati specificamente alla ricerca di una soluzione a lungo termine per affrontare le cause profonde di questa crisi”, ha aggiunto.

 

Lavrov: "Idee Europa inutili per negoziati"

“L’Europa sta cercando in tutti i modi di sedersi al tavolo dei negoziati, ma le idee che l’Europa sta sviluppando non saranno utili per i negoziati”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax.

Merz: "Negoziati difficili, Putin cerca di guadagnare tempo"

“Difendiamo gli interessi europei anche quando ci incontriamo nel formato E3, insieme a Polonia, Italia e ad altri Paesi vicini. Parlando con il presidente Trump e con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbiamo discusso di nuovo in modo approfondito su come avanzare verso un cessate il fuoco in Ucraina. Negli ultimi giorni abbiamo visto l’iniziativa americana e un dinamismo che non vedevamo dal 24 febbraio 2022. Siamo entrambi in stretto contatto con il presidente Zelensky, con i nostri partner europei e anche con il presidente Trump”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a Berlino. “Come sapete, ieri, insieme a Keir Starmer ed Emmanuel Macron, abbiamo parlato a lungo con il presidente Trump. Il lavoro che stiamo svolgendo insieme resta molto difficile per una ragione semplice: il presidente Putin continua a portare avanti senza scrupoli la sua brutale guerra di aggressione contro la popolazione civile ucraina e, nei negoziati, sta cercando di guadagnare tempo”, ha spiegato Merz. “In questo contesto – ha aggiunto – abbiamo tre obiettivi principali. Primo: ottenere un cessate il fuoco in Ucraina che ponga fine a questa terribile guerra dopo quasi quattro anni. Secondo: garantire che il cessate il fuoco sia sostenuto da garanzie giuridiche e materiali solide, a differenza degli accordi di Minsk, affinché sia duraturo. Terzo: assicurare che qualsiasi soluzione negoziata salvaguardi gli interessi di sicurezza europei e non vada a scapito di Nato ed Europa. Per questo è fondamentale che noi europei facciamo parte del processo: nessuna pace può essere raggiunta senza la nostra partecipazione”.

 

Lavrov: "Se Europa decide di combattere noi pronti"

La Russia non ha alcuna intenzione di attaccare l’Europa o la Nato ed è pronta a documentarlo per iscritto, ma “se l’Europa decidesse di combattere, noi siamo pronti adesso”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Non nutriamo – il presidente lo ha affermato molto chiaramente – alcun piano aggressivo nei confronti dei membri della Nato o dell’Ue. Siamo pronti a formalizzare le relative garanzie per iscritto, su base collettiva e reciproca, naturalmente, nel contesto dell’approccio sopra descritto”, ha affermato Lavrov.

Merz: "Solo Kiev può decidere su territori, aumentare pressione su Mosca"

“Ci attendono questioni difficili e siamo d’accordo su un punto: solo Kiev può decidere quali compromessi territoriali accettare. Sarebbe un errore costringere il presidente ucraino a una pace che la sua popolazione non sosterrebbe dopo quattro anni di sofferenze e di perdite. Proprio per questo ribadiamo che manterremo saldo il nostro sostegno all’Ucraina per raggiungere gli obiettivi comuni”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a Berlino. “Per avanzare in questo lavoro aumenteremo la pressione su Mosca, e continueremo ad aumentarla. Intensificheremo inoltre la pressione sulla cosiddetta ‘flotta ombra’. Continueremo a sostenere massicciamente l’Ucraina, anche attraverso il congelamento dei beni russi in Europa, così da aiutarla a difendersi da future aggressioni russe”, ha spiegato Merz.

Merz: "Vertice a Berlino a inizio settimana, non chiaro se ci sarà Trump"

“Se continuiamo il processo come lo immaginiamo, ci saranno colloqui con gli Stati Uniti nel fine settimana e potrebbe esserci un incontro all’inizio della prossima settimana a Berlino. La partecipazione dell’amministrazione statunitense a questo incontro dipenderà molto dai documenti su cui lavoreremo in questo momento. Sono abbastanza fiducioso che ci riusciremo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a Berlino, in merito ad un possibile vertice dei leader europei e dell’amministrazione Usa sul processo di pace in Ucraina. “E nella telefonata con il presidente Trump, ho avuto davvero la netta impressione che fosse disposto a intraprendere questo percorso insieme a noi perché sa che gli europei vogliono essere ascoltati per i propri interessi e devono essere ascoltati per i propri interessi qui”, ha detto ancora Merz.

“Ieri pomeriggio abbiamo avuto una lunga telefonata con il presidente Trump, Emmanuel Macron, Keri Starmer e me. E abbiamo parlato del processo che si svolgerà nei prossimi giorni. Abbiamo suggerito che, insieme all’amministrazione statunitense, dovremmo finalizzare le discussioni sui documenti. C’è una proposta che Lui non conosceva al momento della nostra telefonata perché è stata inviata agli americani in seguito. Abbiamo inviato quel documento nel tardo pomeriggio e riguardava le concessioni territoriali che l’Ucraina avrebbe potuto accettare, ma questa è una domanda a cui il presidente ucraino e il popolo ucraino devono rispondere. E lo abbiamo detto esattamente al presidente Trump”.

Lavrov: "Crediamo sincero desiderio Usa di risolvere conflitto"

La Russia ha motivo di credere nella sincerità del desiderio degli Stati Uniti di risolvere il conflitto ucraino in modo equo. È quanto ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Abbiamo motivo di credere, sulla base dei numerosi contatti con gli Stati Uniti, sia ad Anchorage a livello presidenziale, sia successivamente a livello di collaboratori, rappresentanti speciali del presidente Vladimir Putin e Trump, a livello di ministro degli Affari esteri e segretario di Stato , abbiamo motivo di credere che gli americani siano sinceramente interessati a una risoluzione equa del conflitto, nel contesto della garanzia degli interessi legittimi di tutte le parti. E noi procediamo su questa base”, ha dichiarato Lavrov.

Alla domanda su cosa farebbe la Russia se il dialogo con gli Stati Uniti non riuscisse a trovare una soluzione politica al conflitto ucraino e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si ritirasse dal processo di pace, poi, Lavrov ha risposto che Mosca “non fa mai ipotesi su cosa succederebbe se qualcuno cambiasse improvvisamente posizione”.

Lavrov: "Perdite in esercito Kiev oltre 1 milione di persone"

“Secondo numerose stime indipendenti, le perdite umane delle forze armate ucraine hanno superato da tempo il milione e continuano ad aumentare”. È quanto afferma il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Lavrov: "Trasmesse a Usa nuove proposte per garanzie sicurezza collettiva"

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato oggi che la Russia ha trasmesso a Washington “proposte aggiuntive relative a garanzie di sicurezza collettiva”, che l’Ucraina e l’Europa ritengono necessarie per scoraggiare future aggressioni. “Comprendiamo che quando si discute di garanzie di sicurezza, non possiamo limitarci alla sola Ucraina”, ha affermato Lavrov, senza fornire dettagli sulle proposte del Cremlino.

 

Lavrov: "Peacekeeper europei sarebbero obiettivi legittimi"

Se sul territorio ucraino venissero dispiegati peacekeeper europei diventerebbero immediatamente “obiettivi legittimi” per le forze armate russe. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Stanno fantasticando di inviare le loro truppe in Ucraina come forze di pace, per così dire. Per noi, queste cosiddette forze di pace diventeranno immediatamente obiettivi legittimi. Tutti dovrebbero capirlo”, ha detto Lavrov.

Fuorionda Vucic con von der Leyen e Costa, 'ho un messaggio da Mosca'

“Ho ricevuto un messaggio da Mosca ora”, “aspettiamo di essere…” lontani dalle telecamere. E’ lo scambio intercorso tra il presidente serbo Alexander Vucic e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ieri lo ha accolto al Berlaymont insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Nel video, disponibile sui canali della Commissione europea, si vede il presidente serbo riferire del messaggio russo in entrata e la leader dell’Esecutivo Ue, in imbarazzo, invitarlo ad aspettare un secondo momento, sottinteso quando saranno lontani dalle telecamere, mentre tutti e tre posano davanti ai flash per le fotografie di rito. “È stato un piacere incontrare Alexander Vucic per fare il punto sui progressi della Serbia nel suo percorso verso l’Ue. Abbiamo discusso dell’importanza di accelerare le riforme, in particolare nei settori dello Stato di diritto e della libertà dei media. Abbiamo sottolineato che l’allargamento è un imperativo geostrategico e la necessità per la Serbia di allinearsi ulteriormente alla politica estera e di sicurezza dell’Ue”, scrive poi la sera sui social. “Abbiamo inoltre accolto con favore le misure adottate dalla Serbia per diversificare le sue fonti e rotte energetiche e ridurre la dipendenza dalla Russia, la cui inaffidabilità è stata ripetutamente dimostrata. L’Europa ha costantemente dimostrato solidarietà alla Serbia attraverso ingenti investimenti nelle infrastrutture energetiche e nel sostegno alle famiglie vulnerabili. Come il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e io abbiamo sottolineato durante le nostre visite all’inizio di quest’anno, rimaniamo pienamente impegnati a vedere una Serbia democratica nell’Ue. Potete contare sul nostro sostegno”, aggiunge.

Ciriani: "Ok a dl armi il 22 o il 29, al fianco Kiev fino a pace giusta"

“È sempre successo alla vigilia di questi decreti che rinnovano gli aiuti all’Ucraina: grandi dibattiti, grandi discussioni anche inevitabili, anche giuste, poi alla fine però il governo ha sempre scelto la strada che è quella corretta, di stare al fianco dell’Ucraina che è un paese invaso. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo ancora. Le perplessità, le discussioni sono giuste, inevitabili, anche corrette. È bene che si parli di pace, però la pace che vogliamo costruire è una pace giusta, duratura, con le garanzie adeguate all’Ucraina”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a Sky Start. “Noi abbiamo due possibilità: un Consiglio dei ministri il 22 dicembre e un altro il 29, ma in una di queste due date il decreto verrà approvato, questo va detto. Questo naturalmente non inficia, non contrasta per nulla con le possibilità, che noi speriamo sempre più forti, di arrivare a un tavolo di trattative tra la Russia e l’Occidente che porti a una pace equilibrata, ma voglio ribadire che se la pace è un obiettivo per tutti, non può essere imposta dall’Ucraina senza che l’Ucraina possa dire nulla”.

 

Mosca: "Abbattuti 287 droni ucraini"

Il Ministero della Difesa russo ha annunciato che 287 droni ucraini sono stati intercettati e distrutti tra le 23 di mercoledì e le 7 di giovedì mattina. Lo riporta Interfax.

Secondo il Ministero della Difesa russo, 40 di questi droni sono stati neutralizzati nella regione di Mosca, di cui 32 in volo verso Mosca. inoltre, 40 droni sono stati neutralizzati nella regione di Kaluga, 27 nella regione di Tula, 19 nella regione di Novgorod e 11 nella regione di Yaroslavl. Altri 10 droni ucraini sono stati abbattuti nella regione di Lipetsk, sei nella regione di Smolensk, cinque ciascuno nelle regioni di Kursk e Orël, quattro nella regione di Voronezh e due nella regione di Ryazan, ha affermato il Ministero in una nota.

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