Continua ad aggravarsi l’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, colpita dalla tempesta Byron che sta causando temperature gelide, inondazioni e il crollo di molti edifici. Questa mattina, 12 dicembre, è stata annunciata la morte di un altro neonato, deceduto per assideramento nel campo profughi di Shati e di una bambina di 9 anni, Hadeel al-Masri, in un rifugio per sfollati a ovest di Gaza City. Ieri una neonata di 8 mesi, Rahaf Abu Jazar, era morta a causa delle basse temperature, dopo che la tenda della sua famiglia a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, è stata allagata.
Il nonno del piccolo morto di freddo: “Era blu”
Il nonno del piccolo, il cui nome era Taim al-Khawaja, ha raccontato ad Al Jazeera che la sua famiglia si era rifugiata in una casa senza tetto dopo che la loro abitazione era stata bombardata durante un attacco israeliano. “Ieri siamo rimasti sorpresi nel sentire sua madre urlare, dicendo: ‘Mio figlio è blu!’, così abbiamo preso in braccio il bambino e siamo andati all’ospedale al-Rantisi”, ha ricordato, “la sua temperatura è rimasta tra 33 e 34 gradi, il che ha danneggiato tutti gli organi. Il suo cervello ha iniziato a deteriorarsi, e da lì è finita”.
I morti nel crollo di edifici
I decessi a causa della tempesta Byron nella Striscia salgono così ad almeno 11. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, inoltre, cinque palestinesi sono morti durante la notte nel crollo di una casa che ospitava sfollati nella zona di Bir an-Naaja, nel nord della Striscia. E all’alba, altre due persone sono morte dopo che un grande muro è crollato sulle tende degli sfollati nel quartiere di Remal, nella parte occidentale di Gaza City. Ieri una persona era morta a causa del crollo di un muro nel campo di Shati.

