Ucraina, Putin: “Kiev si ritiri dal Donbass o lo prenderemo con la forza” – La diretta

Ucraina, Putin: “Kiev si ritiri dal Donbass o lo prenderemo con la forza” – La diretta

Il presidente russo: “L’incontro con Witkoff è stato necessario e utile”

La Russia otterrà il Donbass, militarmente o con altri mezzi. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin. “Tutto si riduce a questo. O liberiamo questi territori con la forza delle armi. Oppure le truppe ucraine se ne vanno da questi territori e smettono di combattervi”, ha detto Putin in un’intervista a India Today. La presa di posizione del leader del Cremlino arriva all’indomani dell’incontro con l’inviato Usa Steve Witkoff, definito “buono” dal presidente Usa Donald Trump. Lo stesso Putin spiega: che i 28 punti del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, precedentemente elaborato, sono ancora attuali e continuano a essere discussi. “Hanno semplicemente diviso questi 28 punti in quattro pacchetti. E hanno proposto di discutere questi quattro pacchetti. Ma in sostanza, sono gli stessi punti”, ha precisato Putin.

La guerra in Ucraina e la diplomazia – Tutte le notizie di oggi, 4 dicembre
Inizio diretta: 04/12/25 08:30
Fine diretta: 04/12/25 23:00
Costa sente Zelensky: "Vertice Ue deve decidere sui fondi a Kiev"

“Ho appena avuto una buona telefonata con il presidente Zelensky per aggiornarci a vicenda sugli ultimi sviluppi. Da parte dell’Ue, siamo fermamente impegnati a continuare con il nostro supporto completo all’Ucraina. Nei prossimi giorni, la mia attenzione sarà rivolta ai preparativi per il prossimo Consiglio europeo, quando sarà necessario prendere l’importante decisione sul finanziamento sicuro per l’Ucraina per il 2026-2027”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

Crosetto: "Unica via insistere per far sedere Russia al tavolo"

Se la Russia non vuole arrivare a una tregua sull’Ucraina “ne usciamo insistendo sul fatto che bisogna raggiungere una tregua, che bisogna arrivare alla pace. La Russia non ha mai voluto in questi oltre tre anni raggiungere la tregua e la pace, ma noi dobbiamo insistere. Non esiste un’altra via che quella di farli sedere a un tavolo e obbligarli in qualche modo a smettere con gli attacchi che non cessano da oltre 1.300 giorni sull’Ucraina, che ormai colpiscono il 93% di obiettivi civili, non militari, e che hanno distrutto quasi tutte le possibilità dell’Ucraina di avere gas ed elettricità per l’inverno, e l’inverno ucraino è un inverno drammatico, molto pesante. Ogni giorno di più c’è la necessità di arrivare a una tregua, bisogna mobilitare tutto il mondo per costringere la Russia a sedersi”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Cinque Minuti su Rai1. 

Putin: "Usa stanno cercando attivamente una soluzione"

Gli Stati Uniti stanno attivamente cercando una soluzione al conflitto ucraino. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista al canale India Today. “Credo che gli Stati Uniti stiano cercando attivamente una soluzione a questo problema”, ha affermato il capo del Cremlino. 

Oggi a Miami incontro Witkoff-Umerov

L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff incontrerà oggi a Miami il capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale ucraino, Rustem Umerov. Lo ha confermato la Casa Bianca. Martedì, Witkoff ha trascorso quasi cinque ore a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin, in negoziati che, secondo il Cremlino, non hanno prodotto “alcun compromesso” sulla fine della guerra in Ucraina. Il presidente Usa Uniti Donald Trump ha dichiarato che i colloqui sono stati “ragionevolmente buoni”, ma che è troppo presto per dire cosa accadrà. 

Zelensky: "Nostra delegazione in Usa, oggi o domani i colloqui"

La delegazione ucraina, formata dal segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale Rustem Umerov e dal capo di stato maggiore delle forze armate ucraine Andriy Hnatov, si è recata negli Stati Uniti per negoziare con la delegazione americana. “Avrò informazioni più dettagliate dopo che si saranno incontrati” con la controparte Usa “e mi avranno chiamato”, ha affermato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Riguardo alla tempistica dei colloqui, Zelensky ha previsto: “Oggi, probabilmente… Penso oggi, forse domani”. Lo riporta Rbc-Ucraina.

Berlino, aperti a utilizzo asset russi congelati in Germania

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso la generale disponibilità a rendere disponibili i beni statali russi congelati, compresi quelli detenuti in Germania, per un fondo di riparazione per l’Ucraina. Tuttavia, le proposte corrispondenti della Commissione Europea dovranno essere prima esaminate, ha affermato il Wadephul prima dell’inizio della riunione annuale dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Vienna. “Questo è, ovviamente, un territorio giuridicamente inesplorato”, ha detto Wadephul, aggiungendo: “Ma il governo tedesco sta perseguendo il chiaro obiettivo politico di rendere disponibili questi beni, perché l’Ucraina ha bisogno di sostegno finanziario e la Russia dovrà rispondere della sua guerra, che viola il diritto internazionale”. “Ecco perché siamo attualmente impegnati in intense consultazioni con tutti gli Stati membri, sempre con l’obiettivo di raggiungere un accordo proficuo al Consiglio europeo prima di Natale”, ha aggiunto il ministro.

Mosca: "Pronti a contromisure in caso di confisca asset"

Mosca sta preparando misure di risposta nel caso in cui l’Unione Europea proceda alla confisca dei suoi asset. Lo ha dichiarato la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova. “Qualsiasi azione illegale nei confronti dei nostri beni non resterà senza la più dura reazione. È già in corso la preparazione di un pacchetto di misure di ritorsione nel caso di un vero e proprio furto, della confisca degli attivi della Federazione Russa”, ha affermato durante un briefing, come riporta Ria Novosti. Zakharova ha inoltre definito “inadeguata” l’idea dell’Ue di utilizzare fondi altrui nell’ambito di un “credito riparatorio” per Kiev, spiegando che tale piano danneggerebbe lo stesso blocco europeo.

Merz rinvia viaggio in Norvegia, vedrà De Wever e von der Leyen in Belgio

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rinviato con breve preavviso il suo viaggio a Oslo previsto per venerdì e si recherà invece in Belgio. Venerdì sera è prevista una cena privata con il primo ministro belga Bart De Wever e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Lo ha confermato a LaPresse una portavoce del governo tedesco. Non sono stati forniti dettagli sul contenuto dei colloqui previsti. Secondo i media tedeschi, vi sono forti indicazioni che i colloqui probabilmente riguarderanno l’utilizzo dei fondi congelati della banca centrale russa per sostenere l’Ucraina. La maggior parte di questi fondi è detenuta in Belgio e il governo belga ha finora bloccato il piano a causa di preoccupazioni relative ai rischi legali e finanziari. Merz e von der Leyen, d’altra parte, stanno spingendo per l’attuazione del piano.

Medvedev: "Furto Ue di asset russi potrebbe essere casus belli"

“Se l’Unione Europea, in preda al panico, tentasse di rubare i beni russi congelati in Belgio emettendo un cosiddetto prestito di riparazione, tali azioni potrebbero essere classificate dal diritto internazionale come una particolare forma di casus belli, con tutte le conseguenze che ne conseguirebbero per Bruxelles e per i singoli paesi dell’Ue”. È quanto ha scritto sui social il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. “E allora la restituzione di questi fondi potrebbe avvenire non attraverso i tribunali, ma attraverso riparazioni effettive pagate in natura dai nemici sconfitti della Russia”, ha aggiunto.

Norvegia: pattugliamenti navali congiunti con Regno Unito contro sottomarini russi

Il Regno Unito e la Norvegia organizzeranno pattugliamenti navali congiunti per proteggere i cavi sottomarini dalla Russia. Lo ha annunciato il Regno Unito, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer e il suo omologo norvegese Jonas Gahr Støre hanno tenuto colloqui sulla difesa. Il governo britannico afferma che una flotta combinata di almeno 13 navi da guerra “darà la caccia ai sottomarini russi e proteggerà le infrastrutture critiche nel Nord Atlantico”. Nell’ambito dell’accordo, firmato formalmente oggi a Londra dai ministri della difesa dei due paesi, il Regno Unito ha accettato di utilizzare missili norvegesi per la flotta di superficie della Royal Navy.

Starmer e Støre hanno in programma di tenere colloqui presso la residenza del primo ministro britannico al 10 di Downing Street prima di visitare il personale britannico e norvegese alla base RAF di Lossiemouth in Scozia, dove incontreranno gli equipaggi degli aerei che hanno monitorato le navi russe. Il Regno Unito afferma che l’attività navale russa nelle acque britanniche è aumentata del 30% negli ultimi due anni.
L’accordo fa seguito a un accordo da 10 miliardi di sterline (11,4 miliardi di euro) siglato ad agosto per l’acquisto da parte della Norvegia di almeno cinque fregate di fabbricazione britannica. Queste navi norvegesi e otto navi britanniche opereranno congiuntamente nei mari lungo il fianco settentrionale della Nato.

Tajani: "Sul Donbass Putin fa il suo gioco, bisogna vedere se ci riesce"

“Le parole di Putin in merito al prendere il Donbass con la forza qualora Kiev non si ritirasse? Putin fa il suo gioco, bisogna vedere se ci riesce. Io credo invece che si debba tentare di abbassare i toni. L’ho ribadito anche ieri nel colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della presentazione della riforma della Farnesina a Villa Madama. “I negoziati vanno avanti. Oggi ucraini e americani si incontrano a Miami. Lavoriamo perché si concluda questa stagione tremenda e si possa arrivare alla pace”, ha detto ancora il ministro degli Esteri.

 

Kallas: "Pressione su Mosca per accordo pace, avanti con sanzioni"

“L’istituzione dell’Osce non è nata dal nulla, ma dal fatto che tutti noi abbiamo pagato per le esperienze storiche. Negli ultimi 100 anni la Russia ha invaso almeno 19 paesi, molti dei quali seduti a questo tavolo, alcuni anche tre o quattro volte, ma nessuno di questi 19 paesi ha mai invaso o attaccato la Russia. Quindi, in qualsiasi accordo di pace, dobbiamo concentrarci su come ottenere concessioni dalla parte russa in modo che cessi l’aggressione e il desiderio di cambiare i confini con la forza”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, intervenendo alla 32a Conferenza annuale dell’Osce a Vienna.

“L’Unione Europea manterrà la rotta, poiché solo una maggiore pressione sulla Russia e un maggiore sostegno all’Ucraina cambieranno gli equilibri e manterranno una qualche speranza di pace – ha rimarcato -. È essenziale ridurre la capacità della Russia di finanziare la sua macchina da guerra. Il 19° pacchetto di sanzioni è stato adottato e il lavoro sul prossimo pacchetto continua. Certo, comprendiamo che è doloroso. Tutti soffriamo per questo, ma tutti vogliamo che questa guerra finisca e per questo abbiamo bisogno di unire gli sforzi e farlo collettivamente. Le guerre finiscono quando gli aggressori esauriscono i fondi per finanziarle”.

Spiegel, leader Ue temono intesa Usa-Russia alle spalle di Europa e Kiev

Secondo informazioni ottenute da Der Spiegel, diversi leader europei avrebbero espresso forte diffidenza verso il ruolo degli Stati Uniti nei negoziati di pace tra Russia e Ucraina. In una telefonata riservata di lunedì con Volodymyr Zelensky, riporta Der Spiegel citando la trascrizione in inglese del colloquio telefonico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno avvertito che Washington potrebbe accettare concessioni territoriali a favore della Russia senza garantire adeguate sicurezze a Kiev. Macron avrebbe affermato che “esiste la possibilità che gli Usa tradiscano l’Ucraina sul tema territoriale”, mentre Merz ha invitato Zelensky a “essere estremamente cauto”. La diffidenza è rivolta soprattutto ai due emissari vicini al presidente Usa, Donald Trump, l’imprenditore Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, che insieme al segretario di Stato Marco Rubio hanno avviato colloqui con Kiev e Mosca. Anche il presidente finlandese Alexander Stubb e il segretario generale della Nato Mark Rutte avrebbero messo in guardia gli alleati: “Non possiamo lasciare l’Ucraina da sola con questi due”, avrebbe detto Stubb. Alla telefonata, riporta Der Spiegel, hanno partecipato anche il premier polacco Donald Tusk, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la premier danese Mette Frederiksen, il premier norvegese Jonas Gahr Store, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Alcuni partecipanti hanno confermato allo Spiegel la sostanza del resoconto, pur evitando di autenticare le citazioni dirette. L’Eliseo ha negato che Macron abbia parlato di “tradimento”, ma non ha fornito una versione alternativa, spiega il settimanel. Pubblicamente, invece, Macron ha elogiato l’iniziativa statunitense come “un’ottima cosa che esercita pressione sulla Russia”. Berlino ha evitato commenti, ricordando che Merz in conferenza stampa aveva ribadito l’importanza della cooperazione transatlantica e dell’utilizzo dei beni russi congelati come leva negoziale europea.

Attacchi russi contro centrale Kherson, 400 case senza riscaldamento

“Negli ultimi giorni, gli occupanti russi hanno attaccato intensamente la centrale termoelettrica di Kherson, colpendola con droni, artiglieria e altri tipi di armi”. È quanto afferma in un messaggio su Telegram il capo della regione ucraina, Oleksandr Prokudin. “La struttura, interamente civile, che forniva calore alla popolazione, ha subito gravi danni: i locali e le attrezzature della stazione sono stati danneggiati”, ha aggiunto Prokudin. Almeno 470 case, ovvero oltre 40.500 abitanti, sono ora senza riscaldamento.

Berlino stanzia altri 100 milioni per le infrastrutture energetiche

Il governo tedesco sta erogando all’Ucraina altri 100 milioni di euro per riparare le infrastrutture energetiche distrutte durante la guerra. “Questi fondi si aggiungono ai 60 milioni di euro già annunciati quest’anno”, ha annunciato il ministero dell’Economia e dell’Energia. La Germania ha quindi contribuito con un totale di 550 milioni di euro. “L’approvvigionamento energetico in Ucraina è ormai da tempo diventato una vera e propria linea del fronte. Determina quanto duramente colpirà la popolazione questo inverno”, ha dichiarato la ministra dell’Economia e dell’Energia Katherina Reiche. Considerando anche gli altri donatori, da febbraio 2022 sono stati raccolti oltre 1,3 miliardi di euro per il Fondo di Sostegno Energetico. L’Ucraina utilizza questo fondo per finanziare pezzi di ricambio e attrezzature per le infrastrutture energetiche distrutte dalla Russia.

 

Olena Zelenska: "Non abituatevi alla nostra tragedia"

“Se si pensa solo alle bombe, la vita si ferma. Ma nessuno in Ucraina, tra coloro che hanno scelto di restarvi, può permettersi di pensare esclusivamente al pericolo. Ogni mattina, dopo i bombardamenti notturni, noi ci alziamo e andiamo a lavorare. Ed è proprio grazie a questo spirito che le scuole e gli ospedali continuano a funzionare, l’economia continua a girare e il Paese non ha mai smesso di vivere. Ed è per questo che è importante ricostruire subito dopo la distruzione, se possibile. La gente ha bisogno di una casa e di un lavoro. Ma se qualcosa resta in rovina per troppo tempo le macerie cominciano ad allargarsi tutt’attorno. La ricostruzione dà un senso alla nostra resistenza. Per fortuna, i nostri partner ci aiutano in questo impegno”. Così la first lady ucraina Olena Zelenska al Corriere della Sera.
E aggiunge: “Mi auguro che l’Europa, e la Francia in particolare, non si abitui ad assistere alla nostra tragedia. Sfortunatamente, vediamo che l’opinione pubblica mondiale si è stancata, non vuole più ascoltare le notizie provenienti dall’Ucraina, quasi si chiedesse ‘ma quando finirà?’ Noi, però, non abbiamo altra scelta. Mi dispiace, ma o noi saremo tutti sterminati laggiù, o continueremo a inviare notizie. Il mio appello a tutti voi è questo, per favore, non dimenticateci!”.

Putin: "Proposte Usa si basavano su accordi presi in Alaska"

Le proposte per un accordo di pace in Ucraina presentate a Mosca dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner si basavano sugli accordi raggiunti durante il vertice Russia-Stati Uniti in Alaska. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista a India Today. “Ciò che i nostri colleghi americani ci hanno portato si basava, in un modo o nell’altro, sugli accordi presi durante il mio incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Alaska: abbiamo discusso di queste questioni durante l’incontro ad Anchorage”, ha detto Putin.

 

Putin: "La missione di Trump per la pace è ardua"

“Si tratta di un compito arduo e di una missione ardua quella intrapresa dal Presidente Trump” per arrivare a un accordo di pace in Ucraina. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista a India Today. “Non è facile far sì che le parti in conflitto raggiungano un qualche tipo di consenso”, ha aggiunto, “ma il presidente Trump sta davvero, ne sono certo, cercando sinceramente di farlo”.

Macron a Xi, spero Cina si unisca a sforzi per cessate il fuoco

“Spero che la Cina si unisca al nostro appello, ai nostri sforzi per ottenere, il prima possibile, almeno un cessate il fuoco sotto forma di moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture critiche” in Ucraina. Lo ha affermato il presidente della Francia Emmanuel Macron che questa mattina ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping nell’ambito di una visita di Stato di tre giorni incentrata sul commercio e la diplomazia. “Stiamo affrontando il rischio della disintegrazione dell’ordine internazionale che ha portato la pace nel mondo per decenni e, in questo contesto, il dialogo tra Cina e Francia è più essenziale che mai”, ha aggiunto Macron.

Macron è stato accolto nella Grande Sala del Popolo di Pechino da una banda militare e da gruppi di bambini che sventolavano bandiere. I due leader hanno partecipato alla chiusura di un forum economico franco-cinese. L’agenda di Macron prevede anche incontri con Zhao Leji, presidente dell’Assemblea nazionale del popolo, e con il premier cinese Li Qiang. Macron, insieme alla moglie Brigitte Macron, si recherà poi a Chengdu, nella provincia cinese del Sichuan.

Xi a Macron, Cina sostiene tutti gli sforzi che mirano alla pace

Il presidente cinese Xi Jinping ha risposto all’appello del suo omologo francese Emmanuel Macron, in visita di Stato nel Paese, sulla guerra in Ucraina, affermando che “la Cina sostiene tutti gli sforzi che mirano alla pace” e ha chiesto un accordo di pace che tutte le parti possano accettare. Xi ha anche annunciato che la Cina fornirà 100 milioni di dollari per aiutare la crisi umanitaria in corso a Gaza e per sostenere la ripresa e la ricostruzione del territorio.

Macron a Xi, cooperazione con Pechino decisiva

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato al presidente cinese Xi Jinping che la cooperazione con Pechino sarà “decisiva” nel contesto di una spinta diplomatica volta a coinvolgere la Cina nella pressione sulla Russia affinché accetti un cessate il fuoco con l’Ucraina. Lo ha detto nella visita di Stato di tre giorni di Macron in Cina che segue l’incontro di questa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo riporta France24 sul sito web. “Dobbiamo continuare a lavorare per la pace e la stabilità nel mondo, in Ucraina e nelle altre regioni colpite dalla guerra”, ha affermato Macron, aggiungendo: “La nostra capacità di lavorare insieme è decisiva”.

Macron incontra Xi a Pechino, pressing su cessate il fuoco

Il presidente francese Emmanuel Macron è a Pechino per colloqui di alto livello con il presidente cinese Xi Jinping, con l’obiettivo di convincere la Cina a contribuire a garantire un cessate il fuoco in Ucraina e, al contempo, affrontare le crescenti tensioni commerciali tra l’Europa e la seconda economia mondiale. Lo riporta il sito web di France 24. Macron e sua moglie Brigitte sono stati accolti nella Grande Sala del Popolo.

Putin: "Incontro con Witkoff è stato necessario e utile"

L’incontro al Cremlino con gli inviati americani Steven Witkoff e Jared Kushner è stato necessario e utile. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista a India Today. Putin ha osservato che l’incontro è durato “cinque ore”. “Ma era necessario”, ha aggiunto, “è stato molto utile”. Il leader russo ha precisato che il colloquio è durato molto tempo perché è stato necessario esaminare ogni punto delle proposte di pace.

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