Ucraina, Trump: “Incontro tra Putin, Witkoff e Kushner buono. Secondo loro vuole fine della guerra”

Ucraina, Trump: “Incontro tra Putin, Witkoff e Kushner buono. Secondo loro vuole fine della guerra”
(AP Photo/Evan Vucci)

Saltato il summit tra Zelensky e la delegazione Usa

È stallo tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. L’inviato speciale Usa Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, ieri hanno incontrato a Mosca Vladimir Putin (con delegazione al seguito) senza però arrivare a un accordo di pace. Washington ha rassicurato affermando che sono stati fatti alcuni progressi mentre il Cremlino ha ribadito che i colloqui proseguiranno e che Putin non ha respinto il progetto redatto dall’amministrazione repubblicana. Intanto, secondo i media, sarebbe saltato il summit a Bruxelles tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la delegazione americana.

L'Ucraina tra guerra e accordi di pace – La diretta di oggi 3 dicembre
Inizio diretta: 03/12/25 07:00
Fine diretta: 03/12/25 23:00
Trump: "Per Witkoff e Kushner Putin vuole mettere fine alla guerra"

Vladimir Putin “vuole mettere fine alla guerra” e “tornare a una vita normale”. Lo ha detto Donald Trump, riferendo le “impressioni” ricavate da Steve Witkoff e Jared Kushner nel loro incontro a Mosca col presidente russo. Secondo i due inviati usa, ha detto Trump, Putin “vuole concludere un accordo”. 

Trump: "Incontro con Putin buono, vediamo che succede"

 L’incontro degli inviati Usa con Vladimir Putin è stato “molto buono”. Lo ha detto Donald Trump, parlando nello Studio Ovale. “Vediamo che succede”, ha aggiunto il presidente.

Riprese mostrano città vicino a Pokrovsk quasi circondata da russi

Riprese esclusive effettuate con un drone e ottenute dall’Associated Press mostrano una città ucraina devastata e quasi circondata dalle forze russe nei pressi della città di Pokrovsk, che Mosca questa settimana ha dichiarato di controllare. A Myrnohrad, nella regione orientale di Donetsk in Ucraina, a 12 chilometri da Pokrovsk, sembra che non ci sia quasi nessuna strada rimasta intatta. Alcuni danni sono così recenti che nelle riprese effettuate nei giorni scorsi si vede ancora il fumo salire. La città è quasi circondata dalle forze russe, secondo DeepState, una mappa ucraina open source ampiamente utilizzata dai militari e dagli analisti. Oggi il comando orientale dell’Ucraina ha reso noto su Telegram che stava inviando rifornimenti alle truppe a Myrnohrad attraverso droni robotici terrestri che trasportano cibo e acqua ai soldati rimasti. Myrnohrad aveva una popolazione di circa 46.000 abitanti prima dell’invasione della Russia nel febbraio 2022. Da allora ha subito lo stesso destino di decine di altre città e villaggi ucraini nell’est e nel sud, che si sono quasi svuotati di abitanti.

Premier ucraina: "Su asset russi passo importante e responsabile dell'Ue"

La prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko ha accolto con favore la proposta dell’Ue di procedere con finanziamenti a lungo termine per l’Ucraina utilizzando i beni russi congelati, affermando che si tratta di “un passo avanti importante e responsabile”. “Un approccio stabile, prevedibile e basato sulla giustizia dà fiducia al nostro popolo, protegge i servizi pubblici essenziali e rafforza il percorso dell’Ucraina verso la piena integrazione europea”, ha detto, sottolineando che la proposta “riafferma anche una verità fondamentale: l’aggressione non deve mai essere premiata e la responsabilità deve rimanere centrale nella risposta dell’Europa”. “Aspettiamo con ansia di continuare a collaborare strettamente con tutti gli Stati membri dell’Ue e di ricevere l’approvazione definitiva del Consiglio europeo”, ha aggiunto, “l’Ucraina continua a fare la sua parte, con ferma determinazione, obiettivi chiari e incrollabile determinazione. E con l’unità europea alle spalle, abbiamo sia i mezzi che la volontà di prevalere insieme”. Lo riporta il Guardian.

Lagarde: "Asset russi? Bce non rifiuta nulla ma tutela diritto e stabilità"

“La Bce non rifiuta nulla, ma il nostro dovere è rispettare il trattato e assicurare che non venga violato, in particolare l’articolo 123”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel ruolo di presidente del Comitato europeo per il rischio sistemico, parlando all’audizione al Parlamento europeo, in merito alla posizione dell’Eurotower riguardo all’utilizzo degli asset russi congelati. Lagarde ha ricordato che “l’invasione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia rappresenta uno sviluppo molto grave nelle relazioni internazionali”. “Qualsiasi decisione sull’uso dei beni congelati deve garantire che non aumentino i rischi per la stabilità finanziaria”, ha aggiunto, precisando che la titolarità degli asset “deve rimanere della Russia” e che “non si devono trasferire i diritti su tali beni”. La presidente della Bce ha sottolineato che il compito dell’istituto è anche difendere la valuta unica e assicurare il rispetto dei principi del diritto internazionale. “Se vogliamo consolidare l’Europa come centro in cui vige lo Stato di diritto, non possiamo cominciare violando le regole internazionali”, ha concluso Lagarde.

 

Merz: "Uso asset russi possibile, non decidano Stati extra-Ue"

“Per inviare un chiaro segnale a Mosca dobbiamo utilizzare le risorse russe immobilizzate, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei nostri impegni”. Lo ha affermato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un articolo ospitato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, sottolineando la necessità di sostenere finanziariamente e militarmente l’Ucraina. Merz ha spiegato che la Germania e i partner europei stanno valutando come mobilitare oltre 165 miliardi di euro per coprire i bisogni di Kiev per almeno i prossimi due anni, eventualmente estendendo il sostegno grazie alla partecipazione di altri membri del G7. “Non si tratta di prolungare la guerra, ma di favorirne la conclusione”, ha aggiunto. Il cancelliere ha evidenziato la gravità della minaccia russa, definendo Mosca “imperialista e pronta militarmente e socialmente a un conflitto con l’Occidente”, e ha ricordato l’importanza della solidarietà con i partner dell’Europa orientale. “La questione della sovranità europea si decide oggi: dobbiamo mostrare che gli europei decidono e modellano ciò che accade sul nostro continente”, ha detto Merz. Sulla gestione dei beni russi congelati, Merz ha chiarito: “Non li sequestriamo, né tocchiamo i crediti russi. Rimangono bloccati finché la Russia non risarcisce l’Ucraina per i danni della guerra”. Il cancelliere ha aggiunto che ogni rischio finanziario di questo passo deve essere condiviso dai Paesi europei in proporzione alla loro capacità economica, e che le decisioni devono partire dai leader europei, senza delegarle a Stati extra-Ue. “Quello che decidiamo ora determinerà il futuro dell’Europa”, ha concluso Merz, ribadendo la necessità di un chiaro segnale politico di sovranità europea.

Tajani sente Rubio: "Sostegno a sforzi pace Usa"

“Ho appena avuto un lungo ed amichevole colloquio telefonico con il Segretario di Stato usa, Marco Rubio. Continuano gli sforzi comuni tra Italia e Usa in favore della pace. Ho confermato il sostegno italiano alla mediazione statunitense in Ucraina, per rafforzare la tregua e la ricostruzione a Gaza attraverso il Piano Trump”. Lo scrive sui social il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Rutte: "Solo una manciata di alleati fuori da acquisti armi Usa"

“Oggi abbiamo ascoltato gli alleati che stanno impegnando maggiori risorse per sostenere l’Ucraina attraverso il Purl (il programma per il sostegno militare Usa all’Ucraina, Prioritized Ukraine Requirements List), tra cui Canada, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Polonia. Ora oltre due terzi degli alleati si sono impegnati e, sebbene non presenti al nostro incontro di oggi, abbiamo ascoltato Australia e Nuova Zelanda, che contribuiranno anche a Purl, i primi partner della NATO a farlo”. Lo dice il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica. “Ciò significa che alleati e partner hanno già impegnato, ora davvero, oltre 4 miliardi di dollari per Purl, portandoci sulla buona strada per 5 miliardi per l’intero anno. E questo flusso di otto miliardi è cruciale, e invito ancora una volta tutti ad accelerare i loro impegni, non solo per quest’inverno, ma pianificando anche per il 2026. Quindi, al momento, solo una manciata di nazioni, poco più di una manciata, non si è ancora impegnata nell’indagine. Questa è la buona notizia”, rimarca.

Fonti, asset russi anche in banche cinque Paesi Ue

Per quanto riguarda il prestito di riparazione da 165 miliardi di euro destinato all’Ucraina basato sull’uso degli asset russi congelati, comprende 25 miliardi di euro di beni russi immobilizzati che si trovano in banche private in Francia, Cipro, Svezia, Germania e Belgio. Lo riferisce un funzionario della Commissione europea in merito alle proposte per finanziare le esigenze dell’Ucraina.

Rutte: "Uso asset renderebbe cose più facili ma spetta a Ue"

Il tema dell’uso degli asset russi per l’Ucraina “è stato indirettamente sul tavolo oggi, perché quando si guarda all’Ucraina per il prossimo anno, se si toglie il prestito per le riparazioni, si scongelano i beni o si mobilitano i beni, se ciò non avviene, allora è assolutamente chiaro che dobbiamo ottenere i fondi in un altro modo. E ho percepito un impegno da parte dei presenti per vedere fin dove possiamo arrivare. Ma spetta innanzitutto all’UE raggiungere questo obiettivo”. Lo dice il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica.

“Naturalmente, la NATO non ha una posizione formale. Questo è davvero un problema che si sta sviluppando nell’UE, e ho piena fiducia nei vertici dell’UE, inclusi Antonio Costa e Ursula von der Leyen, per guidare la discussione. Ma c’era anche la chiara consapevolezza che se per qualche motivo le cose non dovessero funzionare, se l’Ucraina non può essere lasciata sola, allora dobbiamo assicurarci che i soldi ci siano ancora. Come abbiamo fatto, tra l’altro, negli ultimi due anni, perché siamo riusciti a ottenere i fondi necessari per l’Ucraina, anche senza gli asset congelati. Ma vediamo fin dove arriveremo. Perché, ovviamente, renderebbe le cose più facili”, sottolinea.

Lagarde: "Aiuteremo Kiev ma non violeremo il Trattato"

“Faremo tutto il possibile per aiutare l’Ucraina, ma non violeremo il Trattato”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo all’audizione davanti alla Commissione Economia del Parlamento europeo, rispondendo a domande sulla posizione dell’Eurotower in merito alle garanzie per il prestito all’Ucraina basato sull’utilizzo degli asset russi congelati. Lagarde ha spiegato che la Banca centrale europea non può sostituire gli impegni degli Stati membri né monetizzare le loro obbligazioni, in quanto “ciò costituirebbe una violazione dell’articolo 123 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”. “Non siamo noi a decidere il finanziamento diretto, ma il nostro compito è rispettare il Trattato e comunicare ai leader europei i rischi per la stabilità finanziaria”, ha precisato. La presidente della Bce ha inoltre sottolineato che ci sono strumenti compatibili con il Trattato, come l’emissione di obbligazioni specificamente destinate al finanziamento dell’Ucraina, ma che ogni soluzione deve garantire la stabilità finanziaria e il rispetto del diritto internazionale. “Il nostro dovere è aiutare Kiev, rispettando i limiti del Trattato e assicurando la sicurezza del sistema finanziario europeo”, ha concluso.

Rutte: "Non ostacoliamo negoziati Usa, Nato coinvolta"

“C’è una sola persona al mondo che è stata in grado di sbloccare la situazione di stallo quando si trattava di guerra in Ucraina, ed è il presidente americano, Donald J. Trump. E lo ha fatto. Ha iniziato a febbraio a impegnarsi, e lo è ancora oggi, e il suo team è impegnato, inclusi Steve Witkoff e Marco Rubio, e tutti i giocatori chiave dalla parte americana. E questo è cruciale, perché alla fine, gli Usa sono di gran lunga il più grande alleato nella NATO, la nazione più forte del mondo. E spetta davvero a loro prima sbloccare la situazione di stallo e poi assicurarsi che gli altri seguano”. Lo dice il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica.

“Ma portare a termine questo progetto, come ha detto anche il presidente americano, non è una cosa lineare. In una volta sola, qualsiasi proposta o tavolo, è necessario discuterne, e abbiamo visto gli incontri di Ginevra e Miami, ieri a Mosca, sarà un approccio graduale. L’ultima cosa che voglio fare è rendere più difficile il raggiungimento di un accordo commentando ogni passaggio intermedio. Posso assicurarvi che la NATO, qui al quartier generale io stesso, il mio team si sta coordinando strettamente con la Casa Bianca, con il Dipartimento di Stato, con tutti i nostri attori rilevanti dalla parte americana per essere di massimo aiuto in questo processo, perché lo riteniamo cruciale”, spiega. “E siamo tutti d’accordo che alla fine, ciò di cui abbiamo bisogno è un’Ucraina sovrana. Un’Ucraina sovrana che sappia che abbiamo in atto le necessarie, cosiddette garanzie di sicurezza, grazie alle quali la Russia, dopo un pessimo accordo di pace o un cessate il fuoco a lungo termine, non tenterà mai più di attaccare l’Ucraina, perché sa che la reazione sarà devastante. Questo è ciò a cui miriamo”, conclude.

Rutte: "Sosteniamo sforzi Usa per pace giusta e duratura"

“Vogliamo tutti che questo spargimento di sangue finisca e accolgo con grande favore i continui sforzi del Presidente Trump per raggiungere una pace giusta e duratura. Questo è fondamentale per risolvere questo conflitto; sosterranno gli Stati Uniti nel guidare questo sforzo e, con il procedere dei negoziati, non possiamo cedere il nostro impegno nei confronti dell’Ucraina”. Lo dice il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa al termine della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica.

“Ogni singolo giorno, missili e droni russi causano morte e distruzione, lasciando i civili senza riscaldamento, luce e acqua, con l’avvicinarsi dell’inverno. La sicurezza in Ucraina è strettamente legata alla nostra. Il nostro sostegno deve continuare a essere elevato per aiutare l’Ucraina a difendersi oggi e a scoraggiare il mondo per il suo bene e per il nostro”, aggiunge.

Meloni: "Evitare di spaventare ma Cavo Dragone parlava di cybersicurezza"

“Penso che siamo in una fase nella quale bisogna misurare molto bene le parole, bisogna evitare tutto quello che può generare confusione, che può spaventare, che può far surriscaldare gli animi. Detto questo, però circoscriverei le parole dell’ammiraglio Cavo Dragone a quello di cui stava parlando perché stava parlando di cybersicurezza”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di un punto stampa in Bahrein. “Io l’ho letta nel senso di dire: ‘la Nato è un’organizzazione difensiva, come poi stamattina è stato ribadito nuovamente, chiaramente oltre a difenderci dobbiamo anche riuscire a fare meglio prevenzione parlando di cybersicurezza. Quindi comunque bisogna fare attenzione anche a come si leggono delle parole che in ogni caso bisogna essere molto attenti a pronunciare, mettiamola così”.

 

Tajani: "Da Usa no dettagli su colloqui, ora risposte Kiev e Mosca"

Dal vicesegretario di Stato Usa “non abbiamo un aggiornamento dettagliato dello stato dell’arte” dei negoziati. “Sappiamo qual è la situazione, sentirò nel pomeriggio Marco Rubio. Vedremo qual è il punto della situazione. Bisogna aspettare le risposte ucraine e le risposte russe per vedere quale può essere il punto di incontro. Noi continuiamo a spingere perché si possa arrivare a questo accordo, lo facciamo con gli ucraini, parlando con gli americani. Vedremo cosa si potrà fare. accelerando i tempi perché la guerra che provoca migliaia di morti ogni settimana deve comunque terminare”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale Esteri alla Nato.

Cremlino, Putin ha discusso adesione Kiev a Nato con Witkoff e Kushner

L’adesione dell’Ucraina alla Nato è una questione chiave per la risoluzione del conflitto e se ne è discusso nell’incontro fra il presidente russo Vladimir Putin e i rappresentanti Usa, cioè Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha riferito il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Si tratta di una delle questioni chiave, è stata discussa”, ha detto ai giornalisti in risposta a una domanda al riguardo. Ushakov tuttavia non ha rivelato i dettagli della discussione. “I negoziati si sono svolti a porte chiuse e abbiamo concordato che né noi né gli americani avremmo commentato in modo specifico cosa e come i due rappresentanti americani e il nostro presidente abbiano discusso”, ha dichiarato.

Von der Leyen: "Su finanziamento ascoltate le preoccupazioni del Belgio"

“Abbiamo ascoltato molto attentamente le preoccupazioni del Belgio e le abbiamo prese in considerazione quasi tutte nella nostra proposta sui prestiti di riparazione, che è oggi sul tavolo. Abbiamo messo in atto misure di salvaguardia molto forti per proteggere gli Stati membri e ridurre il più possibile i rischi, ad esempio per garantire che un risarcimento illegittimo concesso al di fuori dell’Unione non possa essere applicato al suo interno”. Lo dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa di presentazione delle proposte per finanziare le esigenze dell’Ucraina.

“E, cosa molto importante, abbiamo creato un meccanismo di solidarietà molto forte in cui, alla fine, l’Unione può intervenire, perché vogliamo essere assolutamente certi per tutti i nostri Stati membri, e in particolare anche per il Belgio, che una cosa è certa: condivideremo l’onere in modo equo, come è tipico dell’Europa”, aggiunge.

Von der Leyen: "Più costi per Mosca, pressione per negoziare"

“Il FMI stima che l’Ucraina avrà bisogno di 135 miliardi di euro per i prossimi due anni, ovvero il 2026 e il 2027. Questo è necessario per mantenere lo Stato e i servizi di base in funzione sul fronte civile, ma anche per continuare a sostenere la coraggiosa resistenza Ucraina sul campo di battaglia, in modo che sul fronte militare, fin dall’inizio, l’Ucraina possa contare sul fatto che l’Europa rimarrà il partner più forte e costante”. Lo dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa di presentazione delle proposte per finanziare le esigenze dell’Ucraina.

“Sappiamo tutti che non potremo mai eguagliare il sacrificio del popolo ucraino, ma ciò che possiamo eguagliare è la sua resistenza, la sua determinazione, la sua tenacia, e possiamo fornirgli i mezzi per difendersi e guidare i negoziati di pace da una posizione di forza, e poiché la pressione è l’unico linguaggio a cui il Cremlino risponde, possiamo anche aumentarla. Dobbiamo aumentare i costi della guerra per l’aggressione di Putin, e la proposta odierna ci fornisce i mezzi per farlo”, rimarca.

“Pertanto, oggi stiamo inviando un segnale molto forte al popolo ucraino: siamo pronti a lungo termine per fornirgli i mezzi per difendersi e, cosa ancora più importante, i mezzi per guidare i negoziati di pace da una posizione di forza”, aggiunge. “E il messaggio alla Russia è che il prestito di riparazione, o il prestito dell’UE, una delle due soluzioni, sta aumentando il costo della guerra per la Russia e invita la Russia a sedersi al tavolo dei negoziati per trovare finalmente la pace”, conclude.

Due proposte Ue per il prestito a Kiev, dal bilancio o dagli asset russi

La Commissione europea ha presentato due soluzioni per sostenere il fabbisogno finanziario dell’Ucraina: un prestito UE, che si baserebbe sul bilancio UE (“headroom”), e un prestito di riparazione, che autorizzerebbe la Commissione a contrarre prestiti di liquidità da istituzioni finanziarie UE che detengono attività immobilizzate della Banca centrale russa. Queste due soluzioni sono supportate da un insieme completo di cinque proposte legislative.

Queste proposte istituiscono una serie di garanzie per proteggere gli Stati membri e le istituzioni finanziarie da possibili misure di ritorsione all’interno della Russia e da espropriazioni illegittime all’esterno della Russia, in particolare nelle giurisdizioni amiche della Russia. Per coprire qualsiasi rischio residuo, il pacchetto include un forte meccanismo di solidarietà sostenuto da garanzie nazionali bilaterali o dal bilancio UE.

Pur rispettando pienamente il diritto europeo e internazionale, le proposte mantengono anche l’integrità del mercato finanziario dell’Unione e lo status dell’euro come valuta globale. Il pacchetto comprende:- una proposta di regolamento per istituire un prestito di riparazione; – una proposta per vietare qualsiasi trasferimento di attività immobilizzate della Banca Centrale Russa alla Russia; – due proposte che istituiscono importanti garanzie per il prestito di riparazione, volte a proteggere gli Stati membri dell’UE e le istituzioni finanziarie da possibili misure di ritorsione. Le due proposte congiunte di modifica del regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio saranno rese pubbliche una volta che il Consiglio avrà preso posizione al riguardo, secondo le procedure applicabili.

Saranno integrate da una proposta parallela di decisione del Consiglio presentata da Kaja Kallas, Alta Rappresentante per gli Affari Esteri; – una proposta di modifica dell’attuale quadro finanziario pluriennale per consentire l’utilizzo del bilancio dell’UE per sostenere un prestito all’Ucraina, che potrebbe servire a entrambe le soluzioni proposte.

“Poiché la Russia continua a non mostrare alcun segno di volontà di impegnarsi per una pace giusta e sostenibile, la pressione sulle risorse dell’Ucraina continua a crescere, rendendo il sostegno costante dell’UE ancora più vitale – scrive l’Esecutivo Ue in una nota -. Le proposte si basano sulle opzioni presentate dalla Presidente von der Leyen il 17 novembre 2025, a seguito dell’invito del Consiglio europeo alla Commissione a presentare opzioni per il sostegno finanziario all’Ucraina e di ulteriori discussioni con gli Stati membri”. 

Lega: "No armi a lungo raggio, il rinvio del decreto per gli aiuti militari non è allineato al negoziato"

“Un conto è difendere l’Ucraina, altra cosa è alimentare una guerra: su armi a lungo raggio siamo contrari”. Lo ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, a Ping Pong, Rai Radio1. Rispondendo alla domanda sul rinvio del decreto per gli aiuti militari, Romeo ha aggiunto: “In questa fase serve un provvedimento che guardi alle garanzie di sicurezza dell’Ucraina nell’ambito del piano di pace degli Stati Uniti. Una semplice proroga rischia di non essere allineata al percorso negoziale”. 

Zelensky: "Oggi Umerov a Bruxelles poi incontro con inviati Usa"

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha reso noto che il capo negoziatore Rustem Umerov “ha riferito dei preparativi per gli incontri di oggi a Bruxelles con i consiglieri per la sicurezza nazionale dei leader europei”.

“Il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina sarà accompagnato a questi incontri dal Capo di Stato Maggiore Andrii Hnatov. Questa è la nostra continua coordinazione con i partner, e garantiamo che il processo negoziale sia pienamente attivo”, ha aggiunto Zelensky spiegando che “i rappresentanti ucraini informeranno i loro colleghi in Europa su ciò che è noto dopo i contatti di ieri da parte americana a Mosca, e discuteranno anche della componente europea dell’architettura di sicurezza necessaria”. “Dopo Bruxelles, Rustem Umerov e Andrii Hnatov inizieranno i preparativi per un incontro con gli inviati del Presidente Trump negli Stati Uniti”.

Cremlino: "Putin non ha respinto il piano di pace di Trump"

L’affermazione secondo cui il presidente russo Vladimir Putin avrebbe respinto il piano di pace degli Stati Uniti per l’Ucraina “è errata”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Lo riporta la Tass. “Come detto ieri, alcune cose sono state accettate, altre sono state segnalate come inaccettabili. Si tratta di un normale processo di lavoro, una ricerca di compromesso”, ha aggiunto.

Media Kiev: salta incontro fra Zelensky e inviati Usa

L’incontro in programma a Bruxelles tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la delegazione americana, composta dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e dal genero del presidente Jared Kushner sarebbe saltato. E’ quanto scrive il Kiev Post citando alcune fonti informate. Il presidente Zelensky starebbe facendo ritorno in Ucraina. Witkoff e Kushner ieri sono stati al Cremlino dove hanno tenuto un lungo vertice con il presidente russo Vladimir Putin. 

Tajani: "Nuovo pacchetto armi entro l'anno, acquisti Usa prematuri"

“Il dodicesimo pacchetto (di armi) è già stato approvato”. Se la Lega frena? “No, vedremo. Il Consiglio del Ministri deciderà prima della fine dell’anno. Non vedo problemi gravi da questo punto di vista”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa al suo arrivo alla ministeriale Esteri della Nato a Bruxelles.

Se acquisteremo armi Usa nell’ambito del programma PURL? “Vedremo, ancora è prematuro – aggiunge -. Intanto noi abbiamo mandato il nostro dodicesimo pacchetto , poi si vedrà per il successivo come muoverci. Valuteremo, parleremo, vediamo cosa sarà conveniente per l’Ucraina. Speriamo intanto che non servano più armi nei prossimi mesi. Se si raggiunge un accordo, se viene cessato il fuoco, le armi serviranno più, servirà fare altro – rimarca -. Penso alla sicurezza da garantire all’Ucraina, modello articolo 5 della Nato, che è una proposta italiana e con una presenza americana che possa anche garantire la difesa aerea. Questo è l’altro aspetto importante. Noi faremo la nostra parte, come sempre, anche oggi e anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

Tajani: "Oggi sento Rubio, sostegno a iniziativa Usa"

“Parleremo con gli Stati Uniti. Oggi sentirò il Segretario di Stato Marco Rubio. L’unità transatlantica è fondamentale, l’unità dell’Occidente è il presupposto per costruire la pace e costruire stabilità. Parlerò della situazione in Oriente, Sud America, ci sono tanti argomenti di cui parlare. Parleremo dell’Ucraina, è ovvio”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa al suo arrivo alla ministeriale Esteri della Nato a Bruxelles.

“Noi sosteniamo l’azione americana per costruire la pace sia in Medio Oriente sia in Ucraina. L’obiettivo è quello. Si stanno facendo piccoli passi in avanti e questo è un fatto positivo. Poi naturalmente bisognerà capire gli ucraini come intendono muoversi per quanto riguarda le questioni territoriali. Noi intanto continuiamo ad aiutarli finché non ci sarà la pace. Abbiamo inviato il dodicesimo pacchetto di aiuto immunitario, sono le sanzioni, si sta discutendo sui beni congelati”, rimarca. 

Mosca: "I contatti con Washington proseguiranno"

Il consigliere presidenziale russo per la politica estera Yuri Ushakov ha affermato che c’è ancora molto lavoro da fare per risolvere il conflitto in Ucraina, ma le parti non sono lontane dal raggiungere un risultato. “C’è ancora molto lavoro da fare, sia a Washington che a Mosca. I contatti continueranno a questa condizione”, ha dichiarato.

Raid russo sulla regione di Dnipropetrovsk, due vittime

Due persone sono rimaste uccise e altre tre ferite in un attacco russo effettuato nella notte sulla città di Ternivka, nella regione di Dnipropetrovsk. Lo ha reso noto su Telegram Vladislav Gaivanenko capo dell’amministrazione militare regionale. “Due uomini di 43 e 50 anni sono stati uccisi – ha affermato – altre tre persone rimaste ferite, tutte ricoverate in ospedale. Un uomo e una donna di 65 anni sono in condizioni serie. Un ragazzo di 18 anni è in condizioni moderate”.

© Riproduzione Riservata