Sono terminati, dopo quasi cinque ore, i colloqui a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump. Obiettivo: continuare lo sforzo diplomatico per arrivare alla pace in Ucraina. Il leader del Cremlino: “Non vogliamo la guerra, ma siamo pronti se l’Europa lo vuole”. La Russia, infatti, respinge come “inaccettabili” le proposte di modifica degli europei al piano di pace di Donald Trump, perché hanno “solo un obiettivo, quello di bloccare l’intero processo di pace” perseguito dal presidente americano.
Nel frattempo, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nella sua visita in Irlanda, ha affermato che “ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine a questa guerra”, affermando che l’ultima bozza del piano di pace è composta da 20 punti, sui quali si è lavorato a Ginevra e in Florida, ma “alcune cose devono ancora essere risolte”.
Durante i colloqui con Steve Witkoff e Jared Kushner il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia potrebbe accettare alcuni aspetti del piano statunitense per l’Ucraina, ma altri stanno suscitando critiche da parte russa. Lo ha affermato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, come riporta Ria Novosti. “Potremmo accettare alcuni punti, e il presidente lo ha confermato ai suoi interlocutori. Altri punti hanno suscitato critiche da parte nostra riguardo a una serie di proposte”, ha spiegato Ushakov.
Il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff hanno discusso le prospettive di una soluzione pacifica a lungo termine in Ucraina durante i colloqui al Cremlino. Lo ha annunciato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, come riporta Ria Novosti. “La cosa più importante, vorrei sottolineare ancora una volta, è che le parti hanno dichiarato la loro disponibilità a continuare a lavorare insieme per raggiungere una soluzione pacifica e duratura in Ucraina”, ha detto Ushakov.
I colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Whitkoff e il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, sono stati “produttivi”. Lo afferma Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti che ha partecipato all’incontro, in un post su X.
L’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steven Witkoff con Jared Kushner al Cremlino è ancora in corso dopo più di quattro ore. La conversazione si sta svolgendo a porte chiuse e la sua conclusione non è stata ancora annunciata. Lo riporta la Tass. All’incontro partecipano anche il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti.
“Ho risolto otto guerre. Questa sarebbe la nona, e la nostra gente è in Russia in questo momento per vedere se possiamo risolvere la situazione. Non è una situazione facile, lasciatemelo dire, è un casino. È una guerra che non sarebbe mai scoppiata se fossi stato presidente, nemmeno per sogno”. Lo ha detto durante una riunione di gabinetto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferendosi ai colloqui in corso a Mosca su una possibile pace in Ucraina. Lo riporta il Guardian.
“Un po’ di ottimismo c’era nelle mie parole, dovuto alla velocità dei negoziati e all’interesse da parte americana. Ciò dimostra che l’America non si sta ritirando da alcun tipo di dialogo diplomatico, e questo è positivo”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando da Dublino, dove si trova in visita. Lo riporta il Guardian.
Per quanto riguarda i negoziati di pace in Ucraina “penso che il ruolo dell’Italia potrebbe essere molto importante”. Così, come riportato dai media vaticani, Papa Leone XIV nella conferenza stampa sul volo di ritorno dal Libano. “Culturalmente e storicamente – ha detto ancora il Papa -, la capacità che ha l’Italia di essere intermediaria in mezzo a un conflitto che esiste fra diverse parti. Anche Ucraina, Russia, Stati Uniti. In questo senso io potrei suggerire che la Santa Sede possa incoraggiare questo tipo di mediazione e si cerchi e cerchiamo insieme una soluzione che veramente potrebbe offrire pace, una giusta pace, in questo caso in Ucraina”.
È iniziato l’incontro al Cremlino tra il presidente della Russia Vladimir Putin e l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff. “Sono contento di vederti”, gli ha detto Putin. L’inviato Usa ha replicato dicendo che Mosca “è una città straordinaria”. Lo riporta Ria Novosti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff. Lo riporta Ria Novosti. All’incontro partecipano anche il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov e Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti.
In un discorso al parlamento d’Irlanda, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’Ucraina è determinata a garantire un giusto accordo di pace, non solo per porre fine alla guerra in corso, ma anche per includere solide garanzie per impedirne un’altra in futuro. “Questo è andato avanti troppo a lungo per poter semplicemente chiudere gli occhi e voltare pagina sulla Russia. Senza una pace giusta, l’odio non si placherà. Continuerà a covare e a provocare nuova violenza”, ha detto, come riporta il Guardian, “la storia ha già visto questo e questa volta deve essere diverso. Abbiamo bisogno di una vera pace. Aiutateci a raggiungerla e non perdete mai la vostra fiducia nell’Ucraina”. Le sue parole sono state accolte da applausi scroscianti e da una standing ovation al termine del discorso
“C’è una possibilità reale di pace, ma dobbiamo coglierla”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky nel suo discorso al parlamento d’Irlanda. “I nostri popoli, ucraino e irlandese, sono tra i pochi in Europa ad aver lottato per secoli per il diritto a rimanere se stessi”, ha detto, “oggi l’Ucraina pienamente impegnata nei negoziati e più vicina alla pace che mai”. Lo riporta il Guardian.
Parlando con i giornalisti, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le truppe di Mosca hanno preso il controllo della città di Pokrovsk, nell’Ucraina orientale. Ha detto che questo ha “un significato speciale” perché “da questa base, da questo settore, l’esercito russo può facilmente avanzare in qualsiasi direzione che lo Stato Maggiore ritenga più promettente”. Putin ha quindi invitato i giornalisti stranieri a visitare Pokrovsk.
Il presidente della Russia Vladimir Putin ha accusato gli alleati europei dell’Ucraina di sabotare gli sforzi guidati dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra, affermando che “non hanno un programma di pace, sono dalla parte della guerra”. Il leader russo ha poi accusato l’Europa di modificare le proposte di pace con “richieste assolutamente inaccettabili per la Russia”, bloccando così “l’intero processo di pace”, solo per poi dare la colpa alla Russia.
In risposta agli attacchi ucraini alle petroliere, la Russia amplierà i suoi attacchi ai porti ucraini e alle navi che vi fanno scalo. “Innanzitutto, amplieremo la portata dei nostri attacchi contro le strutture portuali e le navi, contro le imbarcazioni che attraccano nei porti ucraini”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin, parlando ai giornalisti. “Se questa situazione continua, prenderemo in considerazione – non dico che lo faremo, ma prenderemo in considerazione – misure di ritorsione contro le navi dei paesi che assistono l’Ucraina in queste operazioni, in queste attività di pirateria”, ha aggiunto, “l’opzione più radicale sarebbe quella di isolare l’Ucraina dal mare. Allora sarà impossibile per lei dedicarsi completamente alla pirateria”. Lo riporta l’agenzia Tass.
L’Europa sta ostacolando il processo di pace di Trump, è a questo che mirano tutte le sue proposte. Lo ha detto il presidente della Russia Vladimir Putin, come riporta l’agenzia Tass. “I paesi europei si sono ritirati da questo processo di pace – in primo luogo”, ha affermato Putin, “in secondo luogo, vedendo che non apprezzano i risultati di ciò che sta accadendo oggi, hanno iniziato a ostacolare sia l’attuale amministrazione statunitense sia il presidente Trump nel raggiungere la pace attraverso i negoziati. A loro volta hanno abbandonato i negoziati di pace e stanno ostacolando il presidente Trump”.
La Russia non ha mai avuto intenzione, e non ha intenzione, di entrare in guerra con l’Europa, tuttavia, se l’Europa dovesse improvvisamente scatenare una guerra, la Russia sarebbe pronta “subito”. Lo ha affermato il presidente della Russia Vladimir Putin, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Non combatteremo l’Europa, l’ho detto cento volte”, ha affermato, “ma se all’improvviso l’Europa volesse combattere contro di noi e iniziasse a farlo, saremmo pronti fin da subito. Non ci sono dubbi”. Lo riporta la Tass.
Lo Stato maggiore dell’esercito ucraino ha smentito le affermazioni della Russia secondo cui Mosca avrebbe conquistato Pokrovsk, definendole una manovra propagandistica. L’esercito ucraino sta preparando ulteriori vie logistiche per fornire rifornimenti alle truppe nella zona, afferma lo Stato maggiore di Kiev in un post su Facebook.
Quello degli asset russi congelati “ho sempre detto che è un tema molto delicato. In linea di principio siamo favorevoli a utilizzarli, però bisogna vedere se c’è la base giuridica. Il problema è tutto là e se ne parlerà al prossimo Consiglio europeo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del forum economico Italia-Mongolia a Roma.
“È giunto il momento di trasferire i beni russi congelati in Ucraina, così potremo garantire in modo affidabile sia la nostra difesa che la nostra ripresa”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in conferenza stampa congiunta a Dublino con il primo ministro irlandese Micheal Martin. Lo riporta il Guardian. “Questo andrà a vantaggio non solo nostro, ma anche dei nostri partner. Daremo più ordini ai Paesi che ci aiuteranno”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di ritenere la Russia “responsabile dell’aggressione e dei crimini di guerra”.
“I consiglieri del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, stanno incontrando il presidente russo Vladimir Putin al Cremlino. Si prevede che da Mosca si recheranno in un paese europeo per incontrare il presidente ucraino Zelensky”. È quanto scrive in un un post su X il giornalista di Axios Barak Ravid.
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha detto che la sua visita in Irlanda rappresenta “uno dei momenti più difficili e allo stesso tempo più ottimistici”, poiché “ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine a questa guerra”. In conferenza stampa congiunta con il premier irlandese Micheal Martin, Zelensky ha aggiunto che l’ultima bozza del piano di pace è composta da 20 punti, sui quali si è lavorato a Ginevra e in Florida, ma “alcune cose devono ancora essere risolte”.
“Sappiate che finché l’Ucraina avrà bisogno del nostro aiuto e del nostro sostegno, l’Irlanda sarà al vostro fianco. La vostra lotta è la nostra lotta. Il vostro successo sarà il nostro successo”. Lo ha detto il primo ministro dell’Irlanda Micheal Martin in conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita nel Paese. “Continueremo a lavorare, anche quando assumeremo la presidenza dell’Ue il prossimo anno, per far progredire il più possibile i negoziati sulla sua adesione”, ha aggiunto Martin, “il popolo ucraino sta lavorando duramente per realizzare le proprie ambizioni nell’Unione Europea e merita il nostro sostegno. L’adesione all’Ue ha trasformato il nostro Paese e rafforza la nostra prosperità, e vogliamo che lo stesso accada ai nostri amici ucraini”. Lo riporta il Guardian.
In conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in visita, il premier irlandese, Micheßl Martin ha condannato il presidente russo Vladimir Putin e ha affermato che “cerca di ottenere un vantaggio al tavolo delle trattative intensificando l’incessante attacco della Russia in prima linea e contro gli ucraini, le città e le infrastrutture ucraine”. “Non gli si deve mai permettere di avere successo”, ha sottolineato. Lo riporta il Guardian. “Tutti noi vorremmo che la vostra visita qui si svolgesse in circostanze diverse e più felici”, ha aggiunto, “speriamo di potervi presto accogliere di nuovo quando la pace sarà tornata in Ucraina e al suo popolo”.
L’inviato speciale Usa Steve Witkoff è arrivato al Cremlino e con lui anche Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Per oggi è atteso a Mosca l’incontro fra Witkoff e il presidente russo Vladimir Putin.
“È difficile dire” se i colloqui porteranno alla pace in Ucraina “so che gli americani faranno tutto il possibile”. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza. “Abbiamo visto 20.000 russi morire al mese. Abbiamo visto perdite enormi da parte ucraina. Gli ucraini difendendo il loro paese, ma ci sono molti ucraini che muoiono in guerra. Questo è quello che il presidente Trump ha chiamato il tritacarne ed è arrivato il momento. Ieri abbiamo visto il filmato del presidente Putin vestito come un militare”, “un filmato davvero terribile, sapendo che è responsabile di 20.000 morti ogni mese”, “dobbiamo fermare tutto ciò ed è per questo che sostengo pienamente lo sforzo americano per porre fine alla guerra” ma “è difficile prevedere” quale sarà il risultato dei colloqui. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.
L’ingresso dell’Ucraina nella Nato “è un percorso irreversibile”, “l’Ucraina ha presentato domanda di adesione” ma “sappiamo nella pratica non c’è unanimità sull’adesione” di Kiev all’Alleanza. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.
“Fin dai primi giorni dell’invasione russa su vasta scala, gli alleati hanno dimostrato un impegno incrollabile nei confronti dell’Ucraina. Negli ultimi mesi, gli alleati europei e canadesi hanno fornito miliardi di dollari di equipaggiamento essenziale statunitense all’Ucraina attraverso Purl. Questo supporto è una parte importante dei nostri sforzi continui per garantire che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi oggi e scoraggiare future aggressioni. E c’è ancora molto che dobbiamo fare. Mi aspetto che gli alleati annuncino nuovi contributi nei prossimi giorni”. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza.
“Per quanto riguarda l’Ucraina, riconosciamo tutti che la nostra sicurezza è profondamente legata a questo e stiamo tutti lavorando per porre fine alla guerra con una pace giusta e duratura. Accogliamo con favore gli sforzi in corso guidati dagli Stati Uniti per rendere questo obiettivo realtà. E sono fiducioso che questi sforzi costanti alla fine ripristineranno la pace in Europa”. Lo afferma il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri dell’Alleanza di domani.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato accolto dalla presidente irlandese Catherine Connolly ad Áras an Uachtarßin, la residenza presidenziale, mentre il governo di Dublino ha annunciato 125 milioni di euro in aiuti non letali per l’Ucraina. Con questo finanziamento aggiuntivo, il totale degli aiuti militari non letali forniti all’Ucraina quest’anno ammonta a 200 milioni di euro. Il finanziamento fa parte di una nuova partnership tra Irlanda e Ucraina che sarà firmata questo pomeriggio da Zelensky e dal Taoiseach Micheal Martin, che si basa su un accordo firmato a Kiev lo scorso anno. La tabella di marcia 2030 sul partenariato Ucraina-Irlanda definisce gli impegni immediati dell’Irlanda nei confronti dell’Ucraina, tra cui 25 milioni di euro per sostenere il ripristino e la protezione delle infrastrutture energetiche ucraine e un programma per sostenere la formazione e altri sforzi nell’ambito del percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue. Lo riporta Rte.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato l’Irlanda per il suo fermo sostegno durante l’invasione russa. In un messaggio nel libro dei visitatori di Áras an Uachtarßin, la residenza presidenziale irlandese, Zelensky ha scritto: “A nome del popolo ucraino, esprimo la mia sincera gratitudine per il costante sostegno dell’Irlanda durante la nostra lotta contro l’aggressione russa”. Ha inoltre ringraziato per “la generosità dell’Irlanda nel fornire rifugio agli ucraini sfollati”. Lo riporta Rte.
Il rifiuto della Bce di garantire liquidità per ripagare gli asset russi nel caso che gli Stati membri non riuscissero a erogare i soldi in tempo a Euroclear? “Alla luce di questa posizione della BCE, stiamo discutendo su come garantire che questa liquidità possa essere assicurata. Stiamo fondamentalmente cercando soluzioni alternative, e questo fa parte di tutto il lavoro che si sta svolgendo in questo momento sulla legge sul prestito di riparazione”. Lo dice la prima portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. “Questo fa parte delle discussioni sul prestito di riparazione. Siamo in contatto con gli Stati membri – spiega la portavoce -. Siamo in contatto anche con le istituzioni finanziarie, in particolare con la Banca Centrale Europea. Stiamo anche discutendo con la Banca Centrale Europea su quali siano le soluzioni fattibili – prosegue -. Come garantire la liquidità necessaria è un aspetto assolutamente essenziale delle discussioni, ovvero garantire la liquidità necessaria per eventuali obblighi di restituzione degli asset, in questo caso alla Banca Centrale Russa. Questo è quindi un elemento importante del prestito di riparazione. È fondamentale garantire che l’UE, i suoi Stati membri e gli enti privati possano sempre adempiere ai propri obblighi internazionali“.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che ci sarà anche Jared Kushner, genero di Donald Trump, all’incontro di oggi a Mosca fra l’inviato Usa Steve Witkoff e il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Interfax. “Come già discusso, l’incontro russo-americano inizierà dopo le 17″ ora di Mosca, cioè le 15 ora italiana, “Putin incontrerà Witkoff, capo negoziatore americano per gli affari ucraini, al Cremlino. Jared Kushner sarà con lui“, ha detto Peskov ai giornalisti. “Non ci saranno altri rappresentanti della parte americana“, ha aggiunto, “solo un traduttore”. Per quanto riguarda la durata dell’incontro, Peskov ha precisato che andrà avanti per “tutto il tempo necessario”.
Il comando militare orientale delle forze armate di Kiev ha smentito la presa di Pokrovsk da parte dell’esercito russo. “Sono in corso operazioni di ricerca e assalto e l’eliminazione del nemico negli edifici cittadini”, si legge in un post sui social dove si parla di “tentativi degli occupanti” di issare la bandiera russa in alcune aree della città per “creare illustrazioni propagandistiche di controllo del territorio”.
Dovrebbe approdare nella riunione del Consiglio dei ministri in programma per giovedì, secondo quanto si apprende, il decreto legge per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Il testo, infatti, figura all’ordine del giorno della riunione preparatoria in agenda per mercoledì pomeriggio alle 16. All’odg del pre-Consiglio, tra le altre cose, le relazioni sulla partecipazione al processo normativo dell’Unione europea; un disegno di legge per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024; un disegno di legge di delega al governo per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni; uno schema di decreto legislativo contenente norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol recante modifiche al decreto del presidente della repubblica 26 marzo 1977, n. 235, in materia di energia.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato nella notte in Irlanda con la moglie, Olena Zelenska. Ad accoglierli il premier irlandese Micheál Martin, che ha pubblicato sul suo account X un video dell’arrivo. “È un onore dare il benvenuto in Irlanda al presidente Zelensky e alla first lady. Il nostro sostegno al popolo ucraino nella difesa della libertà e della democrazia rimane incrollabile“, recita il post.
Per Zelensky si tratta della prima visita ufficiale in Irlanda. Oltre che un incontro con il Taoiseach, cioè con il premier irlandese, è in programma che il presidente ucraino faccia visita alla nuova presidente Catherine Connolly e tenga un discorso alle Camere del Parlamento, l’Oireachtas, riunite in seduta congiunta. Il discorso è atteso intorno alle 15 ora locale, le 16 in Italia.
La Banca centrale europea (Bce) ha rifiutato di fornire una garanzia per un prestito di 140 miliardi di euro destinato all’Ucraina e basato sugli asset russi immobilizzati, secondo quanto riportato dal Financial Times. Francoforte ha concluso che la proposta avanzata dalla Commissione europea violerebbe il mandato della Bce, riferisce il quotidiano britannico citando fonti ufficiali. I funzionari di Bruxelles avevano chiesto alla Bce se potesse agire come prestatore di ultima istanza per Euroclear Bank – la controllata operativa del depositario centrale belga – per evitare un’eventuale crisi di liquidità, hanno spiegato persone informate al FT. La Bce ha risposto che ciò non è possibile. Il giornale cita anche un’analisi interna della Bce, secondo cui l’iniziativa della Commissione sarebbe equiparabile a un finanziamento diretto ai governi. In tale scenario, infatti, la banca centrale finirebbe per coprire le obbligazioni finanziarie degli Stati membri dell’Ue, una pratica vietata dai trattati europei perché rischia di alimentare l’inflazione e minare la credibilità dell’istituzione. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha avvertito che la reazione di Mosca sarebbe “molto dura e dolorosa” qualora i Paesi dell’Ue utilizzassero i beni russi congelati per finanziare un “prestito di riparazione” a favore dell’Ucraina.
“I russi sono ormai stanchi della guerra. Nessuno crede più alla vittoria, anche le élite sono state colpite”. Lo dice in una intervista al Corriere la politologa russa Ekaterina Schulmann, dal 2022 in esilio in Germania. “Nulla è scontato, siamo in uno scenario dagli esiti incerti – afferma – A gennaio si raggiungerà il numero impresso nella mente di tutti coloro che hanno frequentato una scuola sovietica o russa: 1.418 giorni, la durata della Grande Guerra Patriottica contro la Germania. Ma allora, circa due anni dopo l’inizio, era già chiaro chi stesse vincendo”. Mentre adesso, sottolinea, “forse è dalla metà del 2023, con la presa di Bakhmut che questa guerra non ha più avuto vere svolte. In questo periodo i cittadini e la classe dirigente russa hanno attraversato varie fasi. La prima è stata lo choc. L’invasione è stata una sorpresa totale per tutti, anche per le élite. C’era chi credeva che avremmo preso Kiev in tre giorni, chi temeva una catastrofe quando l’Occidente si è mobilitato e furono imposte le sanzioni“.
“Da comandante di due guerre, posso dire che nessuno conosce il costo di un conflitto e ne vuole la fine più di coloro che vi sono stati coinvolti. La chiave è concluderla in modo duraturo, giusto e ragionevole“. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera David Petraeus, già comandante delle forze multinazionali in Iraq e in Afghanistan ed ex direttore della Cia. “È difficile dire” se i negoziati stanno avvicinando l’Ucraina alla pace “perché ci sono cose che non sappiamo e molto dipende dalla disponibilità della Russia a fare concessioni“, ha detto, aggiungendo: “Abbiamo poca contezza di quello che i russi sono pronti ad accettare: finora le loro richieste sono state massimaliste incluso sostituire Zelensky con una figura pro-russa e una forte demilitarizzazione dell’Ucraina”. Ha poi affermato: “Speravo che ci potessero essere due serie di azioni da parte del mondo occidentale per l’aiutare l’Ucraina a fare ancora meglio sul fronte e nella difesa dello spazio aereo. Innanzitutto se l’Europa finalmente accettasse di usare i 200-250 miliardi di dollari delle riserve russe congelate nelle banche europee, in particolare in Belgio come collaterali per emettere bond garantiti di Euroclear, il denaro potrebbe essere dato all’Ucraina per acquistare sistemi di armi e munizioni che non possono produrre da soli (come quelle per la difesa dai missili balistici) ma anche per raddoppiare la produzione di droni da 3,5 milioni a 7 milioni l’anno. E potrebbero superare i loro problemi economici per due-tre anni”.
Un aereo che si ritiene trasporti l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steven Witkoff ha lasciato lo spazio aereo statunitense e si è diretto verso la Russia. Lo ha riferito alla Tass una fonte del controllo del traffico aereo. “L’aereo ha appena lasciato lo spazio aereo statunitense, diretto in Europa e poi in Russia“, ha dichiarato la fonte all’agenzia. Ha aggiunto che l’aereo è decollato da un aeroporto della Florida intorno alle 4 ora di Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà Witkoff nella giornata di oggi. Il tema principale sarà la risoluzione della crisi ucraina, comprese le proposte degli Stati Uniti in merito. Come precedentemente riportato dal portavoce del leader russo, Dmitry Peskov, l’incontro avrà luogo nel pomeriggio.
“L’Ucraina ha finalmente istituzioni capaci di arrivare a chiunque, senza riguardo per il ruolo. Il messaggio è chiaro: nessuno è intoccabile. Per il mio Paese è uno sviluppo positivo”. Lo dice in una intervista a Repubblica l’ex ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba in merito alle inchieste per corruzione in Ucraina. Mettere Rustem Umerov a capo dei negoziatori per il cessate il fuoco al posto di Andrij Yermak, l’ex braccio destro di Zelensky dimessosi proprio a causa dello scandalo corruzione, per Kuleba non è stato un controsenso: “è stato interrogato dagli uffici anti-corruzione e loro stessi hanno detto che è solo un testimone, non indagato”. In merito alla posizione degli Stati Uniti sull’anticipare il voto in Ucraina, Kuleba sottolinea che a differenza del passato, quando, dal suo punto di vista, “l’interesse degli ucraini per le elezioni era prossimo allo zero“, ora “la situazione si è ribaltata, il popolo percepisce che il Paese ha bisogno di un reset. Se ci sarà la tregua si andrà subito al voto”. In merito al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, evidenzia che “se anche non venisse rieletto avrà comunque un futuro. Che piaccia o no, è una figura di statura storica e non è necessario occupare una carica per far valere la propria voce”.
“Dal punto di vista del diritto internazionale l’attacco preventivo è legittimo se ci sono segnali concreti di un’aggressione imminente. Quanto all’essere ‘pro-attivi’, credo si riferisca alle due strategie tipiche della deterrenza. La prima è la ‘deterrenza della punizione’: quando si fa capire all’avversario che se attacca, uno è in grado di colpirlo in modo tale da fargli male. Poi c’è la ‘deterrenza della negazione’: si segnala all’avversario che non può rischiare di fare determinate scelte”. Lo dice in una intervista a Repubblica Carlo Masala, politologo all’Università della Bundeswehr di Monaco, in merito alle parole dell’ammiraglio Cavo Dragone su un ‘attacco preventivo’ della Nato in risposta alla guerra ibrida russa. Per Masala, “se ci hackerano o attaccano dei cavi sottomarini noi rispondiamo con le stesse mosse. Finora non è accaduto: siamo molto reattivi ma le nostre azioni sono contenute: non vogliamo dare alla Russia un motivo per fare peggio. E poi ci sono Paesi Nato che vorrebbero reagire in modo più aggressivo, altri no”, ha affermato.
Le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 45 droni ucraini in diverse regioni durante la notte. Lo ha riferito il Ministero della Difesa russo, come riporta la Tass. “Nel corso della scorsa notte, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 45 droni ucraini ad ala fissa: 14 nella regione di Bryansk, 8 nel territorio di Krasnodar, 6 nella Repubblica di Crimea, 5 nella regione di Volgograd, 4 nella Repubblica Cecena, 2 nella regione di Rostov, 1 nella regione di Orël, 1 nella regione di Lipetsk, 1 nella regione di Tver e 3 sul Mar Nero”, ha riferito il dipartimento militare.

