Uccisa da un colpo d’arma da fuoco nel portico di una casa che pensava di dover pulire. Un’addetta alle pulizie di 32 anni, originaria del Guatemala, è morta così, il 5 novembre scorso, a Whitestown, nei pressi di Indianapolis, in Usa. Maria Florinda Rios Perez, madre di quattro figli, è stata uccisa da un colpo sparato dal proprietario dell’abitazione, Curt Andersen, che ora è accusato di omicidio volontario. L’unica colpa della donna, quella di aver sbagliato indirizzo.

La dinamica dell’omicidio
Secondo le carte dell’inchiesta la vittima faceva parte di una squadra di addetti alle pulizie domestiche e si era recata, assieme al marito e collega, nella casa sbagliata. Mentre i due cercavano di aprire la porta con una chiave fornita dalla loro azienda, Andersen ha sparato da dietro la porta senza alcun preavviso. Il proiettile ha colpito la vittima alla testa, uccidendola, mentre il marito non è rimasto ferito.
Il processo a Curt Andersen, secondo quanto riporta Associated Press, dovrebbe iniziare il 30 marzo prossimo: l’uomo ha riferito agli inquirenti di aver sentito qualcuno che cercava di aprire la porta di ingresso e di aver pensato all’azione di qualche malintenzionato.

La disperazione dei parenti della vittima
Il corpo della vittima, Maria Florinda Rios Perez, è stato riportato in patria il 23 novembre scorso: ad accogliere la salma all’aeroporto di Città del Guatemala la madre Vilma Perez e altri parenti in lacrime, i quali hanno organizzato il trasporto nella loro città natale, Cabrican, a circa 200 km a ovest della Capitale. “La famiglia e tutti i guatemaltechi chiedono giustizia”, ha detto suo zio Samuel Pérez.
Cabrican si trova in una valle dove la maggior parte dei residenti sono Mam, un popolo indigeno Maya. Ríos Pérez aveva lasciato il Guatemala due anni prima con due delle sue figlie, assumendo un trafficante per poter raggiungere gli Stati Uniti perché era stato detto loro che gli adulti con bambini potevano entrare, ha riferito sua sorella.

