C’è la storia di resistenza delle ‘hermanas Mirabal’ in Repubblica Dominicana dietro il 25 novembre, la data che l’Assemblea dell’Onu scelse nel 1999 come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Le tre sorelle Minerva, María Teresa e Patria Mirabal – soprannominate ‘Mariposas’, ‘Farfalle’ – furono assassinate il 25 novembre del 1960 dalla dittatura sanguinaria di Rafael Leonidas Trujillo, che fu al governo nel Paese dal 1930 al 1961.
Le sorelle Mirabal, la storia delle ‘mariposas’ trucidate dalla dittatura
Attive nel gruppo dissidente ‘Agrupacion Politica 14 de junio’, le sorelle furono arrestate più volte insieme ai mariti, ma andarono avanti con la militanza. La situazione per la famiglia Mirabal era diventata difficile anche a seguito di un rifiuto pubblico a Trujillo da parte di una delle sorelle, Minerva Mirabal, durante una festa. Quel 25 novembre del 1960 tornavano verso casa dopo avere fatto visita in carcere ai mariti a Puerto Plata. Fu un viaggio senza ritorno. Furono fermate da agenti del servizio di intelligence militare, che le picchiarono, torturarono e uccisero. Poi gli agenti gettarono i corpi in un burrone insieme all’auto su cui le tre donne viaggiavano, per far sembrare che si fosse trattato di un incidente. Insieme alle sorelle, uccisero l’uomo che era alla guida dell’auto, Rufino de la Cruz.
La violenza contro le donne e il simbolo della farfalla
La farfalla è il simbolo di questa storia di resistenza. Minerva usava il nome in codice ‘Mariposa’ nelle attività clandestine contro il dittatore e quel nome fu poi esteso alle tre sorelle dopo la tragedia. ‘Las Mariposas’, appunto. Quando furono uccise, Minerva aveva 34 anni, Maria Teresa 25 e Patria 36. Quel crimine efferato sconvolse la società dominicana e pochi mesi dopo, a maggio del 1961, Trujillo fu assassinato in un’imboscata e la sua dittatura cadde. La storia delle ‘Mariposas’ valicò poi i confini nazionali, fino a diventare simbolo globale della violenza di genere. Le tre ‘hermanas’ lasciarono una sorella che non era con loro quel giorno, Dedé Mirabal, morta poi nel 2014. “Sono rimasta viva per raccontarvi la storia”, era solita dire.

